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Urban Safari

Viaggio nella Lucca Romana tra domus, anfiteatri e terme

14 aprile 2017

All’interno delle bellissime mura di Lucca si può intraprendere un viaggio lungo più di duemila anni. Un po’ come in Ritorno al futuro, noi di Nuok oggi vi proponiamo un viaggio indietro nel tempo alla scoperta delle origini di Lucca il cui nome era “Luca romana”.

La colonia di Luca Romana, fondata nel 180 a.C. alla fine delle campagne romane contro i Liguri Apuani, era di tipo militare e serviva come postazione di controllo del territorio appena conquistato. La sua struttura ne è la conferma: la pianta era rettangolare (a eccezione di un tratto che seguiva la deviazione imposta dal fiume Auser), ed era circondata da mura con strade dritte che s’incrociavano ad angolo retto, formando dei quartieri ordinati. La Lucca moderna ha perso in parte questa struttura, ma se ci soffermiamo su una mappa si intravede il reticolato stradale antico con i due assi viari principali: il cardine massimo (nord-sud), oggi l’asse Via San Paolino-Via Santa Croce, e il decumano massimo (est-ovest), l’attuale asse Fillungo-Via Cenami. Paralleli alle due strade principali vi erano i cardini e decumani minori, che dividevano la città in isolati, chiamati ìnsulae. Sul decumano massimo si trovava il foro, attuale Piazza S. Michele, dove si svolgeva il mercato e tutte le attività civili, economiche e religiose.

Per avere un’idea della struttura della Lucca romana dopo il passaggio da accampamento militare a vera e propria città, consigliamo di visitare la Domus Romana o Casa del Fanciullo sul Delfino, prima tappa di questo Urban Safari.

Nato nel 2012, durante i lavori di ristrutturazione di palazzo Orsucci, questo museo offre un vero e proprio viaggio tra strutture murarie e reperti di oltre 2000 anni: dall’epoca romana a quella longobarda, dal medioevo al rinascimento, qui è possibile percorrere letteralmente la storia millenaria della città.

La Domus Romana di Lucca non è solo un reperto di straordinario valore storico, ma un esempio virtuoso unico in Europa: si tratta infatti del primo sito archeologico interamente finanziato da privati e gestito da volontari, quelli dell’associazione omonima. Inoltre all’interno della domus è possibile rivivere l’atmosfera della Roma antica grazie a spettacoli, attività didattiche, rievocazioni storiche, degustazioni a base di ricette dell’antica cucina romana: l’offerta del museo è davvero vasta e disponibile sulla loro pagina web.

Il tour del museo inizia con un filmato introduttivo di 8 minuti, seguito da una visita guidata offerta da alcuni volontari dell’associazione Domus Romana. Il prezzo base è di soli 3,00 euro, ma sono previste anche numerose agevolazioni.

Come vi abbiamo accennato, la visita è un concentrato di storia: dopo il filmato iniziale ci si trova all’interno delle suggestive cantine rinascimentali del palazzo con le ampie volte in mattoni. Procedendo con gli scavi, è possibile trovare murature a ciottoli e a bozze lapidee di epoca medievale e longobarda che sostengono l’edificio. Le fondamenta del palazzo, invece, sorgono su un’antica domus romana. Le strutture antiche sono state lasciate a vista, protette da ringhiere in ferro battuto e da lastre di vetro.

Canali_domus_romana_Lucca

Le sale successive sono dedicate ai diversi reperti ritrovati nella Domus, come alcune monete (la più importante è un’asse del periodo di Tiberio), un fregio di terracotta e una fibula. Tra i reperti esposti, quello che da il nome alla Domus è il fregio in terracotta che ornava tutta la parte superiore del portico: raffigura due putti che cavalcano dei delfini e afferrano una medusa per i capelli (una massa di serpenti), metafora del bene che vince sul male. La fibula in bronzo (di età augustea) è perfettamente funzionante, anche se studi hanno dimostrato che non è stata mai utilizzata. È stata ritrovata, infatti, all’interno di una coppa interrata vicino al portico: un antico rito propiziatorio e di protezione dedicato ai Lari, gli spiriti degli antenati, che in questo modo avrebbero vegliato sulla famiglia.

