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On the road per il centro nord del Portogallo

02 marzo 2017

Che bel paese il Portogallo! Una nazione che trasmette una grande curiosità, semplicità e tranquillità. All’estremità occidentale dell’Europa, quasi abbracciata dalla Spagna, accoglie ogni anno diversi milioni di turisti deliziandoli con città affascinanti, una varietà di paesaggi incredibile ed una tradizione gastronomica decisamente rispettabile.

Lisbona, Porto e Coimbra, le città principali del paese, sono sicuramente mete irrinunciabili e perfette se si hanno a disposizione una quantità limitata di giorni, però per scoprire il Portogallo, come del resto la maggior parte dei paesi, bisogna vivere le strade, i paesini dove il tempo scorre seguendo altri ritmi, le viste sull’oceano. Una macchina, un paio di amici e una decina di giorni a disposizione sono senza dubbio le componenti essenziali per un viaggio in questo lungo paese!

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Il nostro viaggio ha inizio a Porto, da dove, noleggiando una macchina, siamo scesi verso Lisbona per poi risalire a nord e concludere la nostra spedizione tornando a Porto, fermandoci in diverse tappe intermedie e scoprendo monasteri, città antiche e specialità della tradizione culinaria portoghese.

Due giorni a Porto tra gli azulejos

Porto, eletta come migliore destinazione turistica del 2016 da European Best Destination, è anche chiamata a capital do norte per la sua importanza nel paese. Conta meno di 250.000 abitanti e il centro storico si sviluppa per un’area non troppa estesa, ma proprio queste dimensioni ridotte la rendono una città irresistibile. La bellezza di Porto si scopre passeggiando per le stradine, costeggiando pareti di azulejos, le caratteristiche piastrelle di marmo decorate principalmente con diverse tonalità di azzurro, o sorseggiando un bicchiere di Porto lungo il fiume Douro, che attraversa la città.

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Porto, poiché si sviluppa come una città arroccata, è caratterizzata dal sali e scendi delle sue strette strade, lungo le quali è complicato non perdersi nel passeggiare da un punto di interesse all’altro, ma che permettono di scoprire parti della città con cui altrimenti non si sarebbe venuti in contatto.

Le prime ore decidiamo di dedicarle dunque al vagabondaggio, durante il quale rimaniamo particolarmente colpiti dalle antiche casette che costeggiano le strade e dalle colorate decorazioni delle loro pareti, dalla tranquillità che si respira nell’aria e dalla cortesia dei locali, sempre disponibili a dare indicazioni, probabilmente comprendendo la facilità con cui ci si smarrisce in questa città.

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Armati di mappa della città ci dirigiamo verso la Baixa, il quartiere centrale che si sviluppo intorno ad Avenida dos Aliados, per salire sulla Torre de Clerigos: dai suoi 75 metri di altezza si ha una vista panoramica sull’intera area, e a noi vedere le città dall’alto piace tanto! Proseguendo lungo Rua dos Clerigos e oltrepassando Praça da Liberdade entriamo in uno degli edifici in cui gli azulejos la fan da padrone, le pareti interne della Estaçao de São Bento sono infatti interamente decorate da enormi murales di azulejos azzurri.

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Come base per la notte dormiamo al Pilot Design Hostel, ostello in posizione centrale, conveniente e con un bel clima giovanile di festa, ma che comunque permette di riposare. Prima di andare a letto però facciamo un’uscita a testare la vita notturna portoghese, che in questa città si concentra intorno a due strade parallele, Rua Galeria de Paris e Rua Cândido dos Reis. Consigliamo per un cocktail in particolare Galeria de Paris il cui interno è completamente arredato con centinaia di oggetti e giochi d’antiquariato e dove vengono organizzate diverse serate di festa.  

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In mattinata vale la pena visitare il caratteristico Mercado do Bolhão e aggirarsi tra banchi di frutta e animate vecchiette che popolano il mercato.  Da li, si scende velocemente verso la Ribeira, il quartiere dichiarato patrimonio dell’Unesco che si affaccia sul fiume Douro ed è composto da strette stradine di ciottoli che si arrampicano verso la collina.

Pranziamo in un piccolo e rustico ristorante nascosto tra i vicoli, il Barrete Encarnado, dove mangiamo bacalao a Bràs, il primo di una lunga serie di piatti a base di questo pesce. La cucina portoghese infatti ruota intorno al bacalao, cucinato in una quantità di modi diverso che si dice esistano trecentosessanta cinque ricette per farlo, una al giorno.

Al di là del fiume, navigato dalle barcos rebelos, imbarcazioni usate in passato per trasportare il Porto, si trovano le cantine delle case produttrici di vino Porto, prodotto a un centinaio di kilometri più ad est, che offrono visite guidate e degustazioni. Noi abbiamo visitato la cantina Augusto, una piccola azienda famigliare che si distingueva dalle grandi produttrici industriali.

