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On the road in Australia da Melbourne ad Adelaide

01 maggio 2017

In Australia spostarsi da una delle città principali ad un’altra senza prendere aerei è un’autentica avventura, considerate le distanze e la bassissima densità della popolazione. L’Australia infatti è il sesto stato al mondo per estensione ma la densità media è di 3 abitanti per km² e quasi tutta la popolazione si trova nelle città principali e lungo le coste. Viaggiare via terra offre però la possibilità di scoprire da vicino lo straordinario paesaggio australiano.
Molti sono gli itinerari di collegamento tra le città a essere diventati epici.

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Ad esempio: per raggiungere Perth da Adelaide bisogna attraversare il Nullarbor Plain il cui nome evoca giustamente lande desolate e orizzonti sconfinati; i 2700 km che separano le città possono essere percorsi su strada lungo un tragitto che è stato compiuto da un europeo solamente nel 1841 (ma dagli anni ’70 è tutto asfaltato), oppure una comoda e rapida alternativa può essere il treno a lunga percorrenza Indian Pacific che collega Sydney a Perth, con pit stop ad Adelaide.

Da Perth per arrivare a Darwin invece si attraversano luoghi dal nome evocativo, come Big Empty – il grande vuoto – e si possono intraprendere percorsi nell’outback lungo le leggendarie sterrate Gibb River Road e Duncan Road, ma è anche possibile fare snorkeling a Ningaloo Marine Park dove si trova la barriera corallina più grande d’Australia. A collegare Darwin ad Adelaide attraversando per più di 3000 km zone desertiche, ma anche passando vicino ai bellissimi parchi naturali (Flinders Ranges, Uluru-Kata Tjuta, Litchfield, Kakadu National Park), è invece la Stuart highway, che prende il nome da John McDouall Stuart – l’esploratore che per primo attraversò l’Australia da sud a nord.

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Infine, partendo da Melbourne in direzione Adelaide si trovano la famosissima Great Ocean Road e la Princes Highway, un itinerario costiero di 700 km famoso per i panorami che si possono vedere nel tragitto: scogliere a picco sul mare, tratti di costa ideali per il surf, foreste pluviali, scorci sull’oceano tra un tornante e l’altro, spettacolari formazioni rocciose, lagune e saline.

Percorrerli è molto semplice, non occorre un fuoristrada, ci sono tante cittadine lungo il percorso ideali per fare una sosta, non c’è nessun deserto da attraversare e per le consuete distanze australiane 700 km non sono poi molti. Insomma, l’itinerario ideale per un viaggio on the road. Pronti? Si parte!

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LA GREAT OCEAN ROAD

La Great Ocean Road (B100) è stata costruita manualmente dai reduci della prima guerra mondiale, i lavori sono iniziati nel 1919 e ci sono voluti ben tredici anni per completarla. La strada inizia a sud-ovest di Melbourne lungo la costa presso la cittadina di Torquay, considerata la capitale australiana del surf. Qui si trova l’Australian National Surfing Museum e ogni anno nella vicina Bells Beach – nota per essere l’ambientazione finale del film Point break, anche se la scena non è in realtà stata girata qui – si svolge la famosa gara di surf Rip Curl Pro. In alternativa al surf in questo tratto di costa si snoda anche la Surf Coast Walk, un sentiero di 44 km che da Point Impossible conduce a Fairhaven tra tratti costieri e percorsi nell’entroterra anche all’interno del Great Otway National Park.

Proseguendo da Torquay verso sud lungo la costa a sinistra vi sono continui affacci sull’oceano e tantissime sono le spiagge dove fermarsi, mentre a destra le verdi colline e le foreste di eucalipti degli Otway Ranges. Poco dopo si incontra la cittadina di Lorne.

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Lorne è un buon posto per una sosta. Le vie sono alberate da alti eucalipti e sono in continuo saliscendi, alle spalle della cittadina inizia il Great Otway National Park e da qui partono diversi sentieri che portano a cascate all’interno del parco, inoltre vi è una grande spiaggia e nel mese di novembre si tiene anche un film festival. Qui vi consigliamo di fermarvi a mangiare al ristorante greco Ipsos, una taverna greca che serve pesce fresco dei mari australiani. Inoltre prima di ripartire potete prendere il sentiero che dal molo porta al Teddy’s lookout da cui si ammirano dall’alto i tornanti della Great Ocean Road.

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Dopo Lorne la strada continua seguendo il litorale in continue curve, svolte e tornanti, ma si può approfittare degli occasionali punti panoramici per fermarsi a godere del meraviglioso paesaggio. Lungo il tragitto vi consigliamo di fermarvi a Wye River dove potrete bere un ottimo caffè, rifornirvi di generi alimentari e anche comprare cartoline all’accogliente Wye general.

