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Coolture

I colori dell’autunno del tempio Eikan-dō

12 novembre 2012

Come ogni autunno, anche quest’anno Kyoto si prepara a regalarci uno spettacolo naturale mozzafiato, ovvero il cambio di colore dei momiji (紅葉, letteralmente “acero giapponese” ma può anche riferirsi specificatamente alle “foglie di acero giapponese”). Puntualmente in questo periodo dell’anno, orde di turisti invadono la città armati di macchina fotografica, decisi ad immortalare questo fugace fenomeno. Diversi sono i templi che, proprio per celebrare l’evento, aprono le loro porte ai visitatori anche di notte, in via del tutto eccezionale.

Fra i tanti templi della città che offrono questa imperdibile opportunità, noi di Nuok abbiamo scelto di parlarvi del tempio Eikan-dō (永観堂) semplicemente perché è quello che più ci ha colpito quest’anno. Per poter entrare nel tempio vero e proprio bisogna prima sorbirsi una fila che può durare a secondo degli orari anche più di un’ora. Ma lo spettacolo una volta entrati, almeno secondo il nostro modesto parere, vale tutto il prezzo dell’attesa.

Fondato nell’853 in onore al culto del Godai Nyorai (五智如来, letteralmente “i Cinque Grandi Buddha”), il nome originario del tempio era Zenrin-ji (禅林寺, ovvero “tempio della foresta zen”). In seguito però venne rinominato Eikan-dō (永観堂, ovvero “veduta sull’ingresso dell’eternità”) in onore al monaco Yōkan (永観, 1033 – 1111), famoso per aver fatto costruire un ospedale all’interno del tempio e per aver poi fatto piantare lì attorno diversi alberi di prugne come fonte di cibo per i più bisognosi. Tuttavia, il tempio ha anche altri due nomi: Shoju-raigō-san (圣众 来 迎 山, che approssimativamente significa “montagna in cui si passa attraverso i Santi”) e Muryōsu-in (无量 寿 院, che si può tradurre come “tempio della fortuna inesauribile”).

Il tempio Eikan-dō è da sempre una delle mete più gettonate a Kyoto durante il periodo del momiji-gari (紅葉狩, letteralmente “caccia all’acero giapponese”), ovvero la tradizione di andare ad ammirare le foglie di acero nei brevi giorni in cui raggiungono il culmine della loro colorazione. I vasti giardini all’interno del complesso templare rappresentano il luogo ideale per godersi lo splendore dei colori autunnali, impreziositi dalle illuminazioni notturne che vengono organizzate durante questa stagione.

È difficile immaginare un altro Paese in cui l’autunno venga vissuto con tanto interesse e venerazione. Per i giapponesi, notoriamente eclettici contemplatori della natura per eccellenza, andare ad ammirare la colorazione dei momiji non è un semplice passeggiata, ma rappresenta anche un modo per onorare una tradizione nipponica già diffusa fin dal periodo Edo (1603 – 1867). Per i giapponesi, la tinteggiatura dei momiji (ma anche la fioritura dei sakura) ha sempre simboleggiato la caducità della vita, proprio perchè le foglie di momiji, al culmine della bellezza, durano purtroppo solo pochi giorni.

Addentrandosi nei giardini del complesso templare è possibile visitare numerosi edifici, alcuni dei quali sono connessi fra loro attraverso corridoi di legno. Essendo stato recentemente ristrutturato, le strutture principali dell’Eikan-dō sono caratterizzati da colori accesi e arazzi scolpiti sul legno. Esplorare i padiglioni dall’interno darà la possibilità ai visitatori di vedere da vicino diversi tesori nazionali dal valore inestimabile, fra cui diversi dipinti di ambito buddista e una statua di 77 cm rappresentante Amida Buddha (阿弥陀如来). L’opera, dal nome Mikaeri Amida (見返り阿弥陀, letteralmente “Amida che si guarda alle spalle”), è risalente al periodo Heian (794 – 1185) ed è considerata l’opera d’arte più preziosa di tutto il tempio per l’inusuale posa con cui la divinità è stata scolpita (ovvero, come suggerisce il nome, con il volto girato verso le spalle).

Il tempio Eikan-dō gode di una certa importanza all’interno del buddismo giapponese. Esso rappresenta infatti la struttura principale del Seizan (西山), appartenente alla corrente del Buddismo giapponese chiamata Jōdo-shū (浄土宗, letteralmente “la scuola della terra pura”), esistente tutt’oggi.

Uno degli edifici più rappresentativi del complesso dell’Eikan-dō è una pagoda di due piani in stile tahōtō (多宝塔, letteralmente “pagoda adornata da vari gioielli”) la cui costruzione, più recente rispetto alla fondazione del tempio, risale al 1928. Posizionata in cima ad una collina e circondata dalla boscaglia, la pagoda (visitabile al suo interno solo in determinati orari) offre ai visitatori di godere  di una splendida vista non solo sui giardini del tempio, ma anche su tutta Kyoto.

Prestando un po’ d’attenzione, passeggiando per i giardini dell’Eikan-dō, è possibile notare che le foglie di momiji sono totalmente diverse di albero in albero, non solo nella tonalità di colore, ma anche nella forma e nella grandezza. I maestri giardinieri che si succedettero nelle varie epoche si diedero un gran da fare per piantare aceri di svariate tipologie, rendendo questo tempio un capolavoro botanico di immenso valore.

Numerosi rivoli d’acqua attraversano i giardini dell’Eikan-dō e seguendo il loro percorso potrete raggiungere uno dei luoghi più affascinanti del tempio, ovvero uno splendido laghetto al centro del quale sta una piccola isoletta con tanto di santuario. Un elegante ponte di pietra permette ai visitatori di godere degli splendidi effetti di luce e i riflessi sulla superficie dell’acqua da diverse angolazioni. Lo scenario è particolarmente godibile in autunno, quando gli aceri giapponesi che circondano il laghetto sono screziati di un rosso acceso.

Questo incantevole specchio d’acqua prende il nome di Hōjō-ike (北条池, letteralmente “stagno che fa sbocciare la vita) e la credenza vuole che rilasciare un essere vivente al suo interno (ad esempio una carpa o una tartaruga d’acqua) porti molta fortuna, sia nella vita terrena che in quella dopo la morte. Vi consigliamo tuttavia di non mettere in pratica questo rituale dal momento che non si tratta di qualcosa che i visitatori possano fare liberamente.

Come abbiamo già avuto modo di dire, le illuminazioni notturne dei momiji sono generalmente eventi molto popolari, sia fra turisti che fra gli abitanti di Kyoto, ed è quindi meglio non aspettarsi di poter osservare la natura circostante in totale calma e relax, come invece meriterebbe.

E anche se il tempio Eikan-dō non fa eccezione in questo, ci sentiamo comunque di consigliare caldamente una visita, specialmente durante le illuminazioni serali (generalmente iniziano da quando fa buio fino alle 9 di sera). Chissà che anche nella calca e nel caos generale non riusciate a trovare un vostro angolo di spiritualità.

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