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	<title>nuok &#187; OGGI A NEW YORK</title>
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		<title>Oggi a New York: Stefania Fatta e Anya Kònokhova</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 14:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[albissola marina]]></category>
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		<description><![CDATA[Stefania Fatta ha 31 anni e una laurea presso l&#8217;accademia liguistica di belle arti di Genova, con specializzazione in costumi di scena per lo spettacolo e il teatro. Anya Kònokhova invece di anni ne ha 26 e si è formata come fashion designer in Ucraina, presso l&#8217;accademia di belle arti di Sebastopoli. Anya e Stefania sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Stefania Fatta ha 31 anni e una laurea presso l&#8217;accademia liguistica di belle arti di Genova, con specializzazione in costumi di scena per lo spettacolo e il teatro. Anya Kònokhova invece di anni ne ha 26 e si è formata come fashion designer in Ucraina, presso l&#8217;accademia di belle arti di Sebastopoli.</p>
<p>Anya e Stefania sono <a href="http://www.duemoschebianche.it/dmb1_1_content.html">due mosche bianche</a>. Non soltanto per la bellezza, eleganza e particolarità delle loro creazioni, ma anche e soprattutto per l&#8217; unicità che le contraddistingue.</p>
<p>Abbiamo incontrato Stefania, ed ecco cosa ci ha raccontato sul loro lavoro e&#8230; su New York!</p></blockquote>
<h3><strong>:: Ciao Stefania, benvenuta su Nuok! Ci racconti come è nato il progetto &#8220;Due Mosche Bianche&#8221;?</strong></h3>
<p><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=79831121173">Due Mosche Bianche</a> nasce dall&#8217;esigenza mia e di anya di inserirci in mondo concreto all&#8217;interno del mondo  lavorativo e -in particolare- in quello dell’artigianato artistico. Entrambe abbiamo una formazione culturale artistica (accademia di belle arti) ed eravamo pertanto alla ricerca di uno sbocco concreto attraverso cui canalizzare e dare frutto a tutta la nostra creatività.</p>
<div id="attachment_29939" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-29939" title="2mb_foto_negozio_04" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/2mb_foto_negozio_04.jpg" alt="2mb foto negozio 04 Oggi a New York: Stefania Fatta e Anya Kònokhova" width="480" height="717" /><p class="wp-caption-text">Stefania Fatta e Anya Kònokhova - Negozio</p></div>
<h3><strong>:: Come vi siete conosciute? E perchè avete scelto un nome così particolare per il vostro brand/negozio?</strong></h3>
<p>Ci siamo conosciute presso un atelier storico ad Albissola Marina, vicino a Genova. Lì abbiamo lavorato per qualche anno e dopo che questo atelier ha chiuso la sua attività nel 2008, abbiamo deciso di continuare il nostro lavoro sartoriale. Così è nato il nostro brand: due mosche bianche. Abbiamo scelto nome divertente per raccontare il nostro personalissimo paradosso: due eccezioni positive che quando si sono incontrate hanno iniziato a creare cose fuori dall’ordinario.</p>
<div id="attachment_29940" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-29940" title="anyaanita pantacorsetto" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/anyaanita-pantacorsetto.jpg" alt="anyaanita pantacorsetto Oggi a New York: Stefania Fatta e Anya Kònokhova" width="480" height="723" /><p class="wp-caption-text">Pantaloni con corsetto di popelne di cotone / Coll. Estate 2011 :: Foto Sciacca :: Mod. Anita Rizzo - Anya</p></div>
<h3><strong>:: A che cosa si ispirano le vostre creazioni? Chi sono i vostri modelli?</strong></h3>
<p>Le nostre creazioni nascono e si sviluppano grazie all&#8217;ispirazione che ci arriva dalle donne che ci circondano. I modelli che realizziamo hanno un&#8217;anima prettamente bon ton, riaggiustata e arricchita attraverso alcuni tocchi di originalità. Facciamo sempre attenzione a mantenere alta sia la lavorazione che le rifiniture sartoriali. I nostri sono abiti contemporanei, realizzati con la sapienza d&#8217;un tempo.</p>
<div id="attachment_29941" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-29941" title="modrighemare)" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/modrighemare.jpg" alt="modrighemare Oggi a New York: Stefania Fatta e Anya Kònokhova" width="480" height="319" /><p class="wp-caption-text">Abito a righe di jersey di viscosa / Coll. Estate 2011 :: Foto Sciacca :: Mod. Anita Rizzo </p></div>
<h3><strong>:: Quali sono le città dove vorreste veder passeggiare le vostre creazioni? Come mai?</strong></h3>
<p>Sicuramente a Mosca e a San Pietroburgo, due città dal grande fascino. Stiamo in effetti iniziando a sviluppare delle collezioni pensate per la Russia, Paese cui siamo molto legate anche perchè è lì che è nata Anya!</p>
<div id="attachment_29942" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-29942" title="ny_18" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/ny_18.jpg" alt="ny 18 Oggi a New York: Stefania Fatta e Anya Kònokhova" width="480" height="720" /><p class="wp-caption-text">Abito coll. 2011 con pizzo macrame vintage :: Foto di Dario Sciacca :: Modella Noemi Piccinino</p></div>
<h3><strong>:: Che ne pensi di NYC? Credi sia ancora la capitale della moda e della creatività?</strong></h3>
<p>Penso che sia sicuramente  un terreno fertile e stimolante per fare esperienza e per confrontarsi con altri giovani designer, sarti, stilisti. Una cosa importante e interessante di NY è sicuramente la possibilità che li si ha di intendere la moda non solo come creazione, ma anche come business. La capacità di creare qualcosa di rispondente alle esigenze del mercato lì è un must, mentre in Italia troppo spesso ancora si antepone la creatività al consumatore finale. Mentre è attorno agli acquirenti che bisogna imparare a modulare il proprio spirito estetico!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-29943" title="ny_100" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/ny_100.jpg" alt="ny 100 Oggi a New York: Stefania Fatta e Anya Kònokhova" width="480" height="720" /></p>
<h3>:: Se con Due Mosche Bianche poteste vestire un personaggio  newyorkese, chi sarebbe? Perchè?</h3>
<p>Direi senza ombra di dubbio la celebre socialite <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Olivia_Palermo">Olivia Palermo</a>. Oltre ad essere una gran bella ragazza, penso sarebbe un veicolo pubblicitario molto interessante. E&#8217; seguitissima da fan di tutto il mondo, che analizzano e copiano i suoi look. Una vera trend setter, dal gusto raffinato e non convenzionale. Perfetta per noi, insomma!</p>
<div id="attachment_29944" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-29944" title="ny_109" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/ny_109.jpg" alt="ny 109 Oggi a New York: Stefania Fatta e Anya Kònokhova" width="480" height="723" /><p class="wp-caption-text">Abiti Sposa coll 2011 :: Abito con pizzo macrame vintage / Abito pura seta chiffon :: Foto di Dario Sciacca :: Modella Noemi Piccinino / Anya</p></div>
<h3><strong>:: Cosa porteresti dell&#8217;Italia a NYC? E viceversa?</strong></h3>
<p>Dall&#8217;Italia a New York porterei un sacco di nostri biglietti da visita: è sicuramente il luogo perfetto per fare un po&#8217; di PR! Mentre da NY all&#8217;Italia porterei il dinamismo, la velocità di pensiero e l&#8217;ecletticità. Tutte cose che in Italia tendono un po&#8217; a latitare.</p>
<div id="attachment_29945" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-29945" title="ny_134" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/ny_134.jpg" alt="ny 134 Oggi a New York: Stefania Fatta e Anya Kònokhova" width="480" height="723" /><p class="wp-caption-text">Maglia in lana e pantalone fresco lana / Coll. Autunno Inverno 2011 :: Foto di Dario Sciacca :: Modella Anya</p></div><br />

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		<title>Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop-Up Chapel!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 21:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Tiberti]]></category>
		<category><![CDATA[coppie gay]]></category>
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		<category><![CDATA[gay a New York]]></category>
		<category><![CDATA[Pop-Up Chapel]]></category>

