kueitsiti

Kuwait City secondo Mimma Zizzo

03 giugno 2017

“Ciao Kuwait City, è arrivato il nostro momento. Prometto di rispettarti e di cercare di capirti”. Con questo patto siglato con la città Mimma Zizzo da più di 5 anni vive e soprattutto racconta in rete la sua storia di donna expat a Kuwait City. Autrice di due blog, Mamme nel Deserto e Amiche di Fuso e co-autrice del libro “Mamme nel Deserto – ma come ci siamo finite in Kuwait (Carsa Edizioni) – da anni Mimma Zizzo è un punto di riferimento con i suoi blog per la comunità expat italiana presente nel Paese. Abbiamo deciso di fare una chiacchierata con Mimma per farci raccontare da una vera insider la sua Kuwait City.

Mimma_Zizzo

Benvenuta a Nuok, Mimma! Appena atterrati in Kuwait qual è il primo consiglio che daresti ad un viaggiatore che si reca per la prima volta a Kuwait City?

Di non farsi scoraggiare dalla bruttezza dell’aeroporto. La città è molto meglio di quello che l’aeroporto fa presupporre. Consiglierei di informarsi su dove andare e cosa fare; purtroppo le guide cartacee più conosciute non sono molto aggiornate, pertanto consiglierei di leggere i blog che raccontano la vita in questa città.

Kuwait City è la capitale di una delle petrol-monarchie del Golfo dove accanto ai grattacieli e alla modernità coesistono tradizioni antiche di secoli. Quali sono quelle tradizioni che più ti hanno colpita e che secondo te identificano Kuwait City?

Direi che sono state tante. La diwaniya è probabilmente quella che più mi ha colpito. Le diwaniye sono riunioni aperte solo agli uomini, anche se ultimamente stanno nascendo anche quelle miste uomini-donne. In queste riunioni, che coinvolgono un’unica famiglia o al massimo un paio, vengono prese le vere decisioni che poi verranno trasformate in legge dagli organi statali preposti. Anche i grandi affari si fanno tutti durante queste riunioni. Trovo anche affascinante i “caffè delle donne”. Anche queste sono riunioni familiari piuttosto allargate riservate solo alle donne. La famiglia è il vero perno centrale di tutta la società kuwaitiana. Appartenere a una famiglia piuttosto che a un’altra non solo identificherà la persona, ma gli assicurerà un certo percorso professionale o un certo matrimonio. Poi adoro gli sisha bar: fumare la sisha resta un costume diffuso anche tra le nuove generazioni.

Quali sono 3 posti che caratterizzano Kuwait City e che un viaggiatore non può assolutamente perdere visitando la città?

Il suok Mubarakiya, il mercato all’aperto perché rispetto alle altre città del Golfo in Kuwait il suok è autentico, c’è davvero un’atmosfera speciale, ci sono i volti di questa gente, il loro cibo, i loro punti di ritrovo. Senza contare che sempre al Souk di Mubarakya, nella parte vicina a Oman Street, è possibile imbattersi in una zona chiamata SO.MU: qui si respira un’aria più metropolitana con locali underground e giovani super mondaioli.

Le Kuwait Towers sono un’altra tappa imperdibile. Le Kuwait Towers sono state progettate dall’architetto danese Rosales Cass come parte di un progetto di distribuzione di acqua gestito dalla VBB società di ingegneria svedese (rinominato Sweco nel 1997). L’architetto capo della società Sune Lindström aveva eretto cinque gruppi di torri d’acqua a “fungo” che si trovano vicino al mall The Avenues. Per le Kuwait Towers, il sesto sito, l’Emiro del Kuwait ha voluto un design più attraente: su dieci disegni diversi, tre sono stati presentati all’Emiro, che ha scelto il disegno che è stato poi realizzato. Consiglio anche di approfittare del ristorante: non capita tutti i giorni di poter mangiare a 100 metri di altezza!

Il mio terzo suggerimento è l’Arab Fund for Economic and Social Development, meglio nota come Arab Fund. Un’organizzazione internazionale che in Kuwait ha una sede meravigliosa. Il viaggiatore in questo modo potrà vedere gli stili e gli arredi di quasi tutti i paesi arabi, imbattersi in una ricchezza davvero notevole, che lascia spesso senza fiato. Senza contare che la visita è gratuita.

Mamme nel Deserto, un blog e un libro, sulla tua vita da expat in Kuwait. Com’è nata questa idea e quanto è protagonista la città nei tuoi post?

