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Urban Safari

Una Milano autentica: storia e gioie culinarie in Via Casoretto

25 gennaio 2017

Nella fretta di espandersi e crescere, Milano si è portata dietro quartieri popolari che faticano ad adeguarsi alla metropoli che ormai avanza: raccolti, misteriosi e un po’ disordinati, sono piccoli gioielli che normalmente sfuggono al turista in vacanza. Il quartiere di Casoretto è esattamente così: a Nord di Città Studi, incastrato fra Lambrate e Loreto, conserva gelosamente la sua identità e rivela con parsimonia le proprie bellezze.

Il quartiere, un tempo frazione del Comune di Lambrate, si è sviluppato intorno alla Chiesa di Santa Maria Bianca della Misericordia, oggi conosciuta semplicemente come “Abbazia del Casoretto”. La chiesa venne costruita nel 1472 dall’architetto Guiniforte Solari, che lavorò anche in Santa Maria delle Grazie, e fu una delle mete predilette per i pellegrini che arrivavano a Milano in quegli anni. Grazie all’interesse di Carlo Borromeo che la frequentava spesso, l’abbazia venne restaurata alla fine del Cinquecento, conservando però intatti i tratti originali.

abbazia

Arrivando da via Casoretto, l’abbazia omonima si staglia fra i palazzi e le macchine parcheggiate in doppia fila, grazie alla sua facciata in cotto, il campanile e il rosone, fino a formare una simmetria quasi perfetta. Sul selciato di fronte all’ingresso della chiesa troviamo una grande rosa dei venti e all’interno un affresco attribuito alla scuola di Pisanello che raffigura la Vergine Bianca della Misericordia, da cui proviene il nome completo della chiesa.

facciata

L’abbazia si pone quindi al centro del quartiere, ma passeggiando sempre lungo via Casoretto, sono diverse le tappe obbligate: prima di tutto, per un aperitivo o un dopo cena, ci si può fermare al Cheers, un pub irlandese che unisce il clima allegro alla bontà e varietà delle birre servite. Il giovedì, come da tradizione, è il giorno giusto per concedersi una pinta a un al prezzo imperdibile di 3,50 euro e, per gli appassionati di tutti gli sport, non finisce qui: il calcio non fa da padrone ma vengono seguiti anche il rugby e il basket. Per questo il motto del locale è che al Cheers “si tifa forte”, eventi internazionali compresi.

cheers

Via Casoretto prosegue poi oltre l’abbazia fino a via Teodosio, e proprio all’incrocio fra le due vie troviamo l’altra perla del quartiere: l’Officina Generale ATM, familiarmente conosciuta come “Deposito dei tram”. Inaugurata nel 1929, l’Officina ebbe un ruolo fondamentale durante l’occupazione tedesca, perché fu uno dei luoghi chiave della resistenza antifascista: gli scioperi e le manifestazioni organizzate dai tranvieri a partire dal 1943 portarono però a una dura repressione e a retate violente nelle case lungo via Teodosio. Nel 1945, in concomitanza con la liberazione dal fascismo, i tranvieri si riorganizzarono e garantirono il servizio dei trasporti urbani già dal 28 aprile: per questi motivi, l’Officina non è solo il simbolo di una classe operaia coraggiosa ma di un intero quartiere laborioso e instancabile.

deposito tram

Questa “casa” dei tram milanesi, con i suoi 29.000 metri quadrati, apre periodicamente le sue porte e organizza visite per i curiosi che vogliono conoscere i retroscena della manutenzione e della riparazione di uno dei simboli più conosciuti della città. All’interno dell’Officina infatti, si conserva un pezzo indimenticabile della storia milanese: qui avviene la manutenzione dei “modelli 28″, i primi esemplari dei tram arancioni che attraversano orgogliosi la città da ormai (quasi) novant’anni. Vederli entrare e uscire, molto tardi o molto presto nel corso di una giornata, è un po’ come viaggiare nel tempo e condensare quasi un secolo nel loro sferragliare su rotaie.

deposito tram 2

Proseguendo lungo via Casoretto (arrivando dall’Abbazia), abbiamo alla nostra sinistra il Deposito dei tram e alla nostra destra una perfetta possibilità di riparo dal freddo di gennaio: la pasticceria e caffetteria La Siciliana.

siciliana

Dal 1956, la signora Jolanda, aiutata poi dai figli, porta avanti un angolo di tradizione catanese nel caos di Milano. Tra cannoli, grandi o piccoli a seconda della dieta, iris, sfoglie, cassate e babà c’è solo l’imbarazzo della scelta, per non parlare della frutta martorana, che viene preparata con farina di mandorle, e delle bucce d’arancia e di cedro candite. Durante l’estate La Siciliana offre anche la granita, disponibile in diversi gusti ma accompagnata, come vuole la tradizione, dalle brioche.

frutta martorana

Questa pasticceria è ottima sia per fare una sorpresa agli amici e occuparsi del dolce per una cena (un vassoio di cannoli è sempre una grande gioia) sia per una colazione o una merenda che non siano troppo attente alla linea. Sebbene l’orario della colazione rimanga il più affollato, nei mesi invernali è possibile sedersi nel salottino dietro al bancone dopo aver scelto i dolci direttamente dalla vetrina, mentre con l’arrivo del caldo sono disponibili dei tavolini all’esterno. Quello che rimane invariato è il gusto delle prelibatezze servite.

cannoli

Capiamo bene che a Casoretto, a qualunque ora ci capiti di passeggiare, non c’è pericolo di annoiarsi: in meno di 500 metri abbiamo scoperto un angolo di storia, un rifugio per appassionati di sport (e di birra), un intero spazio dedicato al mezzo di trasporto milanese per eccellenza e una zona franca per i peccati di gola.

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