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		<description><![CDATA[:: Benvenuta su Nuok, Chiara! Ci racconti brevemente di te? Che cosa ti ha portata oltreoceano? Ciao Nuok! Mi sono laureata alla Facoltà di Architettura di Roma (La Sapienza) nel 2009 e dopo aver fatto qualche esperienza lavorativa nella mia città, ho sentito il bisogno di partire verso nuovi orizzonti. Dato che nel nostro Bel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone size-full wp-image-28041" title="pop_1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_1.jpg" alt="pop 1 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="480" height="318" /></h3>
<h3>:: Benvenuta su Nuok, Chiara! Ci racconti brevemente di te? Che cosa ti ha portata oltreoceano?</h3>
<p>Ciao Nuok! Mi sono laureata alla Facoltà di Architettura di Roma (La Sapienza) nel 2009 e dopo aver fatto qualche esperienza lavorativa nella mia città, ho sentito il bisogno di partire verso nuovi orizzonti. Dato che nel nostro Bel Paese non cambia mai nulla, ho sentito dentro una voglia irrefrenabile di mollare tutto e provarci, per lo meno per un periodo della mia vita e so che se non l&#8217;avessi fatto me ne sarei pentita per sempre&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28042" title="pop_2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_2.jpg" alt="pop 2 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="344" /></p>
<h3>:: Come cambia fare l&#8217;architetto in Italia e in America?</h3>
<p>In realtà ho scoperto che non è poi così diverso. Ho passato diversi mesi a cercare lavoro, mandando tanti curricula e facendo tanti colloqui che però, causa visto, sono stati un buco nell&#8217;acqua. Di questi tempi fare l&#8217;architetto è conveniente forse solo in Cina, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230; Il sistema americano non lascia molto spazio agli stranieri. L&#8217;unica soluzione per ottenere un visto in questo campo è essere sponsorizzati da uno studio italiano, ma è veramente tosta. Io sono qua con un visto da stage che mi scadrà a settembre e dovrò tornare in Italia. Sono comunque felice dato che qui ho avuto modo di imparare tante cose e fare esperienze eccezionali&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28043" title="pop_3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_3.jpg" alt="pop 3 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="725" /></p>
<h3>:: Già! Hai fatto un&#8217;esperienza bellissima di recente: parlaci di <a href="http://popupchapel.com/">Pop-Up Chapel</a>!</h3>
<p>Ecco questa è stata una di quelle esperienze che mi fa pensare che nella vita non avrei potuto fare altro che questo! <a href="http://popupchapel.com/">POP-UP CHAPEL</a> non è altro che un gruppo di persone che ha deciso di regalare a 24 coppie gay un matrimonio in piena regola e completamente gratuito! <a href="http://popupchapel.com/our-partners.html">Il tutto grazie a diverse patnership</a>, come quella con <a href="http://www.architizer.com/en_us/">ARCHITIZER</a> la quale ha promosso online un concorso per la progettazione di due strutture temporanee: hanno partecipato ben 53 studi ma <a href="http://www.architizer.com/en_us/blog/dyn/26103/pop-up-chapel-winners/">solo 2 ne sono risultati vincitori.</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28044" title="pop_4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_4.jpg" alt="pop 4 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="724" /></p>
<p>Le coppie scelte accuratamente sono 24, come la data dello scorso 24 giugno, quando finalmente anche a New York ha detto si all&#8217;unione gay. Non solo queste coppie hanno avuto un luogo e una cappella ma fotografi, champagne e cupcakes!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28045" title="pop_5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_5.jpg" alt="pop 5 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="358" /></p>
<p><a href="http://www.guyzucker.com/">Nell&#8217;arco di una settimana abbiamo pensato, progettato e realizzato la struttura&#8230;</a> il che è estremamente raro anche qui, quindi mi ritengo super fortunata ad avere avuto questa possibilità di veder qualcosa realizzato in così poco tempo!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28046" title="pop_6" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_6.jpg" alt="pop 6 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="643" /></p>
<p><a href="http://www.guyzucker.com/">KISS</a> &#8211; realizzata dallo studio in cui lavoro &#8211; è fatta interamente in cartone con struttura interna a nido d&#8217; ape incollato in due parti separate che ruotano secondo diversi assi, ma che insieme formano una struttura solida e portante come due individui essenzialmente diversi che quando si uniscono sono una sola cosa&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28047" title="pop_7" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_7.jpg" alt="pop 7 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="358" /></p>
<p>La struttura è fatta di un materiale pesante come il cartone, ma che grazie al movimento rotatorio genera una forma scenografica e delicata: robusta come un elefante ma leggera come un fenicottero&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28048" title="pop_8" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_8.jpg" alt="pop 8 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="355" /></p>
<h3>:: Tu fai parte di uno dei due studi di architettura che ha vinto. Di che cosa vi occupate?</h3>
<p>Lavoriamo in diversi campi, dagli interni spazi pubblici e commerciali, alla ricerca. Per esempio, ultimamente mi sto occupando di Active Design per il Department of Healthy di New York: studio come rendere attive le persone negli spazi domestici considerato il problema dell&#8217;obesità.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28049" title="pop_9" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_9.jpg" alt="pop 9 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="319" /></p>
<h3>:: Che cosa importeresti in Italia dall&#8217;America? E viceversa?</h3>
<p>Dall&#8217;America importerei sicuramente la voglia di fare e tutta la creatività che vedo tutti giorni per strada. Qui non ci si annoia mai e c&#8217;è sempre qualcosa di nuovo da scoprire: non si sa mai cosa puoi trovare dietro l&#8217;angolo! Mi piacerebbe questa vitalità  anche nel nostro Paese.. Ma anche i coffee bar, dove si può stare ore ed ore a leggere e lavorare&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28050" title="pop_10" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_10.jpg" alt="pop 10 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="359" /></p>
<p>Dall&#8217;Italia invece è stato importato quasi tutto e devo dire che si trovano degli ottimi posti dove sembra di essere a casa&#8230; anche se a volte mi mancano la frutta e la verdura cheap! Qui se si vuole mangiare sano e mediterraneo bisogna pagare!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28051" title="pop_11" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_11.jpg" alt="pop 11 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="643" /></p>
<h3>:: Ci consigli una pasticceria e un ristorante da non perdere nella City?</h3>
<p>Vivo nel West Village a pochi passi dalla famosissima Magnolia Bakery, ma devo dire che vado matta per il gelato e ora che è estate vi consiglio <a href="http://www.nuok.it/2011/07/new-york-cono-o-coppetta-love-gelato/">di fare un salto da Love Gelato Company dove il pistacchio non ha eguali&#8230;</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28052" title="pop_12" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_12.jpg" alt="pop 12 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="333" /></p>
<p>Per quanto riguarda i ristoranti, sono una super fan del sushi e sempre nel Village c&#8217;è il mio ristorante preferito: Funayama. Ottimi piatti a prezzi super contenuti. Il mio consiglio? Spicy Roll Combo con miso soup (ottima) o insalata a scelta! Se invece avete voglia di pizza su Carmine Street c&#8217;è la mitica Numero 28! Imbattibile!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28053" title="pop_13" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/08/pop_13.jpg" alt="pop 13 Oggi a New York: Chiara Tiberti e la Pop Up Chapel!" width="481" height="725" /></p>
<h3>:: La tua linea metropolitana preferita a New York è&#8230;</h3>
<p>I miei spostamenti li faccio per la maggior parte in bici, sfidando il traffico di New York tutti i giorni, ma quando piove per andare a lavoro prendo la linea rossa 1: veloce ed efficiente!</p>
<p><strong><span style="color: #888888;"><em>photo credit: <span>Jinyi Baird</span></em></span></strong><br />
</p>
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		<title>Oggi a New York: Chiara Bernasconi</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 10:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Bernasconi]]></category>
