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Folk+Ibridi: concept store creativo a Catania

14 ottobre 2015

Una giovane scrittrice messinese ha chiamato il suo blog “I siciliani pur di non lavorare scrivono”. Un’affermazione autoironica e volutamente provocatoria per sottolineare forse, l’attitudine largamente diffusa fra gli isolani alla produzione artistica. Non si sa se per malinconia congenita, o per le esotiche novità che da secoli arrivano in Sicilia attraverso il mare, ma un incredibile numero di siciliani da grande vuole fare l’artista. Ad avere il talento e l’immaginazione necessari per creare mondi e nuove rappresentazioni però sono sempre in pochi. Noi di Nuok siamo andati a conoscere due di loro.

Il progetto Folk+Ibridi nasce dall’unione di due giovani che lontani da velleità artistiche, iniziano come artigiani. Lui dei materiali tessili, lei della pietra lavica, lui ex fotografo di moda a Milano, lei architetto. Lui il papà di Ibridi, lei la mamma di Folk. Due progetti indipendenti fra loro, cresciuti attraverso le diverse formazioni dei loro creatori, le cui strade si incrociano per caso dando vita a questo nuovo spazio di via S. Michele: uno spazio che celebra la creatività come processo in divenire, come studio costante e sperimentazione, e che rappresenta il coraggio dell’imprenditoria giovane.

love maioliche

Ibridi è il progetto di Andrea: nel 2007 chiude la formazione milanese e inaugura un concept store in via Santa Filomena, nella città natale. Un lavoro di artigianato tessile che si estende presto alla sperimentazione con altri materiali, come il plexiglass.

ibridi store

Andrea da solo studia, disegna, sceglie i materiali, li assembla, cuce e ne cura la vendita. Ogni stagione, attraverso all’interazione quotidiana con la clientela, elabora un mood per la stagione successiva. Senza alcuna velleità da stilista, Andrea fa il suo lavoro di artigiano cercando di anticipare ed assecondare gli stati d’animo della clientela.

abbigliamento

Non è questione di scopiazzare da passerelle o riviste di moda, è un fatto certamente più intimo, che non può prescindere dal contatto diretto con i consumatori, dal gusto personale dell’artista e dalla libertà di seguirlo e realizzarlo. Così nascono le collezioni stagionali di Ibridi: 20 pezzi per ogni stagione, ogni capo è un capo singolo, interamente realizzato a mano, dal disegno al confezionamento.

abbigliamento2

Alle collezioni stagionali si aggiungono i grandi classici, che vengono realizzati sin dall’inizio del progetto.  La sperimentazione con materiali e disegni si estende fino ai gioielli in plexiglass di chiara ispirazione old school : ancore blu, cavallucci marini e piccole revolver per orecchini, rondini cuori e timoni per collane. Più hipster invece, gli orecchini con i fenicotteri rosa e i triangoli colorati su anelli, collane e ovunque sia possibile.

folk+ibridi accessori

In realtà ci si trova di fronte ad un piacevole caos di forme e colori, e ad un certo momento risulta difficile rintracciarne una corrente univoca: i gioielli in plexiglass infatti riproducono elementi fra i più inaspettati, come i peperoni e la frutta, i cannoli e i gatti, le scarpe da pin up, le labbra scarlatte e le trinacrie. Ci sono poi dei gioielli di ispirazione classica, eppure mai banali e i cui colori potrebbero dare la vita persino ad un sobrio completo beige.

light box

A chiudere il cerchio ci sono le light box: ultima sperimentazione che si propone come elemento d’arredo e che riprende alcuni temi classici degli accessori e dei gioielli, anch’esse realizzate in plexiglass.

Folk è il progetto di Magda: architetto specializzata in restauro, Magda ha alle spalle una tradizione familiare di artigiani della pietra lavica. Una tradizione che è rimasta spesso chiusa nelle proprie abitudini. Il nome Folk incarna tutto ciò che Folk non è. Se la lavorazione della pietra lavica ha avuto finora dei connotati piuttosto standardizzati e legati alla produzione tradizionale, Magda applica le sue competenze di design e il suo gusto contemporaneo ad un materiale che le sue mani sono abituate a toccare da sempre.

testa di moro+vaso d'onice

Una sperimentazione proveniente dall’ispirazione ai lavori contemporanei di architettura e design applicata alla tradizione, passando dai colori vivacissimi alle forme essenziali e minimali in monocolore. Come molti sanno, la pietra lavica ha il pregio di essere incredibilmente brillante e leggera. Così da prestarsi alla realizzazione di gioielli e accessori dalle linee pulite e dagli interessanti contrasti cromatici. Senza togliere il fascino di portarsi dietro un pezzo di Etna con un ciondolo, un anello o un bracciale. folk+ibridi concept store

Gli accessori sono solo una piccola parte del lavoro artigianale di Magda, gran parte dei pezzi sono infatti, d’arredamento. Le maioliche e le teste di moro che riprendono alcuni elementi della tradizione ceramistica, ne sono un esempio. Anche in questo caso la sperimentazione è l’elemento chiave, nonché identitario del progetto. Se le teste di moro tradizionali sono realizzate con l’accostamento di numerosi colori, qui le troviamo in tinta unica, ma così lucida, coerente con le linee e brillante da dare all’oggetto una carica estetica inedita. La sperimentazione inoltre non si ferma a linee e colori o reinterpretazioni di elementi tradizionali, si estende fino alla materia: i pezzi in onice ne sono l’esempio. La natura cromaticamente disomogenea (quasi fluida) e multi sfaccettata di questa materia viene valorizzata dalle linee essenziali di vasi, gioielli e altri elementi d’arredo per interni.

ibridi+folk

Per caso questi due artisti si sono incontrati e hanno deciso di unirsi in un unico concept store che involontariamente rappresenta l’armonia del contrasto: stoffe e pietra, colore e sfumature, peso e leggerezza, tradizione e contemporaneità, abbigliamento e arredo.