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	<title>nuok &#187; MOVIE</title>
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		<title>Anteprima da New York: Hanna</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 18:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Staglianò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose pazze]]></category>
		<category><![CDATA[MOVIE]]></category>
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		<category><![CDATA[Hanna]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cervo corre fra gli alberi innevati di una foresta. Una ragazzina lo osserva; in mano ha un arco di legno. Il cervo si ferma e una freccia lo trafigge: era una battuta di caccia, e la ragazzina ha vinto. Va a controllare l’animale, e alle sue spalle arriva un uomo: “Sei morta”, le dice. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-25556" title="hanna01" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/hanna01.png" alt="hanna01 Anteprima da New York: Hanna" width="480" height="255" /></p>
<p>Un cervo corre fra gli alberi innevati di una foresta. <strong>Una ragazzina lo osserva</strong>; in mano ha un arco di legno. Il cervo si ferma e una freccia lo trafigge: era una battuta di caccia, e la ragazzina ha vinto. Va a controllare l’animale, e alle sue spalle arriva un uomo: “Sei morta”, le dice. “Ti ho ucciso io”. <strong>Questa volta era lei il target, e ha perso.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-25557" title="hanna02" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/hanna02.png" alt="hanna02 Anteprima da New York: Hanna" width="480" height="265" /><br />
</strong></p>
<p><strong>La ragazzina si chiama Hanna</strong>; l’uomo Erik, ed è suo padre. Siamo in Finlandia, ai giorni d’oggi, ma potrebbe essere benissimo cento anni fa. <strong>I due vivono in una capanna, senza elettricità</strong>: cucinano il cibo su un braciere, e leggono libri alla luce delle candele. Hanna conosce svariate lingue e sa un sacco di cose su tutte le città del mondo, ma non le ha mai visitate: da che ha memoria, è sempre vissuta col padre, in quella capanna. E per tutta la vita, <strong>il padre l’ha sottoposta a un continuo addestramento</strong>: esercizi fisici, caccia, lotta, sparare, simulare accenti diversi. Ci sono pochi dubbi: Hanna è una guerriera. Ma contro chi deve combattere? <strong>E per cosa?</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-25558" title="hanna03" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/hanna03.png" alt="hanna03 Anteprima da New York: Hanna" width="480" height="277" /><br />
</strong></p>
<p>Un giorno, superato l’ennesimo test a sorpresa, il padre dice ad Hanna che è pronta per la sua missione. Le porta un radar, il primo vero segno di modernità da quando è cominciato il film. <strong>C’è un bottone da premere: </strong>quando lo avrà fatto, la caccia avrà inizio. Da una parte lei, Hanna. Dall’altra <strong>Marissa, la donna che ha ucciso sua madre.</strong> Marissa è un agente dell’FBI, così come lo era Erik prima di eclissarsi con la figlia. E’ una storia di vendetta, dunque, e sarà Hanna a lanciare la sfida:<strong> premerà quel bottone, attirerà a sé Marissa e l’intera FBI.</strong> Erik la aspetterà a Berlino, dove finalmente la famiglia potrà riunirsi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-25559" title="hanna04" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/hanna04.png" alt="hanna04 Anteprima da New York: Hanna" width="480" height="272" /></p>
<p><strong>“Hanna” è un action movie tiratissimo</strong>, con un ritmo eccezionale – scandito dalle musiche acidissime dei Chemical Brothers – e una forte impronta estetica da parte del regista; gli scenari cambiano continuamente, si passa<strong> dal gelo artico al deserto del Marocco</strong>, per arrivare nella piovosa Berlino. Uno dei set che avrà più importanza nella storia è lo Spreepark, un parco giochi berlinese filmato in modo da apparire <strong>grottesco, pauroso e straniante</strong>, e la scelta non ci sembra affatto casuale: potremmo dire che l’intero film è come un giro sulle montagne russe, fra accelerate improvvise, frenate brusche, e pericolosi giri della morte. Ma ci piace sottolineare che non è semplicemente una giostra, <strong>è anche una storia umana</strong>: questa non è solo la missione di Hanna, ma è anche la prima volta che vede il mondo reale. Il film, dunque, è anche un – nerissimo – romanzo di formazione, in cui <strong>la nostra eroina scopre sentimenti quali l’amore, la fiducia, il tradimento e l’amicizia.</strong> E poi c’è una domanda mai espressa con chiarezza, ma che resta in sottofondo e rende la vicenda ancora più intrigante: perché, fra Erik e Hanna, è proprio lei la prescelta per questa missione mortale? Non sarebbe forse più indicato il padre, adulto ed ex agente CIA? <strong>Cosa ci viene nascosto?</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-25560" title="hanna05" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/hanna05.png" alt="hanna05 Anteprima da New York: Hanna" width="480" height="295" /><br />
</strong></p>
<p>Gli attori sono tutti molto efficaci e adatti alla parte, e la giovanissima Saoirse Ronan – nata a New York ma cresciuta in Irlanda – è assolutamente credibile nel ruolo, nonostante un aspetto fragile e delicato. Probabilmente è proprio questa sua dolcezza a dare al personaggio quell’umanità che altrimenti andrebbe persa fra un inseguimento e l’altro. <strong>La regia è di Joe Wright, </strong>filmmaker inglese già autore di “Orgoglio e Pregiudizio” ed “Espiazione”, in cui aveva recitato anche la Ronan, ottenendo una candidatura all’Oscar ad appena 13 anni.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-25561" title="hanna06" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/hanna06.png" alt="hanna06 Anteprima da New York: Hanna" width="480" height="261" /></p>
<p>J.Wright affronta lo script (dell’esordiente Set Lochhead) nel modo più intelligente, ovvero con una regia fortemente stilizzata, e tecnicamente ineccepibile: le esplosioni sono potenti e il montaggio impeccabile, come necessario in ogni action movie che si rispetti. Allo stesso tempo, <strong>il pubblico di oggi è troppo smaliziato</strong> per seguire con sincero pathos una storia in cui una sedicenne prende a calci e pugni decine di agenti FBI, e J.Wright gioca con questa consapevolezza, inserendo nella storia momenti di (auto)ironia, e <strong>soprattutto esasperando le musiche e il set design.</strong> Molti commentatori hanno citato I Fratelli Grimm nelle loro recensioni, e in effetti si potrebbe dire che “Hanna” è una fiaba dark e adrenalinica, un po’ più in là della realtà canonica, ma abbastanza verosimile da coinvolgerci. <strong>E con un ritmo e delle immagini da lasciare senza fiato.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-25563" title="hanna08" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/hanna08.png" alt="hanna08 Anteprima da New York: Hanna" width="480" height="254" /><br />