Reperti_domus_domana_Lucca

Proseguendo con la visita, si arriva alla sezione dedicata interamente a uno dei primi lucchesi famosi nel mondo: Caius Largennius, legionario e messaggero dell’Impero Romano. Nato a Lucca, Caius morì durante una missione in Francia, precisamente a Strasburgo, dove sono conservate le sue armi e la sua stele funebre (dalla  quale si apprende che  morì a 37 anni, dopo 18 anni di onorato servizio alle spalle).  Oggi, però, anche Lucca può far conoscere al mondo la storia del suo illustre cittadino: il 27 marzo 2017 è stata presentata nella Domus la riproduzione della stele, perfetto esempio di arte funeraria romana del primo secolo, realizzata grazie a tecniche d’avanguardia e di precisione per riprodurre ogni singola crepa presente sull’originale.

Soldato_Domus_Romana_Lucca

La visita della Domus si chiude nella prima sala del museo, dove i pannelli esposti indicano i punti salienti della Lucca Romana e del nostro tour: le mura, l’anfiteatro, il teatro romano e le terme.

Pannelli_Domus_Romana_Lucca

Lasciando la domus, il nostro safari continua con i resti delle mura romane, visibili all’interno della bellissima chiesa di Santa Maria della Rosa. 

Questa chiesa, che risale al 1309, era un oratorio dove si venerava un’immagine della Madonna tra i Santi Pietro e Paolo detta “della rosa”, così chiamata per via dei fiori che tiene in mano.
La chiesa poggia a ovest alle mura romane, mentre il suo lato est ha archi a tutto sesto con bifore (finestre divise verticalmente in due da una colonnina cui poggiano due archi, tipiche del periodo romanico e gotico).

Lato_esterno_Chiesa_santa_maria_delle_rose

L’interno è formato da tre navate su colonne e volte a crociera; sull’altare maggiore troviamo la Madonna della Rosa che da il nome alla chiesa.

Altare_E_Navata_Santa_maria_delle_rose_Lucca

L’unico tratto ben conservato delle mura romane è visibile all’interno della chiesa, visitabile durante le ore di apertura o contattando l’ordine delle Sorelle di Santa Gemma.

Mura_Romane_Lucca

Per capire l’evoluzione della Lucca Romana è importante ricordare che la città fu la sede del Primo Triumvirato, il nome che gli storici hanno dato all’accordo tra Gaio Giulio Cesare, Marco Licinio Crasso, e Gneo Pompeo Magno nel 56 a. C.. Questo fatto fece crescere notevolmente l’importanza e la centralità di Lucca, con ripercussioni profonde sul suo successivo sviluppo e ampliamento. È per questo motivo, infatti, che fuori dalle mura sorse l’anfiteatro, tra la fine del I e il II sec. a.C., seconda tappa del nostro safari. Percorrendo l’attuale Via Fillungo si possono scorgere un paio di archi in via dell’Anfiteatro.

Ingressi_Piazza_dell'Anfiteatro _Lucca

Siamo arrivati in uno dei luoghi simbolo di Lucca, che trovate nella maggior parte delle palle di neve che potete acquistare come souvenir. Stiamo parlando di Piazza dell’Anfiteatro.

L’impatto è stupefacente: ci si trova circondati da una serie di abitazioni storiche che vanno a formare una piazza ellittica, alla quale si può accedere da quattro porte (che in realtà erano le antiche gallerie che conducevano i gladiatori all’arena dell’anfiteatro).

