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Day Trip

Le meraviglie segrete di via Vitani a Como

07 novembre 2015

Questo articolo non può che cominciare con la fatidica frase: “e poi, girato l’angolo…” e continuare in questo modo: “vi troverete in una piccola via elegante, dove i negozi non sono più grandi di una bottega, i ristoranti si chiamano ancora osterie e ogni ingresso ha il suo bel portone in legno”. L’angolo, anzi gli angoli, in questione sono quelli che collegano via Vitani da una parte a via Muralto e dall’altra a via Cinque Giornate. Ci troviamo nel centro di Como, a due passi dal Duomo e da piazza Volta, e invece di seguire le strade maestre ci intrufoliamo nelle traverse in cerca di tesori.

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Obiettivo centrato: via Vitani è davvero una chicca, uno dei punti di Como che richiamano maggiormente il periodo medievale dove, al trascorrere del tempo, le nuove attività si sono insediate senza deturpare la bellezza originaria degli edifici, proprio come in piazza San Fedele, di cui vi avevamo già parlato qui su NuokLa via prende il nome da una delle principali famiglie comasche, che a lungo si contese con i Rusca il predominio sulla città e che fondò la propria roccaforte proprio in questo quartiere, centrale nella vita di Como fino agli inizi del ‘500. A testimonianza di ciò, troviamo ancora dei magnifici palazzi rinascimentali, che un tempo erano attorniati dalle botteghe degli artigiani: l’odierna via Muralto era sede di diverse falegnamerie, mentre largo Boldoni era il regno dei macellai.

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Oggi in via Vitani i negozi trattano sicuramente altri tipi di prodotti, ma mantengono inalterato l’aspetto di allora e la dimensione da bottega, che rende questa via così affascinante. Iniziamo ad addentrarci dalla parte di via Muralto, insieme ai palazzi troviamo una piccola fumetteria con una vetrina molto nutrita e la libreria Plinio il vecchio, che vi consigliamo di visitare anche se non avete in programma acquisti letterari: apprezzerete sicuramente la struttura originaria ben conservata e l’antico soffitto a cassettoni. Poco più avanti, la Casa delle suore del Valduce ci mostra la sua bella facciata medievale ristrutturata di recente; durante i lavori sono stati scoperti dei resti di epoca romana, probabilmente di un teatro.

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Passiamo dal sacro al profano e troviamo un’istituzione di via Vitani, la famosa Osteria del Gallo, che ha consacrato al pennuto ogni dettaglio del proprio arredamento: quadri, soprammobili, dipinti e statuine popolano le pareti e il bancone, regalando un’atmosfera vivace e un po’ goliardica. Seduti ai tavoli di legno con le tovaglie a quadretti tipiche di un’osteria, i clienti pasteggiano con i vini provenienti dalle cantine lariane che accompagnano missultit, trote, persici e altri pesci del lago di Como. Prima di alzarsi, è d’obbligo concedersi un bicchierino di Cordiale Piz, un amaro a base di vino bianco aromatizzato con erbe della tradizione, cui è aggiunto miele millefiori prodotto a chilometro zero. Il signor Giuseppe dell’Osteria del Gallo ci ha messo quasi dieci anni per riproporre questa vecchia bevanda che veniva prodotta circa mezzo secolo fa a Civiglio e che prende il nome da un bellissimo punto panoramico di Brunate. Se vi è venuta voglia di passare da queste parti nel weekend, vi consigliamo di prenotare, perché durante il fine settimana l’osteria si riempie e si rischia di dover aspettare un po’ per potersi sedere.

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Se invece più che le gioie del palato sono quelle degli occhi a tentarvi, fate qualche passo in più e date uno sguardo alle vetrine circostanti: non rimarrete delusi. Per quanto piccola, via Vitani ospita negozi di tutti i tipi, uno più particolare dell’altro: forse non troverete proprio ciò che state cercando ma vi stupirete nello scoprire gli oggetti più straordinari, che si tratti di un dinosauro di cartone o di un cappello piumato. Procediamo per ordine e vi daremo le prove di quanto stiamo dicendo.

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La prima tappa è da Gloook, dove il cartone vegetale trova mille forme e destinazioni d’uso, da quelle più facilmente immaginabili come mensole e cornici, a quelle più incredibili come pouf, cavalli a dondolo e librerie. Dietro a tutto questo c’è una squadra di designer che lavora per progettare oggetti eco-sostenibili e, come dichiarano sul sito, anche resistenti: pare che il cartone riesca a reggere un peso di 17 kg al cmq! Vi consigliamo di entrare a fare un giro, sicuramente troverete qualcosa d’interessante.

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Passiamo dal cartone alle pietre preziose, il salto concettuale è importante ma per noi si tratta di fare solo qualche metro a piedi e raggiungere la gioielleria Lopez. Se anche non vi siete mai interessati di brillanti e affini, non potrete che rimanere incantati di fronte al mondo che la proprietaria ha saputo ricreare nel suo atelier tra bijoux, rari gioielli antichi e favolosi abiti d’epoca. Due chicche: nell’atelier troverete anche una mostra permanente di gioielli dal 1600 a oggi“Cinque secoli di gioielleria in Occidente”, mentre nello spazio attiguo è stata allestita una divertente esposizione di giocattoli d’epoca.

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La febbre del vintage non si esaurisce qui: dalla parte opposta della via, nello stesso palazzo su cui troviamo l’affresco cinque-seicentesco di “Dama che si affaccia”, c’è Sofia Vintage, uno spazio che oltre a raccogliere oggetti di nazioni e periodi diversi, confeziona abiti su misura.

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Ci sarebbe ancora tantissimo da raccontare e siamo sicuri che, se ripercorressimo di nuovo via Vitani da cima a fondo, scopriremmo sicuramente qualcosa di nuovo. Però ora siamo affamati e l’Osteria del gallo tra poco chiude…

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