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Urban Safari

Matera in notturna: dalla città al piano verso i Sassi

28 novembre 2016

Il visitatore che arriva a Matera desidera vedere subito l’antico centro storico di cui tutti parlano e che ha reso famosa la città, i Sassi. Non si aspetta, infatti, di trovare anche una realtà che non è né così antica, né tanto moderna. Si tratta della “città al piano”, ovvero la parte più nuova degli antichi rioni, costruita al di sopra delle gole sassose in cui sono sorti i Sassi, ma allo stesso tempo la più antica della città costruita al di fuori del canyon della Gravina.

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Potrete fare questa passeggiata in qualsiasi momento della giornata, tanto che noi di Nuok l’abbiamo fatta per voi di sera! Se siete ospiti di qualche albergo o B&B nei Sassi, questo potrebbe essere per voi un valido itinerario da seguire per continuare ad ammirare Matera sotto le luci della notte e tornare a dormire soddisfatti. Consigliamo a tutti questa passeggiata poiché si può dire essere iper testata e ampiamente approvata dai materani e da chi, ogni sera, ma soprattutto durante il weekend, esce a passeggio in questa zona.

Qui, infatti, sperimenterete la vera essenza del passeggio, in dialetto “strùscio” da “strusciàre”, che significa “consumare”. Infatti camminando si consumano sia le suole delle scarpe, ma soprattutto le “chianche” , ovvero le pietre della pavimentazione originale (in alcuni tratti ancora superstite) diventate liscissime dall’usura del tempo. Quando il clima è un po’ più rigido si può sempre camminare passando da un locale all’altro, dato che questa zona ne è particolarmente densa, e incontrare tanta gente di ogni età.

Partiamo da Piazza San Francesco, un punto nodale del centro di Matera, che prende il nome dalla bellissima chiesa barocca di San Francesco d’Assisidedicata ai Santi Francesco e Antonio, che la domina.

La piazza è metà strada tra la parte che si affaccia al Sasso Barisano dal lato nord, la Piazza del Sedile, un tempo luogo dei palazzi pubblici della città, che accoglie i visitatori alla zona del Duomo, e infine, a destra, la zona di via Ridola. La facciata della chiesa e la sua maestosa scalinata ricoprono spesso funzione di quinta scenica, illuminata di luci multicolor, e palco, in occasione di manifestazioni musicali all’aperto. La piazza invece si riempie di sedute per ospitare il pubblico. Viceversa, in occasione di contest di danza la scalinata viene usata come un anfiteatro con i posti a sedere, mentre la piazza si trasforma una pista da ballo! Normalmente di giorno è spesso colonizzata da artisti o studenti di Belle Arti che si cimentano nel disegno dal vero, mentre di sera i gradoni offrono una seduta fresca e sopraelevata rispetto al livello della piazza che si anima di bambini che giocano e si divertono sotto l’occhio vigile dei genitori.

Imboccando via Ridola la vostra attenzione sarà subito catturata dai due edifici principali che racchiudono lo spazio in un gioco di bilanciata armonia.

Alla vostra destra noterete la facciata svettante della chiesa del Purgatorio, anche questa barocca, che guarda contemporaneamente, in un gioco di triangolazioni visive squisitamente settecentesche, la precedente chiesa di San Francesco e, al termine del cannocchiale visivo di Via Ridola, il secondo edificio cardine: Palazzo Lanfranchi.

Via Ridola costituisce parte  della “dorsale settecentesca” della città di Matera, in quanto durante il 1700 fu il primo quartiere ad essere costruito sul piano della città, al di fuori dei Sassi e della Civita, e per tanto fu denominato “case nuove” (parte a destra, andando verso Palazzo Lanfranchi). Su questo lato vedrete una serie di edifici uniformati da un fronte unico, ma in cui potrete facilmente notare alcuni elementi che riconducono alla facciata di una chiesa, quella di Santa Chiara. Dopo una serie di finestre vi accorgerete di un portale dalle ricche cornici in pietra: si tratta del portone d’ingresso del Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridolache dà appunto il nome alla via.

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Se state seguendo il nostro itinerario notturno, i musei e le chiese saranno tutti chiusi, ma probabilmente non sarà un problema. Siete nel posto ideale per fermarvi in uno dei tanti locali che incontrate su entrambi i lati di via Ridola per soddisfare qualsiasi sia il vostro grado di languorino o di… sete alcolica!

Proseguendo fino in fondo, arrivando immediatamente ai piedi di Palazzo Lanfranchi, noterete sulla sinistra la famosa opera dello scultore giapponese Kengiro Azuma “MU 765 G”. Comunemente chiamata “La Goccia”, ricalca il fondamentale tema dell’acqua per la nascita e la sopravvivenza della vita nei Sassi, è motivo di vanto per la candidatura e l’investitura di Matera a Patrimonio UNESCO. Dietro “La Goccia” potrete affacciarvi su uno dei più bei punti panoramici che la città al piano offre sui Sassi, in particolare qui sul Sasso Caveoso. In fotografia possiamo darvi solo un piccolissimo assaggio che però non rende giustizia alla sua reale bellezza!

