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Day Trip

Saluzzo: gita a corte tra cavalieri, libri e buon cibo

29 giugno 2016

L’estate del 2016 sarà ricordata per grandi discussioni legate ai temi della compattezza dell’Unione Europea. No, non inquietatevi, noi di Nuok non ci lanceremo nel campo della geopolitica internazionale.

In una calda domenica di giugno, ci siamo semplicemente trovati a parlare d’Europa visitando un castello antichissimo in un territorio non certo cosmopolita: il saluzzese, in provincia di Cuneo. Non sono molti a conoscere dove si trovi esattamente Saluzzo; siamo andati per voi a perlustrare la cittadina e i suoi dintorni e come risultato siamo tornati a casa più ottimisti, e un po’ più pingui.

Seguiteci in un piccolo tour alla ricerca dell’internazionalità perduta di un territorio ricco di storia.

Come sprint d’incoraggiamento, una chicca squisitamente didattica: proprio a Saluzzo Giovanni Boccaccio ambientò l’ultima novella del suo Decameron Griselda e il Marchese di Saluzzo”. Anche nel caso in cui la letteratura trecentesca non sia proprio il vostro pane quotidiano, tenetevi forte. Come nella grande opera di Boccaccio, mischieremo sacro, profano e golosità.

Saluzzo_Città_Vecchia

La prima tappa che vi consigliamo è una visita al Castello della Manta, a pochi chilometri da Saluzzo. Gambe in spalla, dopo aver lasciato la macchina nei pressi del Municipio, la salita sulla collina di Manta vi condurrà nel giro di una decina di minuti al cospetto di un castello splendidamente conservato.

Eretto nel XII secolo, ha attraversato la storia fino a diventare un bene gestito dal FAI nel 1984. L’edificio, circondato da un piccolo parco in cui svetta un’imponente magnolia, è noto per i suoi dipinti: proprio qui si trova un rarissimo esempio di affresco laico in stile gotico internazionale.

Manta_Castello_esterno

Una delle curiosità custodite dal castello è il particolare di una volta affrescata nel Cinquecento: un globo terrestre in cui compare l’Antartide, secoli prima della sua scoperta.

Il punto del castello in cui il senso di mistero è più forte è la “Sala Baronale”. Qui vi troverete di fronte una processione di nove prodi e nove eroine che vi spingerà verso la scena dipinta sulla parete di fronte: una fontana della giovinezza con folle di persone in movimento, cavalli e scene di caccia con una freschezza che fa dimenticare la distanza temporale. Un consiglio: cercate il leone con occhiali, merita. Non serve essere appassionati di Medioevo per uscire da questa sala con lo sguardo ringiovanito (se vi abbiamo incuriosito,  qui trovate foto degli affreschi).

Grazie all’ottima audioguida, la fontana affrescata si anima e ci riporta al tempo, i secoli XIV-XV, in cui le corti europee erano in stretta comunicazione tra loro. Proprio allora nacque quello che si definisce “gotico internazionale”, una corrente artistica che univa tutta l’Europa a cui oggi fa particolarmente bene guardare.

Dopo aver visitato biblioteca, appartamenti e una splendida cucina, farete ritorno nel cortile centrale attorno a cui si snoda il castello.  La carica rasserenante data dalle arcate e dalla siepe di ortensie che lo decora vi ricondurrà nel piccolo parco, reso un piccolo salotto dagli operosi volontari del FAI.

Manta_Castello_cortile

Se la visita vi avrà messo appetito, come è accaduto a noi, vi consigliamo di partire alla volta della vicina Saluzzo. Boccaccio insegna: arte sì, ma con un occhio al benessere del corpo. E quindi, via libera alla golosità.

Quando siamo arrivati alla meta, la pizzeria “Gusto Divino”, avevamo ancora negli occhi la bellezza degli affreschi e ci siamo trovati di fronte un ambiente che ha continuato a coccolare la nostra vista.

