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Urban Safari

Tour nel quartiere a luci rosse di Catania: San Berillo

23 aprile 2016

Catania è per definizione una città di contrasti: il mare e la montagna, il fuoco e fiumi sotterranei, il bianco e il nero dell’architettura barocca. Tutti elementi a loro volta espressione dell’attitudine di questa città agli eccessi: ori, mostri di pietra, statue decapitate, chiasso, discordanza di suoni e colori. Ma è probabilmente nella mancanza di armonia in senso classico che risiede l’identità di Catania. D’altra parte non va dimenticato che il centro urbano ha subìto diversi importati traumi strutturali nell’arco della storia: i violenti terremoti e i tentativi di costruire un territorio che avesse una faccia nuova (più armonica e moderna) hanno contribuito a rendere Catania, un luogo di dicotomie.

catania

Il centro della città è un susseguirsi di chiese, teatri greco-romani, ampie strade che ospitano il brulicare costante di visitatori e di gente che non è mai troppo di fretta. Il centro storico è anche il luogo della vita economica e finanziaria, dello shopping e della vita notturna. Nel raggio di poche centinaia di metri l’ambiente cambia faccia più volte assumendo via via i tratti di una città tardo barocca, quelli di un centro cosmopolita, o i tratti romantici di un una città sul mare in cui mangiare all’aperto anche in gennaio. Tra le molte facce del centro storico di Catania ci sono anche quelle nascoste dei vicoli e delle strade vuote solo in apparenza.

san berillo district

Ed è in questa dimensione interna che vive uno dei quartieri storici più discussi della città: San Berillo, lo storico quartiere a luci rosse che Nuok ha esplorato per voi. Per capire meglio l’identità di questo quartiere misterioso, è indispensabile fare un breve salto indietro nel tempo. Il quartiere inizia a formarsi nel ‘700 e all’epoca era un insediamento di addetti alla ricostruzione della città distrutta dal terremoto di qualche anno prima, di operai dell’industria dello zolfo e di edifici a carattere caritatevole (orfanotrofi e case di povertà) costruiti dall’aristocrazia catanese per favorire il modello di welfare dominante. Fino al ‘900 San Berillo è uno dei quartieri più popolosi della città, ma alla fine della crisi post-bellica della Seconda Guerra Mondiale si fa avanti l’esigenza di ripensare la struttura dei quartieri popolari, credendo che rivoluzionandone la struttura si sarebbe ottenuto un cambiamento di rotta economico e culturale. Il progetto realizzato solo parzialmente, ha creato il contrasto: il quartiere dei vicoli strettissimi in cui la luce del sole non arriva (come cantava De Andrè della sua Genova) è un miscuglio di casupole che rimangono sospese e staccate dal resto del tessuto urbano e dalle geometrie pulite dei palazzi del vicino Corso Sicilia.

san berillo street art

Chi è cresciuto a Catania o chi l’ha conosciuta come visitatore, si sarà certamente sentito dire almeno una volta “attento, non entrare a San Berillo” il quartiere comunemente definito “sventrato” luogo di ruderi e di povertà. Ma queste viuzze disordinate a metà fra la stazione e il porto, sono parte dell’identità di questa città, così come lo è il barocco di via Crociferi o la sontuosità di Palazzo Biscari. San Berillo accoglie la marginalità e ha ispirato numerose espressioni artistiche: dai racconti erotici di Vitaliano Brancati a più recenti produzioni cinematografiche, come i film documentario di Maria Arena e di Edoardo Morabito. L’intero lavoro letterario di Goliarda Sapienza nasce da queste vie in cui la drammaturga ha vissuto i suoi primi 16 anni di vita sognando la vita di Jean Gabin. Proprio alla Sapienza è stata dedicata la piazza del quartiere, già vicolo delle belle. Noi di Nuok, per raccontarvi di San Berillo ci siamo fermati qui, in Piazza Goliarda Sapienza, dove da pochi mesi è nato First. Ci si ritrova in questa piazza in un attimo, basta svoltare, addentrarsi in una delle traverse che si affacciano su via Sangiuliano, per ritrovarsi in un posto che sembra lontano anni e chilometri dall’ampiezza e dalle vivacità delle strade appena percorse. Piazza Goliarda Sapienza durante il giorno è avvolta da una luce morbida e serafica ed è una sorpresa di street art.

san berillo street art

Fra i murales, le composizioni botaniche sistemate a ogni angolo e le edicole religiose che riacquistano forza estetica grazie a nuove composizioni profane, si inizia dolcemente a conoscere l’altra faccia della città. Questa piazza è una piccola perla nascosta, un porto sicuro dove vi consigliamo di sedervi per godervi un pomeriggio di primavera.