		<category><![CDATA[Coney Island]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Divano]]></category>
		<category><![CDATA[linearossa]]></category>
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		<description><![CDATA[:: Benvenuta su Nuok, Chiara. Tu sei Digital Media Project Manager presso il MoMA. Di cosa ti occupi precisamente? Coordino un team di otto persone che lavora al design e produzione del sito web del MoMA, chioschi interattivi, schermi digitali e applicazioni su supporti mobili. Di recente abbiamo contribuito all&#8217;organizzazione degli aspetti più tecnici della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>:: Benvenuta su Nuok, Chiara. Tu sei Digital Media Project Manager presso il MoMA. Di cosa ti occupi precisamente?</h3>
<p>Coordino un team di otto persone che lavora al design e produzione del sito web del MoMA, chioschi interattivi, schermi digitali e applicazioni su supporti mobili. Di recente abbiamo contribuito all&#8217;organizzazione degli aspetti più tecnici della mostra <strong>Talk to me</strong>, l&#8217;ultima mostra di design che ha inaugurato la scorsa settimana sull&#8217;interazione tra persone ed oggetti. Sto anche lavorando alla costruzione di un sito solo per i soci del museo, e alla creazione di una piattaforma collaborativa per un magazine online sull’arte contemporanea che sarà ospitato sul sito del MoMA. Ormai anche ogni aspetto del museo è collegato in qualche modo al digitale, quindi nel nostro dipartimento non ci si annoia mai.</p>
<div id="attachment_27888" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-27888" title="chiaraB" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/chiaraB.jpg" alt="chiaraB Oggi a New York: Chiara Bernasconi" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Todd Shalom / Tutti i diritti riservati a Elastic City</p></div>
<h3>:: Quale sezione del MoMA non ti stanchi mai di rivedere?</h3>
<p>Le sezioni di fotografia e design, perchè ci sono sempre rotazioni di nuove opere e ogni volta che riesco a fare un salto nelle gallerie trovo lavori che non conoscevo. Solo il 4% delle opere nella collezione del MoMA sono esposte nel museo.</p>
<h3>:: Fai parte anche del collettivo artistico <a href="http://www.linearossa.ws/">l-i-n-e-a-r-o-s-s-a</a>. Ce lo presenti?</h3>
<p><strong>l-i-n-e-a-r-o-s-s-a</strong> nasce dall&#8217;incontro con <a href="http://www.nuok.it/2010/09/oggi-a-new-york-francesca-divano/">Francesca Divano</a> e Sara Pettinella, come risposta ad un bisogno di proporre nuove prospettive artistiche attraverso un filo di idee e azioni che includono performance, installazioni, opere visive, installazioni di cibo, aperte a diverse variazioni a seconda delle materie, contesti, e condizioni.  Si è appena conclusa una doppia rassegna di screenings intitolata <a href="http://www.linearossa.ws/?p=316"><strong>Tempo</strong></a> scaturita da una riflessione sui ritmi della città. Ospiti della <strong>.NO gallery</strong>, abbiamo proiettato sulla vetrina della galleria su Houston Street video di artisti italiani e americani, e abbiamo invitato performers e musicisti a partecipare alle opening, per cui abbiamo creato delle food installations ad hoc. Abbiamo curato poi Contemporary Alchemy con opere di Andreco. La mostra, che chiuderà a fine mese, è incentrata <a href="http://www.linearossa.ws/?p=340">sul rapporto tra uomo, natura e sui suoi rituali</a>.</p>
<h3>:: Progetti futuri?</h3>
<p>Continuare a cercare un equilibrio tra progetti professionali e personali. Sicuramente ho intenzione di continuare a sviluppare collaborazioni per progetti creativi sul territorio. New York è il luogo ideale per sperimentare modalità creative e di collaborazione che sembrerebbero impossibili in altre città. In particolare perchè attrae le energie di artisti che se anche di passaggio da ogni parte del mondo hanno voglia di lasciare la loro impronta sulla città. Oltre al desiderio di creare un senso di comunità seppure temporanea e nomade, mi piacerebbe anche mantenere il confronto con l&#8217;Italia, magari organizzando una seconda residenza di artisti internazionali in Italia.</p>
<h3>:: Che cosa hai pensato la prima volta che hai visto New York?</h3>
<p>Che sarei dovuta ritornarci, questa volta a viverci, perchè è evidente che New York è un esperimento sociale incredibile, una città densa, piena di contrasti, di luoghi e persone eccezionali in ogni senso. Un anno vissuto a New York equivale a cinque in qualsiasi altra città.</p>
<h3>:: Il tuo fine settimana ideale a New York?</h3>
<p>Visto che durante la settimana i ritmi sono così intensi, il fine settimana preferisco trascorrerlo nel relax, un caffè o un brunch con un&#8217;amica e magari un pic nic nel tardo pomeriggio a Governors island. Anche se è vicinissima a Manhattan, prendere la ferry è già un po&#8217; come andare in vacanza.</p>
<div id="attachment_27889" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-27889" title="5924890645_f93636431c" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/5924890645_f93636431c.jpg" alt="5924890645 f93636431c Oggi a New York: Chiara Bernasconi" width="480" height="320" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Todd Shalom / Tutti i diritti riservati a Elastic City</p></div>
<h3>:: Posto preferito?</h3>
<p>Senza dubbio Coney Island, perchè è un luogo unico con quello che rimane della sua storia recente, luogo natale dei primi parchi di divertimento negli anni venti, e allo stesso tempo è il luogo americano per eccellenza, con i suoi contrasti estremi e l&#8217;accettazione di tutto ciò che è strano e fuori dalle norme. E&#8217; un posto così importante per me, che ho deciso di organizzare <a href="http://elastic-city.com/walks/we-and-our-shaaadows">un walk con l&#8217;organizzazione Elastic City</a>, proprio a Coney Island, sul tema delle ombre.<br />
</p>
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		<title>Oggi a New York: Giorgia Arcidiacono</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 05:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[francesca masoero]]></category>
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		<description><![CDATA[Giorgia Arcidiacono è una designer e creativa che qualche anno fa ha fondato Momo Galen, un marchio tutto italiano di cappelli, accessori e abiti. Lo stile è una fusione tra il glamour raffinato e chic degli anni ’30 e i colori pop e fosforescenti della pop art e di Jeff Koons, con New York sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Giorgia Arcidiacono è una designer e creativa che qualche anno fa ha fondato <a href=" www.momogalen.it">Momo Galen</a>, un marchio tutto italiano di cappelli, accessori e abiti. Lo stile è una fusione tra il glamour raffinato e chic degli anni ’30 e i colori pop e fosforescenti della pop art e di <a href="http://www.jeffkoons.com/">Jeff Koons</a>, con New York sempre nel cuore.</p></blockquote>
<h3><img class="alignnone size-full wp-image-25728" title="giorgia" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/giorgia.jpg" alt="giorgia Oggi a New York: Giorgia Arcidiacono" width="480" height="321" /></h3>
<h3><strong>:: Innanzitutto, presentati: chi è Giorgia Arcidiacono?</strong></h3>
<p>Giorgia Arcidiacono nasce a Foggia nel 1981 sotto il segno della Vergine e si trasferisce a Milano dalla Puglia con un desiderio nel cuore riuscire a realizzare un sogno &#8220;essere le sue idee&#8221;. Frequenta L&#8217;<a href="http://www.istitutomarangoni.com/home/welcome">Istituto Marangoni</a> con risultati entusiasmanti e prosegue il suo percorso lavorando presso alcune aziende di moda a Milano, queste esperienze la portano a capire che il suo desiderio può realizzarsi solo in un viaggio da sola realizzando accessori e cappelli!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-25729" title="N003" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/N003.jpg" alt="N003 Oggi a New York: Giorgia Arcidiacono" width="480" height="720" /></p>
<h3><strong>:</strong><strong>: A che cosa ti ispiri per i tuoi lavori e quali sono i tuoi punti di riferimento in ambito moda e design?</strong></h3>
<p>Il processo creativo è al centro della realizzazione dei miei lavori, nulla può esistere senza ricerca, elaborazione e sperimentazione. Tutto passa attraverso il filtro della sensibilità. Quello che faccio è rielaborare ogni elemento sociale e di costume rispettando i cari &#8220;vecchi&#8221; criteri di sviluppo di un’idea che nasce da uno spunto di realtà quotidiana e si trasforma poi nell’oggetto che più rappresenta il concetto stesso. Dalla vita alla sua sintesi in creazione di design.</p>
