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Coffee Time

Dolci tradizionali a Lecce, tappe da capogiro del gusto

16 gennaio 2017

Quante idee geniali sono nate da un errore? La Coca cola, le patatine fritte, il cellophane (!). Su quelli ortografici, Gianni Rodari ci scrisse addirittura un libro, mentre Cristoforo Colombo scovò una terra, credendo fosse un’altra! A noi di Nuok, gli errori fanno simpatia, soprattutto se nascono da qualche pasticcio, e di pasticci, ne conosciamo di originali. Uno di questi si colloca tra le terre del salento e ha un otto alla fine del nome… Volete capire meglio di che si tratta? Seguiteci! In un’esplorazione golosa nel profondo sud: prossima fermata Lecce, tra le sue pasticcerie.

Lecce1

Per quanto sia Ostuni a essere definita città bianca, noi crediamo Lecce non sia da meno. Passeggiando tra le sue vie infatti, a sorprenderci è il candore monumentale dei palazzi come delle sue chiese. Questa volta però, ci dispiace assai doverci concentrare sui sapori tipici, per questo vogliamo proporvi un piccolo tour tra le prelibatezze della tradizione: concentrarci sul candore, ma dello zucchero a velo!

Dal Pasticciotto al Bignè, da Citiso

Citiso1Lecce

Ad aprire la nostra esplorazione è la pasticceria Citiso, in città una sorta di istituzione. Siamo in Via Oberdan 129 a una quarto d’ora a piedi da Via Trinchese. Accomodatevi nella caffetteria a vetrate con le insegne dorate e ordinate una doppietta leggera leggera di zuccheri, qui dove le sedie di vimini danno l’idea di fare colazione nello spazio semi aperto di una veranda. Aprite le danze con un bignè mignon alla crema chantilly, vi giuriamo di non aver mai assaggiato niente dal gusto così deciso e delicato al contempo. Intervallate con un buon caffè e continuate con il cult per eccellenza: il Pasticciotto con crema al limone.

Bignè Citiso Lecce

Regola vuole che se il Pasticciotto è come si deve, si sbriciolerà al primo morso. Il suddetto nasce per errore di Nicola Ascalone nel 1745, nella città di Galatina. Un anno dopo aver aperto la sua pasticceria, Nicola provò a sfornare un nuovo dolce, dal risultato fallimentare. Da questo tentativo però, avanzò della pasta con cui creò un piccolo pasticcio che mise in forno, dentro a una teglia di rame. Il risultato fu la sopracitata meraviglia ripiena di crema, con cui i leccesi usano fare colazione. Un pasticcio fortunato insomma, fuori dal comune per semplicità.

PasticciottoCitisoLecce+

La scioglievolezza del Rustico, da Alvino

Per la seconda tappa da capogiro del gusto, attraversate tutta Via Trinchese in quella che è la Lecce moderna, quella dei negozi. A un certo punto sbucherete in una delle piazze più belle: Piazza Sant’Oronzo.

Accomodatevi non lontano dalla statua del protettore della città: Santu Ronzu nesciu per gli amici, colui che, oggi rappresentato in vetta alla colonna di ventinove metri, si dice abbia protetto i leccesi dalla peste del Regno di Napoli nel 1600. Alla faccia sua, o in sua compagnia (decidete voi), fate vostra una delle sedie dei tavolini esterni del caffè Alvino, e ordinate un Rustico, qualunque ora sia. Il Rustico è infatti il cult salentino adatto a tutte le ore. Non immaginate vada giù indifferente però, pensate piuttosto a un trionfo di sapori: la pasta sfoglia morbida imbibita di polpa di pomodoro, in un exploit di mozzarella fusa insieme alla besciamella. L’abbondanza! Pezzi unici, difficili da riprodurre in altre regioni. Se i tavoli esterni di Alvino (come spesso accade) fossero pieni, prelevate il Rustico e puntate al gradino che più vi alletta, fatevi riempire gli occhi dalla bella piazza e gustate.

Rustici Alvino Lecce

Anche Alvino, sebbene rinnovato nella gestione, è pasticceria di lunga data, certamente di qualità buona rispetto alla media. Che andiate sul dolce o sul salato non sbaglierete, ma il rustico è un loro pezzo forte, con vista su Anfiteatro romano garantita!

POronzo1Lecce

Amate i dolci tradizionali ma vi stuzzica l’idea di originali varianti? La Cotognata Leccese allora è una tappa da non farvi mancare assolutamente (tra l’altro è raggiungibile a piedi…) Imboccate dunque Via XXV Luglio costeggiando il Castello Carlo V e sbucate in Via Marconi, dove al civico 51 incrocerete il bar.

Varietà di torte e Pasticciotti, alla Cotognata Leccese

Cotognata esterno1Lecce

Varcando la soglia di questo luogo vi stupirà la gentilezza e la disponibilità del personale, pronto a farvi sperimentare qualsiasi delizia (e vi assicuriamo essercene tante)! I Pasticciotti sono nati per errore, ma bisogna proprio dire che da lì c’è chi ha raffinato il tiro. Il bar Cotognata è uno di questi, propone infatti multiformi varietà alternative: da quello ricotta e nutella alla versione al pistacchio, quello crema e amarena e la particolarissima versione integrale con cotognata. Uno spettacolo!