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Dove fare tappa in viaggio verso Coimbra

La prima tappa uscendo da Porto è a soli 20 km a nord ovest dal centro città, sopra la foce del fiume Douro e affacciata sull’Oceano. Foz da Douro è una piccola città popolata prevalentemente da anziani pescatori, che ha nella pesca il suo centro gravitazionale, come si nota dal gran numero di barche ormeggiate al porto e dagli spettacolari ristoranti nel lungo oceano.

Versione 3

Ristorantini con un carattere decisamente rustico e provvisti di fumanti griglie disposte per la strada si contendono gli avventurosi clienti a colpi di pesce del giorno grigliato. Noi abbiamo scelto il Tasquinha d’Ouro rimanendone incredibilmente soddisfatti: con un prezzo ridicolo ci siamo abbuffati di pesce alla griglia, tra cui non poteva mancare il bacalao, seduti al sole con vista sull’oceano sconfinato.

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Dopo una passeggiata sul lungo Douro godendosi la tranquillità della vita di un paesino i cui ritmi sono dettati dai lanci con canne da pesca degli anziani pescatori da strada, decidiamo di spingerci verso sud, in direzione Coimbra. Durante il tragitto consigliamo di fare una breve sosta ad Aveiro, anche nota come la “Venezia del Portogallo”. Il paragone è decisamente azzardato, ma Aveiro offre delle belle viste del tramonto sui canali della laguna su cui sviluppa la città.

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Coimbra, la più importante
città universitaria del Portogallo

Coimbra è la più importante città universitaria del Portogallo, sede di uno dei più antichi poli universitari d’Europa e meta di migliaia di studenti Erasmus, oltre ad essere la prima capitale storica del paese. Di piccole dimensioni e arroccata su una collina, il centro si sviluppa tra una ragnatela di stradine e piazzette e la magnifica università, costruita in uno dei punti più alti della città. Si raccontano un gran numero di tradizioni legate all’ambiente studentesco, di prove e umiliazioni tramandate da generazioni a cui sono sottomessi ogni anno le nuove matricole, come le “Latadas” o “Queima das Fitas”.

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Per il pranzo ci facciamo consigliare da un allegro signore locale, che con la caratteristica cortesia portoghese ci indica un piccolo ristorante nascosto subito sotto la scalinata di Largo da Portagem, gestito da una coppia di anziani dove vengono serviti piatti tipici. Ordiamo bacalao a Brasa, bacalao con patate e cipolle, feijoada di mare e agnello al forno, rimanendo entusiasti di tutti i piatti e spendendo come sempre cifre irrisorie.

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Per quanto riguarda l’alloggio, Coimbra non offre una scelta troppo vasta di ostelli; noi comunque vi consigliamo il comodo e spartano Grande Hostel de Coimbra.  

Se volete fare un assaggio della vita notturna della città e uscire per un drink Coimbra non vi lascerà delusi, con il gran numero di bar, locali e discoteche che ogni notte accolgono il flusso di studenti in festa. Noi siamo stati in un locale in cui, per i colori e l’arredamento curioso, ci siamo sentiti catapultati in un film di Wes Anderson. Aqui Base Tango è una vera e propria casa di tre piani trasformata in un locale, con un piano per ballare, una stanza dove giocare a ping-pong, diversi banconi da bar e tanto divertimento nell’aria.

Tra Coimbra e Lisbona, la regione dei monasteri

Lungo la strada che porta alla capitale incontriamo tre tappe irrinunciabili, come ci conferma l’Unesco, avendole nominate patrimonio dell’umanità. Sono tre luoghi sacri attraverso i quali si nota l’importanza della fede e della religione per il popolo portoghese e per la sua storia. Il monastero di Batalha, il monastero di Alcabaça e il santurio di Fatima. Se Fatima merita uno stop dettato più dalla fede o per semplice curiosità che per la bellezza del posto, i monasteri sono invece meravigliose opere architettoniche appartenenti allo stile manuelino, una fusione tra il gotico antico con motivi rinascimentali, nato e diffusosi esclusivamente in Portogallo a partire dal 1500.

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Tre giorni nella capitale, Lisbona

Arrivati nella capitale ci accorgiamo immediatamente come somigli alla più piccola Porto: la struttura della città, i su e giù, le viste panoramiche dai miradouros sono caratteristiche che ritroviamo anche a Lisbona, ma più in grande. Scegliamo come base per il pernottamento Hub New Hostel, uno stupendo ostello in un palazzo antico. Comodo, pulito e con un’intera stanza dedicata a una piscina con le palline dove tuffarsi, in cui se trovi una delle papere di gomma sommerse nella vasca ti sei guadagnato una birra in premio!