<p>Per quanto riguarda i miei punti di riferimento, direi innanzitutto Chanel nel periodo del suo esordio anni ‘30 e tutta la moda di quel periodo. Gli anni ’30 sono stati l’inizio di una rivoluzione per la moda contemporanea. Amo molto anche la fotografia dell&#8217;epoca, in particolare i lavori del surrealista Man Ray: un artista a mio avviso meraviglioso, estremamente elegante e innovativo.</p>
<h3><strong>:: Preferiresti creare un copricapo per Kate Middleton o per Lady Gaga?</strong></h3>
<p>Assolutamente Kate Middelton.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-25730" title="N004" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/N004.jpg" alt="N004 Oggi a New York: Giorgia Arcidiacono" width="480" height="720" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Se potessi invece vestire con uno dei tuoi abiti un personaggio New Yorkese (presente o passato, anche di fiction) chi sarebbe? Come mai?</strong><strong> </strong></h3>
<p>Sicuramente Sarah Jessica Parker, la fantastica Carrie Bradshaw di Sex and the City.<br />
Trovo che Carrie/SJP rappresenti l’emblema della donna contemporanea: libera, sempre in movimento ma con un senso moda davvero impeccabile. Una donna capace di legare i suoi look  ai momenti chiave della sua vita, rendendoli così sempre innovativi e memorabili.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-25732" title="N007" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/N007.jpg" alt="N007 Oggi a New York: Giorgia Arcidiacono" width="480" height="720" /></p>
<h3><strong>:: Che cos&#8217;è New York per te? </strong><strong>Cosa ti ispira della città?</strong></h3>
<p>New York è sicuramente una meta, un ideale, un punto d’arrivo. Questo innanzitutto perché si tratta di una realtà fluida e estremamente aperta alle nuove proposte.  Mi ispira la sua versatilità e la voglia che lì si respira, di scoprire realtà nuove sapendo accoglierle come proprie.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-25733" title="N002" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/N002.jpg" alt="N002 Oggi a New York: Giorgia Arcidiacono" width="480" height="720" /></p>
<h3><strong>:: New York è città di moda, arte, creatività. Che cosa &#8211; di tutto quanto accade nella grande mela- arriva anche in Italia? In quali modi?</strong><strong> </strong></h3>
<p><strong> </strong>La realtà è che, purtroppo, di tutto ciò in Italia arriva davvero poco. Noi italiani siamo molto più chiusi e difficilmente riusciamo ad accogliere ed integrare realtà molto diverse dalle nostre.</p>
<p>Ciò che percepiamo e facciamo nostro dell’America e del mitico “sogno americano” arriva quasi totalmente da film e serie tv ed è quindi finto, irreale, staccato dalla vita vera.<br />
</p>
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		<title>Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 17:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Spreafico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[eataly new york]]></category>
		<category><![CDATA[La Birreria]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Farinetti]]></category>
		<category><![CDATA[store manager di Eataly]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver intervistato Piero Alciati, responsabile della ristorazione Eataly Torino, parliamo oggi con Nicola Farinetti, store manager di Eataly New York. photo credit :: Ciao Nicola e benvenuto su Nuok! Ci racconti qualcosa di te? Ciao, mi chiamo Nicola Farinetti e sono il responsabile del progetto Eataly New York, oltre che essere il figlio di Oscar. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.nuok.it/2010/07/stelle-e-strisce-piero-alciati/">Dopo aver intervistato Piero Alciati</a>, responsabile della ristorazione Eataly Torino, parliamo oggi con Nicola Farinetti, store manager di <a href="http://www.nuok.it/2010/09/il-primo-tour-a-little-eataly-non-si-scorda-mai/">Eataly New York</a>.</p></blockquote>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26186" title="eataly0" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly0.jpg" alt="eataly0 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="322" /><br />
<a href="http://www.mondobirra.org/articolo2990.htm"><span style="color: #888888;">p</span><span style="color: #888888;">hoto credit</span></a></p>
<h3><strong><strong>:: Ciao Nicola e benvenuto su Nuok! Ci racconti qualcosa di te?</strong></strong></h3>
<p>Ciao, mi chiamo Nicola Farinetti e sono il responsabile del progetto Eataly New York, oltre che essere il figlio di Oscar. Ho 26 anni e vivo nella Big Apple ormai da una quindicina di mesi.</p>
<p>Sono piemontese, di Barolo, ed ho due fratelli, Francesco ed Andrea, con i quali fortunatamente collaboro molto, ma da lontano.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Qual è stato il tuo ruolo nell’apertura di Eataly sulla Fifth Avenue? E adesso di cosa ti occupi?</strong></h3>
<p>Sono uno dei responsabili del progetto e quindi il mio ruolo, a grandi linee, è stato proprio quello di aprire il negozio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26187" title="eataly1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly1.jpg" alt="eataly1 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="319" /><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/16989146@N06/5677293870/"><span style="color: #888888;">p</span><span style="color: #888888;">hoto credit</span></a></p>
<p>Insieme ai nostri soci e collaboratori di fiducia, una volta trovata la location, abbbiamo iniziato a “riempirla” di prodotti e persone, e finalmente <a href="http://www.nuok.it/2010/08/la-nuova-little-eataly-nel-cuore-di-manhattan/">il 31 agosto 2010 lo abbiamo inaugurato</a>.</p>
<p>Oggi mi occupo della gestione del punto vendita in tutti i suoi aspetti, in attesa di rientrare in Italia per aprire nuovi negozi, in particolare quello di Roma.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Qual è il segreto del successo di Eataly a New York? </strong></h3>
<p>Non ci sono segreti nel successo di Eataly a New York: è tutto banale e molto chiaro! Abbiamo fatto esattamente quello che facciamo in italia: unire mercato e ristorazione di alta qualità, cercando di essere sempre trasparenti ed… italiani, puntanto sulla biodiversità del nostro Paese e cercando di raccontare, ad esempio, come la Puglia sia incredibilmente diversa dal Piemonte.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26188" title="eataly2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly2.jpg" alt="eataly2 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="320" /><a href="http://www.flickr.com/photos/sammers05/5175645142/"><br />
<span style="color: #888888;">p</span><span style="color: #888888;">hoto credit</span></a></p>
<p>Fondamentale è il concetto di “informale ma autorevole”: Eataly è uno dei pochi luoghi di vendita, ristorazione e didattica autorevoli ma che vengono vissuti in maniera informale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Ci sono più clienti italiani o americani?</strong></h3>
<p>Naturalmente, essendo a New York, abbiamo molti più clienti americani che vengono a mangiare e fare la spesa anche tutti i giorni. Mi riempe però di gioia vedere tanti turisti italiani o italiani residenti a New York che vengono a trovarci e si sentono a casa.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26189" title="eataly3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly3.jpg" alt="eataly3 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="319" /><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/muyyum/5678967604/"><span style="color: #888888;">p</span><span style="color: #888888;">hoto credit</span></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Qual è il tuo angolo preferito di Eataly?</strong></h3>
<p>Non si chiede ad un genitore quale figlio ami di più: Eataly mi piace tutta!</p>
<p>Anche se probabilmente, adesso come adesso, la Birreria ha qualcosa in più. Ma forse, solo perchè è nuova!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26190" title="eataly4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly4.jpg" alt="eataly4 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="320" /><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/brixton/5858151131/"><span style="color: #888888;">p</span><span style="color: #888888;">hoto credit</span></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Parliamo appunto della Birreria, la new entry dell’anno. Com’è nata l’idea e perchè è così apprezzata?</strong></h3>
