messikositi

Uorld

Messico: da Nord a Sud tra modernità e civiltà perdute

03 aprile 2017

Avete presente quei momenti della vita in cui ci ritroviamo a pensare: “mollerei tutto e partirei due mesi!” per poi rinsavire perché sembra essere un’idea fin troppo folle anche solo per sognarla? Qualcuno qui lo ha fatto e con la convinzione che non ci sia nulla di meglio che prendere coraggio e ritrovare la propria strada percorrendone mille altre in un viaggio che ha ben poco di mangia, prega, ama e tanto di voglia di avventura e di scoperta.

Se l’idea vi ha già conquistati, per seguirci nelle tre tappe che abbiamo pensato di scoprire con voi basteranno pochi vestiti e tanta curiosità infilzati in un backpack, una macchina fotografica per foto da invidia e qualche chilo di crema solare per assicurarsi che il sole cocente lasci solo una bella tintarella a zero sofferenze.
Messico, arriviamo!

catedral_esterno_messico

Terra di mariachi e colori, ospitalità ed energia, ottimo cibo da strada e vasta varietà etnica, il Messico è facilmente raggiungibile con partenza da Madrid/Parigi e atterraggio nella vibrante Città del Messico, una vera e propria New York latina. Da lì, raggiungere lo Yucatan per spalmarsi su spiagge cristalline e visitare centri a misura di turista con percorsi archeologici sbalorditivi o “allungarsi” fino al meridionale, bollente e suggestivo Chiapas è semplice grazie alla soddisfacente rete di bus e trasporti locali che percorrono il paese in lungo e largo.

Quattro giorni di pura energia a Città del Messico
Affollata, caotica e paradossalmente abbastanza bene organizzata, la città conta più di 8 milioni di abitanti e circa 13 milioni in più nell’intero stato federale. Considerando che i messicani tendono a vivere in casa solo per dormire, mentre tutte le altre attività vengono svolte all’aperto, talvolta si ha la sensazione che tutti e 8 milioni siano effettivamente per strada nello stesso momento, a qualsiasi ora del giorno e della notte…

calle_madero_citta_del_messico.JPG

Città del Messico è estremamente estesa ma l’ottima e soprattutto veloce rete metropolitana è il più valido sistema per poterla attraversare rapidamente e senza troppi rischi di perdersi. All’interno della città convivono molteplici quartieri completamente differenti tra loro e un buon punto da cui cominciare la scoperta è quello del residenziale Polanco. Quartiere di ambasciate e quindi di molti expats, ospita al suo interno lo stupefacente Museo Nacional de Antropologia, costruito negli anni ’60 e oggi struttura più visitata dell’intero paese.

museo_nazionale_di_archeologia_citta_interno_del_messico

Al suo interno 11 sale espongono collezioni temporanee e pezzi permanenti che ripercorrono la storia del paese da un punto di vista antropologico, ideale per chi non ha alcuna idea di cosa fossero le civiltà precolombiane e per tentare di capire a fondo la complicata struttura sociale ed etnica del paese. Dopo la visita, probabilmente farete anche più attenzione anche ai tratti somatici dei messicani stessi, accorgendovi di quanto essi possano essere diversi tra loro grazie alla convivenza e al mescolarsi di un altissimo numero di etnie differenti, ancora esistenti oggi e con propri codici e regole.

museo_nazionale_di_archeologia_giardino_citta_del_messico

Ogni sala prevede una piccola oasi verde esterna mentre l’esplanade è già di per sé un’attrazione grazie alla presenza di un gigantesco “ombrello” di acciaio e alluminio che raccoglie l’acqua piovana e la lascia fluire creando un dirompente effetto cascata.

museo_antropologia_esterno_citta_del_messico

Se la visita al museo può prendere una buona fetta del primo giorno, con gli ottimi trasporti sotterranei sarà facile raggiungere il centralissimo quartiere Zócalo (di cui già avete letto qui), la cui omonima piazza è considerata, non a torto, tra le più belle e le più grandi del mondo. Ad abbracciarla, il Palacio de Gobierno e il Palacio Nacional e la Catedral, che con la sua maestosità cattura l’attenzione al primo sguardo sulla piazza.

