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Urban Safari

Maremman Graffiti: la street art di Grosseto

23 ottobre 2016

Avreste mai creduto che Grosseto potesse ospitare i lavori di alcuni dei maggiori esponenti della street art? E per di più conosciuti a livello internazionale? Ecco noi di Nuok eravamo un po’ scettici, ma dopo essere andati a vedere con i nostri occhi, ve lo possiamo confermare. Dai primi anni Duemila, dalle periferie al centro è cresciuto, ed è in continua evoluzione, un vero museo a cielo aperto, accessibile a tutti, non c’è nessun biglietto da pagare. Abbiamo individuato un percorso pronto all’uso per scoprire, o riscoprire, i muri più decorati della città. Purtroppo non tutte le zone sono ben servite dai mezzi pubblici, quindi accendete i motori o iniziate a pedalare e lasciatevi catturare dai colori e dai personaggi fantastici che incontrerete. Sarà un modo alternativo per trascorrere una grigia giornata autunnale e noi il cielo grigio ve lo auguriamo, perché si sa, un po’ di atmosfera ci vuole. Magari vi suonerà nelle orecchie un vecchio motivetto, Big city life, ma ricordatevi che siete ancora in Maremma!

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Il legame che c’è tra Grosseto e la street art ha al centro il concetto di valorizzazione. Non vogliamo certo annoiarvi con discorsi da scienze museali, ma una cosa dobbiamo proprio dirvela: i graffiti grossetani sono tutti “legali”, fatti alla luce del sole. I writer sono stati chiamati ad intervenire nei posti più degradati, sui muri rovinati e imbrattati da scritte prive di senso e certamente prive di bellezza. Eliminate quindi dalle vostre teste l’immagine del graffitaro incappucciato che lavora di notte. Tutto quello che vedrete è frutto di una collaborazione tra il Comune, l’associazione locale Artefacto, con presidente Marco Milaneschi (in arte SERA) e altri artisti italiani o stranieri, questi ultimi a chiamata. In controtendenza rispetto all’immaginario comune la street art grossetana è un antidoto nei confronti del vandalismo e si attiva per dare una nuova vita ai luoghi più trascurati.

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Vi consigliamo di partire da via Monte Leoni, questa sarà la vostra prima tappa. Seguite i colori fino all’angolo, svoltate in via Moncenisio e proseguite fino al termine della strada, non potete sbagliare, è a fondo chiuso. Le due vie sono perpendicolari e racchiudono il primo spazio in assoluto concesso dall’amministrazione comunale ai writer grossetani. Tutto è cominciato nel lontano 1997, ma i lavori che trovate non risalgono a quella data. Quando gli artisti si stancano di vedere le solite immagini rifanno il look a queste strade, che da un anno sono diventate il paradiso del lettering. Sono infatti affiancate sui muri le firme degli artisti eseguite nel modo più elaborato possibile, un intreccio di caratteri indecifrabile, e proprio come accade con le firme sui documenti, sono tutte estremamente personalizzate.

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Se volete viaggiare nel tempo, oltre che spostarvi per la città, il prossimo luogo in cui recarvi non può essere che il Palazzetto dello Sport in Piazza Azzurri d’Italia, appena dietro lo stadio. Se siete muniti di quattro ruote ci impiegherete tra i dieci e i quindici minuti. Ecco allora che ritorniamo al 2004, l’anno dei Mondiali di Atletica juniores. In questa occasione il lato destro dell’edificio è stato completamente ridipinto e ovviamente su questa parete sono protagoniste le discipline sportive. Potrete osservare una piscina, una pista di atletica e spostando gli occhi da sinistra a destra vedrete che i colori pastello lasciano spazio al bianco e al nero e a una montagna di piccoli atleti tutti accalcati che suscitano un pizzico di inquietudine. L’organizzazione di questo progetto artistico fa parte delle decorazioni per l’evento sportivo appena citato e spetta a Lapo Simeoni, un artista grossetano di notevole successo che sta esponendo in tutto il mondo. I writer che hanno contribuito sono numerosi: il romano Hitnes, i locali Rebus e Karma e persino Blu.

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Qualcuno tornerà indietro sbalordito a rileggere l’ultima frase per assicurarsi di aver capito bene, altri probabilmente saranno rimasti indifferenti alla presenza di quest’ultimo personaggio, inserito nel calderone di tutti gli altri nomi, ma vi basterà cercare uno dei suoi lavori su Google per esclamare: “Ah, ma è lui!”. Blu è veramente un artista di fama internazionale, nel 2011 il Guardian lo ha inserito tra i dieci migliori street artist in circolazione. Desiderato dalle più importanti gallerie, le sue opere decorano i muri di tutto il mondo e tra questi possiamo annoverare anche quelli di Grosseto. Oltre alla sua collaborazione al palazzetto, infatti, nella stessa occasione, Blu ha donato alla città, forse questa volta illegalmente, un capolavoro: “World Wide Trap”.

