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La magia delle luminarie italo-giapponesi

Per tutti coloro che si dovessero trovare a passare il Natale a Kyoto o nelle vicinanze, sia per scelta che per disdetta, ci sarà la possibilità di assistere ad un evento unico frutto di una collaborazione italo-giapponese: stiamo parlando di quel Festival che prende il nome di Kobe Luminarie (神戸ルミナリエ, semplicemente “le luminarie di Kobe”).

L’evento si svolge nell’omonima città di Kobe (a circa 50 km da Kyoto) ogni anno nella seconda metà di Dicembre. Per un paio di settimane le principali strade della città vengono addobbate con delle splendide ed eleganti luminarie dipinte a mano.

Durante l’evento molte strade vengono chiuse al traffico, per fare in modo che i passanti possano godere di quest’atmosfera magica e festosa. Vera e propria opera d’arte, il complesso di luci è stato interamente realizzato in Italia, più precisamente in Puglia, dagli artisti Valerio Festi e Hirokazu Imaoka.

La parte curiosa delle Kobe Luminarie è che, sebbene siano installate a fine Dicembre e sebbene le loro luci colorate ricordino l’atmosfera natalizia, non c’è nessuna reale attinenza con il Natale. Il fatto che il periodo coincida è frutto di una purissima coincidenza.

Le origini delle Kobe Luminarie infatti sono tutt’altro che liete: l’evento è nato dopo il disastroso terremoto del 1995, Il Grande terremoto di Kobe, per motivare gli abitanti sconvolti dalla tragedia a farsi coraggio e a lavorare sodo per far ripartire l’economia locale. In seguito l’evento è proseguito per commemorare annualmente questa disgrazia e rendere onore alle vittime.

L’entrata all’evento è libera dal momento che si svolge nelle strade principali di Kobe, ma ci sono diverse bancarelle che raccolgono fondi per l’installazione dell’anno successivo. Le Luminarie proseguono per chilometri e chilometri, creando giochi di luci inediti di anno in anno.

Sebbene l’intento dell’evento sia quello di creare un’atmosfera rilassata godibile da grandi e piccini, in realtà la folla mostruosa che si raduna in quei giorni (stimati circa 200.000 visitatori nel giorno di apertura) rende l’esperienza più difficoltosa di quanto non si possa pensare.

Tuttavia, sempre che si sia affetti da demofobia, ci sentiamo comunque di consigliare calorosamente l’evento, soprattutto per gli aspiranti fotografi che troveranno pane per i loro denti, ma anche per tutti coloro che in quei giorni sentiranno maggiormente la mancanza di casa e dell’atmosfera natalizia italiana.

photo credit: Weikalossu Lin (拉維卡恩)



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