Sono stati gli amici a cui mandavo lunghe email a suggerirmelo. I blog all’epoca non erano così diffusi e confesso che prima mi sono documentata. Poi con la mia amica Drusilla con cui condivido il blog e ahimè non più la città abbiamo deciso di aprirlo nel 2013. Kuwait City ha sempre un ruolo centrale nei nostri racconti. All’inizio doveva essere un diario per i nostri figli e i parenti lontani, poi abbiamo scoperto che la nostra esperienza in questa terra incuriosiva tanti. Il rapporto con la città è cambiato, dall’inevitabile shock iniziale ora abbiamo un rapporto da buoni amici e ci piace evidenziare il bello, le novità che avvengono in questa parte di mondo. Per questo all’interno del blog abbiamo una pagina Tips about Kuwait e una nuova rubrica Discover Kuwait in cui ci concentriamo sulle novità e le cose a nostro avviso imperdibili che accadono in città.

La maggior parte delle persone parlando del Kuwait pensano subito al deserto con cammelli e palmeti. C’è il deserto a Kuwait City?

Kuwait City è circondata dal deserto, ma tu non lo vedi mai, ti accorgi che esiste solo in quelle giornate calde e ventose quando arriva tanta sabbia in città. Altrimenti, a meno che non percorri con la macchina almeno un’ora di strada non lo vedi. E comunque anche quando lo incontri il deserto del Kuwait è ben diverso dal nostro immaginario, non è tutto dune e sabbia dorata anzi, è super piatto, piuttosto monotono con alcuni accampamenti di beduini, ma nulla di romantico.

Sappiamo che i vari Emirati del Golfo crescono a ritmi vertiginosi, tu vivi a Kuwait City ormai da diversi anni, qual è il progetto urbanistico che hai visto realizzato davanti ai tuoi occhi e che ti ha più colpito?

Rispetto a quando sono arrivata cinque anni fa è cambiata molto, moltissimo. Il progetto urbanistico che più mi ha colpito è Al Shaeed Park, il più grande parco urbano di Kuwait City che è stato aperto da poco più di due anni. La struttura ha splendidi giardini botanici, due musei Thekra & Habitat, un laghetto, un centro visitatori, piste ciclabili e per fare jogging, oltre che ristoranti e un caffè. Recentemente inoltre è stata aperta una piccola parte “Kuwait in miniatura” e delle fontane con giochi d’acqua. Il parco è gestito dalla Loyac – un’importante ONG kuwaitiana che ha lo scopo di coltivare e nutrire le arti, la storia e la cultura kuwaitiana – e lo fa attraverso un calendario ricco di eventi che si svolgono all’interno del parco. Inoltre Al Shaheed Park contiene anche tanta  ricchezza di storia e di cultura. Tra gli elementi storici presenti all’interno del parco c’è la porta di Al – Shaab, una delle cinque porte storiche che è stata recuperata dal vecchio muro di cinta di  Kuwait City. In aggiunta, nel parco ci sono due monumenti, due opere d’arte a mio avviso davvero meravigliose: il monumento Martire, rappresentato da una scultura in vetro alta sette metri e costruita per onorare i martiri del Kuwait e il monumento Costituzione, che celebra il giubileo d’oro della costituzione del Kuwait attraverso una splendida immensa porta color oro. Infine da Al Shaeed Park si gode una vista pazzesca: è bello sia al mattino che al tramonto.

Sono poi molto curiosa di vedere il nuovo Abdullah Al-Salem Cultural Center. L’apertura è prevista per Ottobre 2017 e dicono che sarà il più grande museo di arte moderna al mondo. Senza contare che ha un pregio immenso: è sotto casa mia!

Un’ultima domanda perché noi di Nuok siamo molto golosi. Qual è il ristorante più buono di Kuwait City dove poter mangiare la cucina tradizionale araba?

Probabilmente se vi recate al souk trovate i posti migliori, i più tipici ed economici dove poter mangiare. Ma cinque anni nel deserto non hanno scalfito la mia passione per posti che siano anche belli, un po’ speciali. Tra questi rientrano Dar Hamad, una villa trasformata in un ristorante specializzato in cucina kuwatiana, con cibo freschissimo e location bellissima. In questo posto nulla è lasciato al caso, dai piatti di porcellana, ai quadri di famosi artisti kuwatiani. Il punto forte però resta il cibo: sempre fresco, anzi freschissimo. Sullo stesso genere consiglio anche Babel ristorante libanese di altissimo livello, con una location davvero singolare per la costruzione architettonica: soffitti altissimi, grandi vetrate e varietà immensa di cibo.

, , , ,