<p>La Birreria è semplicemente un luogo meraviglioso. Un ristorante su un rooftop, al quindicesimo piano, con annesso microbirrificio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26191" title="eataly5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly5.jpg" alt="eataly5 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="319" /></p>
<p>Il risultato? Offriamo l’opportunità di bere una birra artigianale non filtrata e non pastorizzata, prodotta a pochi metri da te, con il Flatiron e l’Empire State Building di fronte, davanti ad un’ottima quaglia al finocchio o ad una spalla di maiala alla birra…</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26192" title="eataly6" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly6.jpg" alt="eataly6 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="320" /></p>
<p>L’idea è ancora una volta semplice: era il concept che mancava al piano terra, un ristorante birrocentrico! E con amici birrai come Teo Musso, Leonardo di Vincenzo e Sam Calagione, costruire anche il birrificio è diventato automatico!</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Che tipo di birra servite?</strong></h3>
<p>Serviamo solo birre italiane e americane come Dogfish Head, Baladin e Birra del Borgo. Inoltre, le tre birre che produciamo noi.</p>
<p>Facciamo birra in CASK, spillata a pompa come in Inghilterra. In pratica facciamo rifermentare la birra nel fusto donandole una gasatura lieve e naturale… buonissima!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26193" title="eataly7" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly7.jpg" alt="eataly7 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="322" /><a href="http://www.flickr.com/photos/ultraclay/5840897427/"><br />
<span style="color: #888888;">p</span><span style="color: #888888;">hoto credit</span></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Ci sono altre novità per il futuro?</strong></h3>
<p>Prima di tutto Roma, il nostro negozio più grande: 18000 mila metri quadrati, situato nella Stazione Ostiense, di fianco alla piramide. Speriamo di inaugurarlo prima di Natale!</p>
<p>Poi in Italia ne apriremo molti altri ancora e introdurremmo anche nuovi format, come La Maccaroneria Afeltra che sarà una novità di Torino: ristorante e vendita dedicati alla pasta di Gragnano e dintorni.</p>
<p>Negli Stati Uniti è troppo presto per parlare di progetti nuovi… ma abbiamo molte cose in mente!</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>:: Qual è il tuo posto preferito a New York? A parte Eataly, ovviamente&#8230;</strong></h3>
<p>Adoro New York, mi piace moltissimo e mi piace tutta. Ultimamente la sto girando tanto perchè sto provando a fare un po’ di bicicletta. Per quanto riguarda a ristoranti, a parte tutti quelli di Mario, Lidia e Joe, che apprezzo moltissimo, sono fan della <a href="http://www.gramercytavern.com/">Gramercy Tavern</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26194" title="eataly8" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly8.jpg" alt="eataly8 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="360" /><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/dougletterman/465598877/"><span style="color: #888888;">p</span><span style="color: #888888;">hoto credit</span></a></p>
<p>Parlando invece di luoghi della città, sono innamorato del lungo fiume: il giornale, letto lì, ha un altro gusto.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26195" title="East River and UN  (Roosevelt Is, NY; Dec 2006)" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/eataly9.jpg" alt="eataly9 Oggi a New York: Nicola Farinetti, store manager di Eataly" width="480" height="343" /><a href="http://www.flickr.com/photos/26098838@N08/3169347938/"><br />
<span style="color: #888888;">p</span><span style="color: #888888;">hoto credit</span></a><br />
</p>
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		<title>Oggi a New York: Tommaso Rosati</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 16:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[fashion blog]]></category>
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		<description><![CDATA[Tommaso Rosati disegna magliette che sembrano graffiti e altre che paiono delle emanazioni fashion dei simboli di New York. Il suo brand si chiama GLAM Clòthing e lui –pensate- non ha neanche 18 anni. :: Ciao Tommaso e benvenuto su Nuok. Tu sei un designer decisamente precoce: GLAM Clòthing l’hai progettata a 16 anni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tommaso Rosati disegna magliette che sembrano graffiti e altre che paiono delle emanazioni fashion dei simboli di New York. Il suo brand si chiama <a href="http://www.glamclothingstore.bigcartel.com/">GLAM Clòthing</a> e lui –pensate- non ha neanche 18 anni.</p></blockquote>
<p><strong> </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26081" title="tommaso GLAM" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/tommaso-GLAM.jpg" alt="tommaso GLAM Oggi a New York: Tommaso Rosati" width="480" height="640" /></p>
<h3><strong>:: Ciao Tommaso e benvenuto su Nuok. Tu sei un designer decisamente precoce: GLAM Clòthing l’hai progettata a 16 anni e il tuo stile è un mix di colori e ironia. Sei insomma un creativo dall’animo pop! Ci racconti un po’ di te?</strong></h3>
<p>Dunque, mi chiamo Tommaso Rosati, vivo a Napoli e sono il fondatore del brand <a href="http://www.glamclothingstore.com/">GLAM Clòthing</a>. Le mie collezioni si ispirano a immagini fumettistiche, rielaborate attraverso il filtro della mia fantasia. A ciò si aggiunge l’incredibile stimolo creativo che mi arriva da tutto ciò che generalmente circonda la mia quotidianità. Qualsiasi oggetto (un taxi, un paio di occhiali, un muffin o un tappo di una lattina) può infatti diventare qualcosa di veramente speciale.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26080" style="border: 0pt none;" title="taxi" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/taxi.png" alt="taxi Oggi a New York: Tommaso Rosati" width="450" height="400" /></p>
<p>In un certo senso poi, le mie creazioni nascono nel caos, nei rumori e nei colori delle grandi città. Come Napoli, ma anche come New York!</p>
<h3><strong>:: Che cos&#8217;è New York per te?</strong></h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>È la Città dei sogni e delle opportunità. La città dei giovani e della moda. E poi è anche la città che tra poco ci aspetta: proprio questa estate ci recheremo nella mitica Grande Mela per scattare un po’ di foto con le nostre t-shirt per la nuova campagna promozionale.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-26082" style="border: 0pt none;" title="24577_101603199875202_100000765673551_40797_4803984_n" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/24577_101603199875202_100000765673551_40797_4803984_n-281x300.jpg" alt="24577 101603199875202 100000765673551 40797 4803984 n 281x300 Oggi a New York: Tommaso Rosati" width="232" height="247" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-26083" style="border: 0pt none;" title="39455_181776068506195_181771905173278_650753_2388756_n" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/39455_181776068506195_181771905173278_650753_2388756_n-300x300.jpg" alt="39455 181776068506195 181771905173278 650753 2388756 n 300x300 Oggi a New York: Tommaso Rosati" width="242" height="242" /></p>
<h3><strong>:: Un luogo di NYC che ti affascina e ti ispira?</strong></h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sicuramente il quartiere della moda (il Fashion District) e poi Soho e poi tutta Manhattan, affollata dai Taxi, dalle mille luci colorate e dalla gente di etnie diverse che vive, lavora, scherza, fa shopping, si diverte.</p>
<p>È proprio a NYC che mi sono ispirato per la creazione di alcune delle mie t-shirt.</p>
<h3><strong>:: La moda a New York: quali sono le linee di tendenza e le innovazioni che questa città ha saputo scovare e portare avanti?</strong></h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>New York è il centro da cui parte tutto o quasi. Basti pensare alle t-shirt oppure ai jeans: capi di vera tendenza il cui uso in ambito fashion e glam è partito proprio da New York e da lì si è poi diffuso in tutto il mondo, trasformandosi in “must”.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26084" style="border: 0pt none;" title="155352_181776145172854_181771905173278_650757_8242650_n" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/155352_181776145172854_181771905173278_650757_8242650_n.jpg" alt="155352 181776145172854 181771905173278 650757 8242650 n Oggi a New York: Tommaso Rosati" width="340" height="400" /></p>
