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Urban Safari

A settembre il più grande evento d’arte contemporanea

07 agosto 2011

Uniquique suum,  a ciascuno il suo. Venezia, Berlino, Londra, Parigi, Mosca, Praga, Liverpool, Istanbul, solo per nominarne alcune: ognuna con la sua propria Biennale dell’Arte, mentre dal 1996 Manifesta fa tappa in  tutta l’Europa, da Rotterdam al Trentino Alto Adige – ma non è mai venuta a Dublino.

Interior of The Annex, Courtesy of Renato Ghiazza 2011

Da diverso tempo ormai, la città che ha dato i natali ad uno degli artisti più rivoluzionari del ventesimo secolo – Francis Bacon – è rimasta indietro rispetto ad altre grandi e piccole città europee per quanto riguarda l’arte contemporanea.  Ma quest’anno si respira aria di cambiamento.

Alberto Borea, Geografia, Used Vhs tapes and plexiglass, 300 x 200 cm, 2009-2011, courtesy of Y Gallery NY and Galeria Isabel Hurley.

Dal 6 settembre al 31 ottobre 2011, Dublino ospiterà la più prestigiosa esposizione d’arte contemporanea mai vista in Irlanda, dal titolo Terrible Beauty – Art, Crisis, Change and the Office of Non-Compliance, un titolo ispirato alla poesia “Easter 1916” di Yeats.

The Bruce High Quality Foundation, The Bruce High Quality Foundation University School Bus parked in front of LACMA in Los Angeles, as used for the Teach 4 Amerika cross-country trip, presented by CREATIVE TIME, NY, Industrial paint, Limo, 25 feet (length) x approx. 4.5 feet (width), 2011, courtesy of The Bruce High Quality Foundation

“Quando io e Jota ci siamo imbarcati in questo progetto ci è sembrato necessario e ovvio occuparci dell’ ‘elephant in the room’ [espressione idiomatica inglese], ovvero, l’attuale stato economico sia dell’Irlanda che del mondo oggi,” ha affermato Christian Viveros-Fauné, curatore della mostra insieme al franco-peruviano  Jota Castro.  “Un’esposizione come la nostra potrebbe occuparsi di come la crisi e il cambiamento possano servire da catalizzatori per la creatività, possibilmente anche per il rinnovamento culturale, e delle significative nuove possibilità che possono essere ‘spremute’ da tempi duri come i nostri.”

Amanda Coogan, Cutpiece, as Mountain, Photowork from a Live Performance at VISUAL, centre for Contemporary Art Carlow. Photographer: Colm Hogan, 2009. courtesy of the artist and Kevin Kavanagh Gallery.

Secondo Viveros-Fauné, l’Irlanda ha degli artisti e delle gallerie incredibili che hanno fatto e stanno facendo passi da gigante nel panorama dell’arte internazionale, “ma il mercato dell’arte qui non è robusto come in altre nazioni europee. Questa non è un’osservazione sul talento ma sulla salute dell’industria delle arti visive qui. Noi abbiamo la forte ambizione di cambiare tutto questo.”

Earlsfort Terrace entrance, Courtesy of Renato Ghiazza 2011

Per essere un’esposizione appena nata, o meglio in gestazione, Dublin Contemporary 2011 non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori, con più di 90 artisti irlandesi ed internazionali provenienti da sette continenti.  Inoltre, “Dublin Contemporary presenta una rappresentanza di artisti nazionali molto più ampia di qualsiasi altra biennale globale a cui posso pensare,” ha affermato Viveros-Fauné, nella convinzione che gli artisti irlandesi contemporanei  meritino che il loro lavoro sieda fianco a fianco con quello dei più grandi artisti internazionali.

Goldiechiari, Dump Queen #1, triptych, 2008, lambda print, Diasec 180x180cm each, courtesy of the Artists and Elaine Levy project

Aggiunge Viveros-Faunè:  “Il nostro tema è chiaro: abbiamo scelto artisti il cui lavoro parla delle connessioni fra l’arte e la società, ma anche delle lacune esistenti fra le due, dei corto circuiti. E tuttavia va notato che questi artisti lo fanno attraverso una molteplicità di visioni e prospettive estetiche e culturali.”

Thomas Hirschhorn, The Green Coffin, 2006, wood, spray paint, polystyrene, hands made of synthetic resin and ceramic, watches, tape, prints, cardboard, fabric, chess, chessboards,crustaceans made of plastic, sculptures, photocopies, handbags m 3,59 x 11,29 x 4,36 courtesy Galleria Alfonso Artiaco, Naples, Italy

La scelta degli artisti è stata tutta guidata dal tentativo di rafforzare questa visione:  la rosa dei presenti comprende nomi come  Jannis Kounellis, Mounir Fatmi, Lisa Yuskavage, James Coleman, Thomas Hirschhorn, Wang Du, Superflex, Brian O’Doherty, Chen Chieh-jen, Jim Lambie, Dexter Dalwood, Hans Peter Feldmann, Teresa Margolles, Fernando Bryce e numerosi altri.