Collage torta pasticciotto Cotognata

Se siete tipi da torte, tenetevi forte: la torta Pasticciotto è la goduria del Pasticciotto classico, centuplicata. Se invece sono le particolarità ad affascinarvi, il fatto apposta del caso è la Torta Maria, una prelibatezza della casa a base di ananas, uvetta, pinoli e pan di spagna al caffè.
La Cotognata è inoltre l’unica a fare ancora i cornetti della colazione con pasta brioche, e con pasta brioche sono anche dei piccoli dessert a cui è abbinata marmellata d’albibocca o nutella, a seconda del gusto preferito.

Torta Cotognata Lecce

Accostate alla vostra scelta una spremuta di melagrana, consigliatissima tutto l’anno. Se invece necessitate di qualcosa di fresco, il Nocciolino è un chicca da piena estate, nocciola gelato con caffè espresso. C’è infine il classico caffè in ghiaccio, la cui versione territoriale è arricchita dal latte di mandorla.

Ora che il vostro stomaco ha raggiunto l’armonia interiore, affacciatevi fuori dal locale per scoprirla anche all’esterno. Proprio di fronte al castello infatti, si erge la fontana dell’Armonia: un uomo e una donna uniti come la frolla con la crema. Badate bene che a Leccie la fontana è meglio conosciuta come Fontana degli innamorati.

Castello Lecce2

Se ci avete preso gusto vi suggeriamo di proseguire il tour con un’ultima tappa un poco diversa dalle precedenti. Non è infatti di una pasticceria che stiamo parlando ma di un luogo artigianale di altrettanta arcaica esperienza. Proseguite a piedi nella zona di Porta Napoli, per raggiungere via delle Benedettine. Se è la prima volta da queste parti, vi suggeriamo letteralmente di perdervi. Vi stupiranno le vie strette che si aprono all’improvviso, in quest’aura bianca e luminosa che in questa zona è all’ennesima potenza.

Via delle benedettine2 Lecce

Via delle benedettine Lecce

Il cuore della Pasta di mandorla in un pesce,
dalle suore benedettine

Siamo in Via delle Benedettine, precisamente nel Monastero di San Giovanni Evangelista, struttura esistente dal 1133. Il Monastero, che si staglia su una splendida corte, è ancora oggi una struttura che ha resistito meravigliosamente al tempo. Ospita un gruppo femminile di donne, protagoniste dell’esperienza che vi raccontiamo.

Convento benedettine Lecce

Queste suore di clausura tramandano una tradizione importante per Leccie, quella della Pasta di mandorla. Questo particolare tipo di dolce rientrava nella categoria dei doni diplomatici, quelli che si facevano ai signori, e spesso i signori del caso erano vescovi e prelati. Ma cos’ha di particolare la loro produzione?  Il segreto sta nella faldacchiera, una spuma col tuorlo d’uovo mista a marmellata di mele cotogne che è nascosta nella pancia del pesce (o dell’agnello, nella variante pasquale). Non sappiamo se l’idea originaria nacque grazie a un errore, sembra però venne alla madre badessa Anna Fumarola, intorno alla fine del 1600. La cui impronta rimase poi indelebile!

Ingresso Ruota Lecce

Ma sono suore di clausura osserverete, come funziona quindi la vendita dei loro prodotti? Superate l’ingresso principale lungo Via delle Benedettine e proseguite fino a un cancelletto nero in metallo. Salite i gradini che precedono una porta normalissima e affacciatevi, scoprirete la ruota. È qui che potrete fare la vostra richiesta attraverso la grata di una finestra, alla suorina, di cui sentirete la voce. Quest’ultima verrà esaudita facendo girare la piattaforma di questa scatola circolare, dentro cui verrà posto il pesce, e una volta ruotata, sarà lì pronto, per essere prelevato da voi.

Pinna pesce benedettine Lecce

Inutile dirvi che ci siamo dovuti prendere la briga di assaggiarlo, ed è stata davvero una tortura: poiché non abbiamo mai provato una pasta di mandorla così delicata. Il ripieno interno arriva che non te l’aspetti in un contrasto di sapore davvero delizioso (in quest’ultima versione la marmellata è di pere!). L’accoglienza alla ruota ha orari di apertura ridotti: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Se ponderate di passare a ridosso delle festività, vi consigliamo sempre di telefonare, poiché le prenotazioni sono molte e i pesciolini assai gettonati. Sono disponibili nelle due varianti, quindici euro quello da mezzo chilo e venti, quello da un chilo.

-zona bedettine Lecce

Col bottino sotto braccio, scivolate nella calma zen che caratterizza questa zona e fatevi contagiare dalla sua quiete. Ad aspettarvi ci saranno i vicoli e le viette e i piazzali, di un’area che ricorda un poco quella non lontana delle Giravolte. E se come noi, avete l’impressione che le giravolte in questo tour ve le abbia fatte fare il palato, nel gustare cotanto ben di dio, ciò vuol dire che gli errori si sono fatti avanscoperta e sono poi serviti a qualcosa. Da pasticci, Pasticciotti, Rustici e pietra bianca è tutto! Appuntamento alla prossima esplorazione.

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