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Museo all’Aperto Bilotti: arte en plain air a Cosenza

01 agosto 2015

Il nostro percorso parte da Piazza dei Bruzi, ristrutturata nel 1998, che ospita il palazzo del comune, sede dell’amministrazione risalente agli anni ’60. La piazza si riflette nei giochi di specchi della facciata del palazzo che a sua volta, come nelle scatole cinesi, si specchia nel basamento d’acqua del monumento di Mimmo Paladino, l’Elmo dei Bruzi, un elmo di bronzo che rievoca il passato glorioso della città, ricordando Re Alarico e la sepoltura nel Busento.

Da Piazza dei Bruzi, si apre Corso Mazzini e, quindi il MAB, il Museo all’Aperto Bilotti. Nato nel marzo 2005, grazie alle donazioni di Carlo ed Enzo Bilotti, ha trasformato il salotto buono cosentino in un museo en plain air, fruttando la nuova conformazione pedonale del corso. Le opere che si possono ammirare, mentre si mangia un gelato o si dà un’occhiata alle ultime collezioni nel negozi che vi si affacciano, sono diciotto, tutte firmate da grandi nomi dell’arte contemporanea.

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La prima opera che incontriamo nel nostro percorso sono Le Tre Colonne di Sacha Sosno, artista francese recentemente scomparso, che con un gioco di pieni e di vuoti, lascia allo spettatore il compito di riempire gli spazi incompleti delle proprie opere. Questa particolare scultura, assieme a I Sette Cuori – la carta da gioco intagliata nel marmo di Carrara che rappresenta i sette colli sui quali è stata costruita la città – e a I Bronzi di Riace, è stata commissionata all’artista dalla famiglia Bilotti per il MAB. Si tratta quindi di opere uniche, esposte solo a Cosenza.

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Continuando la nostra passeggiata, sulla destra, non possiamo non fermarci ad ammirare una delle tre sculture firmate da Giorgio De Chirico che sono esposte nel museo cosentino: Il Grande Metafisico. Prima di continuare la passeggiata alla volta de I Due Archeologi – sempre di De Chirico – potete fare una tappa alla Gelateria Pop “il gelato dei cosentini dal 1971”. In particolare, vi consigliamo di assaggiare i buonissimi cannoli, realizzati con una ricetta segreta elaborata dai proprietari di questa storica gelateria.

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Dopo esserci rifocillati, facciamo il nostro ingresso in Piazza XI Settembre, che si allarga, come l’ansa di un fiume, al centro del corso. Il MAB, continua anche qui, con due sculture firmate Mimmo Rotella: La Rinascita della Cultura e Il Lupo della Sila, entrambe commissionate dalla città di Cosenza. La prima rappresenta l’allegoria della cultura, unica arma per sconfiggere il terrorismo (non a caso è stata posta nella piazza che ricorda l’attentato alle Torri Gemelle); la seconda – ultima opera realizzata da Rotella prima della morte – ritrae l’animale storicamente legato al territorio cosentino. Al centro della piazza, potrete trovare il Caffè degli Uffici, situato accanto all’omonimo Palazzo, dove prendere un buon caffè acon vista sulle sculture.

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Facciamo una deviazione da Corso Mazzini e ci addentriamo per via Arabia. Pedonale anch’essa, è occupata da una scalinata artistica che alterna il getto delle fontane ai gradini in granito. Sulla sommità i due campanili della chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù dominano la città. Questa chiesa, relativamente recente (è stata completata nel 1978), merita una visita per le finestre mosaicate, che – nei giorni di sole – danno vita ad un surreale gioco di luci e di ombre. Una volta ritornati su Corso Mazzini, incontriamo la scultura di Emilio Greco, che fa parte del complesso scultoreo de Le Grandi Bagnanti, entrambe conservate a Cosenza: La Grande Bagnante n°1 alla Galleria Nazionale e La Grande Bagnante n°2 al MAB, appunto.

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Continuando la nostra passeggiata, incontriamo due sculture che catturano subito l’attenzione: Ettore e Andromaca di Giorgio De Chirico e San Giorgio e il Drago, unica opera del MAB firmata da Salvador Dalì. La prima raffigura il momento dell’addio tra l’eroe troiano e la moglie sotto le mura di Ilio, lo struggimento di sapere che quella sarà l’ultima volta che i due si vedranno, la consapevolezza di andare incontro alla morte. La seconda è la fedele riproduzione del mito secondo il quale San Giorgio ha salvato la principessa dal drago, con lo stile inconfondibile del maestro spagnolo.

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Prima di arrivare a Piazza Kennedy, incontriamo la Testa di Medusa di Giacomo Manzù e il Ferro Rosso di Pietro Consagra. Poco più avanti, sulla piazza, troviamo il Cardinale in Piedi, seconda opera esposta al MAB di Manzù. Prima di continuare con il percorso, possiamo fermarci per un ottimo aperitivo o una merenda al Kennedy Caffè, recentemente ristrutturato, che con i suoi lampadari in cristallo e i suoi dolci eccellenti, ricrea un’atmosfera da caffè austriaco.

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Il nostro percorso attraverso il MAB è quasi giunto al termine, prima di arrivare, però, a Piazza Bilotti, conclusione ideale del museo, troviamo sul nostro cammino il complesso scultoreo di Pietro Consagra: Grande Scultura Monumentale Bifrontale. A fare da porta d’uscita (o di entrata?) sono i Paracarri Grigio, Rosa, Siena e Bianco, sempre firmati da Consagra. Ora non vi resta che ritornare indietro – se avete voglia – per scoprire di nuovo, da una diversa angolazione il MAB e i segreti che esso ancora cela.

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