Jim Lambie, I Remember (Square Dance), 2009, Chairs, gloss paint, mirrored handbags, 150 x 150 x 150 cm, Photo: Photographic Services courtesy of The Artist and The Modern Institute/Toby Webster Ltd, Glasgow

La principale sede espositiva sarà all’interno delle storiche fondamenta del National Concert Hall, in Earlsfort Terrace. “Sin dai primi stadi di progettazione di DC2011 abbiamo sempre sostenuto di voler fare un’esibizione che fosse davvero in tutta la città e sapevamo che volevamo fare qualcosa che non trovi in altre biennali,” ha commentato Lesley Tully, Direttrice del progetto. Ha inoltre osservato che è stato impiegato molto tempo ad ricercare tutti i tipi di spazi, da magazzini al porto a spazi inutilizzati nel centro. Tuttavia, “non appena abbiamo saputo che Earlsfort Terrace era un’opzione perseguibile ha iniziato a profilarsi una prima impronta naturale dell’esibizione.”

Teresa Margolles, En El Aire / In the Air, 2003, Installation, Ex. view, "Muerte sin fin", MMK Frankfurt, 2004, Photo: Axel Schneider, courtesy the artist & Galerie Peter Kilchmann

Gli adiacenti Iveagh Gardens ospiteranno sculture all’aperto, mentre l’Annex sarà lo scenario di una serie di sculture sonore.  L’uso di edifici storici come sedi espositive colloca quest’esibizione all’interno della tradizione storica e culturale irlandese:  “è importante trattare la tradizione con rispetto e, una volta assimilata, non rispettarla affatto,”  ha affermato Viveros-Fauné. “Ci sono tempi  e contesti che chiedono nuove sfide e stiamo chiaramente vivendo in un periodo del genere. Nonostante gli sviluppi delle comunicazioni e delle tecnologie, la cultura in generale è rimasta particolarmente dormiente nella sua risposta”.  Il curatore è certo che Dublin Contemporary 2011 sarà ricordato come un evento in prima linea per un cambiamento di rotta.

Retrospettive e monografiche di artisti contemporanei come l’irlandese Willie Doherty, le americane Alice Neel e Lisa Yuskavage, così come nuovi lavori commissionati degli irlandesi Brian O’Doherty e James Coleman, avranno luogo in sedi partner come la Dublin City Gallery, la Huge Lane Gallery, la  Royal Hibernian Academy e la Douglas Hide Gallery.

Nedko Solakov, ‘A Beauty 4’, 2001, White artificial fur, black cloth, stuffing materials, acrylic and ink on paper, sanded glass, bulb, 110 x 200 x 500 cm, courtesy Galleria Massimo Minini

Non è un caso se Viveros-Fauné e Castro sono stati scelti come curatori per un progetto ambizioso come questo: “Sapevo che il progetto necessitava di persone con molto di più che abilità prettamente curatoriali. Viveros-Fauné e Castro sono eccezionalmente audaci  e contro- intuitivi nei loro approcci – sono affermati ma non fanno parte del sistema,” ha detto Tully.  “Possiedono una serie di talenti speciali: sono scrittori, poeti, curatori, critici ed artisti, oltre ad essere docenti  di una serie di discipline fra cui design, legge e storia dell’arte.”

L’Office of Non-Compliance a Earlsfort Terrace “funzionerà come promotore di idee e comprenderà delle strutture ad-hoc ed accessibili per promuovere un discorso intorno all’arte e al suo posto nella società”, ha affermato Viveros-Fauné. L’idea dell’Office è quella di sfruttare il significativo potere liberatorio dell’arte per parlare di questioni che rientrano nelle premesse dell’esposizione ma allo stesso tempo superano i confini naturali di ogni spettacolo, secondo quanto affermato da Viveros-Fauné.

Richard Mosse, We Hate it When Our Friends Become Successful (Infra series), 2010, digital c-print, 40 x 50 inches, courtesy of the artist and Jack Shainman Gallery, NY

Con un progetto di tale portata, i costi hanno subito diverse variazioni e revisioni, inclusi tagli sugli stanziamenti iniziali. “Tuttavia monitoriamo costantemente i costi, innovando ed adattando le spese all’ambiente economico in cui ci troviamo”, ha affermato Tully. Il budget di Dublin Contemporary 2011 è di 4 milioni di euro,  la metà dei quali forniti dal governo. Il team sta inoltre lavorando ad una serie di progetti che vedranno la presenza di Dublin Contemporary nella città negli anni che separano questa edizione dalla prossima, nel 2016. “Aspettate e vedrete!”, dice Tully.

Dublin Contemporay 2011 è un evento che non lascerà indifferenti. E ciò di cui vi abbiamo parlato “è solo la punta dell’iceberg”, come  ci ha informato  Viveros-Fauné.

L’evento avrà luogo dal 6 settembre al 31 ottobre 2011. Il biglietto giornaliero sarà di 15 eruo, mentre il biglietto di tre giorni sarà di 35 euro.  Maggiori dettagli sono disponibili su www.dublincontemporary.ie

Photos: courtesy of
Dublin Contemporary 2011

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