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Wish Bag

Milano, 5 indirizzi girly tra Cinque Vie e San Vittore

17 giugno 2016

A noi di Nuok piace esser sinceri: se i vostri cromosomi sessuali rispondono alla doppietta XX, l’articolo che avete appena iniziato a leggere, non fa esattamente per voi. A meno che non siate in prossimità dell’anniversario del vostro fidanzamento e dobbiate preoccuparvi di cercare un regalo all’altezza della Lei del cuore. Chiamiamole quote rosa del digital, fatto sta che il Wish Bag che stiamo per percorrere mano nella mano è dichiaratamente, spiccatamente e sfacciatamente femminile. Vi consigliamo questa staffetta per un sabato meneghino con l’amica che vi ha raggiunte per il weekend e che non vedevate da troppo tempo: la convincerete che a Milano non c’è solo la nebbia e verrà a trovarvi più spesso. Uomini avvertiti (quindi mezzi salvati), bff invitate… Ci sembra davvero di essere pronti per partire.

Cinque Vie è un quartiere mediamente posh di Milano in cui l’artigianalità di alta gamma sembra aver trovato il proprio habitat naturale. Così, tra corti fiorite, giardini segreti, balconcini raffinati e campanelli in ottone lucido, vi ritroverete a respirare una certa tradizione culturale mista a volenterosa operosità. Definitivamente rilanciato come distretto di design, Cinque Vie ha infatti ritrovato il fascino che gli spettava grazie alle straordinarie abilità dei negozianti della zona: quelle botteghe, quei concept store, quei laboratori hanno senso di esistere solo ed esattamente lì. Lì dove sono.

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La prima vetrina che calamita la nostra attenzione è quella di Funky Table, via Santa Marta 19, un incredibile arcobaleno in una giornata che, fino ad allora, si era presentata pressoché nuvolosa. Il colpo di fulmine beccherà anche voi e in un attimo sarete già dentro ad accostare le tazze da cereali alle tovaglie in pizzo, per capire quale sia il match migliore da destinare alla casa al mare.

Allestimento_Funkytable

Cosa è Funky Table? Funky Table è un bambino appena nato, un’idea fresca che sogna di riunire in un solo indirizzo oggetti dalle provenienze più eterogenee. La geografia degli scaffali è, infatti, in perpetuo aggiornamento e permette di viaggiare con la mente e col cuore dalle coste della Sicilia ai villaggi kenyoti, attraverso la natura dei paesaggi portoghesi e fino ad arrivare alle sale da thè inglesi. Nulla di ciò che troviamo all’interno del negozio è lì per caso: le due sorelle proprietarie, Mariangela e Titti Negroni, hanno sviluppato e affinato nel corso del tempo un senso del bello talmente solido da avere le idee chiarissime su quali oggetti abbiano l’anima funky e quali no.

Oggetti_Funkytable

Pescando le parole più adatte dal vocabolario, Funky Table è colore, ricerca, buonumore, imperfezione, ironia e calore, rovesciati in disordine dentro un frullatore appena prima di avergli dato il via. Il risultato finale va bevuto tutto d’un sorso, di modo che se ne possa apprezzare a pieno il gusto.

Se doveste scegliere un solo oggetto da acquistare, tiferemmo ovviamente il Kintsugi Kit, ossia il pacchetto che raccoglie tutto il necessario per riunire, tramite un collante oro o argento liquido, i pezzi di un oggetto in ceramica rotto, impreziosendo le nervature formatesi. Ogni pezzo riparato diventa dunque irripetibile, per via della casualità con cui la ceramica si frantuma e delle irregolari decorazioni che conseguono l’opera di riassestamento.

Prodotti_WaitandSee

Affine dirimpettaio del primo nome suggerito, al civico 14 della solita via (Santa Marta) fa capolino Wait and See, altra iniezione di contagiosa allegria di cui vi avevamo accennato qui. “La vita è bella” recitano le vetrine che guardano la strada, mentre uno zerbino di parole dipinte dai gessetti di Marta Biasi direttamente sul marciapiede ci dà il benvenuto.

Interni2_WaitandSee

Non possiamo che lasciarci trasportare da tanta consapevole serenità e, da subito, capiamo di non trovarci di fronte ad un convenzionale negozio di abbigliamento femminile, bensì di esserci resi spontaneamente portavoce di un vero e proprio progetto di lifestyle. Semplicemente varcando la soglia d’ingresso.

Tra queste mura serve il tempo e la calma di guardare, sorseggiando un tè, sfogliando i libri gentilmente offerti sul tavolino da fumo o redigendo la wishlist del compleanno a venire. Fuori le nuvole non promettono nulla di buono e Wait and See è il camino di colori che ci scalda una fetta di giornata.

Interni_WaitandSee

In termini di strategia commerciale, Wait and See è il concept store del lusso accessibile, là dove per lusso si intenda la possibilità di scegliere tra proposte internazionali e trasversali, che abbracciano il vintage così come la firma emergente o il veterano di nicchia. Irriverente e divertente, eclettico e valoriale, “il progetto ‘Wait and See’ lo fonda Uberta Zambeletti, dall’estetica sfaccettata: come la sua vita e il suo percorso professionale”.

