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Day Trip

Gita al Castello di Vezio, tra belvedere, gufi e… lariosauri

10 luglio 2015

Il Lago di Como sembra nato apposta per le gite: natura varia e rigogliosa, panorama mozzafiato, architetture eleganti e un po’ malinconiche. Tutto ciò si ritrova abbondantemente nel Castello di Vezio, che per di più può vantare un centro per la falconeria e un’esposizione sul lariosauro, attrazioni particolarmente utili per convincere i bambini a venire a fare una passeggiata.

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La fortezza si trova sulle sponde lecchesi del Lago di Como, sopra la bellissima Varenna, di cui vi abbiamo già parlato su Nuok riguardo a Villa Monastero e i suoi giardini. Proprio nei dintorni della villa parte una delle due vie per raggiungere la nostra meta, l’altra invece si trova nelle vicinanze dell’imbarcadero, dove è possibile imboccare il sentiero che in una ventina di minuti vi condurrà a destinazione. Che decidiate per l’una o per l’altra, capirete di essere arrivati quando attraverserete il piccolo borgo di Vezio, con la sua chiesa romanica ricostruita in epoca barocca, il profido e le signore col foulard che chiacchierano animatamente nella piazzetta. Il castello si trova lì a due passi.

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Dopo aver acquistato il biglietto al bar, proseguite per il sentiero di ghiaia, dove troverete a darvi il benvenuto Artù, un magnifico gufo reale che è stato accolto dal centro di allevamento e addestramento rapaci del Castello. Oltre a lui, ci sono altri ospiti pennuti appollaiati nell’oliveto davanti alle mura, che vengono addestrati davanti agli occhi dei visitatori e possono essere ammirati periodicamente nelle loro esibizioni di volo. È vero, vedere questi uccelli così maestosi vivere a stretto contatto con l’uomo invece che liberi nel cielo può dare da pensare, e anche noi abbiamo avuto un attimo d’incertezza, ma i responsabili del centro assicurano che sono animali nati e cresciuti in cattività e per questo non sarebbero in grado di sopravvivere in natura.

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Il rapporto tra uomo e rapaci ha una storia lunga, addirittura si pensa che le origini della falconeria risalgano alla preistoria, anche se le prime tecniche di addestramento nacquero probabilmente in Oriente circa quattromila anni fa. Nel corso del tempo, il legame con questi uccelli si consolidò, tanto che nel Medioevo il possesso di rapaci indicava l’appartenenza a una classe sociale elevata; questo fu il periodo d’oro della falconeria, che andò man mano scemando con l’avvento e il progressivo successo delle armi da fuoco, di cui, purtroppo, i rapaci erano diventati bersagli di caccia. Tuttavia, in questo periodo, alcuni falconieri cercarono di preservare e difendere questi animali dallo sterminio e tramandarono la pratica della falconeria fino ai giorni nostri. Quello in cui ci troviamo adesso è uno dei tanti centri recupero rapaci, istituiti per la conservazione di queste specie che rischiavano l’estinzione; e il fatto che sia collocato in prossimità di antiche mura, regala un’aurea suggestiva che scommettiamo pochi altri centri possiedano. I rapaci, infatti, si trovano nel bel giardino del Castello a strapiombo su Varenna, da cui è possibile vedere entrambi i rami del Lago, separati dalla penisola di Bellagio che, vista da qui, dimostra di meritarsi il titolo di perla del Lario.

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Attorno a noi un meraviglioso oliveto ci trasmette tutta la dolcezza del luogo, ricco di piante di rose e di odori tipici della macchia mediterranea. La presenza del lago, infatti, mitiga il clima e permette la crescita di rosmarino, palme e piante grasse, che nelle zone affacciate sull’acqua sostituiscono la vegetazione tipica di queste parti, fatta di pini, larici e noccioli.

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Non è per via della flora, però, che il castello fu costruito in questa posizione, ma furono le necessità militari a spingere probabilmente i longobardi a cercare un punto strategico da cui dominare il lago e i territori del Comasco. Leggenda narra che Teodolinda, nei suoi ultimi anni di vita, fece edificare il Castello insieme all’oratorio di Sant’Antonio e la chiesa di San Martino come testimonianza della sua fede nel Cristianesimo. Che questo sia vero o meno, il Castello di Vezio fu un utile rifugio per i cittadini di Varenna dagli assalti comaschi durante il Medioevo.

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Oggi, dell’antica struttura rimangono le mura e una torretta dentro la quale possiamo osservare alcuni cimeli militari e –udite udite- tracce del lariosauro, un rettile acquatico che pare vivesse nei dintorni di Perledo. Inutile dirvi che l’accoppiata castello-dinosauro fa galoppare la fantasia di tutti i bambini presenti.

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Per rincarare la dose, troviamo anche dei fantasmi disseminati qua e là, che non sono altro che calchi di volenterosi turisti che ogni estate si prestano a fare da modelli per queste sculture di gesso che si scioglieranno alla prima neve invernale.

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Dal nostro punto di vista però, nonostante fantasmi, dinosauri e uccelli rapaci, a rendere così speciale il Castello di Vezio è la sua visuale privilegiata su quella meraviglia che è il Lago di Como.

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