Proseguendo, la strada continua a serpeggiare fino ad Apollo Bay. Questa cittadina turistica si trova in un punto strategico, a metà strada tra le meraviglie di Port Cambell National Park e le spiagge di Torquay amate dai surfisti. Da qui parte la Great Ocean Walk, un trekking di 104 km percorribile in una settimana che porta fino alla maggiore attrazione del percorso, i Twelves Apostles. Inoltre non lontano, nell’entroterra, si trova Maits Rest Rainforest: una foresta pluviale temperata in cui è possibile addentrarsi seguendo un percorso circolare su passerella di legno accanto ad alberi giganteschi, come l’eucalyptus regnans che con i suoi 100 metri è uno degli alberi da fiore più alti del mondo. Questo luogo ha avuto grande importanza per le popolazioni aborigene e non è davvero possibile non sentire una profonda connessione con la natura che ci circonda.

Maits Rest Forest

Riprendendo il percorso vi consigliamo di fare una deviazione verso il Cape Otway Lightstation per due ottime ragioni: la prima è la vista che si gode dal faro, la seconda è che lungo la strada potrete vedere i koala. Poco dopo aver abbandonato la strada principale per svoltare a sinistra, aguzzando la vista verso gli alberi sopra di voi potrete vedere questi pigrissimi animali riposare tra le fronde; ciò che più sorprende è che nonostante il loro peso riescano a stare sui sottili rami terminali. Non molta gente si spinge fino al faro, così potrete fermarvi con tranquillità a vedere i simpatici marsupiali.

A Cape Otway Lightstation si accede solo a pagamento (un biglietto intero costa 19,50 dollari australiani), ma il faro è il più antico del continente australiano e dalla lanterna avrete la possibilità di vedere le ripide scogliere e il litorale frastagliato, chiamato anche “costa dei naufragi” a indicare quanto questo tratto sia pericoloso per la navigazione.

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Lasciato Cape Otway si attraversano le cittadine di Glenaire, Lavers Hill, Yuulong, Princetown, e finalmente si arriva ad una delle maggiori attrattive della Great Ocean Road: Port Campbell National Park.

Le scogliere di roccia calcarea qui sono alte più di 70 metri e sono state erose dai flutti e dalle maree che nel tempo hanno scolpito archi e faraglioni e creato baie e insenature. Le formazioni rocciose più spettacolari sono quelle dei Twelves Apostles, faraglioni di colore ocra che si ergono dal mare dove un tempo arrivava il promontorio, originariamente venivano colloquialmente chiamati la scrofa e i maialini, ma il nome attuale è molto più solenne anche se è difficile arrivare a contarne dodici. Per osservarli in sicurezza dall’alto delle scogliere è stato creato un percorso su passerelle con varie piattaforme di osservazione, il panorama dal promontorio è davvero bello; in alternativa è possibile vederli dall’alto partecipando a uno dei tanti tour che organizzano voli in elicottero.

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Anche se i Twelves Apostles sono l’attrattiva più famosa e scenografica, tutto il tratto di costa del Port Campbell National Park è straordinario e tantissime sono le particolari formazioni rocciose da vedere. Vi consigliamo in particolare una sosta ai Gibson Steps, 86 scalini intagliati nella faccia della roccia che portano ad una spiaggia solitaria e selvaggia da cui si vedono altri due faraglioni chiamati Gog e Magog che si ergono dal mare come giganti rocciosi.

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Le attrattive in questo tratto di costa non mancano, infatti ogni anno tra giugno e settembre arrivano per riprodursi le balene australi, così le cittadine come Warrnambool, nate come insediamento per cacciatori di balene, oggi sono meta di un gran numero di appassionati di whale-watching. Nell’entroterra inoltre si trova la riserva naturale di Tower Hill, una conca con un lago al centro che altro non è che una caldera formata dall’eruzione di un vulcano; qui potrete fare passeggiate attorno al lago o salire fino alla sommità di Peak Climb in compagnia di emù, canguri o di qualche scolaresca in gita. Per un giro cittadino vi consigliamo invece Port Fairy: qui potrete fermarvi a mangiare in uno dei tanti bar sulla via principale, come Rebecca’s Cafè, o fare una passeggiata fino al faro sull’isola di Griffiths.

TowerHill

PRINCES HIGHWAY

A Warrnambool la Great Ocean Road termina raccordandosi con la Princes Highway (A1). Anche il paesaggio cambia, abbandoniamo le foreste di eucalipti e le alte scogliere per una zona verde e pianeggiante con numerosi pascoli e passate le cittadine di Portland e Nelson si abbandona lo stato di Victoria per entrare nel South Australia.