</strong><br />
</p>
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		<title>Anteprima da New York: Hesher is fuc**ng awesome!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 10:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Staglianò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose pazze]]></category>
		<category><![CDATA[MOVIE]]></category>
		<category><![CDATA[VESTITO A FESTA]]></category>
		<category><![CDATA[Hesher]]></category>
		<category><![CDATA[Hesher Bastardo dentro]]></category>
		<category><![CDATA[recensione Hesher]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tredicenne con un braccio ingessato, in sella a una bmx, corre per le strade della città inseguendo un carro attrezzi che trascina un’auto scassata. Pedala a più non posso, brucia i rossi e viene anche investito, ma si rialza subito, torna in sella e prosegue la sua rincorsa. Infine ce la fa: raggiunge il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-24437" title="h001" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/h001.png" alt="h001 Anteprima da New York: Hesher is fuc**ng awesome!" width="480" height="253" /></p>
<p>Un tredicenne con un braccio ingessato, in sella a una bmx, corre per le strade della città inseguendo un carro attrezzi che trascina un’auto scassata. Pedala a più non posso, brucia i rossi e viene anche investito, ma si rialza subito, torna in sella e prosegue la sua rincorsa. Infine ce la fa:<strong> raggiunge il rottame, ci si chiude dentro, e piange. </strong>Qualcosa di brutto è successo, e ha a che fare con quell’auto.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24438" title="h002" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/h002.png" alt="h002 Anteprima da New York: Hesher is fuc**ng awesome!" width="480" height="249" /></p>
<p>Questo è il folgorante inizio di “Hesher”, <strong>un film che affronta un tema serissimo, l’elaborazione del lutto</strong>, in maniera del tutto originale. Quando il ragazzino – che si chiama TJ – torna a casa, il mistero si chiarisce: le veneziane sono chiuse; il padre, in pigiama e barba lunga, giace catatonico sul divano; il pranzo è stato preparato dalla nonna, una simpatica vecchietta dall’aria svampita. In questa casa, è evidente, <strong>manca una donna: la mamma di TJ.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24440" title="h004" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/h004.png" alt="h004 Anteprima da New York: Hesher is fuc**ng awesome!" width="480" height="256" /></p>
<p>Come se non fosse abbastanza, il nostro giovane eroe deve affrontare anche altri problemi. <strong>E’ innamorato della cassiera di un supermercato</strong>, una Natalie Portman complessata e con grandi occhiali da sfigata, ma riesce a malapena a dirle ciao. A scuola c’è un bullo che lo tiranneggia: quando lo vede nei corridoi, lo picchia, e se lo incontra per strada, cerca di metterlo giù con la sua auto. Ma il bullo è niente a confronto di Hesher, il personaggio che dà titolo al film e – letteralmente! – benzina alla storia. Una mattina, andando a scuola in bici, <strong>TJ passa da un cantiere e cade a causa della strada accidentata</strong>. Arrabbiato, scaglia una pietra contro una finestra. Dalla casa in costruzione <strong>esce un irriconoscibile Joseph Gordon-Levitt in versione tamarro metallaro</strong>: maglietta dei Metallica, jeans neri e stretti, anfibi, capelli lunghi. In una parola, Hesher. In quella casa lui ci vive, come uno squatter, e la bravata di TJ lo ha fatto incazzare; ma Hesher s’incazza ancora di più quando sente arrivare la polizia. Con estrema naturalezza, lancia una molotov contro l’auto e va via. TJ, sbalordito, riesce a scappare, ma Hesher se l’è segnata al dito: adesso non ha più dove dormire, e così<strong> quella stessa sera si presenta a casa di TJ e si trasferisce lì.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24439" title="h003" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/h003.png" alt="h003 Anteprima da New York: Hesher is fuc**ng awesome!" width="480" height="255" /></p>
<p>La situazione è tanto paradossale quanto esilarante. Hesher non ha un attimo di esitazione:<strong> fa la lavatrice, prende possesso del telecomando, fuma marijuana…</strong> Né TJ, né il padre, ridotto a una larva umana, hanno la forza di reagire. Quanto alla nonna svampita, lei è addirittura contenta di avere un ospite;<strong> lo accoglie alla loro tavola, gli serve doppia porzione di cibo, ci conversa amabilmente…</strong> TJ non crede ai suoi occhi, e anche voi spettatori vi ritroverete basiti a guardare Hesher che gira per la casa in mutande.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24443" title="h005" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/h005.png" alt="h005 Anteprima da New York: Hesher is fuc**ng awesome!" width="480" height="252" /></p>
<p>Nonostante la situazione, razionalmente, sia del tutto implausibile, la verità è che non ve ne fregherà niente. Questo personaggio <strong>è così insolito, vitale, e divertente</strong>, che avrete solo voglia di sapere come va avanti. E le risate sono assicurate. Hesher non vi risparmierà proprio niente: <strong>atti di vandalismo gratuiti, rutti, scorregge, esplosioni, monologhi incomprensibili </strong>farciti di metafore indecifrabili, <strong>fughe improvvise, colpi bassi, e incidenti d’auto</strong>, continui incidenti d’auto, a ricordarci che tutta questa storia gira intorno a TJ e al suo bisogno di reagire alla morte della madre. E se c’è qualcuno che può smuoverlo dal suo torpore, be’, costui è proprio Hesher: con le sue continue, esilaranti invenzioni, il tamarro metallaro sarà il detonatore che farà finalmente <strong>fuoriuscire la rabbia e il dolore del nostro giovane protagonista.</strong> E alla fine, incredibile ma vero, potreste anche uscire dal cinema con un groppone in gola e qualche lacrimuccia.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24445" title="h006" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/h006.png" alt="h006 Anteprima da New York: Hesher is fuc**ng awesome!" width="480" height="251" /></p>
