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Let's Eat

Mangiare a Cuneo: Beertola, buon gusto in provincia

17 settembre 2016

Per “provinciale” s’intende tutto ciò che non è proprio del capoluogo, tipo mancanza di gusto, abitudinarietà, pacchianeria. C’è chi ci ha fatto film e canzoni, è una condizione con cui si convive benissimo.

Noi di Nuok siamo, tra le altre cose, popolo di orgogliosi provinciali erranti, e gongoliamo quando riusciamo a sovvertire luoghi comuni. Se poi riusciamo a farlo con molto gusto, ci scriviamo un articolo. Scovare, in centri di medie dimensioni, locali che farebbero invidia a grandi e non-provinciali città, è parte imprescindibile di questo gongolamento. Ecco, questo è lo spirito con cui vi conduciamo a scoprire un neonato locale cuneese: Beertola.

La definizione breve è quella di brew-pub (birrificio e pub), la versione estesa recita “Filofabbrica birrosofica”. Da Beertola hanno pure un “manifesto”: questo per farvi capire che non si scherza, insieme alla birra lì fermentano tantissime idee.

Beertola è un locale ricavato all’interno di una ex cappella ed è un tassello di un progetto ambizioso e di ampio respiro, che ha visto la luce alla fine dello scorso giugno.

A metà tra valorizzazione del contesto sociale e valorizzazione di appetiti, il progetto – che ha partecipato al bando Culturability – ha la finalità di portare ricadute positive nel tessuto urbano, a partire dall’utilizzo di uno spazio abbandonato.

L’idea si fonda sulla produzione della birra, vera e propria moda degli ultimi anni, ma che qui attecchisce su un terreno quanto mai fertile: il mastro birraio è Andrea Bertola, fondatore del primo microbirrificio in una struttura penitenziaria, definito “uno tra i maggiori interpreti del mondo delle birre artigianali italiane e non solo”. Suoi compagni di avventura in questo progetto di “azionariato diffuso” (con una dozzina di soci) sono gli chef Omar Rossi, Gabriele Avanzi e Manuel Miliccia.

Il locale si trova a pochi metri dalla parrocchia del Sacro Cuore, in pieno centro cittadino, lievemente defilato rispetto all’infilata di locali dei portici cuneesi, ed è un posto assolutamente tranquillo: cosa non da poco.

La tranquillità che potete trovarci ha tanti ingredienti, tutti genuini e, allo stesso tempo, ricercati.

Una scalinata che potrà farvi sentire un pochino all’Ariston (soprattutto dopo le birre) vi introduce in una sorta di bolla bianca. Qui fluttuano belle parole alle pareti, splendida scelta degli arredi e maniacale attenzione per tutti i dettagli, comprese delle orchidee mignon.

Ottimo cibo, personale di sala che sembra voler essere esattamente nel posto in cui si trova.

Ultimi ingredienti: citazioni sparse tra un piatto e l’altro all’interno di un menu variegato, da leggersi nell’ottica delle parole “la qualità è un vizio lieto” di Margherita Saracco.

Beertola è una sorta di sandwich composto da birrificio, birreria e ristorante: sì, perché i piatti sono assolutamente degni di nota. Potete spaziare da una birra accompagnata da patate farcite o taglieri di salumi, fino ad arrivare a piatti molto complessi. Qui appare naturale mixare birra, “street food” e alta cucina.

Noi lo abbiamo fatto, e ripeteremo l’esperienza quanto prima.

Il menu degustazione (antipasto, primo, secondo e dolce a 28 euro) è un ottimo condensato dell’anima Beertola che punta all’alta ristorazione: al centro dei piatti ci sono ingredienti locali e stagionali, sapientemente amalgamati e in generosa quantità.

Speciale menzione per la costata di Fassona senz’osso e per i dolci: parfait al cioccolato, crème caramel Porto e fichi e crostata all’albicocca.

La scelta dei panini è altrettanto stuzzicante. Vengono serviti in scatole di cartone e l’unboxing regala soddisfazioni: pane con semini vari e farcitura-non-ti-scordar-di-me con pancetta, sola di mucca e 150 grammi di Fassona piemontese Slow Food. Golosità mantenuta anche nella versione vegetariana (tutti i panini vanno da 7,50 agli 8,50 euro; dolci a 5 euro).

Le birre sono da intenditori, ispirate in maggior parte alla tradizione belga. I camerieri sanno consigliare l’abbinamento migliore coi piatti e, soprattutto, spiegare cosa nascondano i boccali: malto d’orzo non OGM da filiera italiana, luppoli selezionati e lieviti della grande tradizione monastica belga; nessun sistema meccanico di filtrazione e nessun additivo chimico.

Special alert: brunch la domenica mattina, in piena tradizione delle “public house” inglesi, meglio note come pub.

Uscendo dal locale vi si poseranno gli occhi sulla vetrata dell’ingresso: una parete composta da un reticolo di frasi. Questo rende chiaro come tutto il progetto sia estremamente meditato.

Tra le tante citazioni ne spicca una della filosofa Simone Weil, riportata anche sul loro sito:

“La nostra epoca ha per missione propria, per vocazione, la costituzione di una civiltà fondata sulla spiritualità del lavoro”.

Beertola è un locale-sandwich in cui sono possibili esperienze molto diverse, che spaziano tra ristorante, birreria, caffetteria e DJ set il venerdì sera, adatte a pubblici (e portafogli) diversi.  Un mix che insegna che design e azione per il sociale possono stare insieme molto bene, soprattutto se accompagnati da una buona birra.

I proprietari sono convinti che un approccio etico alla produzione cambi, in positivo, la percezione del prodotto finito.

Da parte nostra, la percezione del prodotto Beertola è stata molto buona, e questo ci fa ben sperare per la spiritualità del lavoro e del progetto “Filofabbrica Birrosofica”.

Una sorta di cuneese Bar Luce, ma con luce etica.

Insomma, la provincia ha qualcosa da dire, e lo fa con gusto e con stile.

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