Urban Safari

Un weekend nel Chianti

Sarà anche una banalità che avete sentito ovunque in questo periodo ma, almeno per quest’anno, il detto “non ci sono più le mezze stagioni” calza a pennello. E mentre il caldo estivo infestava le città fino a pochi giorni fa, noi ce ne siamo andati in campagna. Nel Chianti. Per raggiungere le nostre mete abbandoniamo l’autostrada all’uscita di “Firenze Sud” per imboccare la via Chiantigiana: una strada statale – da Firenze a Siena – che è uno spettacolo! Percorrendola ci si ritrova immersi nelle vigne e si attraversano alcuni borghi medievali, da Greve a Panzano in Chianti.

La nostra “due giorni fuoriporta” ha inizio dal piccolo borgo di Lamole, frazione di Greve in Chianti. Come si può immaginare Lamole ospita un’infinità di vigneti e di cantine, ma ciò che più ci ha stupito a prima vista è la chiesa romanica di San Donato, al cui interno sono tutt’oggi custodite alcune tele del Seicento. Poco distante troviamo la storica cantina Lamole di Lamole, dove noi – con debito anticipo – abbiamo prenotato una visita guidata con degustazione.

Ad accoglierci nello storico casale è l’enologo della cantina Andrea Daldin. Dopo averci raccontato un po’ di storia della vigna ci guida lungo le antiche stanze sotterranee dove il vino “riposa” nelle barrique. La visita prosegue all’interno dell’azienda, dove passiamo dall’uva “a riposo” per un futuro ottimo passito ai modernissimi silos che permettono la fermentazione delle uve per il bianco e il rosso. Infine la degustazione: Chianti classico e Chianti riserva, sempre guidati dal gentilissimo Andrea che ci ha letteralmente insegnato a bere e ad assaporare il vino.

A saziare la nostra fame è stato invece il Ristoro di Lamole, delizioso ristorantino nel centro del paese con vista sulle viti sottostanti. Come piatti ci sentiamo di consigliare il peposo, tipico della zona, a base di carne di manzo cotta nel vino – Chianti – con abbondante pepe nero.

Una bella camminata tra i vigneti – lasciati spesso aperti ai turisti – e un po’ di riposo sono obbligatori prima di spostarsi a Radda in Chianti. A Radda, oltre al delizioso centro storico, ci è piaciuto molto il ristorante Al Chiasso dei Portici. Ambiente curato, piatti tipici rivisitati in modo delicato e un ottimo rapporto qualità-prezzo lo rendono un locale da pollice in su! Per la notte, e per un meritato riposo, abbiamo scelto La Riserva di Fizzano, a Castellina in Chianti. L’ambiente ricorda molto un borgo antico, completamente ristrutturato e immerso nel silenzio.

La “morte” e la “resurrezione” della bistecca alla fiorentina secondo Dario Cecchini

Il gran finale è il pranzo “domenicale” presso l’Antica Macelleria Cecchini, dove si consiglia la prenotazione con diversi giorni di anticipo. La macelleria Cecchini, divenuta famosa negli anni non solo per le sue carni di eccelsa qualità ma anche per la stravaganza del suo proprietario Dario Cecchini, offre la possibilità di pranzare al piano di sopra della macelleria, “come una volta”: un tavolone unico di fronte alla griglia, il fiasco di vino a centro tavola e tanta ciccia! Il pranzo è una degustazione di carni, dalla tartare di chianina a vari tipi di bistecche. Impressionante la qualità, la simpatia e l’allegria dell’ambiente. Davvero un posto unico nel suo genere.

E come dice sempre Dario, “Viva la Ciccia”!



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