<p>Presentato nel 2010 al Sundance, “Hesher” è il primo lungometraggio di <strong>Spencer Susser, un giovane regista americano </strong>che si è fatto le ossa nel campo dei videoclip e delle pubblicità, lavorando come montatore per David LaChapelle e altri autori del suo calibro. Inutile sottolinearlo, il film trae la sua energia essenzialmente dall’interpretazione di un fantastico Gordon-Levitt, qui lontanissimo dal mieloso romanticone di “500 Days of Summer”. La storia ha il pregio di sviluppare in maniera adeguata <strong>il percorso psicologico di TJ</strong>. Chiaramente Hesher è un personaggio sopra le righe, quasi surreale, ma questo non rende meno vero il dolore di TJ, e in fondo è proprio quello il fulcro emotivo del film. Natalie Portman si cala bene nella parte, senza eccellere, mentre <strong>Piper Laurie (la nonnetta) è semplicemente deliziosa.</strong><br />
</p>
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		<title>Anteprima da New York: Sympathy for Delicious</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 20:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Staglianò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose pazze]]></category>
		<category><![CDATA[MOVIE]]></category>
		<category><![CDATA[recensione Sympathy for Delicious]]></category>
		<category><![CDATA[Sympathy for Delicious]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il suo esordio alla regia Mark Ruffalo ha scelto una storia insolita, incentrata su un personaggio sorprendente. Il Delicious del titolo in realtà si chiama Dean, ed è un ex dj costretto a vivere su una sedia a rotelle. Non conosciamo il suo passato, ma appare subito chiaro che se la passa male. Vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-23796" title="deli" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/deli.png" alt="deli Anteprima da New York: Sympathy for Delicious" width="480" height="268" /></p>
<p>Per il suo esordio alla regia Mark Ruffalo ha scelto<strong> una storia insolita, incentrata su un personaggio sorprendente</strong>. Il Delicious del titolo in realtà si chiama Dean, ed <strong>è un ex dj costretto a vivere su una sedia a rotelle.</strong> Non conosciamo il suo passato, ma appare subito chiaro che se la passa male. Vive nella periferia di Los Angeles, sotto un cavalcavia; dorme in macchina, e <strong>mangia alla mensa di Padre Joe, un prete volenteroso che gli dà una mano</strong>, ma che ha anche tanti altri disperati di cui occuparsi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23797" title="deli2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/deli2.png" alt="deli2 Anteprima da New York: Sympathy for Delicious" width="480" height="261" /></p>
<p><strong>Dean non crede in Dio</strong>, però una sera si ritrova ad ascoltare un predicatore, di quelli tipicamente americani, che urlano, sudano, e fanno gridare alleluia a tutti. Quando il predicatore punta il dito nella sua direzione e dice<strong> “Dio ti ha scelto, fratello”</strong>, Dean ci crede. Prova ad alzarsi, ma l’attimo dopo diventa chiaro che il predicatore indicava alle sue spalle, e infatti <strong>Dean ricade malamente sulla sua sedia a rotelle, maledicendo Dio e il mondo.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23798" title="deli3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/deli3.png" alt="deli3 Anteprima da New York: Sympathy for Delicious" width="480" height="259" /></p>
<p>Il giorno dopo, tuttavia,<strong> il nostro eroe disilluso scopre che qualcosa è cambiato. </strong>Le persone che tocca, se malate, guariscono. Dean dapprima nega, e infine accetta l’evidenza:<strong> le sue mani ridanno la vista a un cieco</strong>, e la ragione a un demente. A quel punto si chiude in un bagno pubblico, una latrina sporca e cadente, e prova a guarire se stesso; ci prova con tutta la sua volontà, ma non funziona. Come recita il claim del trailer,<strong><em> che fareste se poteste guarire tutti, tranne voi stessi?</em></strong></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-23799" title="deli4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/deli4.png" alt="deli4 Anteprima da New York: Sympathy for Delicious" width="480" height="262" /><br />
</em></p>
<p>Senza dubbio questa premessa è molto forte e suggestiva, perché pone il personaggio in mezzo a un mare di contraddizioni. <strong>Cosa farà Dean quando un suo amico, anche lui sulla sedia a rotelle, gli chiede di guarirlo?</strong> Accetterà di dare a un altro il dono che a lui è negato, camminare di nuovo? Oppure prevarrà l’egoismo? In un film normale, il tema del rapporto del protagonista con i suoi poteri basterebbe da solo a reggere l’intera trama. Ma “Sympathy for Delicious” osa, e fa un passo in più. Dean è un ex dj (da qui il soprannome Delicious),<strong> e cosa vuole di più al mondo?</strong> Salire alla ribalta, farsi valere come artista. E così, quando una rock band – capitanata da Orlando Bloom e Juliette Lewis – bussa alla sua porta, il nostro non si tira indietro. Invece di usare i suoi poteri per guarire i malati che gli porta Padre Joe, <strong>Dean diventa definitivamente Delicious D</strong>, e fa le sue guarigioni sui palchi dei palazzetti, durante i concerti, diventando famosissimo. La storia, come direbbero qui in America, <em>goes wild.</em> Fino all’inevitabile esplodere di tutte le contraddizioni che si sono via via accumulate.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23800" title="deli5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/deli5.png" alt="deli5 Anteprima da New York: Sympathy for Delicious" width="480" height="256" /></p>
<p>La prima cosa da dire è che<strong> gli interpreti sono generalmente bravi, e azzeccati. </strong>Orlando Bloom, nella parte della rockstar inglese e strafottente, è chiaramente a suo agio, e <strong>Juliette Lewis è semplicemente fantastica.</strong> Non so quante altre attrici avrebbero saputo girare tante scene in cui bisogna picchiare e sfottere un paraplegico senza apparire patetiche, o peggio, ridicole. In un film del genere è molto difficile calibrare il tono dell’interpretazione, e lei ci riesce appieno. Laura Linney, la manager della band, è altrettanto valida, e<strong> restano impressi anche altri attori che hanno parti minori, come Noah Emmerich e John Carroll Lynch.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23801" title="deli6" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/deli6.png" alt="deli6 Anteprima da New York: Sympathy for Delicious" width="480" height="256" /></p>
