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Urban Safari

Weekend a Marsiglia immersi nell’atmosfera di Natale

19 dicembre 2015

Marsiglia è una di quelle città verso cui parti con un preconcetto, un’idea, tanta curiosità e molte aspettative. Più che il cuore Marsiglia è la pancia, anche geografica, di quella che è la Francia odierna, un miscuglio di affascinanti mescolanze culturali, risultato di eventi storici che portano ad incrociare culture diverse e a sottotitolare qualunque cartello anche in arabo.

Noi di Nuok siamo partiti con la speranza di vedere il famigerato tramonto dal vecchio porto, ma il weekend di pieno autunno ci ha regalato un paio di giornate uggiose e senza maestrale, assolutamente atipiche per la città, che ci hanno dato l’opportunità di descrivere un itinerario invernale e molto diverso da quello estivo che vi abbiamo proposto qualche tempo fa.

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Raggiungete la stazione di Saint-Charles con la navetta che parte dall’aeroporto, scalo principale della Provenza, ogni 15 minuti verso il centro città (13€ a/r) e ci dirigetevi a piedi, percorrendo Rue Guibault, a La Friche Belle de Mai. Qualcuno ha definito questa città “la Napoli francese”, come ogni città di porto anche Marsiglia viene, ormai forse erroneamente, considerata una città “pericolosa”. La verità è che una parte considerevole della sua riqualifica passa attraverso i progetti avviati nel 2013, quando è stata eletta capitale europea della cultura. Così, la Friche è un esempio sorprendente di rinnovamento urbano a livello internazionale. Il complesso di 45000 m², che in passato era una fabbrica di sigarette, oggi ospita un enorme centro culturale che vede svolgersi all’interno delle sue stanze, illuminate da una calda luce color miele, letture collettive, mostre fotografiche, proiezioni, corsi, perfino una stazione radio (88.8 FM). Le luci al neon, invece, illuminano la pista per skater provetti dove eserciti di adolescenti scaricano lo stress nel fine settimana.  Ad un tratto sembra d’essere a New Orleans o in un ghetto di una qualunque città statunitense. I murales che decorano le pareti esterne spaccano il cielo e creano una strana composizioni con i tipici comignoli francesi delle case circostanti. Così, non solo il progetto de La Friche ha rigenerato un quartiere grazie alla partecipazione di tutti, ma ha dato a tutti i marsigliesi un punto di riferimento, un luogo di incontro e di scambio unico nel suo genere.

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Il bar de la Friche ha un ottimo vino, ma se volete prima di tutto mettere qualcosa fra i denti vi suggeriamo gli odori e le atmosfere nordafricane di Nour d’Egypte, in Rue Bernex 10. Un altro centro culturale, ma egiziano, che è anche e soprattutto ristorante. La cucina come spazio aperto, non separato dalla sala, vede sfaccendare tre, quattro cuochi e avvicendarsi due camerieri che tempestivamente e con estrema gentilezza, ci propongono il menu del giorno scritto su una lavagnetta. Il cumino inebria tutto l’ambiente insieme all’aglio che soffrigge, avrete già l’acquolina in bocca!

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Noi abbiamo provato il piatto di specialità egiziane, a soli 12€ potrete gustare 4 croccantissime falafel (polpette di ceci e spezie), circondate da cinque differenti salse o composte, e patate dolci, accompagnate da due assaggi di torta salata (una alla carne, l’altra al formaggio) e l’immancabile tè alla menta. Sapete bene che per noi di Nuok il dessert è parte fondamentale di ogni pasto, decidiamo dunque di ordinare un piccolo budino al latte sormontato da chicchi di melograno, servito con biscotti tipici e frutta di stagione (nel nostro caso un dolcissimo cachi alla vaniglia).

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Sazi e felici, vi suggeriamo di attraversare lo spiazzo del MuCem (Museo delle Civilità dell’Europa e del Mediterraneo) del porto e dirigervi al White Rabbit, chiassoso pub dove gustare una birra rossa belga, quella ai frutti rossi che molto facilmente si trova anche qui in Francia. Capirete subito che vivono tutti a Marsiglia, ma nessuno di loro è nato da genitori francesi e il mix di culture è così profondo da vi sentirete a vostro agio subito, non sarete turisti ma anche voi un po’ cittadini. Se invece preferite trascorrere la serata in un luogo più vicino ad una discoteca vi suggeriamo Les Halles de la major. L’edificio che occupa la strada del porto nuovo per molti civici, di giorno è una galleria, un negozio di pregiati articoli da regalo e arredamento, un ristorante gourmet. Di notte, alcune sale del piano superiore vengono dedicate totalmente alla musica dal vivo, non concerti, bensì dj set “cantato”, dalle sue finestre le hit pop degli anni novanta e duemila si espandono e sono la base per il ballo di tutti in sala. Lo troverete originale, interessante, ed estremamente divertente! L’ingresso è anche gratuito.

