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Go Green

Trekking per tutti nel Parco della Murgia Materana

08 ottobre 2016

Siete stanchi delle solite avventure urbane facendo slalom tra comitive organizzate di turisti e traffico perenne persino nelle ZTL? Se siete già stati a Matera sicuramente l’attività che avrete fatto per tutto il tempo sarà stata passeggiare, passeggiare, passeggiare… e mangiare (pane e focaccia, una ragione di vita!). Ma a Matera non c’è solo questo. Affacciandovi da qualsiasi belvedere sui Sassi vi sarete di certo soffermati sul panorama murgiano che fronteggia gli antichi rioni. Tutto quello che vedete fa parte del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano. Ma come si arriva fin lassù?

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Tutto quello che vi occorre è un’intera giornata a disposizione, in qualsiasi periodo dell’anno purché in condizioni metereologiche favorevoli, e un paio di comode scarpe da ginnastica. Ma soprattutto, per godere a pieno e in tutta sicurezza di questo go green, lasciatevi accompagnare o aiutare dalle preparatissime guide del parco a pianificare la vostra escursione in base al vostro livello di avventura e di curiosità. Calcolate i tempi con cautela e considerate che, a meno che non andiate con una visita organizzata anche dal punto di vista dei trasporti per il ritorno, dall’altra parte della gravina non esiste un servizio mezzi, quindi gambe in spalla e si ritorna a piedi sui propri passi!

Gli estremi del percorso, che comprende diversi sentieri esclusivamente pedonali all’interno della gravina, sono il CEA, Centro di Educazione Ambientale di Jazzo Gattini (Masseria Radogna) in località Murgia Timone, e Porta Pistola nei Sassi. Il nome deriva da una delle antiche porte di accesso a Matera: Porta Porstergola, da post tergum, perché posta quasi al limite della città, dalla quale si scendeva verso i dirupi del torrente Gravina.

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Si parte da Porta Pistola, muniti di macchina fotografica e bottiglietta d’acqua, dove il sentiero inizia subito con un dislivello notevole. Occhio alla polvere! Se avete delle scarpette troppo lisce potrebbe farvi scivolare.

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Durante la discesa, se ogni tanto vi fermate e vi guardate attorno, vi renderete conto di trovarvi in un enorme burrone, comunemente noto come “gravina“. I suoi tratti più imponenti hanno pareti ripide modellate dalla millenaria erosione, con grotte e caverne. È in questa zona che fiorì la civiltà rupestre. Vi sorprenderà anche la biodiversità del territorio murgiano proprio per la grande ricchezza di specie che colonizzano queste aree aperte e libere dalla vegetazione arborea. Sentirete il profumo del timo, della salvia e della santoreggia, ma per favore, non portate via con voi i ramoscelli di queste piante, è proibito raccogliere qualsiasi cosa all’ interno del parco! In men che non si dica, tra uno scatto e l’altro, giungerete sulle rive del torrente gravina, che dà il nome al canyon.

torrente_gravina_matera

Oltre che raccogliere fiori e piante all’interno di tutto il parco, è proibito anche bagnarsi e tantomeno bere l’acqua del torrente, dato che raccoglie tutti gli “scoli” dei terreni circostanti. Quando il sentiero si biforca, se volete fare qualche foto di cui vantarvi una volta tornati a casa, voltate a destra seguendo la corrente del fiume. Tenete pronta la fotocamera, siete quasi arrivati all’attrazione new entry del parco: il ponte tibetano sulla gravina. Realizzato dall’Ente Parco e inaugurato nel marzo 2016 è il percorso più comodo per l’accesso tra le due sponde del torrente, lungo 35 metri e alto 9,5 metri sul letto del fiume. Assolutamente sicuro e divertente!

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Tornate indietro e riprendete il sentiero. Dopo aver guadato il fiume nel punto indicato, continuate a camminare tra la vegetazione che man mano diventa più alta e si arrampica lungo il costone. Vi imbatterete ben presto in una chiesetta rupestre vuota e abbandonata, la chiesa di Madonna di Monteverde. Solo se siete accompagnati da un esperto potrete scoprire qualche notizia in più relativa al sito, altrimenti potrete limitarvi ad una piacevole sosta all’ombra degli alberi.

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Iniziata la risalita, il sentiero conduce a un’altra chiesa rupestre, l’unica di tutto il parco ancora consacrata, la chiesa della Madonna delle Vergini. Se capitate a Matera a fine maggio, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna protettrice del territorio della murgia materana, potrete partecipare al pellegrinaggio attraverso la gravina fino a questo piccolo luogo di culto. Anche se non siete credenti, è un’ottima occasione per una bella passeggiata guidata, con tanto di soste, spiegazioni e soccorso al seguito (in caso di emergenze).

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Siete finalmente giunti all’arrivo. Avrete disceso e risalito le gole di un canyon, guadato un fiume, attraversato un ponte tibetano…

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La vostra ricompensa è adesso la vista che vi si prospetta sui Sassi, una visuale diversa e privilegiata solo per chi ha affrontato la fatica di una meravigliosa avventura!

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