<p>Un discorso a parte meritano Mark Ruffalo (Padre Joe) e Christopher Thornton (Dean), rispettivamente regista e sceneggiatore del film. C.Thornton è un attore americano che a poco più di 20 anni ha perso veramente l’uso delle gambe in seguito a un incidente in montagna. Da allora, tuttavia, <strong>non si è perso d’animo e si è presentato a varie audizioni</strong>, dapprima in teatro e poi in tv, ricominciando a lavorare. “Sympathy for Delicious”, in qualche modo, è il film della sua vita. <strong>Ci ha lavorato per oltre 10 anni, scrivendo decine di stesure</strong>, e sicuramente questo traspare dalla sua interpretazione, che ha il pregio di essere misurata, non sentimentale. Detto questo, va anche aggiunto che siamo davanti a una discreta interpretazione, ma non certo da Oscar. Riguardo M.Ruffalo,<strong> suscita perplessità non tanto il suo apporto come attore, quanto il ruolo del suo personaggio.</strong> Padre Joe, davanti ai poteri di Dean, ha un atteggiamento ambivalente. Da una parte, crede sinceramente che si tratti di un dono di Dio da usare per aiutare i più bisognosi; dall’altra, anche lui – come poi Dean – viene preso da una sorta di vertigine davanti agli eventi che si succedono, come ad esempio l’incredibile afflusso di donazioni verso la sua parrocchia. Questo aspetto è interessante, perché rende i due personaggi simili fra loro:<strong> entrambi si rivelano goffi e inadeguati davanti al miracolo che li coinvolge</strong>, ed entrambi – in qualche modo – cadono vittima del proprio egoismo. Questa traccia, tuttavia non viene approfondita davvero, e Padre Joe, in particolare, rimane un personaggio incompleto, poco decifrabile (in senso negativo).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23802" title="deli7" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/deli7.png" alt="deli7 Anteprima da New York: Sympathy for Delicious" width="480" height="260" /></p>
<p>Un&#8217;altra potenzialità non sfruttata dal film è quella del <strong>parallelo fra gli aspetti profetici e messianici della religione</strong> – si pensi al predicatore iniziale – e i riti della società dello spettacolo in cui viviamo, sintetizzati nei concerti del gruppo rock di cui Dean desidera far parte. La scena in cui guarisce la gente sul palco, per esempio, è molto forte, ma <strong>resta l’impressione che non sia stata preparata con adeguatezza, sviluppando davvero il suo potenziale. </strong>Più in generale, ci sembra che il <em>passo in più</em>, l’accostamento fra la trama rock e quella legata alla grazia divina, non sia riuscito fino in fondo. E questo è un peccato, perché Mark Ruffalo rivela buone doti di regista: gli attori sono bravi, e alcune scene si rivelano intense; <strong>i colori sono vividi e rendono bene l’atmosfera</strong>, così come rivela personalità la scelta di presentare per buona parte del film una Los Angeles cupa e decadente, lontana dal glamour dei viali di Hollywood. Insomma, indubbiamente è un buon esordio, come testimonia anche lo Special Jury Prize del Sundance, ma nel complesso non decolla.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23803" title="deli8" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/deli8.png" alt="deli8 Anteprima da New York: Sympathy for Delicious" width="480" height="255" /><br />
</p>
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		<title>AL CINEMA – New York City e i film di Natale</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 03:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra New York e il Natale c&#8217;è una storia d&#8217;amore in corso da anni, ben prima che la banda di urlatori di Christian De Sica ci approdasse, con la sua parata di veline, inciuci e coprolalia. La magia della città durante le feste si amplifica all&#8217;inverosimile, trasformando le strade, le piazze e i negozi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tra New York e il Natale c&#8217;è una storia d&#8217;amore in corso da anni,</strong> ben prima che la banda di urlatori di Christian De Sica ci approdasse, con la sua parata di veline, inciuci e coprolalia. <strong>La magia della città durante le feste si amplifica all&#8217;inverosimile, trasformando le strade, le piazze e i negozi</strong> in un immenso parco giochi all&#8217;aperto. Gelido, magari. Ma incredibilmente bello e travolgente, con luci, colori e installazioni che vi lasceranno a bocca aperta. <strong>E con un tourbillon di turisti, locali e curiosi incastrati tra un Babbo Natale e l&#8217;altro,</strong> alle prese con shopping, foto e passeggiate.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17663" title="P1060527" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/P1060527.jpg" alt="P1060527 AL CINEMA – New York City e i film di Natale" width="600" height="450" /></p>
<p>Ok. <strong>Non tutti hanno la fortuna di godersi questo mirabolante spettacolo dal vivo.</strong> E quindi, per quelli di voi che sognano da lontano New York e il suo clima natalizio così travolgente, ecco pronta per voi una lista di classiche pellicole dedicate alla città, alNnatale e alla magia. Che tanto, con un po&#8217; di fortuna, v<strong>i capiterà di vederle quasi di sicuro durante le feste, mentre vi bevete una cioccolata calda, </strong>comodi comodi nel vostro salotto di casa.</p>
<h3>1) <a href="http://www.imdb.com/title/tt0104431/">Home Alone 2: Lost in New York</a> (1992)</h3>
<p>Un Macaulay Kulkin incredibile, tra piccioni, ladri e negozi di giocattoli, con il Plaza Hotel, Fao Schwartz e Central Park a far da cornice alle sue avventure.<strong> PIACE A: </strong>tutti i nati negli anni &#8217;80 che si sono innamorati di New York anche grazie alle scorribande del piccolo Kevin. ( E a tutte le ex bambine che negli anni &#8217;90 si sono innamorate di Mac Kulkin).</p>
<h3>2) <a href="http://www.imdb.com/title/tt0086465/">Trading Places</a> (1983)</h3>
<p>Una cricca di vecchietti arcigni e senza scrupoli pilota lo scambio di ruoli tra un riccone e un barbone. E anche se il film è stato girato quasi tutto a Philadelphia, New York fa capolino in più di un&#8217;occasione, con tutta la zona ad alto tasso di dollari di Wall Street e con uno dei suoi simboli (infranti), il WTC. <strong>PIACE A:</strong> i fan della commedia americana più pura (non per niente il regista dietro alla macchina da presa è quel geniaccio di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Landis"> John Landis</a>). Ma anche a tutti gli ammiratori del faccione, dei denti  e delle battute di quel matto di Eddie Murphy (e tra questi c&#8217;è anche, indovinate un po&#8217;, mio papà).</p>
