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Palazzo Morando e la città di Milano d’altri tempi

30 dicembre 2016

Palazzo Morando Attendolo Bolognini si trova nel cuore del Quadrilatero della Moda, tra le boutique di Armani, Versace e dei designer più prestigiosi e tra acquirenti e curiosi di diverse nazionalità, che si aggirano galvanizzati o intimoriti dai templi dello shopping di gran lusso. Al numero 6 di via Sant’Andrea, dietro una facciata relativamente austera e decorata da un affresco lievemente consumato dal tempo, si nasconde un tranquillo cortile, completo di colonne, sculture e fiori (a seconda della stagione). Come spesso accade, Milano svela angoli inattesi e offre il suo fascino discreto solo agli occhi di chi sa fermarsi ad osservare, con pazienza e attenzione.

Palazzo Morando Cortile e Ingresso

Il palazzo prende il nome dai Morando Bolognini, gli ultimi ad avervi abitato prima di donarlo al Comune di Milano. L’edificio ha origini cinquecentesche, ha ospitato diverse famiglie ed è stato rinnovato nel corso del tempo e, nel suo aspetto attuale, presenta caratteristiche ed elementi decorativi del tardo barocco. Ma oltre al palazzo di per sé e alle sue sale, ciò che è interessante è quello che si trova esposto al suo interno. Le opere della Pinacoteca, concentrata sulla storia della città, e la collezione Costume Moda Immagine che permette l’allestimento di mostre temporanee, eventi e l’esposizione a rotazione di una manciata di abiti e costumi significativi; questi ultimi cambiano nel tempo, dialogano con le sale del palazzo e provengono da una collezione di oltre 6000 pezzi.

Palazzo Morando - Costume e Moda

Gli abiti sono circondati da dipinti, sculture e oggetti esposti nelle diverse sale del palazzo. Trattandosi di una precedente abitazione, non tutte le sale sono uguali a se stesse: spostarsi tra gli spazi significa spostarsi anche in ambienti diversi tra loro e arredati di conseguenza.

Palazzo Morando - Galleria Cinese e Costume Moda

C’è la sala dell’Olimpo, con lampadario di cristallo e soffitto affrescato, la Galleria cinese, che ospita le porcellane un tempo appartenenti alla famiglia, la galleria dei busti sospesa sul cortile all’interno di un sovrappasso verandato e così via.

Lampadario - Dettaglio Palazzo Morando

Seguendo il percorso si va alla scoperta di scorci e testimonianze di una Milano ormai perduta: la città dominata dagli Spagnoli e dagli Austriaci, quella napoleonica, della borghesia ottocentesca e delle eleganti signore dell’epoca e, forse la parte più curiosa e sorprendente, si trova raffigurata la Milano ancora ricca di corsi d’acqua, oggi ricanalizzati o coperti.

Il ponte di Porta Ticinese Pompeo Calvi (1857 ) Palazzo Morando

Molti dei dipinti esposti sono vedute risalenti al XIX secolo, documenti dell’evoluzione urbanistica della città. Se siete curiosi di scoprire come appariva Corso Vittorio Emanuele quando ancora si chiamava Corsia dei Servi, di dare un’occhiata alla Porta Ticinese quando si affacciava sull’acqua e conservava ancora un assetto medievale, qui vi è concesso questo e molto altro, in un tuffo nel passato che vi permetterà di esplorare diversi angoli di una città che non c’è più.

E poi si trovano testimonianze di luoghi e abitudini perduti nel tempo e nello spazio, come insegne d’epoca, dipinti delle corse dei cavalli ospitate nella Piazza delle Armi del Castello Sforzesco o delle maggiori chiese cittadine e non (Sant’Ambrogio, San Lorenzo, Chiaravalle). Si possono sbirciare gli interni del Caffé degli Specchi o dei Muti, che nell’Ottocento era situato di fianco al Duomo; il suo secondo soprannome si deve al fatto che venivano messi a disposizione degli avventori numerosi giornali, da cui l’atmosfera assorta. Si tratta di uno dei “gabinetti di lettura” in voga all’epoca.

Caffe degli Specchi o dei Muti - Palazzo Morando

Per chi conosce bene Milano, dunque, le rivelazioni interessanti non mancano. Se, invece, non avete in mente gli angoli ritratti, l’invito è quello di prendere appunti e visitare le zone in questione, per un’esplorazione della città in cui presente e passato dialogano. Visitare Palazzo Morando significa fare una scelta di campo spesso richiesta per conoscere bene Milano: avventurarsi al di là della facciata. Non aspettatevi un luogo che trasuda edginess, ma piuttosto un piccolo museo vecchio stile, che non rientra nel circuito ma nel filone delle case-museo milanesi. L’ingresso è gratuito il martedì pomeriggio dalle 14:00 o nell’ultima ora di apertura (dalle 16:30 alle 17:30) e, se ci tenete al budget, un’oretta può essere sufficiente per farvi un’idea; altrimenti il biglietto costa tra i 5 e i 3 euro (rispettivamente intero o ridotto): valgono questo tuffo nel passato, specialmente se accompagnato da una passeggiata nel cuore della Milano storica.

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