<p>NYC è dunque sicuramente uno dei pochi luoghi del in cui la moda accade, si spande e si impone.<br />
</p>
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		<title>Oggi a New York: Marco Scozzaro</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 18:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[:: Benvenuto su Nuok, Marco! Ci racconti qualcosa di te? Che cosa ti porta oltreoceano? Ho origini siciliane ma sono cresciuto in diverse città italiane stabilendomi a Modena. Sono sempre stato attratto da NY e da tutto ciò che ha sempre rappresentato, per quanto riguarda la musica l&#8217;arte e la cultura, ma non ho mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25740" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25740 " title="scozzaro_selfportrait" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/scozzaro_selfportrait.jpg" alt="scozzaro selfportrait Oggi a New York: Marco Scozzaro" width="480" height="608" /><p class="wp-caption-text">Marco Scozzaro | photographer</p></div>
<h3>:: Benvenuto su Nuok, <a href="http://www.marcoscozzaro.com/">Marco</a>! Ci racconti qualcosa di te? Che cosa ti porta oltreoceano?</h3>
<p>Ho origini siciliane ma sono cresciuto in diverse città italiane stabilendomi a Modena. Sono sempre stato attratto da NY e da tutto ciò che ha sempre rappresentato, per quanto riguarda la musica l&#8217;arte e la cultura, ma non ho mai valutato seriamente l&#8217;opportunità di trasferitemi finché sono stato invitato dalla School of Visual Arts, per una residenza d&#8217;artista. Vivo qui da quasi un anno e per il momento non ho intenzione di tornare in Italia.</p>
<div id="attachment_25741" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25741 " title="scozzaro_semidetached_01" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/scozzaro_semidetached_01.jpg" alt="scozzaro semidetached 01 Oggi a New York: Marco Scozzaro" width="480" height="608" /><p class="wp-caption-text">Marco Scozzaro | photographer</p></div>
<h3>:: C&#8217;è qualcosa che proprio non ti aspettavi di New York e che ti ha lasciato a bocca aperta?</h3>
<p>Sentirmi a casa. Ho sempre sentito parlare di un certo tipo di mood che ri respira da queste parti, ma viverlo è stato davvero una sorpresa. Soprattutto dopo un’esperienza di quasi tre anni a Milano, che per certi versi è agli antipodi&#8230;</p>
<h3>:: Il 23 giugno 2011 verrà inaugurata una mostra alla Spencer Brownstone Gallery a Soho con alcuni tuoi lavori. Che cosa dobbiamo aspettarci?</h3>
<p>Joyride è una mostra collettiva a cui un gruppo di artisti è stato invitato a partecipare con un contributo riguardante il mondo delle biciclette. Io esporrò due foto scattate a Chenzo nel suo garage-officina, un personaggio storico a Modena, già ciclista, costruttore di telai e punto di riferimento per tutta la comunità ciclistica locale da sempre. La mostra fa parte del Bicycle Film Festival, una celebrazione delle biciclette attraverso film, arte e musica. Una realtà indipendente, fondata a New York da Brend Barbur, che ormai ha raggiunto livello internazionale con edizioni in 26 paesi.  Per il programma completo del festival e per l’elenco di tutti gli artisti alla mostra potete visitare il sito <a href="http://www.bicyclefilmfestival.com/">www.bicyclefilmfestival.com</a></p>
<div id="attachment_25742" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25742 " title="scozzaro_semidetached_03" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/scozzaro_semidetached_03.jpg" alt="scozzaro semidetached 03 Oggi a New York: Marco Scozzaro" width="480" height="608" /><p class="wp-caption-text">Marco Scozzaro | photographer</p></div>
<h3>:: Ci consigli un&#8217;altra galleria d&#8217;arte di New York da non perdere?</h3>
<p>Non è facile scegliere una sola galleria visto che a NY ce ne sono circa 450&#8230; Mi piacciono molto le programmazioni di Yossi Milo, Luhring Augustine, Paula Cooper, Elizabeth Dee, Bruce Siverstein, Lombard-Freid Projects, David Zwirner, Aperture, Tanya Bonakdar, Yancey Richardson. Un altro dei posti assolutamente da vedere è Dia: Beacon, ad un&#8217;oretta dalla City, lo spazio dedicato all&#8217;arte contemporanea più incredibile che abbia mai visto.</p>
<div id="attachment_25743" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25743 " title="scozzaro_semidetached_04" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/scozzaro_semidetached_04.jpg" alt="scozzaro semidetached 04 Oggi a New York: Marco Scozzaro" width="480" height="610" /><p class="wp-caption-text">Marco Scozzaro | photographer</p></div>
<h3>:: Da dove prendi ispirazione per i tuoi lavori?</h3>
<p>L&#8217;ispirazione per i miei lavori viene da cose molto semplici e quotidiane. Sono molto interessato ad esplorare le dinamiche interpersonali e le sovrastrutture culturali che creiamo quotidianamente. Pur essendo connotati in maniera concettuale la maggior parte dei mie lavori ha una natura molto personale.</p>
<div id="attachment_25744" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25744 " title="scozzaro_semidetached_05" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/scozzaro_semidetached_05.jpg" alt="scozzaro semidetached 05 Oggi a New York: Marco Scozzaro" width="480" height="608" /><p class="wp-caption-text">Marco Scozzaro | photographer</p></div>
<h3>:: Italia vs America: come cambia l&#8217;approccio alla fotografia e all&#8217;arte in generale?</h3>
<p>Ho avuto modo di notare un approccio più strutturato alla figura dell&#8217;artista, sicuramente più professionale. Mi ha colpito molto il dialogo e l’apertura mentale, nonché l’esistenza di una solida comunità artistica di riferimento, anziché piccole realtà isolate che faticano a dialogare fra loro. Dal mio punto di vista, avere la possibilità di confrontarmi con artisti americani che ho sempre stimato è stato assolutamente importante. Per il particolare percorso che ho seguito è stata fondamentale la critica ma allo stesso tempo l&#8217;apertura che ho notato qui a NY. Non provengo da una realtà artistica accademica, ma avere avuto la possibilità di inserirmi nel dibattito culturale attraverso un’importante istituzione come l&#8217;SVA è stato fondamentale per aggiungere rigore critico alle cose che faccio.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-25745" title="scozzaro_semidetached_08" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/scozzaro_semidetached_08-236x300.jpg" alt="scozzaro semidetached 08 236x300 Oggi a New York: Marco Scozzaro" width="239" height="303" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-25746" title="scozzaro_semidetached_11" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/scozzaro_semidetached_11-236x300.jpg" alt="scozzaro semidetached 11 236x300 Oggi a New York: Marco Scozzaro" width="239" height="304" /></p>
<h3>:: Fai base a Brooklyn: quale è il quartiere da non perdere?</h3>
<p>Vivo a Williamsburg e nonostante i nuovi condo che imperano e i manipoli di hipster è un quartiere dove mi trovo benissimo. Sono stato ospitato qui da una mia amica al mio arrivo e non mi sono più mosso.</p>
<h3>:: Il tuo prossimo progetto.</h3>
<p>Da quando sono a New York sto lavorando ad un progetto che si chiama <a href="http://www.marcoscozzaro.com/semidetached.html">Semi-Detached</a> a cui mi dedicherò per ancora un pò di tempo. Mi piacerebbe poterne realizzarne un libro, ma si vedrà.</p>
<p><strong>Link<br />
</strong><a href="http://www.marcoscozzaro.com">www.marcoscozzaro.com</a><br />
</p>
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		<title>Oggi a New York: Guy Rabut, il liutaio di New York</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 12:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Staglianò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[Guy Rabut]]></category>
		<category><![CDATA[violini a New York]]></category>

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		<description><![CDATA[:: Ciao Guy, benvenuto su Nuok! Raccontaci qualcosa di te. Sono cresciuto in una famiglia di artisti e musicisti. Mia madre suonava il violino e mio padre era un artista visivo. Dunque l’ambiente ideale per scoprire l’arte della liuteria, che è la perfetta combinazione di musica e scultura. E poi ho studiato il violoncello, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>:: Ciao <a href="http://www.rabutviolins.com/maker.htm">Guy</a>, benvenuto su Nuok! Raccontaci qualcosa di te.</h3>
<p>Sono cresciuto in una famiglia di artisti e musicisti. Mia madre suonava il violino e mio padre era un artista visivo. Dunque l’ambiente ideale per scoprire l’arte della liuteria, che è la perfetta combinazione di musica e scultura. E poi ho studiato il violoncello, e questa esperienza mi ha aiutato a comprendere le esigenze dei musicisti con cui lavoro. Cerco sempre di creare lo strumento perfetto per chi me lo commissiona.</p>