<h3>3) <a href="http://www.imdb.com/title/tt0097428/">Ghost Busters II</a> (1989)</h3>
<p>Un ultimo dell&#8217;anno a New York assolutamente non convenzionale e con una serie di ospiti a sorpresa, arrivati direttamente dal Titanic e pronti a scatenare il panico. Per fortuna che: ci sono i Ghostbusters. (Sì, vi autorizzo a canticchiare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=iCHFVTQKqdQ">la famosa canzone</a>).<strong> PIACE A:</strong> tutto il popolo dei nerd, geek e dork che da sempre nutre una profondissima stima per il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Egon_Spengler">Dr Egon Spengler </a>e invidia il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rick_Moranis">Mastro di chiavi</a>, sognando magari anche di possedere i loro fantastici occhiali.</p>
<h3>4) <a href="http://www.imdb.com/title/tt0039628/">Miracle on 34th Street</a> (1947)</h3>
<p>Un delicato inno alla fantasia in bianco e nero nel quale la magia e il candore del Natale si fondono ad alcune piccole critiche e riflessioni sul consumismo americano, auspicando un ritorno ad un modo di pensare e di vivere più semplice.<strong> PIACE A: </strong>tutti gli amanti del vintage e dei film classici americani, e a chi ha voglia di godersi una pellicola come Babbo Natale comanda.</p>
<h3>5) <a href="http://www.imdb.com/title/tt0050105/">An Affair to Remember</a> (1957)</h3>
<p>Chuck &amp; Blair non hanno inventato nulla. E&#8217; qui, grazie a Cary Grant e Deborah Kerr, che è nata la moda di incontrarsi sull&#8217;Empire e di dichiararsi lì il proprio eterno amore. A Natale.<strong> PIACE A: </strong>tutti i romantici che sognano di innamorarsi in modo improvviso e totale di qualcuno capace di sorprenderli e lasciarli senza fiato. Se poi tutto ciò capita a New York, beh: ancora meglio. No?<br />
</p>
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		<title>New York al TFF28: Burlesque</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 14:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Burlesque racconta una storia scontata, trita e ritrita, noiosa e piena di clichè. La protagonista è Ali (Aguilera), una tipa tutta capelli, tette e corde vocali che decide di lasciare l&#8217;Iowa e tentar fortuna a Los Angeles. Lì, in pochi attimi passera da disoccupata a cameriera a star di uno show di burlesque organizzato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.burlesquethemovie.com/">Burlesque</a> <strong>racconta una storia scontata, trita e ritrita, noiosa e piena di clichè.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-16983" title="BURLESQUE" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/BURLESQUE.jpg" alt="BURLESQUE New York al TFF28: Burlesque" width="540" height="360" /></p>
<p>La protagonista è Ali (Aguilera), <strong>una tipa tutta capelli, tette e corde vocali che decide di lasciare l&#8217;Iowa e tentar fortuna a Los Angeles. </strong>Lì, in pochi attimi passera da disoccupata a cameriera a star di uno <strong>show di burlesque organizzato da una maitresse malinconica e dalla faccia di gomma</strong> (Cher). Ali, in un battibaleno, tra una sculettata sul palco e l&#8217;altra, <strong>troverà l&#8217;amore, degli amici, un surrogato materno.</strong> Salverà il locale e farà vivere tutti felici e contenti.</p>
<p><strong>Niente pathos, niente climax, niente sorprese.</strong> La trama ve la ho svelata perchè in realtà questo è un film che avete già visto (<em>Coyote Ugly</em>? <em>Chicago</em>? <em>Moulin Rouge</em>?): <strong>sono solo il cast e la location ad essere diversi.</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/p2r_8l1c2nQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/p2r_8l1c2nQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dimenticatevi poi il ruolo centrale dell&#8217;environment tipico dei musical urbani di iniziazione. <strong>Dimenticatevi l&#8217;influenza della città sui suoi abitanti di <em>West side story</em>, <em>Cabaret</em> o <em>New York New York</em>. </strong>Qui la città c&#8217;entra poco, si vede poco e non è determinante.</p>
<p><strong>E&#8217; vero. Los Angeles non è New York, non avvolge e non plasma i suoi abitanti. </strong>Non condiziona il loro agire. E&#8217; un luogo passivo, piano, che fa da sfondo.</p>
<p>Quasi come a dichiarare il suo statuto di set cinematografico per eccellenza:<strong> finto, statico e spettatore impassibile.</strong></p>
<p><strong>Quindi no: non andate a vedere questo film. Non ne vale la pena. </strong>Piuttosto, se volete vedere il burlesque vero, fate un salto al <a href="http://www.theboxnyc.com/">The Box</a> o al <a href="http://www.slipperroom.com">The Slipper Room</a>, e godetevi la loro irresistibile e incontenibile parata di lustrini, parrucche, tacchi a spillo e push up: <strong>dopotutto a New York, certe cose, le fanno meglio che nei film.</strong><br />
</p>
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		<title>Hereafter – Tre solitudini e un colpo basso allo spettatore</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 22:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Staglianò</dc:creator>
				<category><![CDATA[MOVIE]]></category>
		<category><![CDATA[VESTITO A FESTA]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[David Letterman Show]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Hereafter]]></category>
		<category><![CDATA[Million Dollar Baby]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo dico subito: se non fosse che il regista è Clint Eastwood, non sarei mai andato a vedere un film che parla di Aldilà e comunicazione con i morti. Sono molto più disposto a credere negli alieni che nella possibilità di parlare con un defunto. Ma Clint Eastwood è abituato a sorprendere il pubblico con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo dico subito: se non fosse che il regista è Clint Eastwood</strong>, non sarei mai andato a vedere un film che parla di Aldilà e comunicazione con i morti. <strong>Sono molto più disposto a credere negli alieni </strong>che nella possibilità di parlare con un defunto. Ma Clint Eastwood è abituato a sorprendere il pubblico con storie forti e inusuali – penso ad esempio a “Million Dollar Baby” – <strong>e non ho saputo resistere alla tentazione.</strong></p>