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Dopo una nottata trascorsa in discoteca, dirigetevi al mattino al Bar de 13 coins in Rue Sainte-Françoise 45 per un ottimo (seppur costosissimo) cappuccino e per sgranocchiare i biscotti di Marsiglia, le navette, da qui inizia la scoperta dei viottoli del quartiere Le Panier. Qui gli scorci della città ricordano davvero Napoli, Taranto, Genova, o qualsiasi altra città di porto. Prima di scendere verso il Vieux Port concedetevi pure un pranzo frugale ma delizioso da Maison Geney in Rue Caisserie 38, una perla che abbiamo scoperto solo per caso.

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C’è l’imbarazzo della scelta fra piatti caldi, sfiziose insalate, invitanti focacce. Noi abbiamo scelto un’abbondante fetta di quiche al tonno, pomodori e camembert e una vellutata di funghi servita con una spruzzata di immancabile creme fraiche. Tutto davvero ottimo! E se avete ancora dei regali di Natale che dovete assolutamente comprare vi suggeriamo di dirigervi dal ristorantino verso i vicini mercatini nella piazza principale del Vieux Port. E poi subito imboccate i viottoli che portano verso Place Charles de Gaulle per la fiera dei Santòn.

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Non c’è niente di più provenzale da ammirare e regalare a Natale per gli appassionati del presepe: i Santòn, “piccoli santi” che a quanto pare hanno proprio origini napoletane e che assomigliano moltissimo infatti alle statuine partenopee. Ne esistono almeno 55 diverse, raffiguranti le scene della vita quotidiana del sud della Francia, con alberi di mimosa e arbusti di lavanda fuori dai casolari. La fiera dei Santòn si svolge a Marsiglia dal 1803, ma a Place Charles de Gaulle solo dal 2009.

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Vi suggeriamo però di scovare anche i piccoli mercatini indipendenti organizzati da giovani artigiani marsigliesi che espongono le loro originali creazioni. Grazie ad uno di questi scopriamo le grafiche di Oai of Life, con stampe della città riprodotte su t-shirt, cuscini, poster e cartoline adottando la tecnica della serigrafia, un bellissimo regalo da mettere sotto l’albero.

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Quella antistante il Vieux Port è la zona dedicata allo shopping, poche grandi firme ma molte catene, fra cui vi segnaliamo Undiz, catena di intimo francese ben lontana dall’eleganza della classica lingerie, di cui ci colpiscono i pigiamoni di pile e le culotte natalizie di peluche, prodotti assolutamente unici (e spiritosi!) che ben si prestano per regali spiritosi e unici, poiché in Italia non è possibile trovare anche i suoi prodotti. Se però da rue Saint-Ferreol vi affacciate su qualche traversa vi sentirete ancora in Africa, con centri di bellezza che si affiancano uno davanti all’altro, dedicati interamente a treccine, manicure e pedicure. Da qui dirigetevi subito sulla vicina rue Bailli de Suffren dove troverete un altro concept store che si distingue dai soliti negozi di souvenir: Un été en vacances. La sardina è un leitmotiv che si ripete su magneti, braccialetti, spillette e perfino tutine per neonati. Ci hanno colpito le frasi che catturano la vita quotidiana dei marsigliesi, l’importanza dell’apero (il nostro aperitivo) e del gioco delle bocce (petanque).

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Verso sera fate pure due passi a Noialles, fra la fermata metro Notre Dame du Mont e Place Jean Joresse. Il quartiere degli artisti, come evidenziano i grandi murales che decorano le facciate di locali e ristoranti etnici, specie in Course Julien. Immergetevi  nella sua atmosfera, a caccia di un posto dove bere il pastis, il distillato all’anice molto diffuso anche in Piemonte (specie in provincia di Cuneo) da bere diluito con acqua, che ne cambia l’aspetto da giallo limpido a quasi bianco. Simile all’ouzo greco o al raki turco, scende giù che è un piacere, ma occhio al mal di testa del giorno dopo! Noi ci siamo fermati a Champ de mars, in Rue des 3 rois.

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Un altro paio di accortezze tornando a casa di notte: la metropolitana e i tram, come Cenerentola, si fermano indiscutibilmente a mezzanotte, anche nei weekend e, vi raccomandiamo, prestate occhio ai ratti!

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