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Siete in “Piazzetta Pascoli”, chiamata così perché l’edificio che avete alle vostre spalle, Palazzo Lanfranchi, nato a metà del Seicento come seminario diocesano, sul far del Novecento ospitò il Liceo Classico, in cui insegnò all’inizio della sua carriera niente di meno che Giovanni Pascoli. Attualmente il maestoso palazzo è sede del Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea della Basilicata. Oltre alle ricche sale interne che accolgono mostre permanenti, esposizioni, concerti ed eventi, la sua facciata spesso diventa una tela per spettacoli di videomapping. Siete sul limite della città al piano. Vi siete resi conto che i Sassi sono praticamente sotto di voi e non vi resta altro che iniziare a scendere per incontrarli. Girate a destra della facciata di Palazzo Lanfranchi e imboccate via Casal Nuovo (ora sapete anche perché la strada ha questo nome).

Il percorso è costellato di locali, ristoranti, wine bar, cafè…. Molti di questi, oltre ai ristoranti che d’estate si dotano tutti di tavoli all’aperto, sono così affollati in alcune sere dell’anno che è quasi impossibile spingersi all’interno e spesso va a finire che la serata si conclude fuori, senza mai essere riusciti ad entrare. Ma non vedetelo come un problema. Anche se tutte le sedute esterne sono occupate, i Sassi offrono innumerevoli soluzioni per accomodarsi con la propria comitiva, sempre se non trovate il clima troppo rigido. Se invece non c’è folla vi consigliamo di entrare dove vi ispirerà di più, anche solo per dare un’occhiata. Sentitevi liberi e guidati solo dalla curiosità o dalla musica che esce dalle porte aperte o dal profumino delle pietanze in preparazione. Nessuno vi costringerà a sedervi o a consumare.

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Se un bicchiere di vino basta a soddisfare la vostra serata di relax e siete i tipi più da sete di scoperta che da sete di alcol, arrivate al prossimo incrocio, tra via Casal Nuovo e via Bruno Buozzi. Fate attenzione sempre alle chianche ultra liscie – il percorso qui è parecchio in pendenza! – e avviatevi inesorabilmente verso il profondo canyon. Siete su una delle strade più importanti di collegamento nei Sassi da cui potrete ammirare, sulle pareti di roccia scavata e costruita intorno a voi, il paesaggio urbano dei Sassi. Noterete in alto sulla sinistra il campanile del Duomomentre sulla destra lo sperone roccioso della chiesa rupestre di Madonna de Idris. State camminando in una sorta di canyon nel canyon che, agli albori dell’abitato fino al Medioevo, era occupato da un torrente che conferiva all’insieme un carattere bucolico, oltre che fornire acqua per gli usi più svariati. Con il costante aumento della densità abitativa, tra l’età moderna e quella contemporanea, questo “Grabiglione” (nome della gola solcata dal torrente) si trasformò gradualmente in collettore di acque di scolo e, almeno in parte, dei rifiuti solidi e liquidi prodotti nei due rioni, contribuendo così al degrado igienico-sanitario degli stessi.

Adesso, totalmente sanificato e pavimentato, conduce al termine della nostra passeggiata: Piazza San Pietro Caveoso. La piazza prende il nome ovviamente dalla chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, padroneggiata dalla facciata barocca. Siete arrivati al capolinea, in una delle aree più importanti dei Sassi, nel cuore del Sasso Caveoso, ve ne sarete sicuramente accorti perché sarete lontani dal vociare della folla e soprattutto dal passare delle auto. Nelle ore notturne d’estate, questa zona, ma in generale tutti i Sassi, è fantastica per il suo clima e l’aria fresca che permette di tirare un sospiro di sollievo dalle calde e assolate giornate cittadine.  Sicuramente non ci saranno locali che attireranno la vostra attenzione e non ci sarà mai gente ad affollare questo luogo, ma tutte le volte che volete, questa piazza di notte sarà per voi fonte di ispirazione e di pace dei sensi. Siete pronti per andare a dormire e prepararvi a qualche nuova avventura nel centro storico di Matera l’indomani.

Se avete un appartamento nei Sassi siete fortunati perché non dovete rifare la strada in salita, altrimenti… forza e coraggio e gambe in spalla! La cosa positiva è che potrete rivedere tutto l’itinerario al contrario e, chissà, magari scattare delle foto a qualche altro dettaglio che vi era sfuggito prima!

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