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Lisbona è sicuramente una città da esplorare spingendosi oltre le classiche attrazioni turistiche, improvvisando itinerari a piedi tra le case con i caratteristici panni stesi ad asciugare alla finestra. Ci sono però alcune tappe imperdibili che ci sentiamo di consigliarvi, come Praça do Comércio, la principale piazza della città che si apre sul Rio Tajo e la vicina Cattedrale di Sé de Lisboa. All’ora del tramonto, il Miradouro di Santa Caterina è un punto di ritrovo per gli universitari che armati di birre si godono il panorama in compagnia. Da qui si ha una splendida vista sul Ponte 25 de Abril, costruito dalla stessa compagnia del Golden Gate Bridge di San Francisco e ad esso ispirato, e del Cristo-Rei, imponente statua commissionata dal dittatore Salazar su imitazione del Cristo di Rio e costruita sulla sponda opposta del fiume.

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A pochi km dal centro e facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici si trova la storica pasticceria Pasteis de Belem, meta di pellegrinaggio per i più golosi in quanto inventori della ricetta dei pasteis de nata, famoso pasticcino della tradizione portoghese, che viene fedelmente rispettata ancora oggi. Nella piccola Belem meritano una visita la Torre di Belem, uno dei simboli dello stile manuelino, e il Monastero dos Jerónimos. Per una pausa pranzo veloce e soddisfacente consigliamo l’ottima panineria NOME.

portogallo pasteis de belem

Dove mangiare invece nel centro di Lisbona? Tra i tanti ristoranti che offre la città ne consigliamo due in particolare. Il primo, Tascardoso, è a pochi metri dal New Hub Hostel, serve abbondantissimi piatti tipici sia a base di carne che di pesce accompagnati da un economico vino tinto della casa. Il secondo è un suggerimento di Nuok, Casa Cabacas. Assalito nelle ore di punta, questo piccolo locale serve tagli di carne cruda da cucinare a proprio piacimento direttamente su una piastra ardente, seduti al proprio tavolo.

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Nei dintorni di Lisbona e nella regione del vino

A malincuore lasciamo la capitale per tornare verso nord verso la nostra ultima tappa, l’Alto Douro. La strada ci riserva anche lungo questo tragitto delle tappe immancabili, nei pressi di Lisbona. Sintra, piccola città fiabesca il cui centro è un insieme di case colorate e stravaganti costruzioni, come il palazzo di Sintra, antica residenza estiva della famiglia reale e caratterizzato da due altissimi e curiosi camini conici che svettano nell’aria. Le attrazioni più caratteristiche si trovano però in cima alle colline che circondano il paesino e raggiungibili facilmente con la macchina o approfittando di un passaggio delle numerosissime Apecar turistiche: il Castello dei Mori e il Palazzo Pena, che con le sue forme e colori ricorda il famoso castello della Disney. Successivamente, dirigendosi verso ovest raggiungiamo Cabo da Roca, il punto più occidentale dell’Europa continentale. Qui, accompagnati da un forte vento, si ha una spettacolare vista sull’oceano, che si distende indisturbato fino all’America, nascosta dall’orizzonte.

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Una strada che si snoda tra i prati delle campagne portoghesi, attraversando paesi di poche anime in cui è raro imbattersi in un supermercato, ci congiunge all’autostrada che ci porterà nella regione dell’Alto Douro, un centinaio di km a est di Porto. Questa piccola area si trova a nord del fiume Douro ed è dove nasce il famoso vino Porto. È una zona collinosa, il suolo particolarmente sassoso e ripido, obbligando i produttori di vino a vendemmiare completamente a mano, non potendo i mezzi avventurarsi tra le vigne. Vagando per le strette strade si gode di stupendi paesaggi e viste sul fiume che si intrufola tra le colline, immersi tra ettari e ettari di vigne.

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Ci regaliamo un ultimo spettacolare pasto portoghese in una trattoria nascosta nel paesino di Peso da Regua, O Maleiro. Il locale è affollato da una clientela locale e ne capiamo presto il motivo, porzioni esagerate di ottimi piatti della cucina regionale e bottiglie di vino prodotto nelle vicinanze, il tutto, come sempre, a prezzi sorprendentemente bassi. Il gestore ci offre anche un assaggio di Porto a concludere il pasto, e, senza saperlo, il nostro viaggio on the road per questo magnifico ed accogliente paese.

Con le pance piene e l’animo soddisfatto ci rimettiamo per l’ultima volta on the road, dirigendoci questa volta verso l’aeroporto di Porto.

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Ci tornano per la testa i meravigliosi luoghi visitati in questi giorni, le persone di una gentilezza e disponibilità sorprendente che abbiamo conosciuto e gli ottimi piatti della cucina portoghese che abbiamo scoperto, pianificando già il ritorno in questo paese: c’è ancora tutto il sud del Portogallo da scoprire!

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