<p>La prima sorpresa è la struttura della storia: “Hereafter” <strong>intreccia tre vicende distinte, che avvengono in parti del mondo diverse </strong>ed entrano in contatto fra loro solo nel finale. Un po’ come avviene in “Babel”. Ma se nel film di Iñárritu le tre storie venivano narrate una alla volta, <strong>qui procedono in parallelo.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-16938" title="Hereafter_WP_1920x1080_04" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/Hereafter_WP_1920x1080_04.jpg" alt="Hereafter WP 1920x1080 04 Hereafter – Tre solitudini e un colpo basso allo spettatore" width="580" height="326" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Marie è una giornalista televisiva francese sopravvissuta allo tsunami. </strong> Quando era sott’acqua ha perso coscienza e ha avuto delle visioni. Da allora la sua vita non è più la stessa. <strong>Tornata a Parigi perde interesse nel lavoro, è spesso assente. </strong>Capisce di dover affrontare quello che le è successo, e inizia a fare ricerche sull’argomento, con l’obiettivo di scriverci un libro. <strong>Ha bisogno di essere compresa, di non sentirsi sola.</strong></p>
<p><strong>Marcus e Jason sono due gemelli londinesi </strong>che hanno una mamma con problemi di droga. <strong>Quando Jason muore, in un incidente, la famiglia si sfalda del tutto.</strong> Marcus rimane solo. Viene affidato a una nuova famiglia, ma non ha molta voglia di legare. Passa le sue giornate in solitudine, <strong>senza togliersi mai di testa il cappello di Jason, neanche in classe.</strong> Pensa sempre al fratello morto e decide di provare a mettersi in contatto con lui,<strong> ma tutti i medium che incontra sono nient’altro che ciarlatani.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-16939" title="Hereafter_WP_1920x1080_03" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/Hereafter_WP_1920x1080_03.jpg" alt="Hereafter WP 1920x1080 03 Hereafter – Tre solitudini e un colpo basso allo spettatore" width="580" height="326" /><br />
</strong></p>
<p><strong>George è un operaio che vive a San Francisco. </strong>Conduce una vita solitaria, e capiamo presto che è per scelta. George ha la capacità di parlare con i morti: gli basta stringere la mano a una persona per entrare in contatto con i suoi cari nell’Aldilà, <strong>e conoscere così tutti i loro segreti più intimi.</strong> Una volta George faceva il medium di professione, aveva soldi ed era conosciuto, ma da un giorno all’altro ha smesso. Come dice spesso nel film, <strong>il suo non è un dono, ma una maledizione. </strong>Avere a che fare con la morte, tutti i giorni, lo deprimeva, gli rendeva la vita un incubo. <strong>Adesso evita persino di stringere la mano alle persone</strong>, quando le conosce: non vuole sapere i loro segreti; ha imparato che ciò provocherebbe dolore, a loro come a lui. <strong>Tutto ciò che vuole George è avere accanto qualcuno a cui poter stringere la mano.</strong></p>
<p>Clint Eastwood, con la consueta maestria,<strong> ci racconta tre storie di solitudine, e in questo è eccezionale. </strong>Ci sono dei dettagli che, da soli, rendono i personaggi indimenticabili. George si addormenta ascoltando un cd di un racconto di fantasmi scritto da Dickens. <strong>Marcus, appena trasferito nella casa della famiglia adottiva, si fa mettere un letto in più in camera, dove mette a dormire il cappello. </strong>Il lato umano dei protagonisti della storia è molto vivido e coinvolgente (con l’eccezione di Marie, il meno riuscito dei personaggi). <strong>La loro solitudine è reale, la percepisci. </strong></p>
<p>Gli aspetti che, a mio avviso, convincono di meno sono due: <strong>la trama e l’approccio al tema della morte. </strong>Le tre storie, prese singolarmente, sono belle e funzionano, ma il loro intreccio appare forzato. <strong>Tutto il film è costruito sull’attesa dell’incontro fra i tre protagonisti</strong>, e quando questo avviene, l’impressione è che sia artificioso, fin troppo casuale. La seconda debolezza del film, dispiace dirlo, riguarda un paio di “cadute di stile” del grande Eastwood nella trattazione del tema.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-16940" title="Hereafter_WP_1680x1050_02" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/Hereafter_WP_1680x1050_02.jpg" alt="Hereafter WP 1680x1050 02 Hereafter – Tre solitudini e un colpo basso allo spettatore" width="580" height="326" /></p>
<p>Come detto all’inizio,<strong> io sono uno dei tanti che ha un pregiudizio verso l’idea che esistano persone in grado di parlare con i morti</strong>, ma il merito del film – almeno inizialmente – mi è parso proprio quello di trascinare anche uno scettico come me nella storia. <strong>Matt Damon, che interpreta George, è bravissimo e asciutto nella sua interpretazione. </strong>Quando legge le mani delle persone, sorride imbarazzato e dice: “Non ti preoccupare, non cambierò la voce e non avrò convulsioni; devo solo toccarti le mani”. <strong>Sono questi dettagli che rendono un personaggio credibile, vero.</strong> Se anche ammetti, per un momento, che qualcuno sappia parlare con i morti, lo immagini più così che come il mago di Wanna Marchi, per dirne una. E tuttavia,<strong> il film non mantiene sempre questa asciuttezza.</strong> Ci sono rapide visioni dell’Aldilà, e già questo toglie eleganza alla storia e la rende un po’ più pacchiana. Se per un attimo vuoi credere, e immaginare il mondo oltre la vita, <strong>questi flash te lo impediscono, togliendo ogni poesia e incanto. E poi c’è un vero e proprio colpo basso allo spettatore. </strong>Marcus, il personaggio a cui ti affezioni di più, sta per salire su uno dei treni che scoppieranno nella stazione di Charing Cross, a Londra, negli attentati del 2005, ma il cappello gli vola via. Lo rincorre, e perde il treno. Morale? <strong>Il fratellino morto gli ha salvato la vita.</strong> Ecco, questa caduta nel melodramma il grande Eastwood ce la poteva risparmiare.</p>
<p><strong>“Hereafter” uscirà nelle sale italiane il 5 Gennaio 2011.</strong></p>
<p><strong>Links</strong><br />
<a href="http://www.imdb.com/video/imdb/vi1485637913/">Il trailer su imdb</a><br />
<a href="http://hereafter.warnerbros.com/#/soundtrack">La colonna sonora, scritta da Clint Eastwood</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=tVdyiRI3NyA">Intervista con Matt Damon al David Letterman Show </a><br />
</p>
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		<title>New York al TFF28: White Irish Drinkers</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 19:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il 1975, Brooklyn è ancora il dormitorio assolutamente poco chic di Manhattan e gli Stones stanno per sbarcare al Madison Square Garden. Brian ha 18 anni, la testa a posto, la passione per la pittura. Ha l&#8217;aria timida e riservata, eppure è forte, sicuro di sè. Cerca una nuova dimensione, onesta e pulita: a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il 1975, <strong>Brooklyn è ancora il dormitorio assolutamente poco chic di Manhattan</strong> e gli Stones stanno per sbarcare al Madison Square Garden.</p>
