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Il mare di Catania: gita a San Giovanni li Cuti

12 settembre 2016

È comune associare l’arrivo del mese di settembre a un certo sentimento di malinconia e stasi. Musicisti e poeti sembrano essere particolarmente ispirati da questo mese dell’anno in cui tutto sembra fermarsi per chiudersi in una sorta di letargo sensoriale. Persino Frank Sinatra, seguito da Ella Fitzgerald e poi da Lou Reed in September Song cantava “the days dwindle down to a precious few September”. Certo, il sole tramonta prima, si torna al tran tran quotidiano, si tirano giù dall’armadio le prime felpe. Eppure settembre è forse fra i mesi migliori per fare un viaggio in Sicilia. L’afa tipicamente estiva inizia a stemperarsi e le orde di turisti paonazzo si fanno più discrete. Settembre in Sicilia può addirittura rivelarsi il mese migliore per trascorrere un’ultima giornata al mare prima di tornare alle proprie scrivanie. Il mare si porta ancora dietro tutto il calore dei mesi estivi e il sole non perde la sua intensità, ma le spiagge iniziano ad essere a poco a poco sempre meno frequentate. Così in una bella giornata assolata di metà settembre noi di Nuok vi portiamo a fare un giro al mare, a pochi passi dal centro di Catania.

albero-di-fico

Il termostato segna 28 gradi pieni e l’aria sa di mare e di alberi di fico. Ce ne andiamo a San Giovanni Li Cuti, una piccola borgata marinara in piena città. In fondo a Corso Italia, subito dopo piazza Europa, inizia il lungomare che costeggia la costa magmatica e che accompagna lo sguardo sul golfo di Catania e sul suo porto, dopo qualche minuto a piedi si arriva a San Giovanni li Cuti: un borgo in città. Nel dialetto catanese l’espressione “li cuti” si traduce letteralmente con “le pietre”.

li-cuti

In questo caso specifico si riferisce agli scogli di origine lavica che sottoposti all’azione costante ed erosiva del mare, sono diventati massi levigati e tondi. Questo quartiere si trova infatti in una zona che fra i secoli 1100 e 1300 fu raggiunta da varie colate laviche che solidificandosi nell’incontro con il mare formarono l’attuale scogliera. L’accesso al mare avviene attraverso i grandi massi neri, e i pochi tratti di spiaggia sono formati da sabbia nera vulcanica (consigliamo vivamente l’utilizzo di ciabattine di gomma per evitare l’ustione dei piedi, anche in settembre).

lidi

Le terrazze di legno dei lidi si affacciano sul mare una dopo l’altra e sebbene non corrispondano esattamente ad un idea avventurosa di vacanza, sono un buon compromesso per una giornata al mare senza allontanarsi dalla città. Ma questa volta noi di Nuok non vi porteremo sotto un ombrellone di una delle terrazze sul mare a bere un drink o a mangiare una fetta di anguria fresca.

porticciolo

Vi accompagneremo invece in un piccolo tour del quartiere (e ci fermeremo anche a mangiare). Quando si arriva a San Giovanni li Cuti si ha subito l’impressione di aver lasciato la città per una gita fuori porta: incontriamo una signora che passa in bicicletta cantando a voce alta, ragazzi sui pattini, altri in skateboard. Turisti in costume, bambini sporchi di gelato e come tutti in borghi marinari i gatti che fanno da padroni di casa.

gatti

L’unica piazzetta de quartiere si affaccia sul porticciolo: un piccolo approdo per le barche dei pescatori locali distante circa due miglia dal Porto di Catania. Il molo è un posto molto romantico: qualche bambino si esercita nella pesca, qualcuno si tuffa dall’altra parte della cinta e qualcun altro scatta foto-cartolina.

piazza

Ed è proprio nella piazzetta sul molo che abbiamo scelto di farvi fare una sosta. Sia che si tratti di un pranzo, di una cena o di un aperitivo, consigliamo di fare tappa da Cutilisci. Il nome si ispira proprio alla forma delle pietre di questa zona: il termine “cutilisci” si traduce infatti come “pietre lisce”. Uno dei pochi posti in città a proporre la pizza anche a pranzo, lo consigliamo sopratutto per la mancanza di un menù statico: il menù cambia con le stagioni e con il pescato del giorno, tenendo sempre in considerazione le abitudini alimentari di vegani o vegetariani. Molto semplice nella presentazione è adatto a tutte le tasche e a tutti i (buoni) palati. Onnivori impenitenti, noi di Nuok abbiamo ordinato il cous cous con il pescato del giorno. Mediamente una persona normale, non ordinerebbe altro, ma noi abbiamo preso anche il dolce di fine pasto.

couscous

Il cous cous di Cutilisci è cucinato seguendo la ricetta tradizionale trapanese. Speziato ma non piccante, è una vera e propria zuppa di pesce: vongole, pomodoro, spatola, tonno fresco. Ci dicono che degna di nota è anche la calamarata (un tipo di pasta che ricorda gli anelli di calamaro) con spatola, melanzane fritte, pomodoro fresco e menta. O il millefoglie di zucchine accompagnato da panelle di ceci e frittelle di melanzane.

calamarata

O ancora gli spaghetti di grani antichi con vongole, spatola, capperi di salina e pesto di basilico battuto a mano con solo olio d’oliva. Una cucina senza velleità gourmet, che viene premiata per la sincerità delle materie prime e l’accuratezza della preparazione, evidente anche nelle pizze: realizzate con una miscela di farine del territorio (timilia e tumminia) e lievitate con pasta madre. Una cucina naturale che rispetta la stagionalità ed è attenta alla combinazione dei prodotti locali ma senza mai proporre piatti scontati o banali. Lo stesso vale per i vini e le birre: siamo stati felici di trovare una selezione ristretta ma di qualità e a chilometro zero.

dessert

Quando poi a fine pasto chiederete la carta dei dessert dimenticatevi di trovare il malinconico sorbetto a limone affiancato dall’ancora più triste panna cotta alla vaniglia. Qui facciamo sul serio: noi abbiamo ceduto al fascino cremoso e insieme croccante delle mousse di ricotta su biscotto di grano saraceno e super gocce di cioccolato. Ma non è stato semplice scegliere fra il crumble di mele dell’Etna con le mandorle di Avola, e la torta di cioccolato fondente con pistacchio di Bronte. Ovviamente per chi di voi volesse rimanere leggero per fare il bagno senza aspettare le tre ore d’ufficio, da Cutilisci potete anche scegliere di fare pranzo (o cena) con la classica granita e brioche, ci sono pochi gusti ma ben selezionati: mandorla, cioccolato, pistacchio o frutta di stagione. Le brioche sono educatissime: ai cinque cereali o di farina di Maiorca e lievitate a lungo.

Settembre a Catania, ci piace un sacco.

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