piante

Qui nasce il primo locale di San Berillo, First, appunto. Questo locale nasce dal progetto di un giovane imprenditore la cui intuizione ha conquistato noi di Nuok. Vivere l’anima di un luogo non significa stravolgerne la struttura ma aprirla al resto della città. Adattare il quartiere ad una certa idea di architettura contemporanea o cercare di omologarlo ad altri quartieri, violerebbe l’identità stessa di Catania. Citando uno dei personaggi chiave del documentario Gesù è morto per i peccati degli altri girato a San Berillo – è la diversità che dona bellezza ad una città e questo quartiere è stato sempre diverso dagli altri ed è giusto lasciarlo così com’è

first in san berillo

Il proprietario di First non è intervenuto sulla struttura della piazza ma ha ridato vita a ciò che c’era già: ha messo le arance nelle edicole destinate un tempo a personaggi della sacralità cristiana e oggi sbiaditi dal sole inghiottiti dalla pietra grigia. Su uno steccato in legno colorato vivono nei loro vasetti di plastica riciclata numerose piante grasse, aromatiche e floreali. Passeggiare per i vicoli che conducono a piazza Goliarda Sapienza è come visitare un esposizione di street art cui file rouge sono l’ironia e il colore: niente è preso troppo sul serio e lo spirito naif è un invito alla gioia, così come scriveva la scrittrice di cui l’ex vicolo delle belle oggi porta il nome, autrice del romanzo l’arte della gioia.

first piazza Sapienza

Da First trovate un ottima selezione di birre artigianali da tutto il mondo e la bellezza delle etichette sulle bottiglie è direttamente proporzionale alla bontà del contenuto. L’affascinante e complesso mondo della birra negli ultimi anni sta conquistando l’attenzione anche di un pubblico di palati raffinati e di giovanissimi mastri birrai che sembrano promettere grandi cose.

birra artigianale san berillo

Non sono indispensabili particolari approfondimenti per intuire che le birre prodotte con metodi artigianali sono il risultato di una sapiente ricerca degli ingredienti e di una devozione alla sperimentazione. Qui in Piazza Goliarda Sapienza abbiamo trovato una selezione interessante che va dai super classici europei alle nuove sperimentazione made in Italy. I mastri birrai di nuova generazione giocano a creare birre dalle fragranze floreali e fruttate usando luppoli americani. Ce ne sono altre in cui anche i palati più maleducati possono percepire chiaramente le note di miele e caramello, o di malto tostato, o quelle più aspre e secche per i meno sdolcinati. Tutte stanno benissimo con l’aperitivo a base di formaggi locali.

carciofo

Poi ci sono i classici: le birre toste, quelle da accompagnare al pane e salame. La tradizione belga, con i metodi di produzione fiamminghi è sempre un punto di riferimento, sopratutto per le intramontabili blanche, una certezza in caso di indecisioni.

blanche

Al centro dell’ex vicolo delle belle vive un albero di ulivo, simbolo di vita e abbondanza, ed è proprio intorno a quest’albero che ruota la nuova vita del quartiere, con nuovi visitatori che inusualmente adesso si fermano un po’ qui per apprezzare la piacevole atmosfera di convivialità. Un’atmosfera che ha conquistato noi nuoker e che vi consigliamo di sperimentare. Anche se non siete appassionati del luppolo, da First c’è una piccola ma ottima selezione di vini da accompagnare a qualche primizia locale di stagione che di sicuro stimolerà il vostro appetito per l’ora di cena. In questa colorata (e anche piuttosto romantica) piazzetta c’è posto anche per gli appassionati dell’aperitivo con drink: tutti i classici del genere vengono realizzati con tutti i crismi e con prodotti di alta fascia. Fra questi, anche il famigerato cosmopolitan, il drink più bevuto dalle ragazze della famosa serie ambientata nella Grande Mela, qui in versione italica e popolare.

district

A San Berillo oggi si respira un’aria molto diversa rispetto a gli anni precedenti, è un’atmosfera che vi invitiamo a conoscere, ma non con le dovute indicazioni: il quartiere è tutt’oggi una delle realtà a luci rosse più antiche d’Europa e non essendo controllata da regolamenti istituzionali e legislativi è spesso una realtà a limite. San Berillo racchiude tutte le fragilità di Catania. Vi sconsigliamo di avventurarvi nei vicoli del quartiere da soli o in orari notturni, siate visitatori discreti, evitate di puntare l’obiettivo della macchina fotografica sulle persone (per quanto a volte irresistibile sia il loro fascino) e non portate con voi oggetti potenzialmente appetibili. Sebbene ci troviamo nel pieno centro della città, avrete la netta sensazione di essere in una realtà parallela e staccata da tutto il resto. Questa sensazione è la bellezza di San Berillo ed è anche il motivo che talvolta allontana i visitatori, il nostro consiglio è di gustarvi la bellezza di questi vicoli e di questa piazza con tutta la curiosità e lo stupore che meritano!

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