Piazza_anfiteatro_Lucca

Delle quattro porte solo una è originale, ma riconoscerla sarà semplice: basta cercare la più bassa, quella orientale. L’anfiteatro riusciva a contenere ben 10.000 spettatori ed era formato da due ordini sovrapposti di cinquantacinque arcate su pilastri, che servivano a sorreggere la cavea (ovvero le gradinate). Quest’ultima era divisa in settori, secondo i diversi ceti sociali, e la sua altezza complessiva superava i 13 metri. La struttura era in opus caementicium, ciottoli o pietre legati tra loro con malta. Dopo la caduta di Roma, l’anfiteatro è stato utilizzato dai barbari e nel periodo medievale come mercato, deposito di sale e perfino come carcere, murando le porte. Solo nel 1838, grazie all’architetto Lorenzo Nottolini, nominato Regio Architetto nel 1818 dai Borbone, è stato ultimato il processo di riqualifica dell’area che l’ha resa una delle piazze più suggestive d’Italia.

Se siete a caccia di curiosità su Piazza dell’anfiteatro, eccovi accontentati. La prima è che la piazza ha fatto da sfondo allo spot del 2012 per la nuova Fiat Panda, che infatti si conclude proprio qui. La seconda curiosità, per gli amanti delle caccie al tesoro, è che nel punto d’intersezione tra le quattro porte è possibile trovare una pietra con una croce latina che segna l’intersezione dei due assi. 

Curiosità_piazza_dell_anfiteatro_Lucca

Oltre all’anfiteatro (il cui accesso pare che fosse aperto a tutti), col crescere dell’importanza della Lucca romana sorsero anche edifici per i patrizi. Uno di questi era il teatro, che si trovava nell’area nord-occidentale della città antica, a ridosso delle mura. Probabilmente risale alla prima età augustea, ma in epoca medievale i ruderi del teatro furono utilizzati come base per il campanile della chiesa di S. Salvatore in muro, forse definita così perché impiantata sui resti delle mura romane. Questa chiesa fu demolita e sostituita dalla chiesa di S. Agostino, dove possiamo trovare ancora oggi due archi resti dell’antico teatro.

Teatro_Romano_Lucca

Tra i servizi che i patrizi richiesero non potevano mancare le terme, i cui resti sono stati rinvenuti tra le fondamenta della chiesa di San Giovanni e Reparata (IV secolo), altra tappa di questo safari. 

San_Giovanni_e_Reparata_facciata_Lucca

La pianta della chiesa ha tre navate divise da colonne romane scalanate.

Navata_e_cupola_San_Giovanni_e_Reparata_lucca

Alzando lo sguardo si può ammirare il soffitto ligneo a cassettoni che risale al priorato del Turrettini (1598-1622).

Volta_san_Giovanni_e_reparata_Lucca

Questa chiesa si distingue dalle altre e fa parte del nostro tour per la vasta area archeologica, aperta al pubblico nella primavera del 1992. Gli scavi raccolgono una serie di edifici: una basilica paleocristiana del IV-V secolo e dell’adiacente battistero, una pavimentazione in opus signinum a cocciopesto appartenente ad una domus romana del I secolo a. C., tracce delle terme romane (I-II secolo) e del battistero paleocristiano (IV-V secolo) a pianta quadriconca.

Area_archelolgica_Lucca

terme_romane_Lucca

Entrando in questa chiesa non si può non visitare il battistero, che venne costruito in epoca altomedievale in forma quadrata. Nel XII secolo, sfruttando le fondazioni della basilica paleocristiana del IV-V secolo e del battistero del IX secolo, vennero costruite la chiesa e il battistero superiori. Di queste, oggi restano visibili solo il fonte quadrato per immersione, rivestito di piastrelle di marmo in vari colori, e tre frammenti di pavimentazione.

Secondo alcuni studiosi e storici, la cupola ottagonale del Battistero (che risale al 1939) potrebbe essere stata una fonte d’ispirazione per la famosa cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze, vista la sua tecnica costruttiva di grande innovazione.

Battistero_San Giovanni_e_Reparata_Lucca

Tra le tante curiosità di questa chiesa, nei suoi sotterranei troviamo un graffito che racconta la  traslazione delle reliquie di Santa Reparata dalla Palestina a Benevento.

Il tour è ufficialmente finito, non resta che salutarci come farebbe un antico romano: “vale”!

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