
Gli M+A sono Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli e a novembre uscirà il loro primo disco con una label londinese. Nuok li ha intervistati per voi!
:: Così vi presentate sul vostro sito “[…] It’s two people moving forward parallel to one another, though with countless meeting points.” Chi sono insomma gli M+A e quando avete iniziato a suonare insieme?
Io e Alessandro ci siamo conosciuti nell’estate 2009 e abbiamo iniziato a suonare insieme dall’inverno dello stesso anno. Prima di M+A avevamo entrambi altri gruppi. Ci siamo sentiti, ci siamo piaciuti, e abbiamo iniziato a trovarci per buttare giù qualcosa. Inaspettatamente tutto si è mosso a grande velocità. Abbiamo cominciato mandandoci mail con le nostre canzoni, io spedivo un pezzo ad Alessandro e lui ci aggiungeva altro materiale e viceversa, componendo così i pezzi quasi su internet. Questa cosa, che facciamo tuttora, ci ha sempre agevolato molto nei tempi. Poi, quando ci siamo accorti che il materiale iniziava a diventare considerevole, abbiamo deciso di registrare tutto per i fatti nostri nella soffitta di Alessandro. Nel giro di due mesi avevamo già abbastanza brani per un album e da lì abbiamo alternato le registrazioni ai live in giro per l’Italia. Tutto questo l’abbiamo fatto cercando di evitare la forma del gruppo, stando ognuno sulla propria linea, rimanendo paralleli ma imparando a trovare punti di contatto.
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:: Il 7 novembre uscirà il vostro primo disco “things.yes” con la etichetta discografica londinese Monotreme Records. Come è nata la collaborazione?
A dire la verità è nata in maniera molto semplice. Dopo aver registrato gli ultimi pezzi ci siamo presi un pomeriggio per inviare qualche email a quelle label per cui avevamo un debole. Quel giorno mandammo parecchie email e mi ricordo che Monotreme fu una delle prime che ci rispose (quasi all’istante). Ci stupì molto la tempestività. I pezzi le erano piaciuti molto. Ci propose subito se volevamo realizzare l’album con lei. Abbiamo così incominciato a scambiarci informazioni, fino ad arrivare poi al contratto.
M+A “THINGS.YES” from M+A on Vimeo.
:: Le vostre sonorità sono diverse da quelle classiche italiane e decisamente più internazionali. Secondo voi, perché la musica italiana di solito è limitata ai confini nazionali?
Non voglio tirarla troppo per le lunghe perché va a finire che la tiro per lunghe. Anzitutto non direi che è limitata nei confini Italiani perché in questo modo sembra che ci sia un agente esterno che le impedisce di oltrepassare i confini. Direi invece che è lei che si auto limita. Credo sia un problema di comunicazioni, del non sapersi stabilire su una rete comunicativa che, anche restando nel particolare, abbia una traccia che dal mio ombelico arrivi all’ombelico degli altri.
Mi ricorda un bambino consapevole della propria incapacità che per compiacersi preferisce esibirsi in cameretta con poche persone e familiari piuttosto che al di fuori dove gli standard sono molto più alti. Sappiamo tutti che ci sono artisti italiani validi, la cosa distorta qua è il metro di giudizio.
:: Chi sono i vostri artisti di riferimento?
Non voglio fare un’elencazione di nomi a suon battente quindi resto sul vago con questa frase a metà.

Foto Barnaba Ponchielli
:: Dove potremo sentirvi dal vivo prossimamente?
Alla presentazione dell’album, che sarà a Londra, anche se non sappiamo ancora la data precisa. Oppure suoneremo in Italia, a Faenza, alla Casa del Disco il 23 settembre.
:: Voi siete di Forlì. Quali posti della Riviera Romagnola consigliate al di fuori dei circuiti turistici?
A Marina di Ravenna c’è l’Hana-bi, un bagno sul lungomare in cui si fanno un sacco di concerti validi.


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