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Day Trip

Nardò: cosa vedere in questa perla del Salento

24 marzo 2017

Quando si parla del Salento, complice l’ormai noto detto “lu sule, lu mare, lu jentu”, la mente corre subito al mare e alle distese infinite di sabbia. L’anima del Salento, però, la si ritrova anche dove non ti aspetti: tra vicoli assolati, antiche corti e chiese barocche. Per farvi conoscere più da vicino il volto dell’entroterra salentino approdiamo questa volta nella città di Nardò.

Centro_storico_viuzza_Nardò

Vi diciamo subito che Nardò, secondo comune più popoloso della provincia dietro a Lecce, merita una visita. Questa cittadina è facilmente raggiungibile dal capoluogo: in auto si percorre la statale 101 per circa venti minuti fino alla relativa uscita, in treno e in autobus invece i tempi di percorrenza sono un po’ più lunghi.

Tempietto_Osanna_ingresso_centro_storico_Nardò

Una volta arrivati, cominciamo il nostro tour con una visita al Tempietto dell’Osanna, proprio alle porte del centro storico. Nei dintorni potrete trovare diversi parcheggi, per cui è un punto di accesso comodo per partire alla scoperta della città. Costruito nel Seicento, era luogo di ritrovo per la benedizione durante la domenica delle Palme. Imboccate da qui l’omonima via che trovate davanti a voi – via Osanna che poi diventa Corso Vittorio Emanuele II – per giungere già dopo pochi passi nel cuore della città: piazza Salandra.

Piazza_Salandra_centro_storico_Nardò

È difficile descrivere a parole l’incanto di questo spazio urbano, così teatrale e movimentato nelle linee. Balconate, logge e portici circondano la piazza, assieme al Sedile, edificio in stile rinascimentale, e al Palazzo della Città, con la prospettiva del porticato che cattura l’occhio. Al centro svetta la guglia dell’Immacolata, dove il corpo centrale in carparo (pietra calcarea molto usata nel Salento) si sposa mirabilmente con le statue in pietra leccese, che il tempo ha sfigurato lasciando intatto però il loro fascino. Siamo totalmente d’accordo con chi l’ha definita una delle piazze barocche più belle del meridione.

Il centro storico di Nardò è stato rivalutato tantissimo negli ultimi anni. Come conseguenza i giovani hanno ripreso ad animare questi luoghi, mentre i turisti hanno cominciato a conoscerlo ed apprezzarlo. Alla rinascita del paese ha senza dubbio contribuito il cinema. Nardò, infatti, è stato il set di diversi film: l’ultimo, in ordine di tempo, è dedicato alla concittadina Renata Fonte, assassinata a soli trentatré anni dalla mafia perché si batteva per la tutela e difesa del vicino Parco di Porto Selvaggio. Se volete scoprire la sua storia, vi consigliamo il graphic novel a lei dedicato e che riporta scritti inediti della stessa assessora.

Caffé_Parisi_bar_caffetteria_pasticceria_centro_storico_Nardò

Se tutto questo girare vi ha messo fame, vi consigliamo di fare una dolce pausa al Caffè Parisi, che si trova sempre in piazza Salandra al civico 38. Il locale colpisce subito per lo stile raffinato, con un lungo bancone in legno che attraversa la sala e gli originalissimi posti a sedere: altro non sono, infatti, che selle di biciclette.

Caffé_Parisi_bar_interno_bancone_selle_biciclette_Nardò

Se siete golosi non potrete rinunciare ai dolci della tradizione salentina, come il pasticciotto (dolce da forno farcito di crema pasticcera e composto da pasta frolla) o lo spumone (tipico gelato della tradizione salentina dalla caratteristica forma a cupola), oppure potete godervi un buon aperitivo scegliendo tra le numerose bevande alcoliche offerte.  Il locale ha quasi cent’anni di storia e ha subito diverse trasformazioni, ma da sempre rappresenta un punto di riferimento per gli abitanti: diventa quindi una tappa immancabile se volete vivere appieno questa esperienza neretina.

Dopo aver il carico di energie (e calorie), riprendiamo il tour della città costeggiando la piazza e tenendo la guglia alla nostra destra. Subito a sinistra noterete la Fontana del Toro, risalente al 1930.

Chiesa_san_Domenico_centro_storico_nardò

Proseguite e svoltate a sinistra su piazza S. Domenico, dove si trova l’omonima chiesa. In pieno stile barocco, è stata costruita sul finire del Seicento e distrutta totalmente durante il terremoto del 1743, ad eccezione della facciata che vedete ripartita in due ordini. Sarete un po’ perplessi nel notare quanto sia enigmaticamente decorata.

Chiesa_san_domenico_particolare_facciata_cariatidi_Nardò

È un pullulare di omuncoli e telamoni (statue maschili che fungono da pilastro) con rimandi al gotico internazionale. Incutono quasi timore nell’osservarli e più si pone attenzione più emergono particolari “misteriosi” di teschi e creature capovolte. Il messaggio, che ammiriamo su queste spettacolari pagine di pietra, era quello di esortare i fedeli al rispetto delle regole cristiane.

Basilica_cattedrale_Santa_Maria_Assunta_facciata_Nardò

Da qui potete ritornare in piazza Salandra e imboccando via Duomo arriverete alla Cattedrale di Santa Maria Assunta. Rimaneggiata nel corso dei secoli a seguito del terremoto settecentesco, che solo qui fece ben 150 vittime, conserva particolari affreschi del Trecento e Quattrocento e un crocefisso ligneo, denominato in dialetto “Cristu gnoru”, ossia Cristo nero per la colorazione del legno di cedro.

Chiesa_Immacolata_facciata_centro_storico_Nardò_

Vicoli_strade_centro_storico_Nardò

Siamo al termine di questo tour, e dopo avervi parlato dei tesori di Nardò vi lasciamo con un ultimo consiglio: perdetevi a esplorare l’immenso patrimonio di questa città, nascosto tra i vicoli, nelle piazze e nelle tantissime chiese disseminate nel centro storico. Nardò è un vortice di colori e di spazi incantevoli, una perla del Sud che ci auguriamo vi faccia provare le sensazioni descritte da Renata Fonte:

“È strano come un piccolo paese

con un pezzetto di mare e quattro

casette bianche addormentate al sole

bastino a placare un animo inquieto e a

dissolverne le pene.

È per questo, in fondo, che sono qui, ora. […] ”

(tratto da Nostra Madre Renata Fonte)

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