catedral_zocalo_citta_del_messico

Chiesa cattolica inaugurata nel ‘500, con la sua dirompenza non può che essere considerata la principale chiesa di Città del Messico e gli sguardi più attenti non potranno farsi sfuggire la minuzia degli esterni dell’edificio e i segni del passaggio degli innumerevoli fedeli al suo interno.

catedral_interno_citta_del_messico

Città del Messico alla bohemien: il quartiere Coyoacán

Se Condesa e Roma sono i quartieri della movida e del buon mangiare insieme con la Zona Rosa (quartiere effervescente, stravagante, energico e punto d’incontro della comunità gay) il quartiere Coyoacan è invece rifugio di artisti e intellettuali.

coyoacan_particolare_citta_del_messico

Villette basse dai colori rosso, ocra, blu, verde e chi più conosce colori più ne metta è il quartiere di Frida Kahlo, degli anni messicani di Leon Trotsky, di bohemiens, artisti e artistoidi, venditori di artigianato e cose e di vivace bellezza. Dedicare una mezza giornata a perdersi per i viali alberati pieni di colori e murales è praticamente un obbligo non scritto e invidiare gli abitanti delle bellissime villette è sentimento comune e pienamente giustificato, non fatevene una colpa!

coyoacan_citta_del_messico

Se saprete alternare il perdersi per le strade di Coyoacan con un’occhiatina buttata sulla mappa di tanto in tanto, potreste addirittura finire nella piccolissima ma assolutamente speciale Plaza Santa Catarina.
Non vi sono altro che una chiesetta gialla e una piccola piazzetta piena di alberi e panchine dove accomodarsi per godersi un raro momento di silenzio in questa città così caotica e il fascino di un angolo così riparato seppur ben conosciuto dai locali… E perché no, dove prendere delle romantiche lezioni di chitarra!

plaza_santa_catarina_coyoacan_citta_del_messico

Una volta in Coyoacan, non azzardatevi a snobbare il Museo di Frida Kahlo perché è un luogo che non può che entrarvi nel cuore. Un’icona per i messicani e una figura purtroppo solo recentemente capita in Europa, è forse tra i personaggi più interessanti del paese, complici la sua tormentata storia d’amore con Diego Rivera e le sue opere piene di significati e sofferenza dovuti alle sue terribili condizioni fisiche. Il museo è allestito nella Casa Azul, ma non vogliamo svelare troppo sul luogo: verrete letteralmente gettati nei ricordi e nei passi di questa bellissima seppur tragica figura. Una dritta: prenotazione biglietti online obbligatoria se non volete rischiare di essere rifiutati all’ingresso.

casa_azul_museo_frida_kahlo_giardino_messico

Ristoranti dove mangiare? No, grazie!

Quando siete in Messico, la prima cosa che non potrete fare a meno di notare è la quantità di cibo reperibile e soprattutto il dove. Infatti, l’idea che abbiamo sul cibo messicano è tale perché provato al ristorante sotto casa, ma in realtà qui mangiare è un affare di strada.
Le stazioni delle metro, i giardini pubblici, i marciapiedi e le strade sono inondate di negozi, negozietti, bancarelle e banconi dove mangiare tacos con carne, bere jugos naturali fatti con frutta che più fresca è impossibile, bibite di ogni sorta e un numero non ben stimato di tipologie di empanadas ed altre pietanze francamente impossibili da ricordare tutte.

street_food_citta_del_messico

Se poi la vostra non è proprio fame ma è più voglia di spiluccare qualcosa, basta dare un occhio agli stand ambulanti ricoperti di noccioline, patatine, semi e mini snack di ogni sorta.

street_food_citta_del_messico

Rimanere a stomaco vuoto qui è praticamente impossibile e in realtà le pietanze più buone sono da assaggiare nei mercados: praticamente la versione messicana dei nostri mercati rionali, propongono cibo di ogni sorta, ogni flora ed ogni fauna. Sopa Azteca, ceviche e tortilla di ogni sorta da accompagnare con un bicchiere di Mezcal e una fetta di arancia e sale di insetti per sentirvi come foste del luogo.

mercado_citta_del_messico

Il nostro mercado del cuore? Quello di San Juan, dove potreste sentirvi coraggiosi e dire di sì anche ad un piatto di carne di coccodrillo o insetti!

