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L’evoluzione delle specie al Grant Museum of Zoology

Quando pensi di aver visto quasi tutto di una città, con sorpresa ti rendi poi conto che Londra non smette mai di stupirti anche se le cose che ti presenta hanno già migliaia di anni! Nel viaggio che vi proponiamo oggi non farete tanti chilometri dal centro ma appena varcherete la soglia del Grant Museum of Zoology si andrà molto – molto – indietro nel tempo perchè al suo interno ci sono alcuni dei più rari esemplari estinti al mondo del regno animale.

Riaperto al pubblico nel marzo scorso, dopo qualche mese di restauro e rilocato dal Darwin Building al Rockefeller Building, questo dipartimento all’interno dell’ Univeristy College of London, è stata fondato nel 1827 da Robert Edmond Grant con lo scopo di mostrare agli studenti della neonata UCL una collezione didattica sulla quale basare le sue lezioni di zoologia. Grant è stato il primo professore di Zoologia e Anatomia Comparata in Inghilterra, mentore di Charles Darwin e uno dei primi ad aprire la strada alle teorie sull’evoluzione delle specie in Gran Bretagna. Ha collezionato da solo buona parte delle specie esposte e ha analizzato e catalogato con cura scientifica ogni esemplare, con l’aiuto di Darwin stesso. Fanno parte della collezione anche qualche pezzo di Thomas Henry Huxley e le teste bisezionate di Sir Victor Negus (che pare abbiano ispirato alcuni lavori di Damien Hirst).

Come ben sapete arte e scienza si miscelano molto bene a Lannon e noi di Nuok non possiamo fare a meno che lasciarci travolgere dalle cose bizzarre che le città più belle del mondo ci possono offrire: quindi eccoci qui, immersi in piccolo spazio gratuito che racchiude (udite udite) circa 70.000 esemplari tra scheletri, animali imbalsamati e conservati in vitro. All’appello troviamo la tigre della Tasmania (ormai in via di estinzione), una zebra detta ‘quaggia‘, un dodo, un’impressionante cranio lungo 3 metri di alce irlandese.

Una delle novità dopo la riapertura sta nel fatto che oltre agli antici cimeli, l’esperienza è più interattiva e si può giocare e scoprire la storia e le stranezze di ogni animale. Inoltre si toccano anche questioni etichi e più filosofiche sia sull’approccio più o meno invasivo della scienza e dell’uomo nel mondo animale e nell’ambiente che ci circonda. I codici QR sono utili per avere queste informazioni direttamente sul vostro smartphone e condividere poi le vostre opinoni e la vostra esperienza su Twitter e altri social network.

L’ambiente che abbiamo trovato è molto rilassato: ci sono volontari all’ingresso (nel nostro caso avevano preso un pappagallo e lo stavano riproducendo in un acquarello molto delicato) e a discrezione dei visitatori è richiesta una piccola offerta in base alle proprie dispobilità.

La parte più sconvolgente è stata vedere i feti e i piccoli marsupiali rinchiusi sotto vetro anche se a dirla tutta ci sono scheletri appesi un po’ ovunque, senza un ordine specifico. È anche una grande occasione per vedere da vicino le uova di squalo.

Fossili e ossa di dinosauri vecchi di 12,000 anni ma anche talpe, tartarughe e delle strane presenze pelose multicolore che abitano i fondali marini dette Hermione Spriggs. Le specie più importanti sono mostrate nel sito se volete dare una sbirciatina prima della vostra visita. I nostri amici a quattro zampe e i nostri lontani parenti non sono da meno.

Con una piccola donazione si può diventare “amico” del Museo e adottare una specie che vi appassiona: il vostro nome verrà poi stampato vicino al vostro prescelto. Ecco qui tutto quello che dovete fare. Infine se questo posto vi ha appassionato, sarete felici di sapere che è anche un centro di ricerca aperto al pubblico e organizza proiezioni di documentari e film tutti incentrati sul rapporto uomo/regno animale.

Tutto il tour non vi impegnerà più di un ora e se non siete sazi delle vostra visita, siamo vicinissimo al Petrie Museum of Egyptian Archaeology e a dieci miniti a piedi dal British Museum. Intanto le nostre ricerche evolutive continuano…

 



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