Da via Santa Marta imbocchiamo via Nerino, percorrendola in direzione via Torino, per raggiungere uno di quei luoghi segreti che abbiamo conosciuto di passaparola in passaparola: “Da quelle parti c’è un posto magico, quando hai modo devi passare!”.

workinprogress_LaboratorioParavicini

Riteniamo di lasciare che questa sorta di “telefono senza fili” prosegua ininterrotto il proprio corso e vi consigliamo a nostra volta Laboratorio Paravicini, bottega artigiana di servizi per la tavola in ceramica sottile. O anche antro fiabesco che si materializza nella timida corte di un palazzo d’epoca.

Nonostante l’ubicazione, il baccano delle vie principali, appena alle nostre spalle, appare meravigliosamente lontano e niente può disturbare la quieta graziosa di Benedetta Medici e Costanza Paravicini che decorano a mano la ceramica ancora da cuocere. La pittura avviene infatti sul manufatto a “biscotto”, prima della vetrinata finale, affinché ogni disegno sia indelebile ed atossico, adatto all’uso quotidiano e alla lavastoviglie.

Interno_LaboratorioParavicini

L’ambizione alla base della nascita del laboratorio era quella di proporre piatti in ceramica che sapessero scaldare il quotidiano più di quanto la leziosa porcellana non abbia mai saputo fare. Controcorrente rispetto alle tentazioni di serializzazione che nel tempo si sono continuamente avvicendate, il modus operandi del laboratorio è rimasto, da oltre venti anni, finalizzato al soddisfacimento delle richieste di ciascuno: disegni ripetibili o sempre diversi, pezzi unici o marchi di fabbrica, regali personalizzati o collezioni serigrafate.

Con gli occhi pieni di tanta bellezza, salutiamo l’atmosfera a temporale firmata Paravicini e ci dirigiamo verso corso di Porta Ticinese, deviando il percorso su via Gian Giacomo Mora. Qui sorge Cavalli e Nastri, la patria incontrastata del vintage/seconda mano milanese, sdoppiata su due diversi locali, uno femminile e uno, rullo di tamburi, maschile (se siete arrivati a leggere fin qua, maschietti, significa che vi siete meritati questa piccola dedica), situati uno di fronte all’altro.

Interni_CavallieNastri

Cavalli e Nastri, pioniere della moda che fu, è la pellicola che riavvolge il tempo perduto e, senza troppa poesia, ma lasciando spazio al pragmatismo, è anche il miglior compromesso tra qualità e prezzo riscontrato finora sul vintage della città. Per dire, con poco più di 100 Euro si può portare a casa un abitino Saint Laurent che profuma ancora della cipria “talcata” che si mettevano le nonne per uscire con i nonni. Non a caso si tratta di uno dei luoghi del cuore delle stylist, che, attente, si avvicendano in negozio alla ricerca del pezzo nostalgico da rilanciare sui magazine patinati. Oltre ad abbigliamento e accessori, si possono trovare anche oggetti di modernariato e pubblicazioni cartacee da collezione. E sì, anche i fenicotteri che posano in vetrina sono in vendita.

Interni2_CavallieNastri

Mentre il passo libero continua a guidarci, nonostante i sacchetti gonfi di acquisti, ci spostiamo a poco a poco verso San Vittore, il quartiere di Milano tradizionalmente sovrapposto all’omonima casa circondariale. Nuok vuole invece raccontarvi di più.

Ultima tappa del Safari rosa, l’universo sospeso di Rossana Orlandi. Lo Spazio che porta il suo nome, situato in via Matteo Bandello 14, è la mecca della Milano sofisticata che rielabora i confini tra design vintage e contemporaneo. Da vecchia fabbrica di cravatte a tappa obbligata per gli addetti al settore, la galleria Rossana Orlandi si evolve silenziosa oltre un grande cancello in ferro. Al tempo stesso incubatore di talenti emergenti e prestigiosa vetrina per i disegnatori sempreverdi, lo Spazio si racconta in modo eclettico e, per questo, pieno di fascino. Quel fascino che attribuiamo alla padrona di casa stessa, visionaria designer, collezionatrice d’arte, maestra di immagine e intellettuale dall’aura aristocratica.

Veduta_SpazioRossanaOrlandi

La natura dello Spazio si presenta articolata e non convenzionale: uno showroom, uno store, gli uffici e l’ampio giardino si fondono l’uno con l’altro, quasi a rincorrersi. L’eterogeneità degli stili che il progetto comprende fa sì che ogni oggetto, ogni pezzo di design presente all’interno, risulti stimolo creativo, input di indagine, citazione rizomatica.

Giardino_SpazioRossanaOrlandi

Se nella memory card della fotocamera che sicuramente avrete portato con voi c’è ancora spazio per qualche scatto, vi consigliamo di concludere il Safari con la magia del tramonto in Sant’Ambrogio. In fondo siamo delle inguaribili romantiche, no?!

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