comm

Go Green

I colori dell’autunno nei parchi più belli di Como

26 ottobre 2016

Se si osserva una foto di Como dall’alto, si capisce subito quanto verde ci sia in città: parchi, giardini e cortili si alternano nelle vie strette del centro e del lungolago, creando un pattern irregolare di spazi verdi e non, che permette ai comaschi e ai visitatori di avere sempre a portata di mano – o di piede – un luogo per stare a contatto con la natura.
Noi di Nuok vi portiamo alla scoperta di alcuni dei parchi più belli di Como, in un Go Green che inizia proprio dalla stazione San Giovanni, la preferita dai turisti in visita nella città lariana.

Appena si esce dalla costruzione squadrata che ospita lo scalo ferroviario, che risulta comodissimo sia se arrivate da Milano, sia se arrivate dalla Svizzera, ci si trova davanti ad un’immensa scalinata in pietra che conduce alla prima tappa del nostro tour: il Giardino Tokamachi, o come è comunemente chiamato il Parco della Stazione.

parco-stazione-san-giovanni-como-scalinata

Il Parco accoglie chi arriva a Como e lo accompagna sul suo grande viale verso le vie del centro città. Alla fine del viale – e quindi del parco – c’è la scultura “Le Mani”, sulla quale ad ogni ora del giorno si fotografano i turisti di tutte le età. La scultura, realizzata da Massimo Clerici e Doriam Battaglia, è un monumento ai “caduti per servizio”, come recita la targa apposta, donata dalla sezione cittadina dell’UNMS per ricordare le vittime degli incidenti sul lavoro.

parco-stazione-san-giovanni-scultura-mani

Il parco è sempre pieno di persone che vanno o tornano dalla stazione, specialmente la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quindi a prima vista potrebbe sembrare un luogo poco adatto per godersi la natura. In realtà, ai lati del viale centrale ci sono tanti viali minori che portano nelle parti meno frequentate del parco: lì, su una delle tante panchine non è raro trovare qualche pensionato che si rilassa al fresco in estate o qualcuno che legge un libro sotto la luce che filtra attraverso le foglie colorate in autunno.

parco-stazione-san-giovanni-como-viale

A sinistra del Parco della Stazione, inizia Via Borgovico, una delle vie storiche della città lariana. La prima parte di questa via è rimasta pressoché intatta e ha subito pochissime modifiche nel corso degli anni, mantenendo tutto il suo fascino: ai piani bassi degli edifici affacciati su una strada di sampietrini, si alternano negozi con insegne vintage a concept store o pasticcerie con design ultramoderno. Ai piani alti invece, potete scorgere l’interno di qualche casa storica, con i soffitti in legno e le travi a vista, che sembrano essere usciti da qualche vecchio album.

via-borgovico-vecchia-como

Alla fine della parte vecchia di Via Borgovico, vi ritroverete in Piazzale Santa Teresa, un altro angolo della città dove la vita scorre normalmente senza l’allure aristocratico del centro. Proprio su questa piazza, si affaccia uno dei pit stop obbligatori per tutti coloro che amano la vita notturna: il Forno Lo Fiego, una panetteria artigianale aperta a partire dalle 5.00 del mattino, nella quale chi ama fare tardi si ferma nel weekend per uno spuntino veloce prima di andare a dormire.

Proseguendo su Viale Rosselli e girando a sinistra su Viale Masia, vi ritroverete ad ammirare il condominio Novocomum e la piscina Sinigaglia, alcuni degli edifici progettati dagli esponenti del movimento razionalista comasco. Alla fine di questo viale, inizia la passeggiata a lago, seguendo la quale, camminando tra ville e cigni, vi ritroverete in un attimo a Villa Olmo, il cuore neoclassico della città.
Vi abbiamo già parlato della Villa, ma questa volta vogliamo concentrarci sul suo bellissimo parco: in ogni stagione è il luogo preferito dai comaschi per trascorrere il tempo libero all’aria aperta. Il parco inizia subito dietro la Villa, incorniciato da un portico neoclassico che è la degna entrata di un luogo così elegante e bucolico.

parco-villa-olmo-como-portico

Prosegue poi in un susseguirsi di stradine, scalette e ponticelli, totalmente immersi tra alberi e fiori. Il Parco di Villa Olmo è un po’ il giardino di tutti i comaschi: non è raro infatti incontrare qualcuno che fa jogging, qualcuno che legge sdraiato sul prato o anche chi ha organizzato una festa di compleanno con tanto di torta, tavolo e palloncini proprio sotto uno dei tanti alberi secolari.

