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Let's Eat

Dim Sum, noodles espressi e cucina fusion a Firenze

17 gennaio 2015

Supplizio comune degli abitanti dei social network è quello di ritrovarsi inondati dagli album di foto di coloro che durante le vacanze hanno avuto la fortuna di fare i bagagli e partire verso le città estere più cool del momento, la baita a cinque stelle immersa nella neve o le spiagge esotiche dell’altro emisfero. Per chi è rimasto diventa fondamentale trovare esperienze che facciano credere di essere in viaggio pur restando in città, e perchè non iniziare dalla tavola? Fino a pochi anni fa, a Firenze, le uniche alternative alla cucina nostrana erano i ristoranti cinesi e qualche indiano scadente. Oggi non è più così. Le alternative ci sono eccome. Oltre al cinese, al sushi e al ramen, dall’Asia è arrivato Dim Sum.

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Dim Sum si trova in via dei Neri, dove eravamo già stati durante il nostro urban safari tra i più bei negozi di dischi da non perdere in città. Centralissimo, tra gli Uffizzi e Santa Croce, è aperto sia a pranzo che a cena. L’arredamento è minimal e ben curato, con una piacevole illuminazione. La prima cosa che vi colpirà appena entrati sarà il banco di lavoro in fondo alla sala, l’unica del locale.

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Seduti al vostro tavolo, assisterete a uno spettacolo di produzione culinaria. Infatti, proprio dietro ai vetri che separano il bancone dalla sala, lavorano i cuochi di Dim Sum dediti alla preparazione espressa dei noodles e dei ravioli. In pochi minuti, da una palla di pasta, con una abilità estrema e delle braccia danzanti, i maestri preparano la porzione che avete appena ordinato.

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Il dim sum è una cultura gastronomica proveniente dalla Cina Meridionale, tipica dei giorni di festa, che nasce appositamente per accompagnare il momento del tè con degli spuntini leggeri. Lo avevamo già provato per colazione a Chinatown, Nuok, rigorosi alla tradizione di mangiare queste pietanze fin dalle prime ore del mattino. Nel locale fiorentino, appena sistemati vi verrà servito del te verde, che avranno l’accortezza di portarvi per tutto il pasto. Nel menu – curato dallo chef Chi Hu con vent’anni di esperienza maturati fra Cina, Giappone e Francia – dopo un’interessante pagina di antipasti  (polpa di stinco di maiale su letto di zenzero e  assaggi di alghe Wakame e Kombu) arriviamo alla parte dedicata proprio al Dim Sum.

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Tanti tipi di ravioli, sia nella forma (classici, Chao Mai, Cha Shao Long Bao e Har Gau) che nel ripieno. La cottura, dovendo essere leggera, è principalmente al vapore o alla piastra Non avete che l’imbarazzo della scelta, fatevi guidare dalla curiosità! Per assaggiarne il più possibile, consigliamo di fare un mix da condividere.

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I ravioli al vapore arriveranno serviti direttamente nei cestini di bambù, noi abbiamo optato per una scelta fusion. Dim Sum propone infatti numerosi piatti che combinano in maniera originale la cucina orientale con ingredienti tipici  toscani. Per sperimentare questo insolito matrimonio culinario, abbiamo  : di chianina,  di gambero imperiale, di manzo lardellato con pancetta di cinta senese, e gli Cha Shao Long Bao, dei ravioli dall’impasto lievitato ripieni di manzo in salsa agrodolce, buonnissimi. Appena finiti, non vorreste far altro che ordinarne altri dieci.

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Come seconda portata non potevamo non prendere i noodles, e anche in questo caso avrete numerose alternative. Fagiano, manzo, scampi, verdure potranno fare da condimento al vostro piatto di noodles saltati oppure in brodo. Noi li abbiamo scelti saltati al profumo di mare in salsa Thai leggermente piccante e saltati con gli straccetti di maiale. Fantastici. Presentati con una spolverata di fiocchi di alga freschi, vi ritroverete con le bacchette a pulire il piatto per non lasciare abbandonata nessuna goccia di salsa.

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La carta del ristorante propone inoltre una grande varietà di secondi piatti di pesce, carne e tofu che spaziano dalla cucina giapponese a quella thailandese. Se siete interessati alle portate di fritto, non perdete un assaggio di fiori di zucca ripieni di gamberi o i calamari con lemon grass e curry.

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Per accompagnare le vostre pietanze, oltre a numerosi tipi di tè, Dim Sum ha un’ampia e ricercata carta dei vini. Il conto finale, se non vi vorrete far mancare del buon vino, sarà intorno ai trenta euro a testa, non proprio come un normale ristorante cinese, ma ne vale davvero la pena. Per pranzo, tranne nel fine settimana, potrete optare per un menu da 12 euro con un antipasto e un piatto (noodle, riso o carne), acqua e caffè. Cosa aspettate dunque a prenotare un tavolo in prima fila, ovvero davanti al bancone di Dim Sum?

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