<div id="attachment_25632" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25632" title="laredo_violini_01" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/laredo_violini_01.png" alt="laredo violini 01 Oggi a New York: Guy Rabut, il liutaio di New York" width="480" height="320" /><p class="wp-caption-text">anima - photo credit: laredomontoneri.com</p></div>
<h3>:: Quando e perché hai cominciato a creare violini?</h3>
<p>L’interesse per la liuteria è nato dal fatto che suonavo il violoncello. Ho cominciato facendo piccole riparazioni al mio strumento, ma ho capito presto che avevo bisogno di una preparazione adeguata, e così ho frequentato una scuola per liutai, e in seguito ho lavorato per cinque anni con un maestro liutaio. Posso dire che in quel laboratorio ho proseguito i miei studi, affinando la mia conoscenza non solo nella fabbricazione degli strumenti, ma anche nella ricerca dei suoni migliori.</p>
<h3>:: Nella tua carriera non hai solo creato strumenti, ma li hai anche restaurati. Come restauratore hai avuto il privilegio di lavorare su molti strumenti italiani di gran pregio, suonati dai più famosi musicisti mondiali. Perché gli strumenti italiani sono così speciali?</h3>
<p>Il violino è nato in Italia. I migliori violini, viole e violoncelli del periodo classico sono stati creati a Cremona, Brescia e Venezia, più o meno fra la metà del XVIo secolo e il 1750. La maggior parte degli strumenti creati in seguito si ispirano proprio a quei grandi modelli italiani. L’estetica barocca era nel pieno del suo fulgore in Italia, soprattutto nel campo dell’arte e della musica, e le curve e il design dei violini dell’epoca sono un perfetto prodotto della sensibilità di quel tempo.</p>
<div id="attachment_25633" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25633" title="laredo_violini_02" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/laredo_violini_02.png" alt="laredo violini 02 Oggi a New York: Guy Rabut, il liutaio di New York" width="480" height="318" /><p class="wp-caption-text">anima - photo credit: laredomontoneri.com</p></div>
<h3>:: A partire dal 1992 hai deciso di focalizzarti esclusivamente sulla creazione di nuovi strumenti. Come mai?</h3>
<p>Restaurare strumenti di pregio è un metodo eccezionale per conoscere da vicino il modo di lavorare e le tecniche dei grandi liutai del passato. Permette inoltre di studiare e comprendere la fondazione estetica che ha generato tale bellezza ed eleganza. Ma dopo vari anni in cui ho sia restaurato che creato strumenti, mi sono reso conto che l’entusiasmo di creare nuove voci e di lasciare il mio marchio sui violini del futuro era il vero percorso che volevo intraprendere. Come in ogni disciplina, tanto maggiore è il tempo che dedichi allo sviluppo del mestiere, tanto più grande sarà la ricompensa. E comunque, anche se sono impegnato a tempo pieno nella creazione di nuovi strumento, non perdo mai d’occhio il lavoro di restauratore.</p>
<div id="attachment_25634" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25634" title="laredo_violini_03" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/laredo_violini_03.png" alt="laredo violini 03 Oggi a New York: Guy Rabut, il liutaio di New York" width="480" height="319" /><p class="wp-caption-text">anima - photo credit: laredomontoneri.com</p></div>
<h3>:: Tu crei violini, viole e violoncelli. Hai una preferenza fra questi strumenti? E se sì, quale?</h3>
<p>Anche se ho studiato il violoncello, ho uguale passione per tutti i membri della famiglia degli archi. Ogni strumento presenta una sfida unica, poiché dovrai trovare la voce adatta a quello strumento, e quello solamente. Posso però dire che le viole e i violoncelli danno più possibilità di scelta, sia riguardo il tipo di legno da usare, che le dimensioni.</p>
<h3>:: Vivi a New York da oltre trent’anni: qual è il tuo rapporto con la città?</h3>
<p>New York City è un posto vibrante, emozionante, con un’offerta culturale davvero infinita. Ogni sera della settimana ci sono concerti imperdibili. Musicisti e artisti da tutto il mondo visitano New York o ci passano una parte della loro vita. E’ veramente una grande fonte d’ispirazione essere circondati da così tanti musicisti di fama, così come è importante la presenza di scuole prestigiose. Molti dei giovani musicisti di oggi, per esempio, scelgono uno strumento contemporaneo per le loro esibizioni.</p>
<div id="attachment_25635" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25635" title="laredo_violini_04" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/laredo_violini_04.png" alt="laredo violini 04 Oggi a New York: Guy Rabut, il liutaio di New York" width="480" height="318" /><p class="wp-caption-text">anima - photo credit: laredomontoneri.com</p></div>
<h3>:: Se diciamo Italia, tu dici…?</h3>
<p>… Cibo fantastico, vino eccezionale, grande arte, bellissima musica, un incredibile senso di appartenenza alla storia… E certamente, il violino! Grazie mille!</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;"><strong>Sito uffiale<br />
</strong><a href="http://www.rabutviolins.com/maker.htm" target="_blank">www.rabutviolins.com</a><br />
<strong><br />
Photo credit</strong><br />
<a href="http://www.laredomontoneri.com/album/anima">www.laredomontoneri.com/album/anima</a></span></p>

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		<title>Oggi a New York: Giulio Serafini</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 10:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Serafini]]></category>

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		<description><![CDATA[:: Benvenuto su Nuok, Giulio! Ci racconti qualcosa di te in breve? Ciao Nuok! Sono un animatore, cartoonist e grafico che viene dal Friuli &#8211; precisamente da Casarsa, paese pasoliniano. Fin da piccolo avevo una certa passione per il disegno e per il fumetto. Influenzato da mio padre (ottimo disegnatore) e sempre spinto dai miei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone size-full wp-image-25473" style="border: 0pt none;" title="me" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/me.jpg" alt="me Oggi a New York: Giulio Serafini" width="480" height="852" /></h3>
<h3>:: Benvenuto su Nuok, <a href="http://giulioserafini.com/">Giulio</a>! Ci racconti qualcosa di te in breve?</h3>
<p>Ciao Nuok! Sono un animatore, cartoonist e grafico che viene dal Friuli &#8211; precisamente da Casarsa, paese pasoliniano. Fin da piccolo avevo una certa passione per il disegno e per il fumetto. Influenzato da mio padre (ottimo disegnatore) e sempre spinto dai miei genitori, ho cominciato vari studi nel campo artistico. Poco dopo la maturità mi sono spostato a Firenze per affinare le mie conoscenze nel campo dell&#8217;animazione e infine sono venuto nella Big Apple, spinto dal desiderio di rinnovarmi&#8230;</p>
<h3>:: Qual è la cosa che ti ha lasciato più stupito di New York la prima volta?</h3>
<p>Di solito chi viene in una città come questa, da un paesino di campagna o da un luogo con centro storico, viene colto di sorpresa dall&#8217;immensità del paesaggio, dei grattacieli, delle strade. Si rimane increduli nel  vedere tutti quei loghi vissuti solamente attraverso il grande schermo. Per assurdo ciò che mi ha stupito è stato il non rimanere esterrefatto, come se in una vita precedente avessi vissuto in questa città.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-25474" title="sketch 1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/sketch-1.jpg" alt="sketch 1 Oggi a New York: Giulio Serafini" width="480" height="166" /></p>
<h3>:: Quali sono i dettagli che rendono unica questa città?</h3>
<p>La sua energia la rende unica. Gli incontri che si fanno sono sempre incredibili; mi capita spessisimo di incotrare amici per strada (in una citta di 9 milioni di persone sembrerebbe impossibile). Non credo nella casualità degli eventi&#8230;</p>
<h3>:: Che cosa ti attira di più delle persone che incontri in metro?</h3>
<p>La metro sta diventando l&#8217;incubatrice di tutti i miei personaggi. Sketcho la varietà piu incredibile di razze e situazioni. Mi attira la loro bellezza (non quella estetica), le loro attitudini, le loro storie. Mi capita spesso di parlare proprio con la persona che avevo sketchato poco prima e imparare qualcosa.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-25475" title="sketch 2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/sketch-2.jpg" alt="sketch 2 Oggi a New York: Giulio Serafini" width="480" height="763" /></p>
