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Urban Safari

Una passeggiata a San Sperate

05 ottobre 2011

Fuga dalla città: quanti di voi non provano ogni tanto il desiderio di rallentare il ritmo con un week-end all’insegna del relax, magari lontano dal caos cittadino? A pochi km da Cagliari c’è la soluzione che fa per voi: San Sperate, un paesino considerato un vero e proprio museo a cielo aperto grazie ai suoi tanti murales.

Tutto ebbe inizio nel 1968, quando uno scultore locale (Pinuccio Sciola) importò l’arte del muralismo, che aveva appreso durante un periodo di permanenza in Messico. L’operazione coinvolse molti cittadini, e l’effetto finale fu un cambio radicale dell’aspetto del paese. Da quel momento dipingere i muri degli edifici di San Sperate con variopinti murales è diventata quasi un’abitudine, che nel tempo ha contagiato anche artisti professionisti, con risultati spesso sorprendenti.

Molti murales si rifanno alle tradizioni locali. Questa “maschera ghignante”, ad esempio, rappresenta un oggetto-simbolo di San Sperate, un reperto rinvenuto intatto durante una campagan di scavi archeologici realizzata nel  lontano 1876. Gli autori sono un gruppo di studenti del liceo artistico di Cagliari. Ma la “mostra a cielo aperto” non finisce certo qui! Proseguite la scoperta della cittadina facendovi guidare dall’onda del colore.

Incontrerete un altro murales molto amato a San Sperate, opera del pittore Angelo Pilloni.

E poi le maestose opere dell’artista Raffaele Muscas, le sculture in pietra del “giardino megalitico”, luogo spesso scelto come sede di concerti e spettacoli teatrali… E ancora tante altre sorprese, che non sveliamo per non togliervi il piacere della scoperta.

Per il pranzo, consigliamo una pausa al ristorante Ada, famoso per cucinare piatti con prodotti locali di qualità e dalla filiera corta. Il vostro palato ne uscirà deliziato, e inoltre farete scorta di energie per continuare il vostro tour.

Avete ancora da visitare, in via Roma, il museo del crudo: un’antica casa padronale del seicento, interamente costruita in ladiri (mattoni crudi fatti con terra argillosa e paglia tritata e poi essiccati al sole). Questo museo periodicamente ospita mostre, rassegne di cinema ed incontri letterari.

All’interno del museo, non perdete l’occasione di acquistare una delle opere dell’artista Mauro Cabboi, che ha proprio qui il suo laboratorio: i suoi orologi in pietra e terracotta, dalla caratteristica forma indefinita, sono piccoli gioielli a cui sarà difficile resistere.

Proseguendo lungo via Roma arriverete in uno dei tre laboratori dello scultore Pinuccio Sciola, dove potrete sperimentare la magia delle “pietre sonanti”. Anche in questo caso, non vi diciamo troppo per non guastarvi la sorpresa.

Una golosa merenda alla cioccolateria Choco Gioia vi darà lo sprint giusto per continuare la passeggiata attraverso le strette vie di San Giovanni, dove potrete visitare l’antica chiesetta e ammirare le originali opere che ogni anno il festival di cultura popolare “cuncambias” lascia in regalo in cambio della squisita ospitalità che il quartiere sa offrire.

Prima di andare via, potete portarvi  a casa un ricordo di San Sperate: una piccola “maschera ghignante”, che potrete acquistare presso il laboratorio artigianale “Verde pietra”.

Abbiamo il sospetto che, una volta scoperto, anche voi avrete voglia di tornarci, e allora vi suggeriamo di salutare San Sperate alla maniera locale: “Asibiri!” (Arrivederci!).

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