Mariachi, tra stereotipo ed orgoglio nazionale

Sono la prima cosa a cui si pensa quando si parla di Messico. Suonatori di professione ma diffusori della cultura messicana per amore, i mariachi sono quella cosa assolutamente tipica e stereotipata ma che non è possibile lasciarsi sfuggire. Fate un salto nella stra-affollatissima Plaza Garibaldi e fatevi confondere dalle miriadi di suonatori presenti in piazza: ci sono più gruppi di mariachi che suonano o che vendono sombreri che turisti! Piccola dritta: per vederli in azione e gustarveli con un buon Margarita, preparatevi a fare una fila lunga per entrare alla Cantina Tenampa, e perché no, affittatene qualcuno, come fanno i veri messicani quando celebrano occasioni importanti. Ne vale la pena! Anzi, date un occhio qui per capire di cosa stiamo parlando…

Un giorno alle piramidi di Teothiuacan

Il Messico è la culla delle civiltà precolombiane e il viaggio non sarebbe completo senza una visita a uno o più degli innumerevoli siti archeologici. Le piramidi di Teothiuacan sono a poco più di un’ora di bus dalla capitale e seguendo alla lettera le vostre guide non sarà per nulla difficile raggiungerle.

piramidi_teothiuacan_citta_del_messico

Gli Aztechi ritenevano che solo degli dei potessero avere innalzato tali piramidi e per questo le dedicarono al Sole e alla Luna. Probabilmente, questo spiegherebbe la distanza della cima dal suolo (quella del Sol misura circa 75 metri!) percepita come ancora più siderale quando si decide che una volta lì, vale la pena salire fin su… Scalini precari e irregolari conducono sino in cima in un percorso guidato e nonostante il fatto che forse i vostri polmoni non vi ringrazieranno e i muscoli delle vostre gambe men che meno, una volta guadagnata la meta lo spettacolo sarà talmente mozzafiato da farvi pensare: “è vero? Sono davvero qui?”

panorama_piramide_luna_teothiuacan_messico.JPG

Rotolando verso Sud: il Chiapas dei paesaggi mozzafiato

Il Messico è un paese gigantesco per cui una volta qui dovreste decisamente lasciare la sbrilluccicosa capitale e partire in esplorazione. Per esempio, a un’ora o poco più di volo verso Sud c’è un vero e proprio gioiello: il Chiapas.
Il paesaggio è montagnoso e la temperatura più calda e purtroppo si tratta anche della regione più povera del Messico ma lungi da voi pensare che questo equivalga a non essere bella. Rimarrete stupefatti dal suo fascino e dalla sua atmosfera così diversa da quella del Nord del paese.
Se userete come base quel gioiello di San Cristóbal de Las Casas avrete molteplici possibilità ed opzioni per visitare le aree circostanti.

catedral_san_cristobal_de_las_casas__chiapas_messico

Tanto per cominciare, San Cristóbal è la cittadina spagnola più vecchia della regione ma molto ben curata, super internazionale e anche un po’ ricercata quando si tratta di cibo e shopping, quest’ultimo decisamente da fare nel grande mercato nel Nord della cittadina dove trovare pregiata manifattura e distese di gioielli di ambra.
Disseminata di innumerevoli chiese, quella che a nostro avviso è la è più bella è il Templo de Santa Lucia, azzurra e bianca come una chiesetta greca che cattura l’occhio anche se nascosta tra le stradine di montagna della città.