Anche questo tratto di strada lungo la Limestone Coast riserva delle sorprese, più o meno interessanti: a Mount Gambier troverete proprio sotto la cittadina un sistema di grotte e persino un lago sotterraneo, a Kingston invece passerete accanto ad una aragosta in rete metallica e fibra di vetro a grandezza naturale chiamata Harry The Lobster.

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Noi però vi consigliamo di fare una sosta a Robe, una bella cittadina con un piccolo porticciolo, una grande spiaggia e uno storico pub all’interno di un edificio in sasso dove fermarsi a mangiare un buon piatto di pesce o anche a dormire, il Caledonian Inn. Inoltre Robe ha il vantaggio di avere vicino una riserva che a nostro parere è una delle più belle dell’intero tragitto: Little Dip Conservation Park. Al parco si accede da Nora Creina Drive che fuori dalla città diventa sterrata (ma andando piano e stando attenti è possibile percorrerla anche con un’auto che non sia un fuoristrada) e passa dapprima tra campi e poi accanto ad un sistema di acquitrini e dune, fino all’indicazione di svolta a destra per Little Dip Beach, poi verso la fine la strada diviene impraticabile ma è possibile proseguire a piedi tra le dune fino alla spiaggia; in alternativa si può arrivare a piedi da Robe seguendo il Coastal Track. Little Dip Beach è una grande mezzaluna di sabbia bianchissima, acqua turchese e blu, rocce e violente onde con alle spalle dune fiorite, certo non è un posto ideale per il nuoto ma, complice anche la difficoltà di raggiungerlo, sarete soli a godervi questo luogo meraviglioso.

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L’itinerario impone di ripartire e un altro parco naturale ci attende, diversissimo da quelli già visti: Coorong National Park, un sistema di saline, lagune, pozze separate dal mare dalla Younghusband Peninsula, abitate da pellicani e altri uccelli acquatici. Si attraversa il parco sempre guidando lungo la Princes Highway, ma arrivati a Wellington la si abbandona per attraversare il Murray River su un ferry boat in direzione della Fleurieu Peninsula, dove il paesaggio cambia di nuovo completamente, pascoli, bush, campi e tantissimi vigneti, la zona di Adelaide è infatti famosa anche per le regioni vinicole.

I paesi di Middleton e Port Elliot o la più grande Victor Harbour sono perfetti per fermarsi per la notte prima dell’ultimo tratto: vi consigliamo di dormire presso Beach Huts Middleton, una struttura composta da dodici casette colorate in legno all’interno di un grande giardino, un luogo dove ci si sente davvero in vacanza.

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KANGAROO ISLAND

Sulla punta del promontorio della Fleurieu Peninsula si trova Cape Jervis, da qui partono i traghetti per la selvaggia Kangoroo Island, tappa obbligata se si passa in questa parte d’Australia.

L’isola è un vero paradiso naturalistico dove potrete vedere canguri, wallaby, koala, leoni marini, opossum, ornitorinchi, goanna, pinguini minori. Inoltre una particolarità di questa isola è che è abitata da api liguri: esse sono state importate a fine ottocento e sono le uniche api presenti su Kangoroo Island perché l’isola è fuori dal raggio di volo delle api del continente ed è vietato portare api, miele e prodotti ricavati dal miele.

Sull’isola non esistono trasporti pubblici, per cui le uniche alternative per visitarla sono partecipare ad un tour organizzato oppure avere o noleggiare un’auto per conto proprio; ci sono solamente due strade asfaltate, ma anche le altre sono percorribili procedendo con calma e attenzione.

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Il ferry boat sbarca sulla Dudley Peninsula a Penneshaw, dove si trova un centro faunistico nel quale è possibile osservare una colonia di pinguini minori.  La strada da qui porta fino a Kingscote, il centro principale di Kangaroo Island, per poi dividersi in due strade, North Coast Road e South Coast Road. La strada che passa a nord dell’isola arriva fino all’estremità nord occidentale, dove si trova il faro di Cape Borda, e da essa partono altre stradine che portano a meravigliose spiagge, come Emu Bay, Strokes Bay, Snelling Beach, Western Rive Cove. Vi consigliamo però di svoltare a sinistra e prendere la West End Highway che conduce ad una delle maggiori attrattive dell’isola: Flinders Chase National Park.

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Flinders Chase National Park è una dei più bei parchi del South Australia, ideale per fare escursioni e osservare da vicino la fauna locale. La tassa di ingresso al parco costa 22 dollari australiani, ma è possibile fare un pass da due giorni a 32 dollari.

