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Let's Eat

Dove mangiare una piadina a Cagliari

24 novembre 2011

E’ uno dei cibi tipici della gastronomia italiana ma non è la pizza. Di recente vi abbiamo svelato due varianti della ricetta, quella di Ravenna e quella di Rimini. Vi abbiamo anche  suggerito dove mangiarla se vi trovate per esempio a Manhattan o a Genova. Di cosa stiamo parlando? Con tutti questi indizi avrete ormai capito che si tratta della piadina.

Come tante città in Italia e nel mondo, anche Cagliari non poteva fare a meno di un piatto così goloso, capace di mettere d’accordo un po’ tutti i gusti con abbinamenti che vanno dal classico prosciutto crudo, squacquerone (formaggio cremoso tipico della Romagna) e rucola fino alle proposte più stravaganti e innovative che spesso attingono alle materie prime tipiche del luogo in cui vi trovate. E’ esattamente quello che mette in pratica Matteo che da tre anni gestisce la piadineria e friggitoria GUSTO.

Dopo una lunga gavetta nella costa romagnola, Matteo ha deciso di ritornare nella sua Cagliari per diffondere la cultura della piada tra i suoi concittadini. Gusto è un piccolo locale situato in una delle vie più importanti di Cagliari, Corso Vittorio Emanuele, a pochi passi dal Teatro Massimo, nel quartiere storico di Stampace.

Qui antico e moderno convivono in perfetta armonia: la struttura in pietra e lo splendido lampadario dell’800 fanno da contrasto a un arredamento ricercato ed elegante. A dare maggiore personalità al locale, alle pareti ci sono foto e quadri realizzati da artisti isolani mentre una grande teca in vetro conserva sculture e opere d’arte.

Il menù di GUSTO propone un mix di sapori che non ha limiti: si va dalle piadine “Classiche” con crudo, stracchino e rucola oppure con cotto, insalata e mozzarella, alle proposte “Gustose” con pancetta e Dolce sardo (formaggio a pasta molle tipico della Sardegna, prodotto con latte vaccino) o con salsiccia sarda e pecorino. Per chi vuole osare mescolanze ardite, ci sono le piadine “Speciali” come quella con crudo, patate fritte, mozzarella e salsa piccante (tutto in un’unica piada!) o come quella con salmone, stracchino e melanzane grigliate.

Noi, su suggerimento dello chef, abbiamo provato una “Gustosa” con Dolce sardo e pomodoro, un abbinamento che Matteo propone in ricordo della merenda che sua nonna gli preparava da bambino.

Per far felici i più golosi, non mancano le piadine “ Dolci” al cocco, al peperoncino o con nutella e granella di nocciole. Se volete accompagnare il pasto con “I fritti”, avete l’imbarazzo della scelta potendo ordinare, solo per fare qualche esempio, le classiche patatine, i bocconcini di pollo, le chele di granchio, il misto fritto.

Potrete gustare tutte queste prelibatezze, seduti su sgabelli e salotti di pelle sulle tonalità del bianco e nero. E visto che i dettagli possono fare la differenza, vi invitiamo a buttare un’occhiata ai piedi di plastica dei tavolini: sono riempiti di bulloni, un’idea veramente hard-rock!

 


Apertura: dal lunedì al venerdì dalle 11:30 alle 14:30
e dalle 18:30 alle 23:30 e il sabato e la domenica dalle 18:30 alle 23:30.

Dall’altra parte della città, in via Grazia Deledda, c’è un’altra piadineria he fa parte della catena Piadine&Co. Il locale si caratterizza per l’arredamento quasi monocromatico con poltroncine e tavoli sui toni rubino e arancio, lampadari realizzati con le bottigliette di bitter, pareti in bianco e rosso.

Tantissime le scelte del menù (tutte più care rispetto a quelle di “Gusto”, siete avvisati!): si va dai sapori classici con vari tipi di formaggi e prosciutti agli abbinamenti meno tradizionali come la piadina con kebab, crema di gorgonzola e verdure grigliate.

 


Apertura: dal lunedì al venerdì dalle 12:45 alle 14:45 e dalle 19:30 alle 24:00,
il sabato dalle 12:45 alle 14:30 e dalle 19:30 a 0:30
e la domenica dalle 19:15 alle 24.

E poiché non c’è due senza tre, l’offerta di piadinerie cittadine si arricchirà tra febbraio e marzo del prossimo anno, di un altro locale, sempre della catena Piadine&Co, nella zona di Piazza Yenne. Aspettiamo con curiosità di visitarlo.

Nel frattempo lanciamo un’idea: perché non aprire una “Panaderia”? La Sardegna vanta infatti una lunga tradizione nella preparazione de “ sa panada” (sfoglia ripiena di carne e verdure o anguille e patate, ricetta tipica della gastronomia isolana) che potrebbe essere un’ottima proposta di fast-food (pasto veloce) di qualità o di street-food (cibo da strada). Siamo curiosi di vedere se qualcuno avrà voglia di raccogliere la sfida!

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