firenzeh

Coolture

Viaggio nel mondo al Museo di Antropologia a Firenze

15 marzo 2015

Date al solitario pensatore la più cara delle sue gioie, quella di sapersi vivo nella vita di tutti”. Non potrete che condividere queste parole appena usciti dal Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia in via del Proconsolo 12, che collega Piazza Duomo a Piazza San Firenze.

palazzo_nonfinito_museo_antrpologia_firenze

Il museo si trova nel Palazzo Nonfinito. Grandi leggende girano intorno a questo edificio, iniziato nel 1593 per volontà di Alessandro di Camillo Strozzi, esponente di una delle più importanti e antiche famiglie fiorentine. Ricchissimi, grazie anche all’attività di banchieri tra i più importanti d’Europa, regalarono alla città numerosi palazzi, primo fra tutti il bellissimo Palazzo Strozzi. Il Palazzo Nonfinito invece fu progettato Bernardo Buontalenti, altro esponente di spicco del Rinascimento Toscano, ma come si può ben intuire dal nome lo lasciò incompiuto a causa di contrasti con gli Strozzi. Gli successero numerosi architetti, ognuno dei quali reinterpretò personalmente il progetto del Buontalenti. L’asimmetria della facciata è un esempio della mancanza di una linea unitaria nello sviluppo architettonico del palazzo.

museo_antropologia_etnografia_firenze

Il museo, una sezione del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, fu fondato nel 1869 dall’antropologo e scrittore Paolo Mantegazza. Uno dei primi divulgatori italiani del darwinismo, è proprio grazie alle sue ricerche che oggi intendiamo l’antropologia come “storia naturale dell’uomo”. Appena laureato in medicina Mantegazza partì per l’America del Sud, e da allora non smise mai di viaggiare spinto dalla curiosità continua di studiare il genere umano attraverso la conoscenza dei popoli del mondo. A Firenze dette vita alla prima cattedra di antropologia in Italia.

L’atmosfera è quella dei grandi viaggi di esplorazione, delle illuminanti scoperte realizzate da viaggiatori e studiosi intrepidi e curiosi, delle navi colossali che tornano dopo lunghi anni cariche di tesori e storie ai tempi inimmaginabili. È proprio con lo stupore degli avventurieri che attraccano su lidi sconosciuti che percorrerete il vostro viaggio tra le 18 sale del museo. Si inizia con il Sud America, una collezione di manufatti dal grande valore etnologico che raccontano culture che fanno dell’armonia con l’ambiente naturale il tema centrale della loro esistenza.

sudamerica_museo_antropologia_firenze

È un tripudio di colori, di ornamenti di piume, collane di denti animali, armi per la caccia e la pesca e utensili di tutti i giorni che provano a spiegare la vita quotidiana dei popoli sudamericani. Gli oggetti che vedete oggi nelle teche di vetro arrivarono al museo per varie strade: dalle “camere delle meraviglie” delle collezioni medicee, dalle missioni dei padri francescani e dai viaggi di uomini come Guido Boggiani, primo etnologo d’Italia considerato un pioniere della ricerca sul campo, morto durante un rituale dei nativi del Paraguay, spaventati che lo studioso potesse danneggiare la loro anima.

maschere_facciali_antropologia_firenze

Troverete poi una piccola sala dedicata alla collezione di maschere facciali, il museo ne conserva almeno 600. Tra la meta dell’Ottocento e i primi del Novecento alcuni antropologi ed etnologi introdussero la pratica dei calchi facciali in gesso, strumenti di studio della variabilità umana basati essenzialmente su dati morfologici e morfometrici. La sofferenza dei soggetti è evidente dai calchi esposti; la tecnica infatti consisteva nel farli sdraiare per terra procedendo con una colata di gesso sul volto, rendendo piuttosto difficoltosa la respirazione.

nord_america_antropologia_firenze

Dal Sud si passa poi al Nord America. Qui, come in tutto il museo, le vetrine espositive sono nominate con riferimento alle regioni geografiche. E allora ecco gli inverni lunghi e freddi del Subartico, i cacciatori delle foreste del Nord Est, il culto degli antenati delle popolazioni tra il pacifico e le montagne del Nord Ovest, i Siuoux delle praterie e gli intrecciatori di canestri della California.

nias_museo_antropologia_firenze

Conoscerete anche la cultura Ainu, una popolazione di nomadi giapponesi, grazie alla collezione di oggetti rarissimi donati dallo scienziato fiorentino Fosco Maraini, padre di Dacia. Rimarrete a bocca aperta davanti alle mummie avvolte nella corda dei popoli peruviani. Passerete poi un corridoio dedicato ai popoli dell’Indonesia, tra cui i Nias, i Batacchi fino agli indigeni delle isole Figi.

polinesia_museo_antropologia_firenze

Di grande pregio i materiali etnografici provenienti dalla Nuova Zelanda, scoperta dal Capitano James Cook il quale vendette al Granduca Pietro Leopoldo di Toscana i ritrovamenti del suo terzo viaggio nella Nuova Zelanda, Tonga, Thaiti, Samoa e Hawai. Proprio qui, nel 1779, a seguito di una sommossa degli indigeni, Cook venne ucciso a colpi di clava.

La sala della Nuova Guinea è occupata da una canoa dei cacciatori di teste: in legno annerito con resine di noce, decorato con intarsi di madreperla, la prua è composta da una fila di conchiglie sovrastante una figura antropomorfa, il Musumusu, lo spirito protettore contro le acque maligne. I crani trofeo venivano in seguito decorati con incisioni e pitture. Studierete gli “acchiappauomini”, armi composte da un cappio rigido per arrestare il nemico in corsa e da una lancia appuntita che simultaneamente avrebbe perforato la nuca del malcapitato.

totem_museo_antropologia_firenze

Si conclude poi con gli anni del colonialismo italiano in Somalia e le prime missioni esplorative novecentesche in quelle terre abitate da gruppi etnici prevalentemente nomadi e dalla rigida struttura sociale divisa per caste.

Un museo di grandi storie, di viaggi, incontri, di valori e credenze, di uomini. Lo potrete visitare con 6 euro (biglietto intero, ridotto 3). Potreste approfittarne invece e comprare un maxi biglietto a 10 euro, valido 3 mesi, per visitare tutte le altre sezioni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze: Orto Botanico, Geologia e Paleontologia, Mineralogia e Litogia, Zoologia. Non resta che augurarvi buon viaggio, esploratori del mondo!

, , , , ,