Fin dal parcheggio del centro visitatori vi consigliamo di fare attenzione e guardare sopra di voi, non sarà difficile vedere qualche koala sonnolento sui rami di un albero di eucalipto. Da qui partono belle camminate, come la Black Swamp Hike, un percorso circolare percorribile in 3 ore che vi porterà a passeggiare nel bush accanto a wallaby, canguri e oche di capo Barren fino ad uno stagno dove, stando in silenzio e con un po’ di fortuna, potrete vedere uno degli animali più timidi e restii a mostrarsi all’uomo: l’ornitorinco. Il percorso prosegue lungo il fiume Rocky attraverso foreste di eucalipti e bush, ma gli incontri non sono finiti perché sarà facile vedere lungo il piccolo sentiero dei goanna, una specie di varano, ma nessuna paura perché saranno più interessati agli insetti che a voi.

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In alternativa dal centro visitatori è possibile proseguire fino al Cape du Couedic, dove un sentiero in parte battuto, in parte su passerelle di legno, vi porterà fino all’Admiral Arch, un enorme arco nella roccia vicino al quale abita una grande colonia di leoni marini neozelandesi: l’odore che emanano è davvero sgradevole ma vederli sonnecchiare o giocare tra loro è molto bello. Non lontano si trovano altre famose formazioni rocciose: Remarkable Rocks, massi di granito notevoli per grandezza e anche per conformazione, dato che sono stati modellati dalle onde e dai venti nelle forme più strane e che sono resi ancora più singolari da un lichene che li ricopre e dona loro una calda tonalità arancione.

Vicino alla riserva è possibile dormire al Kangaroo Island Wilderness Retreat, un resort spartano ma situato vicino all’ingresso del parco e con all’interno anche un ristorante dove è possibile cenare, una grande comodità considerato che non sono molte le strutture in zona e che è sconsigliato guidare la sera per il fatto che molti animali potrebbero attraversarvi la strada all’improvviso.

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Nella parte sud dell’isola, raggiungibile percorrendo l’asfaltata South Coast Road, vi sono altri parch, quello che però secondo noi non può non essere visitato durante un viaggio a Kangaroo Island è Seal Bay Conservation Park, una lunga spiaggia di sabbia bianchissima affacciata sul mare turchese dove vive una colonia di circa mille leoni marini australiani. L’ingresso al parco (16 dollari australiani) consente di camminare sulle passerelle di legno fino agli osservatori che affacciano sul litorale, ma per poter scendere alla spiaggia e vedere i leoni marini più da vicino è necessario partecipare ad un tour guidato con una guida che vi spiegherà tutto sulla vita dei leoni marini (il costo è ben più alto, 35 dollari australiani, ma a nostro parere ne vale assolutamente la pena). Camminare sulla banchina a poche decine di metri dai leoni marini che giocano, si tuffano in acqua o restano sdraiati sulla sabbia è davvero emozionante.

Seal bay conservation bay

Per fermarsi a dormire per la notte in questa parte dell’isola un’ottima soluzione è Stranraer Homestead, un podere immerso tra pascoli e bush; i proprietari, Lyn e Graham, vi accoglieranno con grande gentilezza, inoltre chi vuole può anche cenare nella tenuta insieme agli altri ospiti e dopo cena andare a vedere i canguri che vivono nei campi attorno alla casa.

Infine, prima di lasciare l’isola vi consigliamo di fare una sosta rilassante alla magnifica spiaggia di Pennington Bay.

Pennington Bay Kangaroo island

Tornati sul continente l’ultima tappa ci porta ad Adelaide passando per la costa ovest della Fleurieu Peninsula  e la McLaren Vale Wine Region. In questo tratto di strada si passa accanto a tantissimi vigneti ed è possibile anche fermarsi a visitare una delle molteplici aziende vinicole della zona; in alternativa è possibile esplorare la zona percorrendo a piedi o in bicicletta il Shiraz Trail, una pista di una quindicina di chilometri che ripercorre la vecchia linea ferroviaria che univa McLaren Vale a Willilunga, lungo il percorso non mancheranno le cantine dove fare una sosta ad assaggiare il famoso vino shiraz della zona.

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Dopo poco più di mezz’ora eccoci ormai arrivati a Adelaide, la nostra destinazione.

Non resta che riposarci all’Adelaide Botanic Garden, mangiare qualcosa al Central Market, visitare l’Art Gallery of South Australia o fare una gita in una delle altre regioni vinicole attorno alla città. In alternativa da qui è possibile prendere uno dei mitici treni a lunga percorrenza gestiti dalla Great Southern Rail (l’Indian Pacific, l’Overland e The Ghan) per continuare la propria avventura australiana.

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