Se si parla di cucina giapponese tradizionale non ci sono dubbi: la capitale indiscussa è Kyoto. Si può dire che a questa città sia stato riservato il ruolo di roccaforte delle tradizioni culinarie (e non solo) del Giappone.
I consumi alimentari dei giapponesi hanno profonde radici nella loro storia. Si tratta di una cucina elaborata esteticamente quanto raffinata nei sapori, ma soprattutto sana. Non è raro infatti che i giapponesi apostrofino i propri piatti tipici usando orgogliosamente l’aggettivo “herushi” (ヘルシー, il corrispettivo di “healthy” secondo la fonetica giapponese).
Ammesso che ciò sia vero, c’è da fare un discorso ben diverso per quello che i giapponesi sono soliti mangiare nella vita quotidiana, soprattutto per quanto riguarda i giovani: così come in molti altri ambiti della cultura nipponica, anche nel cibo il “tradizionale” deve farsi piccolo per far spazio alle nuove contaminazioni provenienti da oltremare o dalle varie subculture dello stesso Giappone.
Così mentre l’alimentazione legata alle tradizioni nipponiche è riservata a ricorrenze di famiglia o a ristoranti esclusivi, la maggior parte degli izakaya (居酒屋, ovvero “locali dove si mangia e si beve”) sono sempre più orientati ad offrire menù particolari e creativi, ideati per stuzzicare la curiosità dei clienti e per soddisfare le richieste più stravaganti, talvolta a scapito della rinomata ricercatezza dei cibi giapponesi.
Ne è un buon esempio Mr. Kanso, altrimenti conosciuto come “Can-Bar” per la peculiarità di servire solo ed esclusivamente cibi e bevande in scatola o in lattina.

In realtà a Kyoto ci sono ben 2 Mr. Kanso: uno si chiama Mr. Kanso Nijō-jō-ten e l’altro Mr. Kanso & Weissraum Art Gallery. Entrambi sono gestiti dagli stessi amministratori e difatti mantengono lo stesso stile, lo stesso menù, gli stessi prezzi.
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Situato nella prossimità del fiume Kamogawa, Mr. Kanso è diventato popolare a Kyoto per la sua eccentricità e i suoi toni Pop. Meta di studenti e giovani artisti, Mr. Kanso offre una vasta scelta di prodotti (ovviamente in scatola) provenienti da tutto il mondo: dalle comuni aringhe in scatola alle insalate di tonno italiane, dal paté francese al granchio in salamoia, dai wurstel tedeschi in gelatina alle carni più peculiari, come alce, cinghiale e foca.

Il classico menù del Mr. Kanso, per il modico prezzo di 800¥ (7€ circa), prevede una lattina principale fra quelle appena citate, più un contorno a scelta (patatine o cracker in scatola) e una bevanda a scelta (anch’essa rigorosamente servita in lattina).

Mr. Kanso è immerso in un’atmosfera piuttosto singolare rispetto alla maggior parte dei locali di Kyoto: arredamento in legno, interamente monocromatico bianco, con tavoli costituiti da grandi bidoni.

All’interno del locale è presente anche la Weissraum Art Gallery, uno spazio disponibile per esporre le opere di giovani artisti emergenti, spesso provenienti dalla Kyoto University of Art and Design.

Fra i prodotti più tipici del menù non si possono non citare le crisalidi del baco da seta (anch’esse rigorosamente in scatola) direttamente dalla Corea. Immerse in un liquido grigiastro, dall’odore assai poco invitante, sono una delle scelte meno gettonate del locale; sconsigliate perfino dal gestore del Mr. Kanso che alla domanda: «che sapore hanno?», ci ha risposto: «il sapore è decisamente sgradevole, ma in Corea le persone anziane sono solite mangiarne in gran quantità perché contengono molte vitamine.»



mmm,che bontà!ma credo che salterò l’ultimo suggerimento….