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Per vederlo dovete spostarvi alla Cittadella dello Studente, in macchina sono circa cinque minuti rispetto alla tappa precedente. Se entrate da via Brigate Partigiane lo troverete subito sulla sinistra. È un grande muro verdastro sul lato esterno dell’Istituto Tecnico Industriale, affollato da personaggi omologati, uno dietro l’altro, in serie, uniti con dei cavi e collegati a un monitor. Nel lontano 2004 con quest’opera sconosciuta ai più quel genio di Blu ci aveva messi in guardia dall’uso fuori controllo dei computer. E voi cosa pensate, aveva ragione? Forse il murale avrebbe bisogno di un piccolo restauro, ma bisogna ammettere che il suo valore artistico rimane fuori discussione.

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Dato che ci siete, fate un giro nella Cittadella dello Studente, patria di molti altri tesori. Si tratta di un intero quartiere dedicato a licei, istituti superiori e sportivi, che nel 2012 ha aperto i cancelli ai writer italiani ed europei, ospitando il progetto Urban Device, ancora frutto di un accordo tra il comune e l’associazione Artefacto. Tutte le dodici personalità che hanno partecipato sono di rilievo: dall’olandese ZEDZ, al tedesco MR FLASH, al bolognese DADO, ai locali SERA e MAD KIME (ovviamente!) e molti altri. Da ben quattro anni fanno compagnia al murale di Blu cinghiali devoti al karate, squali metallici su onde giganti e personaggi circensi. Ma non dimentichiamoci del lettering. I muri che circondano il cortile interno dell’ITI sono, infatti, tutti ricoperti dai coloratissimi tag degli artisti. Anche questo è uno spazio a cielo aperto che ogni tanto viene rinnovato.

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Ormai quasi tutte le costruzioni scolastiche indossano una veste dipinta e moderna. Spostandovi all’interno della Cittadella dello Studente potete trovare insetti e fiori dai toni vivaci che spiccano sulle pareti celesti dell’Istituto Agrario e ricordano le giornate di primavera. Noterete anche libri e provette all’ingresso del Liceo Scientifico, oppure una semplice parola per indicare il corso di studi che si svolge in un determinato l’edificio, decorata nel modo più originale possibile. Vi ricordiamo però che questo quartiere, essendo studentesco, segue gli orari delle scuole e delle palestre, non sognatevi dunque di farvi una scorpacciata di street art la domenica pomeriggio perché troverete i cancelli chiusi. Potete, invece, recarvi qui in un giorno feriale fino alle 21:00 o il sabato fino alle 14:00.

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Per continuare a viaggiare, spostatevi adesso dalle periferie al centro storico, anzi nella parte più storica del centro storico, il Cassero Senese. Qui il protagonista è uno solo, Zed1, street artist toscano i cui lavori sono sparsi in tutto il mondo. Come nella storia dell’arte più tradizionale abbiamo un committente, il Comune di Grosseto in collaborazione con la Fondazione Grosseto Cultura, e un’occasione il Premio Mario Monicelli 2015, a cento anni esatti dalla nascita del grande maestro. Proprio da una delle ultime interviste al regista è stata tratta l’ispirazione per il grande graffito sul muro davanti alla fortificazione medievale. “La speranza è una trappola aveva detto Monicelli, e proprio questo è il titolo dell’opera. Camminerete affiancati dalle immagini di tante lampadine appese, barlumi di speranza appunto, che intrappolano tutti i personaggi con i loro vari desideri e portano un po’ di luce a rischiarare il muro nero. Prevale l’asprezza che ha sempre caratterizzato Monicelli e una certa malinconia che talvolta si riscontra nelle fiabe urbane di Zed1. Un mix estremamente contemporaneo che si contrappone sapientemente a uno dei monumenti più antichi della città.

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Allontanandovi dal centro storico non mancate di passare in via Trieste. Siete giunti all’ultima tappa collocata in una delle strade più trafficate di Grosseto. Fermatevi se siete a piedi o guardate anche dal finestrino, se vi state muovendo in macchina, l’ultima opera di questo urban safari, tutta sviluppata in altezza. Anche questa è stata fatta in occasione del Premio Monicelli, gli autori sono grossetani doc SERA e MAD KIME e la tela è una cabina dell’Enel. Noi ci auguriamo che presto anche altri edifici simili a questo in città diventino un piano di lavoro per i writer.

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Per adesso siete arrivati alla fine, ma sicuramente saremo chiamati ad aggiungere tappe nuove. Forse l’atmosfera non sarà quella del quartiere parigino di Belleville, o di una capitale europea all’avanguardia, qui è tutto più tranquillo. Una volta concluso il tour, però, sarete costretti ad ammettere che anche Grosseto si fa valere sul fronte della street art e custodisce tanti tesori. Non vi resta, allora, che andare a scoprirli, magari qualcuno di voi si accorgerà di averli sempre avuti davanti agli occhi!

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