Saluzzo_Gusto_Divino_interno

Il locale è arredato con gusto e a prima vista evidenzia, con un affresco appetitoso, la priorità del locale: la genuinità degli ingredienti. “Gusto Divino” dello chef Massimiliano Prete, ha ottenuto molti prestigiosi riconoscimenti e ha avuto per noi l’utilità di togliere dubbi sull’etichetta di “pizzeria gourmet” spesso usata con troppa disinvoltura. Qui gli ingredienti sono tutti super selezionati, ma quello che ricorderete non è tanto la mania del dettaglio purista, ma la bontà delle proposte autenticamente gourmet.

“Gusto divino” si sottrae alla disputa “pizza napoletana vs romana” e propone una via diversa: la cura della lievitazione. Vengono proposte pizze con diverse tipologie di impasti, a seconda dei gusti personali. Gli abbinamenti dei condimenti, poi, sono fenomenali. Noi abbiamo provato una degustazione e la consigliamo per chi voglia testare, in gruppo, il maggior numero di proposte disponibili.

Saluzzo_Gusto_Divino_Pizze

Impresse nelle papille gustative ci sono rimaste soprattutto la pizza con impasto classico guarnita con toma piemontese e prosciutto, il “pizz’Otto”, un impasto sofficissimo con burrata e pelato dell’agro nocerino sarnese, la croccantezza dell’impasto “FaCroc” ripieno di un mix di verdure e Castelmagno, formaggio tipico del territorio cuneese. Menzione speciale anche per la margherita, che non ricordavamo così delicata.

Saluzzo_Gusto_Divino_pizze

Archiviato il salato, trovate un posto per il dolce. C’è di cui meravigliarsi. Tra tutte le proposte noi vi segnaliamo: “incanto” un insieme epico di pistacchi, bavarese al cioccolato bianco e lamponi.

Malgrado quello che potrebbe sembrare, l’incanto del pranzo non è stato spezzato dal conto che è risultato decisamente onesto.

Gusto_Divino_Dolce

Ricaricati dal pranzo, siamo partiti alla scoperta del centro storico di Saluzzo diretti verso la cima della collina. Abbiamo raggiunto la Castiglia, la dimora trecentesca dei marchesi, attraverso una passeggiata per vie secondarie che si snodano tra imponenti palazzi e alte mura di recinzione che nascondono splendidi giardini.

Una volta arrivati in cima alla Castiglia – sede nobiliare, poi carcere e oggi museo – siamo scesi lungo la “Salita al Castello”.

Saluzzo_Salita_Castello
Capitale per quattro secoli di un marchesato indipendente, Saluzzo si apprezza al meglio andando alla ricerca di scorci inattesi nelle stradine poco frequentate del centro storico. Il tempo qui sembra sospeso, legato ancora all’antica cortesia: lo sfarzo e la ricercatezza sono presenti in molti angoli, ma quasi in controluce, discreti.

Oltre al museo della Castiglia vi consigliamo anche una visita a Casa Cavassa: Museo Civico che consente uno sguardo sulla vita nobiliare cittadina e offre una splendida vista sui palazzi vicini e sul colorato campanile della Chiesa di San Bernardo, che fa pensare a Barcellona.

Saluzzo_Casa_Cavassa

Procedendo nella passeggiata, imboccando stradine con assoluta casualità e incrociando la celebre Via Griselda, ci siamo ritrovati davanti a “La luna e i falò” una libreria-vineria-caffetteria. Incuriositi dalla vetrina, e soprattutto dall’insegna, ne abbiamo approfittato per un ottimo tè caldo e un acquisto di libri tra la scelta vasta e di gran gusto presente nel locale, apprezzando i consigli della libraia. Uscendo ci siamo ripromessi di tornare per uno dei loro aperitivi letterari.

Saluzzo_Luna e i falo_Libreria

Saluzzo è stata per secoli al centro di un regno di grande rilievo, ora non sono molti a conoscerla ma visitarla regala, citando Ariosto, “donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese”. E il buon cibo.

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