<p><img src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/White-Irish-Drinkers.jpg" alt="White Irish Drinkers New York al TFF28: White Irish Drinkers" title="White-Irish-Drinkers" width="540" height="360" class="alignnone size-full wp-image-16854" /></p>
<p><strong>Brian ha 18 anni, la testa a posto, la passione per la pittura.</strong> Ha l&#8217;aria timida e riservata, eppure è forte, sicuro di sè. <strong>Cerca una nuova dimensione, onesta e pulita</strong>: <em>a fresh start</em>, al di là di Brooklyn e della sua famiglia disfunzionale (il padre -come da copione- ha qualche problema con l&#8217;alcol).</p>
<p>Suo fratello Danny, più grande e apparentemente più tosto, <strong>è invece un teppistello ladruncolo, uno che per colpe non sue vive di espedienti. </strong>Il <em>milieu sociale</em>, il padre violento e la madre priva di potere decisionale lo hanno oppresso e relegato ad un presente instabile e borderline, senza lasciargli via di scampo.<strong> I due sono l&#8217;uno la nemesi dell&#8217;altro. </strong>Si completano, si rovesciano, si scambiano, si difendono e si prendono a cazzotti, fino a farsi sanguinare le nocche delle mani.</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MOfQbH9T_yI?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/MOfQbH9T_yI?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>Il ribaltamento di ruoli c&#8217;è, ma non è mai definitivo: <strong>nulla è casuale, e la (ri)soluzione è una sola: in questa <em>comedie humaine</em></strong> postmoderna, Brian è il salvato, quello che riesce a scappare. Danny il sommerso, l&#8217;agnello sacrificale colpevole di essere nato e vissuto nel posto e nel momento sbagliato, e per questo punito dall&#8217;ineluttabile meccanicismo sociale di una <strong>Bay Ridge dura, rumorosa e piena di <a href="http://www.imdb.com/title/tt1550524/">White Irish Drinkers</a>.</strong><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York al TFF28: Jack goes boating</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 21:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il film che segna il debutto dietro la macchina da presa di Philip Seymour Hoffman è un racconto delicato, una di quelle storie semplici e universali eppure capaci di lasciare un segno, un sentimento, una sensazione. Ma non solo. Jack goes boating è anche un inno in sordina e in punta di piedi alla città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-16710" title="jack_goes_boating_movie_image_philip_seymour_hoffman_amy_ryan_01" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/jack_goes_boating_movie_image_philip_seymour_hoffman_amy_ryan_01.jpg" alt="jack goes boating movie image philip seymour hoffman amy ryan 01 New York al TFF28: Jack goes boating" width="581" height="388" /></p>
<p>Il film che segna il debutto dietro la macchina da presa di Philip Seymour Hoffman è <strong>un racconto delicato, una di quelle storie semplici e universali eppure capaci di lasciare un segno, un sentimento, una sensazione.</strong></p>
<p><strong>Ma non solo.</strong></p>
<p><em>Jack goes boating </em>è anche un inno in sordina e in punta di piedi alla città New York, <strong>con le sue strade, la sua neve, i suoi parchi, i suoi ponti, le sue estemporanee relazioni, i suoi incredibili abitanti.</strong></p>
<p><em>Jack goes boating è</em> la storia di Jack (Hoffman), <strong>un quarantenne autista di limousine pazzo per la musica reggae. Jack è fuori forma, buffo e silenzioso.</strong></p>
<p>E&#8217;  anche single e così, i suoi due migliori amici (una coppia piena di compromessi e dall&#8217;equilibrio quantomai precario), lo fanno incontrare con Connie (Ryan), <strong>un altro soggetto sui generis, pieno di idiosincrasie e di sfaccettature complicate eppure perfetto </strong>(e complementare) per Jack.</p>
<p><strong>L&#8217;amore tra i due è metropolitano e metereopatico</strong>: nasce sotto la neve per strada e matura in estate, nel cuore di Central Park.</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qy2LHwzPtno?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qy2LHwzPtno?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>La macchina da presa  segue Jack in questo suo percorso di avvicinamento alla vita e al mondo, <strong>facendoci attraversare (a volte in limousine a volte a piedi) il caos della città e dei suoi quartieri</strong>, e proponendoci piccoli intensi momenti di realismo hopperiano, fatti di solitudini che si incontrano, anche se solo per un attimo.</p>
<p>Perchè non importa <strong>essere immersi nello sfarzo del Waldorf Astoria o nella semplicità di una piscina di Harlem</strong>: a New York anche quando si è soli, si è sempre parte di un tutto.<br />
</p>
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		<title>Esce Harry Potter e i Doni della Morte parte 1: l’ultimo capitolo di una saga leggendaria</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 04:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Martino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tenetevi pronti perché l’ultimo capitolo della saga di Harry Potter sta per arrivare! Il 19 novembre esce in tutto il mondo, Harry Potter e i doni della morte la prima parte dell’adattamento cinematografico dell’ultimo libro della serie scritta dall’inglese J.K. Rowling. Sul sito ufficiale, trovate l’inquietante e avvincente trailer. Il primo libro, Harry Potter e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-16370" title="Immagine 2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/Immagine-23.png" alt="Immagine 23 Esce Harry Potter e i Doni della Morte parte 1: l’ultimo capitolo di una saga leggendaria" width="440" height="290" /></p>
<p><strong>Tenetevi pronti perché l’ultimo capitolo della saga di Harry Potter sta per arrivare!</strong> Il 19 novembre esce in tutto il mondo, Harry Potter e i doni della morte la prima parte dell’adattamento cinematografico dell’ultimo libro della serie scritta dall’inglese J.K. Rowling. <strong>Sul sito ufficiale, <a href="http://harrypotter.warnerbros.com/">trovate l’inquietante e avvincente trailer</a></strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-16371" title="Immagine 3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/Immagine-36.png" alt="Immagine 36 Esce Harry Potter e i Doni della Morte parte 1: l’ultimo capitolo di una saga leggendaria" width="440" height="290" /></p>
