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Coolture

Alla ricerca dell’arte da rua

19 settembre 2011

Lisbona è un posto sorprendente. Vi sorprende quando a tardissima notte incontrate per strada una vecchietta che vende (de-li-zio-si) manicaretti sulle scale di casa, o quando dal nulla si materializza una banda con tanto di costumi e tromboni ad animare le vie di un quartiere, ma più di tutto può sorprendervi non appena, passeggiando, vi trovate davanti ad un coccodrillo gigante che si arrampica su un palazzo. Niente scherzi, anche se a dire il vero stiamo parlando di street art d’avanguardia elevata al cubo!

Non ci metterete molto ad accorgervi di quanto a Lisbona l’arte de rua, come la chiamano qui, sia parte integrante dell’arredamento urbano almeno quanto l’odore di bacalhau. E’ per questo motivo che, che siate aficionados o meno di questa forma d’arte, vale la pena visitare la città facendo caso ai piccoli e alternativi capolavori artistici che le sue strade nascondono. Trascorrendo a Lisbona anche solo qualche giorno, vi accorgerete di quanto qui ogni superficie piana – quella di cartelli stradali, cartelloni pubblicitari, cassonetti, scale, ascensori, saracinesche abbassate o interni di negozi – sia buona per essere “decorata” da facce, animali o messaggi.

Il coccodrillo gigante sopracitato, ad esempio, è uno dei lavori del Crono Project, un progetto partito lo scorso anno per iniziativa del governo che, visto il drastico aumento del numero di spazi abbandonati in città, ha pensato bene di rendere meno amara la realtà della crisi economica commissionando a diversi writer la rivitalizzazione di una serie di edifici del centro finanziario. E’ così che a fare compagnia al coccodrillo sono comparsi, tra gli altri, un uomo in fuga da un cielo stellato, un re che beve con una cannuccia dal pianeta Terra e delle non meglio identificate creature volatili.

L’effetto, ve lo garantiamo, è impressionante sia per la maestosità dei graffiti che ricoprono per intero palazzi di cinque (cinque, avete letto bene!) piani, che per l’originalità dei soggetti e la lucentezza dei colori utilizzati. C’è da aggiungere che, per quanto alcuni di questi edifici saranno tra le prime cose che vedrete di Lisbona, trovandosi sul tragitto che collega aeroporto e centro, la visione degli stessi da un bus o da un taxi rischia di essere quantomeno fugace e chissà, quasi allucinatoria! Vale davvero la pena tornarci con calma e a piedi, per dare un’occhiata alle opere da vicino e senza accelerazioni. Arrivateci da Marques de Pombal, incamminandovi lungo Avenida Fontes Pereira de Melo o prendete la linea gialla della metro, scendendo a Picoas.

Qualche sali-scendi più in là, nel distretto finanziario di Amoreiras, si trova invece la Hall of Fame: la più estesa e datata striscia di murales della città, con graffiti “risalenti” (le virgolette sono d’obbligo in uno scenario così mutevole come quello dell’arte urbana) anche agli anni Novanta. Senza troppi sforzi, anche le strade e stradine del centro di Lisbona offrono tanti spunti in tema di street art. Ai piedi del castello, ad esempio, tra le labirintiche viuzze medievali del quartiere di Muraria, ne troverete una forma ancor più alternativa. Qui infatti, l’artista inglese Camilla Watson ha pensato bene di “stampare” direttamente sui muri rovinati delle case del Beco da Farinhas i ritratti di alcuni residenti di vecchia data del quartiere. L’effetto delle stampe su muri di un bianco accecante è notevole ed è per questo che il progetto, che ha riscosso consensi sia tra gli abitanti che tra i (pochi, per ora) turisti, sembra essere stato prolungato fino a data da definire. Come al solito, fondi governativi permettendo.


photo credit

Sulla collina opposta, in ascesa verso il Barrio Alto, centro della vita notturna cittadina, vi consigliamo di fare un salto alla Galeria de Arte Urbana lungo Calçada da Gloria (Metro: Restauradores). Nata dalla volontà – ancora una volta governativa – di dare ai graffitari lisboeti un posto in cui sfogare legalmente la propria creatività repressa, le pareti di questa impervia viuzza ciottolata sono state ricoperte da opere d’arte che non sfigurerebbero di fianco ad un Picasso o ad un Banksy. Vedere per credere.

E poi non diteci che questo non è un posto soprendente…

Musica: Natiruts – Quero ser feliz também

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