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By Night

Tonpuu e i suoi deliziosi liquori fatti in casa

08 settembre 2012

Poiché anche gli alcolici fanno parte del patrimonio culturale di ogni Paese, i turisti che visitano il Giappone sono spesso curiosi di provare il cosiddetto sake (酒, spesso pronunciato saké), recentemente diventato popolare anche in Occidente.

Nonostante la parola sake in giapponese significhi “alcolici” in generale, nel resto del mondo il termine è erroneamente usato per indicare quei liquori derivati dalla fermentazione del riso. Ma gli alcolici made in Japan sono in realtà di diverso tipo, e un turista che si avvicina per la prima volta a questo inebriante mondo si sentirà molto probabilmente confuso di fronte ad una scelta tanto vasta. Come fare dunque? La soluzione migliore in questi casi è sempre affidarsi ad un esperto del settore. Per questo noi di Nuok consigliamo, per chi si trovasse a Kyoto e non fosse astemio, di farsi una bella bevuta da Tonpuu (屯風, letteralmente “il vento che riunisce”).

Tonpuu si presenta come un locale piccolo (ci stanno meno di 20 clienti) ma dall’atmosfera casereccia ed accogliente. Il gestore del locale, Mr. Tonpei (in giapponese Tonpeisan, とんぺいさん), oltre ad essere un grande esperto di alcolici giapponese, è anche un gran chiacchierone e non perde occasione per poter dare consigli ai propri clienti sul cosa ordinare, specie se si tratta di clienti non giapponesi. Qualora vi troviate smarriti di fronte a tutti quegli ideogrammi, sia nel menù che nelle etichette delle bottiglie, lasciatevi pure suggerire da Mr. Tonpei; e non preoccupatevi troppo per la barriera linguistica, parla un ottimo inglese.

Il locale, come abbiamo detto, è specializzato in liquori giapponesi, siano essi nihonshu (日本酒, ovvero quello che noi chiamiamo sake) o shōchū (焼酎, ovvero un liquore distillato generalmente da patate, riso o frumento). Regolarmente vengono proposte bottiglie nuove, provenienti da ogni angolo del Giappone, con l’intenzione di promuovere prodotti alcolici di qualità.

Il gestore stesso, grande appassionato della cultura del sake, produce da sé diversi liquori tra cui soprattutto l’umeshu (梅酒, ovvero un liquore dolciastro prodotto dalla macerazione dell’ume, una prugna di origine giapponese). Chiedete pure a Mr. Tonpei di farvi assaggiare uno dei suoi prodotti, non ne rimarrete delusi.

Utilizzato durante celebrazioni o cerimonie religiose, ma anche consumato quotidianamente nei locali o in famiglia, il sake è intimamente legato alla storia e alla cultura del Giappone e ricopre un’importanza per questo Paese paragonabile a quella del vino in Italia. Il primo impatto con gli alcolici giapponesi potrebbe risultare lievemente traumatico per qualche turista italiano, dal momento che il sapore non si avvicina neanche lontanamente a nessun alcolico nostrano. Al Tonpuu tuttavia, sono presenti così tante varietà di prodotti che sarà senz’altro possibile accontentare tutti i gusti.

Ma la cultura del sake, analogamente a quella del vino, non è fatta di solo bere: l’accompagnamento ai cibi è un elemento assolutamente fondamentale. Nonostante i limiti pratici di un angolo cottura dalle dimensioni ridotte, al Tonpuu potrete ordinare diverse prelibatezze da assaporare insieme al vostro bicchiere di sake. Si tratta di ricette semplici ma originali (non troverete questi cibi in nessun altro locale a Kyoto), pensati e creati appositamente per esaltare al meglio la degustazione. Anche in questo caso, lasciate che sia Mr. Tonpei a consigliarvi la combinazione ideale.

L’unica nota negativa del Tonpuu è data dalla sua ubicazione che lo rende difficile da raggiungere (caratteristica piuttosto comune fra i locali di Kyoto). Trovandosi al terzo piano di un palazzo non c’è altro modo di trovarlo se non leggendo l’insegna all’esterno (ovviamente scritta in caratteri giapponesi), ma seguendo le nostre indicazioni (vedi mappa in alto a destra) non dovreste riscontrare troppi problemi.

Non ci resta che augurarvi una buona bevuta al grido di «Kanpai!» (乾杯, ovvero CinCin in giapponese).

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