parco-villa-olmo-como-alberi

Per chi preferisce la tranquillità, il Parco offre anche moltissimi angoli più nascosti, dove ci si può rilassare lontani dal rumore della città e degli altri visitatori.

parco-villa-olmo-como-ponte

In realtà, questo parco, anche se curatissimo, è molto “selvaggio” in quanto non corrisponde ad un preciso disegno di un paesaggista, ma è stato piuttosto lasciato libero di crescere e di modificarsi secondo le disposizioni della natura. Questa particolarità la deve al Marchese Raimondi, uno dei proprietari della villa, che alla nell’Ottocento chiese al suo architetto Luigi Sada di ripensare il “giardino a monte”, dando la possibilità ad alberi e piante di crescere in totale libertà, senza essere imbrigliati in rigide simmetrie e aiuole innaturali. Il Marchese, però, era anche una grande amante delle piante esotiche e, per questo, decise di inserire nel suo giardino anche alcune specie che non c’entravano nulla con la natura lariana, come ad esempio un immenso cedro del Libano ed una gigantesca sequoia.

parco-villa-olmo-como-viale

Lasciandoci alle spalle il giardino del Marchese Raimondi, ci ritroviamo di nuovo sulla passeggiata a lago che ci porta dritta fino alla nostra prossima tappa. Camminando, incontriamo prima l’Aeroclub dal quale nelle giornate limpide possiamo ammirare gli idrovolanti che atterrano o decollano sul lago e poi la Società Canottieri, racchiusa nel suo quartier generale razionalista. Ancora pochi passi ed eccoci finalmente nei Giardini del Tempio Voltiano, uno dei luoghi in assoluto più belli della città.

parco-tempio-voltiano-como

Qui la principale fonte d’attrazione dovrebbe essere il museo dedicato ad Alessandro Volta, l’illustre comasco che inventò la pila, ma è davvero difficile concentrarsi su qualcosa in particolare quando attorno ci sono così tante meraviglie: la terrazza a lago che permette di ammirare Como e il primo bacino del Lario in tutta la loro bellezza, il parco giochi con la pista dei go-kart che in inverno si arricchisce di una ruota panoramica, il piccolo caffè sotto i platani dove ci si può rinfrescare in estate… insomma, si ha davvero l’imbarazzo della scelta su quale attrazione scegliere per prima!

parco-tempio-voltiano-como-lungolago

Un’altra particolarità di questo parco è che si trova su una sorta di piccola penisola che segna anche il confine del porto di Como, dove sono ormeggiate le imbarcazioni dei comaschi e dal quale è possibile prendere un battello o un aliscafo per visitare le ville e i piccoli paesi del lago. Inoltre, nel porto si trova anche la Diga Foranea, una lunga striscia di cemento che conduce fino al monumento Life Electric dello scultore Daniel Libeskind. Questa immensa opera rivestita in acciaio inossidabile è un tributo ad Alessandro Volta e, data la sua posizione quasi parallela al museo a lui dedicato, dialoga idealmente con il Tempio Voltiano, creando un discorso fuori dallo spazio e dal tempo che celebra le scoperte dello scienziato comasco, riconoscendone il valore anche a distanza di secoli in un mondo – e in un modo – distanti anni luce dall’epoca di Volta.

parco-tempio-voltiano-porto-como

Una volta oltrepassata la diga, ci ritroviamo sul lungolago: da qui possiamo decidere se rilassarci nel parco che si snoda attorno ad esso, dove si alternano vialetti, panchine e piccole fontane oppure se proseguire fino alla fine dei Giardini del Tempio Voltiano e addentrarci verso il centro città, attraversando l’elegantissima Piazza Cavour, la piazza principale di Como che accoglie in tutto il suo splendore chi arriva in città dal lago.
Prima di lasciare il parco però non dimenticatevi di fermarvi qualche minuto ad osservare uno dei mimi più famosi di Como: non potete non notarlo, è un ometto vestito come un astronauta e truccato con del cerone argento metallizzato che, con qualsiasi clima, fa ridere turisti da tutto il mondo grazie alle sue movenze da robot!

, , , , ,