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By Night

Dove bere le migliori birre artigianali a Catania

05 settembre 2015

Le estati catanesi sono note per essere incredibilmente lunghe e insopportabilmente calde. I 30 gradi abbondanti spesso si trascinano per tutto il mese di settembre stimolando lentezza, sonnolenza e arsura.  Per queste ragioni, catanesi e turisti arrivano spesso al calar del sole con l’unico desiderio di bere una birra ghiacciata, e poche cose sembrano in questi pomeriggi umidi, essere più gustose e dissetanti. Meglio, se ci si ferma a sorseggiare la bevanda in una delle vie storiche più belle della città, accompagnando tutto con del buon cibo. Se doveste aver voglia (o necessità) di una simile soluzione per la calura della sera, vi consigliamo di fare un salto da Buatta.

buatta street

La birreria fresca di apertura è in via dei Crociferi, strada monumentale contornata da chiese e monasteri considerati fra i più autorevoli esempi dell’architettura barocca catanese. Da una parte l’arco trionfale di San Benedetto, dall’altra il portale d’ingresso di Villa Cerami , ex residenza nobiliare, oggi sede della facoltà di Giurisprudenza. Fra i 200 metri di chiese settecentesche, all’incrocio con via A. di Sangiuliano (che nasce dal mare e conduce fino ad una delle zone più alte della città) troverete Buatta.

birra centro storico

La filosofia e il look di questa birreria sono giovani e piacenti: il design moderno e le linee essenziali degli interni in acero grezzo incontrano in un piacevole contrasto elementi gastronomici e accessori della tradizione, strizzando l’occhio alle nuove tendenze italiane ed europee. Il nome “buatta” infatti, indica nel dialetto siciliano, un contenitore comunemente usato in cucina per le conserve o le spezie, una scelta che esprime l’incontro fra la popolarità e la ricercatezza.

spezie

La selezione di circa 50 birre artigianali vanta alcune fra le eccellenze dell’isola, prodotti italiani, europei e anche qualche proposta d’oltre oceano. Va detto a questo proposito, che la birra come prerogativa e specialità dei paesi nord europei, è un’idea che si avvia a essere superata, insieme al poco attraente stereotipo dei suoi consumatori. Perché indubbiamente la bevanda color ambra è fra le mode italiane del momento: i micro birrifici si moltiplicano, gli appassionati di luppolo e malto crescono ed intercettare il sentore di miele e agrumi della schiuma bianca è sempre più chic.

buatta bancone

Va inoltre riconosciuto, che dietro ogni birrificio che lavora artigianalmente, ci sono storie, caratteri e identità in grado di rendere ogni etichetta diversa dall’altra e pertanto capaci di dare un valore diverso ad ogni bevuta e a una bevanda che ha avuto finora mero valore d’accompagnamento. A conferma di questa piacevole inversione di tendenza, la Sicilia ha visto negli ultimi anni un numero sempre crescente di giovani imprenditori che puntano sulla produzione artigianale della bevanda di mille qualità e profumi. Assolutamente lontani dal fare campanilismo regionale, vi consigliamo di provare le eccellenze dell’isola: sempre in evoluzione, sono il frutto della ricerca e della sperimentazione di giovani che scelgono come punto di forza gli ingredienti della tradizione e del proprio territorio. Un esempio le rifermentate in bottiglia, acidula ma dal profumo di scorze d’arancia.

buatta interno

 Le birre nel menù di Buatta si dividono in tre atti: birre da sete, birre complesse, birre da meditazione. Più leggere e rinfrescanti le prime, strutturate e decise le seconde, di importante struttura e adatte ad accompagnare assaggi gastronomici le ultime. È possibile inoltre scegliere la propria birra seguendo altri criteri: le biologiche, le gluten free o le spillate artigianali del giorno, che spesso provengono da micro birrifici locali e che in questo caso vi consigliamo di provare.

fritto

Ma com’è noto, bere per sete prima di cena può portare degli scompensi all’apparato locomotore, specie se ci si mette anche l’afa. In questo caso il personale vi consiglierà di scegliere qualcosa da mangiare dal menù che noi di CCataniah abbiamo apprezzato. Tutti i piatti sono coerenti con la filosofia e con la scelta del nome del locale, non solo per il dialettismo, ma anche per la loro composizione e presentazione.

cous cous menta e agrodolce

A partire dall’immancabile fritto: crocchette di ceci e di fave al finocchietto, con patatine fritte caramellate, servite in coni di carta-pane e contenitori di latta che ricordano lo street food anglosassone e certi utensili usati dalle nonne. I taglieri di salumi e formaggi accompagnati da miele e marmellate, vantano la scelta di prodotti di caseifici locali che lavorano rispettando tradizioni e ambiente. Per chi ha voglia addentrarsi nel significato etimologico della parola “buatta” consigliamo per l’appunto, una delle buatte. C’è quella di cous cous alla menta e verdure in agrodolce per gli amanti dei sapori freschi e di contrasto, o la vellutata di zucchine e panna acida, o il frumento Timilia con pomodorini freschi e basilico. Se invece avete proprio fame e siete carnivori impenitenti, potete provare la ciabatta di semola condita con gli ingredienti più svariati.

tagliere formaggi

Dal lardo di suino ibleo, al suino nero dei Nebrodi, alla mortadella d’asino, fino al più classico manzo ma cotto a bassa temperatura e aromatizzato con birra, pepe e marmellata di arance. Meno animaleschi ma non per questo più gentili nei modi, sono le ciabatte di semola condite con crema di melanzane, pesto di menta e frutta secca o con caciocavallo palermitano, pomodori secchi, capperi eoliani e mandorle tostate. Ma come al solito noi di Nuok ci facciamo facilmente prendere per la gola e se per qualche strana ragione vorrete mantenervi leggeri, vi rassicuriamo: qui fanno anche le insalate, le mousse allo yogurt per dessert e il semifreddo alla mandorla. C’è comunque anche la cheesecake e la mousse di cioccolato e pere.