<h3>:: Qual è il quartiere che consiglieresti ad un nostro lettore curioso?</h3>
<p>Brooklyn Heights, Williamsburg e visto che rimaniamo a Brooklyn, Bay Ridge&#8230; così passate a trovarmi.</p>
<h3>:: Se dovessi importare qualcosa a New York dell&#8217;Italia, che cosa sarebbe?</h3>
<p>Formaggi! Basti sapere che quando sono tornato dall&#8217;Italia ne avevo una mezza valigia piena. Sicuramente la qualità del cibo&#8230; New York trovi tutti i cibi che vuoi, ma manca la qualità e genuinità dei nostri prodotti. Il modo di stare a tavola, la sua cultura della condivisone sacra. Il bidet&#8230;</p>
<h3>:: Il tuo posto preferito nella City.</h3>
<p>I miei posti preferiti&#8230; c&#8217;è troppa scelta! Ad esempio lavoro spesso in giro per la città e mi divido in tre o quattro posti. Il B cup nel Village, Ace Hotel sulla 29ma a est, il Milux a SoHo&#8230; Per la sera non ne parliamo poi! Vado dai locali più dark come il 3 of Cups o il Double Dragon (zona east village) a locali più sobri come l&#8217;Oficina Latina (Soho) o l&#8217;Angels Share (S. Mark) &#8211; ma il mio posto preferito in assoluto rimane Union Square: lì vedi di tutto, dai migliori artisti di strada ai pillow fights.</p>
<p><strong>Link</strong><br />
<a href="http://giulioserafini.com">giulioserafini.com</a><br />
</p>
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		<title>Oggi a New York: Alessandro Ronfini</title>
		<link>http://www.nuok.it/2011/05/oggi-a-new-york-alessandro-ronfini/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 08:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Ronfini]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[:: Benvenuto su Nuok, Alessandro! Ci racconto in breve di te? Ciao Nuok! Mi chiamo Alessandro Ronfini, ho 27 anni e sono un architetto. Vengo da Treviso, ho studiato a Venezia e Bruxelles e dopo quasi due anni di lavoro in Danimarca, in una calda giornata di fine settembre, mi sono svegliato in un appartamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>:: Benvenuto su Nuok, Alessandro! Ci racconto in breve di te?</h3>
<p>Ciao Nuok! Mi chiamo Alessandro Ronfini, ho 27 anni e sono un architetto. Vengo da Treviso, ho studiato a Venezia e Bruxelles e dopo quasi due anni di lavoro in Danimarca, in una calda giornata di fine settembre, mi sono svegliato in un appartamento di Manhattan.</p>
<h3>:: Che cosa è il progetto <a href="http://www.big.dk/projects/w57/">West 57th</a>?</h3>
<p>In Danimarca ho lavorato in uno studio di architettura dal nome forse un poco egocentrico ma sicuramente facile da ricordare e noto agli addetti ai lavori, <a href="http://www.big.dk/">BIG</a>. Qui ho iniziato ben presto a lavorare ad un progetto di appartamenti a Manhattan, un edificio nuovo, innovativo e dalla forma inusuale, appunto il West57. Ad un anno di distanza questo progetto sta diventando realtà, BIG ha aperto uno studio a New York ed io sono qui assieme ad altri giovani architetti provenienti da mezzo mondo per costruire questo edificio!</p>
<div id="attachment_24876" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-24876" title="1297114762-w57-image-by-big-01-528x393" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/1297114762-w57-image-by-big-01-528x393.jpg" alt="1297114762 w57 image by big 01 528x393 Oggi a New York: Alessandro Ronfini" width="480" height="357" /><p class="wp-caption-text">Courtesy of BIG</p></div>
<p>La forma asimmetrica di questo palazzo nasce dalla volontà di creare un edificio che unisse in qualcosa di nuovo l&#8217;efficienza del grattacielo americano e la qualità della vita degli edifici a corte europei. I futuri fortunati abitanti di questo palazzo non solo godranno di terrazzi privati con vista sull&#8217; Hudson River ma saranno tra i pochissimi a New York ad avere a loro disposizione un grande parco privato dove prendere il sole, organizzare un barbecue o giocare all&#8217;aria aperta.</p>
<div id="attachment_24879" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-24879  " title="1297114771-w57-image-by-big-04-1000x625" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/1297114771-w57-image-by-big-04-1000x625.jpg" alt="1297114771 w57 image by big 04 1000x625 Oggi a New York: Alessandro Ronfini" width="480" height="300" /><p class="wp-caption-text">Courtesy of BIG</p></div>
<p>Alcuni vedono questo edificio come una piramide, per altri somiglia ad una montagna, io che sono innamorato del mare, lo vedo come una vela e la sua vicinanza all&#8217;acqua certo aiuterà questa interpretazione, basta aspettare circa 4 anni e ognuno potrà dire la sua.. Certo è che nessuno dirà che somiglia ad un grattacielo!</p>
<div id="attachment_24878" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-24878" title="1297114765-w57-image-by-big-02-528x299" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/1297114765-w57-image-by-big-02-528x299.jpg" alt="1297114765 w57 image by big 02 528x299 Oggi a New York: Alessandro Ronfini" width="480" height="271" /><p class="wp-caption-text">Courtesy of BIG</p></div>
<h3>:: Qual è il tuo palazzo preferito a New York?</h3>
<p>Credo di doverlo ancora scoprire! Sono innamorato dell&#8217;Empire State Building, ed ancor più del Chrysler, ma anche della Hearst Tower e del Guggenheim di Frank Lloyd Wright. Ma un paio di settimane fa ho scoperto lo splendido spazio del Park Avenue Armory, un gioiello che ignoravo completamente. Spero sinceramente di continuare ad essere sorpreso da questa città, di scoprire ogni giorno cose nuove e di non riuscire mai a rispondere a questa domanda&#8230;</p>
<h3>:: Europa versus Stati Uniti: chi vince? Perché?</h3>
<p>Ora come ora vince la mentalità europea caricata dall&#8217;energia, dagli stimoli e dalle opportunità continue offerte dagli Stati Uniti, o perlomeno da New York. Ora sono contento di essere qui e non vorrei essere in nessun altro posto ma non credo che ci rimarrò per sempre, a lungo andare credo mi mancheranno l&#8217;atmosfera calda e romantica dei caffè del nord europa, il mangiare a casa senza prima essere passato al take away, il bere una birra all&#8217;aria aperta ed altre piccole cose che rendono forse meno efficiente ma anche meno stressante la vita nel vecchio continente&#8230;</p>
<h3>:: C&#8217;è qualcosa che ti ha veramente stupito di questa città?</h3>
<p>Il caffè. Ancora devo imparare a berlo camminando, mi macchio sempre, non capisco come facciano i newyorkesi&#8230; Ma poco male, continuo a preferire l&#8217;entrare in un bar a bere un espresso!</p>
<p>E soprattutto le persone. A New York ogni specie del bestiario umano ha un suo degno rappresentante, ogni qualità, ogni vizio, ogni virtù, ogni perversione ha chi la incarna e la manifesta pubblicamente senza pudori. Se si cammina guardando ai volti di chi ti passa affianco non ci si annoia mai! Qualche giorno fa camminando vicino a casa da una porta di una abitazione è uscito un afroamericano vestito da pellerossa che ha iniziato a danzare ed ululare come un ossesso. C&#8217;era chi scattava foto, chi lo seguiva nel suo ballo, una coppia composta ne sparlava nascondendo la bocche con le mani, altri passavano oltre facendo finta di niente, c&#8217;era chi rideva a crepapelle e chi con un gesto della mano dava ad intendere che dei matti era ormai stanco. Ed in tutto questo quel personaggio continuava il suo show, con chissà quale intenzione, se mai ne avesse una..</p>
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<p><a href="http://vimeo.com/19661303">W57 &#8211; West 57th Residential Building</a> from <a href="http://vimeo.com/user1395824">BIG</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h3>:: Il tuo posto del cuore nella City.</h3>
<p>Adoro correre in bicicletta lungo l&#8217;Hudson river, nel west side, è una zona che è stata completamente trasformata negli ultimi anni creando un parco lineare che, dilatandosi e restringendosi a più riprese, percorre l&#8217;isola di Manhattan per tutta la sua lunghezza. Per me è il posto ideale per scaricarmi dallo stress della città, per godere di New York da una prospettiva leggermente diversa, dove il rumore dei clacson e della metropolitana è solo un eco che assorbito dal verde che ti circonda ricorda ancora una volta gli infiniti contrasti della città e gli infiniti motivi per amarla e non sopportarla allo stesso tempo.</p>
<p><span style="color: #888888;"><strong><em>Link W57 in mostra alla NYU</em></strong></span><br />
<a href="http://www.gdnyu.com/index.html">www.gdnyu.com</a><br />
</p>
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