templo_de_santa_lucia_san_cristobal_de_las_casas_chiapas_messico

San Cristóbal al è deliziosa ma davvero piccina, per cui è possibile avventurarsi intorno alla sua area senza rinunciare a vederne ogni singola attrazione. In particolare, noi vi suggeriamo di fare una visita al minuscolo villaggio di San Juan Chamula.
Poco meno di 2000 anime popolano il villaggio il cui mercato e la cui chiesa sono le maggiori attrazioni.
In realtà, la chiesa è forse quella più spettacolare con una ragion d’essere tutta sua: una volta oltrepassata la grande porta ornata di fini ceramiche non troverete dinanzi a voi una comune chiesa.

iglesia_san_juan_chamula_chiapas_messico

Non vi sono panche dove inginocchiarsi bensì un pavimento ricoperto completamente di aghi di pino per dar vita a riti religiosi tutt’altro che cattolici. Qui, è infatti molto presente uno sciamanismo che combina elementi del cattolicesimo e miti maya ma non vi sono preti cattolici nel villaggio e la fede è qualcosa che si pratica in solitaria.
I Chamula, abitanti del villaggio che fanno parte del gruppo dei Tzotziles, chiedono aiuto a San Juan (piazzato al posto della statua del Cristo) e alle altre figure sacre della chiesa accendendo un numero non precisato di candele che attaccano al pavimento e davanti al quale pregano…con della Coca Cola!
La famosa bevanda è difatti talmente entrata nell’immaginario dei messicani che viene addirittura vista come un aiuto a scacciare i mali.
Purtroppo, nell’intero villaggio le fotografie sono molto malviste e in chiesa è proprio proibito.

Piccola curiosità sulle donne Chamula: la comunità in sé ha riti e codici precisi e donne e bambine indossano delle gonne di lana che alla vista sembrano estremamente pesanti e che cambiano a seconda della stagione –bianca se è estate, nera se è inverno.

donne_chamula_san_juan_chamula_chiapas_messico

Cañón del Sumidero, meraviglia del mondo!

A pochi chilometri dalla capitale del Chiapas, Tuxtla Gutierrez, e a un’oretta di bus da San Cristóbal potrete immergervi in una delle meraviglie del mondo: il Cañón del Sumidero.
Una piccola imbarcazione da circa 10 persone vi porterà a spasso lungo il Rio Grijalva, dove l’acqua può raggiungere anche 250 metri di profondità e dove godere di una vista e di luci mozzafiato.

canon_sumidero_chiapas_messico

A zonzo per il rio, la sensazione provata sarà di una pace sconfinata mentre incontrate calette, grotte, cascate (se siete fortunati non vi sarà acqua e potrete vedere come sono fatte le rocce modellate dall’acqua) uccelli di varia specie e… coccodrilli in riposo!

canon_sumidero_fauna_chiapas_messico

Palenque, i Maya nella foresta incontaminata

Ci sono turisti che affrontano anche 15 ore di viaggio per arrivarci dai punti più disparati del Messico, questo ci sembra già un buon indice dell’irrinunciabilità di una visita al sito archeologico di Palenque.
Tempo stimato di viaggio da San Cristóbal 6 ore circa, vale la pena anche solo per perdersi qualche ora nella foresta silenziosa e fitta. Sviluppatasi tra il 300 ed il 600 a.C., Palenque è uno dei siti Maya con le più sofisticate opere architettoniche dell’epoca, più della metà delle quali ancora inesplorate in quanto inghiottite dalla foresta circostante.

palenque_sito archeologico_foresta_tropicale_chiapas_messico

Il Messico offre una varietà inestimabile di bellezze ed è un paese che da solo merita un viaggio intero ma il nostro viaggio di scoperta dell’America Centrale deve proseguire con la ripromessa però di tornare e fermarsi per più tempo.

Intanto, il prossimo volo ci aspetta e senza svelarvi nulla sulla seconda caldissima tappa del nostro viaggio vi anticipiamo solo di portare qualche costume e una coloratissima tavola da surf per resistere alle gigantesche onde che vi aspettano. Curiosi eh? Non rimarrete delusi, parola di Nuok!

, ,