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Day Trip

Porto Selvaggio tra un bagno nel bosco e un tuffo nella Preistoria

13 giugno 2017

La bella stagione è finalmente arrivata e tra il rialzo delle temperature e le giornate più lunghe, i vostri amici e colleghi vi staranno parlando delle prossime vacanze. Chi ha prenotato in riva al mare, chi non vede l’ora di fare un bagno di sole. Scommettiamo però che nessuno vi ha ancora nominato il bagno in una foresta? Lo facciamo noi di Nuok proponendovi un’immersione totale nel Parco naturale regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

Bosco_Porto_Selvaggio_esterno_Salento

Arrivare da Lecce in auto vi potrà sembrare difficile, per questo motivo vi consigliamo di impostare il navigatore su “Ristorante Casablanca”, per arrivare a ridosso del parco dall’entrata Villa Tafuri, che permette di entrare nel parco attraverso il percorso più breve e con un maggiore dislivello (ma niente di troppo difficile).

Proseguendo invece su quella che è la strada provinciale 286, potrete lasciare la vostra macchina nel parcheggio predisposto o ancora più avanti, in corrispondenza della seconda entrata. La passeggiata da qui diventa un po’ lunga ma decisamente più lineare rispetto alla precedente. Per chi non ha mezzi propri, c’è poi un servizio autobus, la linea 104, attiva dal 15 giugno al 15 settembre.

Il parco ha una lunga storia: nasce nel 1980 per tutelare la zona di Porto Selvaggio e Torre Uluzzo, cui si annette poi la vicina Palude del Capitano e dal 2007 è nell’elenco FAI dei cento luoghi da salvare.

Il principale motivo per cui dovreste visitare questo polmone verde è che qui potrete praticare in totale libertà lo Shinrin-yoku. Non vi spaventate, è un termine giapponese che si riferisce alla pratica di fare dei bagni nella foresta, ricevendo in cambio effetti positivi dall’atmosfera che si respira.

Lo Shinrin-yoku nasce negli anni ottanta in Giappone – ma era già praticato, in maniera inconsapevole, dai salentini molti anni prima – e consiste nel passeggiare in un bosco o in una foresta, abbandonandosi tra profumi e suoni ed entrando in stretto contatto con la natura. I benefici si riflettono sulla salute psicologica e fisica, con effetti su cuore, respiro e sistema immunitario con la diminuzione di stress, ansia e depressione.

La spiegazione scientifica del forest bathing risiede nelle piccole molecole organiche liberate dagli alberi e note con il nome di fitocidi, che in natura hanno l’effetto di proteggere la pianta dall’aggressione d’insetti e animali e sull’uomo riversano tutta la loro salutare potenza.

Bosco_pini_Aleppo_Porto_Selvaggio_Shinrin_Yoku_salento

Porto Selvaggio è il luogo ideale per questa terapia green a costo zero. Allontanandovi dai sentieri, provate allora a camminare all’ombra dei pini d’Aleppo, che qui crescono numerosi, delle acacie e dei lecci, respirando l’odore delle resine e degli oli essenziali. Cercate di riconoscere anche gli aromi penetranti delle piante della macchia mediterranea: mirto, lentisco, olivastro ma anche salvia e timo. Tutta quest’area, un tempo arida e secca, è stata rimboschita grazie all’opera del Corpo Forestale a partire dagli anni Cinquanta.

Non c’è un periodo migliore dell’anno per visitare il parco ma se doveste capitare in primavera, avrete la fortuna di ammirare un’esplosione di fiori e colori, dal giallo delle ginestre al rosa del cisto, racchiusi dalla cornice blu del mare onnipresente. Non finisce qui, piccoli tesori sono incastonati tra sassi ed erba ma fate attenzione a non calpestarli. Si tratta delle minuscole orchidee spontanee, che a malapena raggiungono i dieci cm di altezza ma che sapranno sbalordirvi con le loro bizzarre forme: a piramide, a sacco, aguzze o come le ali di una farfalla. Per praticare lo Shinrin-yoku bisognerebbe evitare ogni forma di distrazione ma in questi casi una fotografia è quasi d’obbligo.

Oltre al forest bathing vi consigliamo due altre attività, per cui forse il parco è ancora più frequentato. La prima, un bagno – questa volta in mare – nella piccola baia che come un cuneo fa breccia nel bosco. L’acqua qui è pura e freschissima grazie a delle sorgenti di acqua dolce che anche nelle giornate più calde assicurano ristoro e una pelle super-tonica. Il panorama non è da meno, circondati dai pini e con la Torre dell’Alto, una delle tante torri costiere, a far da vedetta. Ricordiamo che questo piccolo paradiso è sopravvissuto intatto grazie all’incessante impegno di Renata Fonte, cui è dedicata una targhetta custodita nel parco.

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La seconda attività prevede un tuffo nel passato e un emozionante percorso di trekking a ridosso della scogliera. Celata tra i numerosi anfratti che caratterizzano questo luogo, troverete la Grotta del Cavallo, dimora dei nostri antenati durante la Preistoria. Si è scoperto, grazie alle analisi effettuate su ritrovamenti di denti da latte e conchiglie ornamentali, che proprio qui ben 45.000 anni fa, hanno vissuto i primi esemplari di Homo sapiens più antichi d’Europa.

Bosco_scogliera_Porto_Selvaggio_grotta_cavallo_salento

Per raggiungere la grotta mettete scarpe comode e seguite le indicazioni disseminate tra i sentieri. Il paesaggio vi mozzerà il fiato e da qui potrete ammirare anche la vicina Torre Uluzzo. La grotta purtroppo è chiusa al pubblico ma vi raccomandiamo questo tour virtuale che vi porterà a sfiorare con il naso ogni minimo particolare racchiuso all’interno.

Infine vi vogliamo lasciare con un pensiero del filosofo Henry David Thoreau che secondo noi descrive perfettamente cosa si prova ogni volta che si mette piede a Porto Selvaggio:

“Perdersi nei boschi, in qualsiasi momento,
è un’esperienza sorprendente e memorabile, e insieme preziosa.”

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