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Quando il minigolf diventa creativo

20 gennaio 2012

Il fulcro delle attività dei Frankfurters nel tempo libero è indubbiamente lo Zeil, la striscia pedonale straripante di negozi e futuristici centri commerciali che congiunge Hauptwache e Konstablerwache. Essendo zona di shopping massiccio, lo Zeil è gremito di persone quasi 24/7. Le opportunità di svago sono innumerevoli: sembra che qualsiasi cosa ci venga in mente di fare (andare in palestra, al cinema, al ristorante, o in un rooftop bar che domina le bellezze architettoniche della città), sia disponibile nel raggio di queste poche centinaia di metri.

A Michael Scharff (“Mischa”) però non andava giù che in questo tempio del tempo libero non si potesse fare niente di “intelligente”, e allora ha deciso di pensarci lui: costruendo un campo da minigolf indoor in pieno centro. L’idea è nata lo scorso inverno da una scommessa con un amico, durante una delle tante serate passate a giocare a minigolf al computer: stracciato plurime volte sul campo virtuale, Mischa cerca la sua rivincita su quello reale: ma le gelide temperature tedesche permettono di giocare all’aperto solo d’estate, e di piste al coperto nelle vicinanze non se ne trovavano. Perché non costruirne una?

Detto, fatto. Ma da uno come Mischa, che dopo aver studiato psicologia a Vienna è stato per più di otto mesi in un monastero buddista in Thailandia e in Australia, non ci si poteva aspettare un semplice campo da minigolf.

Quello che scopriamo al quarto piano del centro commerciale Zeilgalerie, infatti, in un imponente spazio di oltre 400 mq, assomiglia piuttosto al parco giochi ideale di un bambino scalmanato, o allo scenario onirico di un giocatore di minigolf alquanto visionario.

Scordatevi l’erba sintetica, le classiche diciotto buche e le regole del gioco. Altrimenti, come farete a destreggiarvi in un match che si svolge tra costruzioni dalle fattezze più strane? Lungo una parete troviamo un enorme mostro di peluche.

Con un po’ di immaginazione, si può stabilire che centrare i donuts che lo circondano valga un punteggio intermedio, e che il massimo dei punti si ottenga solo mirando alla bocca aperta del tenerissimo mostro mangione. In un angolo, invece, allestito come la stanza di un qualunque ragazzo disordinato, la traiettoria della pallina deve scansare (o saper sfruttare) gli ostacoli rappresentati dalle cianfrusaglie che invadono il pavimento: libri, vestiti, scarpe…

Quando poi, alla buca seguente, per effettuare il proprio colpo occorre mantenere l’equilibrio su uno skateboard, c’è veramente da stupirsi se la pallina effettuerà un perfetto halfpipe sulla relativa rampa e, entrando in buca, azionerà lo spegnimento delle luci e la comparsa sulla parete di simboli fluorescenti.

Ma non è certo finita qui: la partita prosegue con una tavola apparecchiata a festa, una buca in stile “metropolitano” con una colorata riproduzione della Messeturm di Francoforte e persino una buca a forma di… gabinetto. Quella più “normale” prevede comunque il piacere di condividere il campo da gioco nientemeno che con i Beatles.

Le buche più “difficili”, se vogliamo, sono invece una ruota di legno con la quale misurarsi nell’impresa di far fare alla pallina il giro della morte, e una piattaforma triangolare disseminata di piccole buche “ostacolo” che, se non siete dotati di un tiro precisissimo, vi faranno perdere la pazienza molto prima di fare punto!

Minds on Minigolf, questo il nome del progetto, inaugurato l’8 dicembre scorso, è nato grazie a un concorso anonimo lanciato sul sito Create a magic hole e diffuso sui social media. Alla competizione hanno partecipato designer, architetti e artisti da tutta la Germania proponendo le loro personali interpretazioni della disciplina, col risultato di ottenere una pista da minigolf completamente unica nel suo genere (anche se già appaiono le prime imitazioni!).

Nove buche, nove installazioni artistiche che compongono un percorso ludico dove il minigolf è solo un pretesto per scatenare la fantasia e la voglia di giocare.

Nonostante il budget disponibile non fosse molto alto (300 euro per buca), agli artisti non è stato imposto alcun limite creativo, e una volta elette le idee più originali, in poche settimane le installazioni sono state realizzate dagli artisti stessi con l’aiuto del team di Mischa, che ha anche messo a disposizione i materiali.

A rendere MoM così speciale è naturalmente anche la straordinaria location, ottenuta in affitto grazie al fortunato incontro con il coordinatore creativo dello shopping center in cerca di idee interessanti per sfruttare un locale inutilizzato. Un bel colpo di fortuna, per Mischa, che voleva che il suo progetto trovasse attuazione in un luogo centralissimo, ma anche una bella trovata d’immagine per il centro commerciale, che ora dispone, tra negozi di abbigliamento, parrucchieri e ristoranti, anche di un’offerta di intrattenimento a basso costo (l’ingresso è di soli 4 euro) che stimola la fantasia con freschezza e originalità. Minds on Minigolf è un luogo a sé, sospeso nello spazio e nel tempo ed estraniato dalla confusione che anima la strada, quattro piani più in basso.

L’ambiente comprende anche una zona relax, dove, tra una partita e l’altra, fare due chiacchiere di fronte a uno snack (il bar è molto semplice: offre bevande calde, qualche bibita e ottimi dolci fatti in casa) o giocando comodamente a scacchi su un divano.

In questo spazio surreale il pomeriggio (ma nel weekend MoM rimane aperto fino alle 22:00) scorre in un baleno, e non a caso il campo da minigolf più creativo di Francoforte sta riscuotendo grandi soddisfazioni. Tant’è che c’è già l’idea di lanciare una seconda competizione tra marzo e aprile, in modo da arricchire il percorso con nuove sorprendenti creazioni.

Secondo Mischa, il successo di MoM sta nella sua capacità di stupire e divertire insieme, fondendo due dimensioni generalmente contrapposte, quella del gioco e quella dell’arte. Soprattutto, ed è questa la cosa più divertente, Minds on Minigolf offre un’alternativa inusuale e liberatoria al “normale” processo di fruizione dell’arte.

Questa infatti è arte che si può toccare, colpire, e persino danneggiare, come è già immancabilmente accaduto, a poco più di un mese dall’apertura, con alcuni dei bicchieri che abbelliscono la buca a nostro parere più affascinante, la tavola imbandita – a chi non fa gola l’idea di poter salire su un lussuoso tavolo decorato di fiori e giocare impunemente tra cristalli e porcellane?

Ma la predisposizione buddhista di Mischa, che col ricavato delle visite di MoM conta di costruire un monastero nei boschi attorno a Francoforte, lo porta a non scomporsi di fronte a questi piccoli incidenti di percorso: fanno parte del divertimento!

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