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Urban Safari

Il centro storico di Cosenza lungo Corso Telesio

06 luglio 2015

Camminando tra le viuzze della città vecchia di Cosenza si ci può imbattere in statue di antichi filosofi, testimonianze del passato magno greco, palazzi e botteghe ottocenteschi che sembrano  intoccati, ma anche nella movida che anima la strada principale, Corso Bernardino Telesio. Tutti elementi che rendono Cosenza uno dei centri più belli del meridione d’Italia.

Il nostro itinerario alla scoperta del centro storico parte da piazza dei Valdesi. L’accesso alla piazza è dal ponte che valica il Busento, il secondo fiume della città, dopo il Crati. Se vi affacciate sul lungo fiume, potrete vedere il punto d’incontro dei due corsi d’acqua: leggenda vuole che nel luogo preciso in cui il Crati e il Busento si fondono insieme sia stato seppellito il re dei Visigoti, Alarico, insieme al cavallo e ai tesori. Studiosi e archeologi fanno a gara per ritrovare gli ori del re barbaro, ma  a oggi nessuno è riuscito nell’impresa.

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Vi consigliamo di lasciare qui la macchina (se ne siete muniti) e di continuare a piedi, perché il traffico nel centro storico è limitato e perché solo restando con il naso all’insù si possono assaporare fino in fondo le atmosfere d’altri tempi che la città regala.

Imbocchiamo, quindi, Corso Bernardino Telesio, che deve il nome all’iniziatore della filosofia della natura rinascimentale.  Un cosentino celebre, che ritroveremo ancora lungo il nostro percorso.

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Corso Telesio è stretto tra due colonne di palazzi che si sorreggono l’un l’altro. Se è una giornata luminosa, come spesso accade, passeggiandovi sarete inghiottiti nei giochi di luci e ombre che il sole regala facendo capolino tra un vicolo e l’altro, come in un bosco. Gironzolare per Corso Telesio potrebbe essere paragonato a una scampagnata tra i pini della Sila, solo con un po’ più di rumore (ma non troppo).

Ai lati del Corso vi sono le antiche botteghe di artigiani del ferro e del legno, che conservano le vecchie insegne intagliate. Alzando lo sguardo, i balconi di ferro battuto e i panni stesi contribuiscono a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera, mentre le matrone che abitano quelle case, da una finestra all’altra, si scambiano opinioni e ricette per il pranzo.

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Circa a metà del corso si apre, sulla sinistra, un piccolo spiazzo, dove si affaccia la Casa delle Culture, uno spazio polifunzionale, gestito dal Comune di Cosenza, che ospita mostre, convegni e attività culturali di ogni tipo. Se capitate in un giorno in cui non ci sono esposizioni, non preoccupatevi: il palazzo è comunque visitabile e merita una capatina.

Ritornati su Corso Telesio, continuiamo a salire. Una delle particolarità di questa strada  è la sua conformazione in salita, una dolce ascesa che, nonostante un po’ di affanno, regala un premio inestimabile. Altre caratteristica sono le cantine e i piccoli ristoranti tipici che negli anni sono sorti nei locali un tempo destinati alla conservazione delle provviste e all’allevamento degli animali.

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A spaccare in due il lungo corso e a dare un po’ di respiro alla salita, si spalanca la piazza del Duomo, circolare e intervallata da scalinate. Sulla piazza si affacciano le botteghe degli artisti e i locali che animano la movida cosentina. Tra questi, vi consigliamo in particolare Calabria Bella, subito accanto al Duomo, dove è possibile gustare dell’ottima cucina tipica calabrese in un ambiente rustico-chic e il Beat, per un aperitivo o un dopocena all’insegna della buona musica dal vivo con vista sulla cattedrale.

Il Duomo, che domina tutta la piazza, è dedicato alla Vergine del Pilerio e nell’ottobre del 2011 è stato riconosciuto patrimonio dell’Unesco. La facciata presenta tre portali, che corrispondono alla divisione delle navate interne della chiesa, sovrastati da altrettanti rosoni. Una volta entrati, lasciando all’esterno il chiacchiericcio della città, ci si ritrova in una chiesa in stile neogotico, in tufo bianco, con pianta a croce latina. Sulle navate si aprono due cappelle barocche, segno del passaggio degli stili e delle epoche. Una è la cappella della Madonna del Pilerio, che conserva l’icona bizantina della Madonna che allatta, considerata miracolosa; l’altra è la cappella della Confraternita di Orazione e Morte, che ospita la sepoltura dei membri della spedizione garibaldina dei Fratelli Bandiera del 1844.

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Usciti dal Duomo, ricomincia la salita, ma se siete stanchi e avete voglia di rifocillarvi non dovrete camminare molto. Poco più avanti, infatti, vi aspetta lo storico Gran Caffè Renzelli, che veglia sui cosentini dal 1803. Mentre sorseggiate un buon caffè potrete ammirare il palazzo dell’Arcivescovado e – affacciandovi dalla terrazza – il sito archeologico romano e la sede della Biblioteca Nazionale.

Corso Telesio è quasi terminato, ma prima, sulla desta, vi regalerà uno degli angoli più belli della città. Se alzate lo sguardo verso via Antonio Serra scorgerete delle colonne doriche: non è una testimonianza greca, ma la sede del Liceo Classico Bernardino Telesio, il più antico e prestigioso della città.

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Siamo quasi arrivati al premio finale che ci aspetta dopo l’ascesa. Piazza XV Marzo, al cui centro troviamo la statua di Bernardino Telesio che osserva da una parte il teatro comunale Alfoso Rendano, altro illustre cittadino che ha “inventato” il pedale indipendente del pianoforte, e dall’altra il Palazzo del Governo, che merita la visita dei suoi saloni affrescati.

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Per terminare il percorso e rilassarvi nella frescura, non può mancare una passeggiata nella Villa Vecchia, cuore verde e romantico della città.

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Prendetevi un po’ di tempo per una piacevole camminata in questo parco costruito a terrazze, dalle quali potrete godere della vista della città. Gli alberi secolari che lo popolano potranno raccontarvi, se state bene in ascolto del loro fruscio, le storie antiche di chi passeggiava tra questi viali.

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