<p><strong>Il primo libro, Harry Potter e la pietra filosofale è del 1997 </strong>e diventa immediatamente un fenomeno in Gran Bretagna, per poi allargarsi al resto del mondo. A questa prima avventura del mago che<strong> frequenta la scuola di magia di Hogwarts e deve sconfiggere il potente Voldemort</strong>, seguono altri sei libri Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Harry Potter e il calice di fuoco, Harry Potter e l’ordine della Fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue e <strong>il conclusivo Harry Potter e i doni della morte.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-16372" title="Immagine 5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/Immagine-53.png" alt="Immagine 53 Esce Harry Potter e i Doni della Morte parte 1: l’ultimo capitolo di una saga leggendaria" width="440" height="290" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Quest’ultimo, un volumone di circa 700 pagine, </strong>è stato tradotto cinematograficamente in due pellicole, dirette da David Yates. <strong>La seconda uscirà il 15 luglio 2011 e sarà in 3D.</strong> La Rowling, con soli sette libri, è diventata una delle donne più ricche d’Inghilterra e i film hanno reso famosi i tre protagonisti, Daniel Radcliffe-Harry Potter, Rupert Grint-Ron Weasley ed Emma Watson-Hermione Granger (ormai campionessa di stile e di impegno ecologista). Dal 2001,<strong> la Warner Bros. produce gli adattamenti, e la fine delle riprese ha segnato i giovani attori, cresciuti per 9 anni nel magico mondo di Hogwarts.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-16373" title="Immagine 6" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/Immagine-61.png" alt="Immagine 61 Esce Harry Potter e i Doni della Morte parte 1: l’ultimo capitolo di una saga leggendaria" width="440" height="290" /><br />
</strong></p>
<blockquote><p>Anche la Grande Mela attende trepidante il maghetto, ormai diventato un adolescente tormentato e coraggioso: <strong>da <a href="http://www.fao.com/home/index.jsp">Fao Schwarz</a>, al 767 della 5th Avenue, i più piccoli troveranno sciarpe, cappelli, pupazzi, action-figures e giochi da tavolo. </strong></p>
<p>Da <a href="http://harrypotter.lego.com/"><strong>Lego, presso il Rockefeller Center</strong></a>, castelli, treni, pupazzetti e chi più ne ha più ne metta per costruire tutto il mondo Potteriano!</p>
<p>Non mancano, ovviamente, <strong><a href="http://www.ea.com/games/harry-potter-deathly-hallows-1-mobile">i videogiochi per console e per cellulare della EA Games. </a></strong></p>
<p>Per non perdervi l’ultimo tassello della saga che ha accompagnato una generazione di ragazzi e adulti,<strong> <a href="http://www.citysearch.com/profile/607491510/harry_potter_and_the_deathly_hallows_part_1.html">qui trovate l’elenco delle sale cinematografiche che proietteranno la pellicola a New York.</a></strong></p>
<h3>Buona visione!</h3>
</blockquote>

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		<title>Zombie, fantasmi, vampiri e demoni a New York!</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 03:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[MOVIE]]></category>
		<category><![CDATA[VESTITO A FESTA]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Halloween è l’occasione giusta per una bella maratona di film, da godersi spaparanzati sul divano, che diano la scossa dopo l’intorpidimento ipoglicemico da dolcetti scofanati a più non posso per tutta la notte del 31 ottobre. Di solito però si finisce sempre per vedere qualche episodio della saga omonima oppure qualche horror-movie con assassino mascherato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Halloween è l’occasione giusta per una bella maratona di film</strong>, da godersi spaparanzati sul divano, che diano la scossa dopo l’intorpidimento ipoglicemico da <strong>dolcetti scofanati a più non posso per tutta la notte del 31 ottobre.</strong><br />
Di solito però si finisce sempre per vedere qualche episodio della saga omonima oppure  qualche horror-movie  con assassino mascherato in agguato.<br />
Quest’anno, tanto per cambiare un po’, <strong>ecco tre Top 3 di film sui mostri più noti che tornano in vita, cioè zombie, fantasmi e vampiri&amp;demoni. </strong>In fondo, è o non è la notte dei morti viventi?<br />
Per ogni categoria, per mantenere il tono da “scherzetto”, <strong>ecco per voi un suggerimento “fuori dal coro”.</strong><br />
<strong>Molti dei film segnalati, </strong>come Ghost e Rosemary’s baby (con il famoso e inquietante Dakota Building) <strong>sono ambientati a New York.</strong> Mentre Romero, regista della saga sui morti viventi è nato proprio nella Grande Mela.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15658" title="441858611_ebef2c9a65" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/441858611_ebef2c9a65.jpg" alt="441858611 ebef2c9a65 Zombie, fantasmi, vampiri e demoni a New York!" width="500" height="343" /><br />
<span style="color: #888888;"><em>photo: </em></span><a href="http://www.flickr.com/photos/g205/"><span style="color: #888888;"><em>Mark Lobo</em></span><br />
</a></p>
<h3>Top 3 film sugli Zombie</h3>
<p><strong>La notte dei morti viventi </strong>di George A. Romero del 1968<br />
<strong>Dead Snow</strong> di Tommy Wirkola del 2009<br />
<strong>La terra dei morti viventi</strong> di George A. Romero del 2005</p>
<p>Outsider: <strong>La notte dei morti dementi</strong> di Edgar Wright del 2004<br />
+ video di <strong>Thriller</strong> di John Landis del 1982 &#8211; in memoria di Michael Jackson</p>
<h3>Top 3 film sui Fantasmi</h3>
<p><strong>The Others </strong>di Alejandro Amenàbar del 2001<br />
<strong>Sospesi nel tempo </strong>di Peter Jackson del 1996<br />
<strong>Il sesto senso</strong> di M. Night Shyamalan del 1999</p>
<p>Outsider: <strong>Ghost </strong>di Jerry Zucker del 1990 &#8211; in memoria di Patrick Swayze</p>
<h3>Top 3 film su Vampiri (van tanto di moda!) &amp; demoni</h3>
<p><strong>Dracula</strong> di Bram Stocker di Francis Ford Coppola del 1992<br />
<strong>Rosemary’s Baby </strong>di Roman Polanski del 1968<br />
<strong>La casa del diavolo</strong> di Rob Zombie del 2006</p>
<p>Outsider: <strong>Fracchia contro Dracula </strong>di Neri Parenti del 1985<br />
&amp; <strong>Piccolo Diavolo</strong> di Roberto Benigni del 1988<br />
</p>
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