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Urban Safari

Urban safari con i fiocchi ai mercatini di Natale a Bologna

22 dicembre 2016

Non ci aspettavamo che fosse così natalizia, Bologna.

Cascate di lucine cercano a tutti i costi di rompere la fitta nebbia del rigido e umido inverno della pianura Padana, creando un’atmosfera a dir poco magica nella “rossa” per eccellenza.

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Il nostro giro parte dall’imbocco di via dell’Indipendenza, appena lasciataci alle spalle la stazione Centrale, per chi arrivi in città col treno o in macchina, vi consigliamo di affidarvi ai vostri soli piedi che vi faranno attraversare il centro senza pensieri, specie durante il weekend quando le tre arterie principali – via dell’Indipendenza, appunto, via Rizzoli e via Ugo Bassi sono sotto ZTL per i cosiddetti “T-days”.

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Subito sulla destra, in piazza XX Settembre, alle spalle di porta Galliera, troviamo un assaggio di ciò che più avanti ci sorprenderà in altra misura, un capanno in cui sono allestiti alcuni stand che vendono prevalentemente tessile (sciarpe, cappelli e coperte) come fosse un mercato settimanale permanente, ma soprattutto una piccola giostra coi cavalli al trotto e un paio di casupole che vendono i prodotti tipici della tradizione emiliana: lambrusco e tigelle, ma anche tè, tisane, vino caldo e caldarroste.

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A questo punto possiamo decidere se proseguire per l’affollata via dell’Indipendenza, oppure optare per via Galliera. Nel primo caso, quando avremo incrociato via San Giuseppe, giriamo a destra, nel secondo ci saremo in mezzo: ecco i mercatini dell’artigianato, anche detti “Decomelart” che da sempre interessano la zona a weekend alternati, ma a Natale costituiscono un’occasione giornaliera e immancabile per fare regali unici e diversi dal solito.

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Dai pellami ai gioielli in acciaio e bottoni, dagli elfi fatti a mano da una signora eccentrica che ne spiega per filo e per segno il significato, ai prodotti di Fra.ne, due ragazze con laboratorio fisso a Firenze che realizzano portafogli e porta tabacco con materiali di riuso, come resistentissimi e coloratissimi tessuti da tappezzeria. Qui, se siete abbastanza fortunati, incrocerete un signore col proprio carrettino altrettanto artigianale e corredato di thermos che potrebbe offrirvi una bevanda calda a pochi centesimi!

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Senza farci distrarre dai marchi delle grandi catene di distribuzione, continuiamo a camminare quasi fino alla fine della strada, dove sulla sinistra, appena superata la cattedrale di San Pietro – il luogo di culto più importante di Bologna, sì, più della basilica di San Petronio! – svoltiamo a sinistra per la fiera di Natale di via Altabella. Un corridoio coperto, con espositori di prodotti fatti a mano, giocattoli in legno, bigiotteria vintage, pietre dure, agendine, saponi e qualche dolciume.

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Alcuni degli oggetti possiamo ritrovarli identici più avanti, negli storici mercatini di Santa Lucia su Strada Maggiore, nel cuore del centro bolognese. Ci scattiamo prima una foto d’obbligo sotto l’albero illuminato di piazza del Nettuno, per poi volgere verso i caratteristici stand di legno, collocati sotto il portico di Santa Maria dei Servi sin dal 1796.

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Aprono per la prima volta intorno al 15 di Novembre e restano aperti ogni giorno dalle 9:00 alle 20:30 fino al 26 dicembre. Caramelle e torrone, una vastissima scelta di cioccolata calda aromatizzata – scegliete voi come riempire il bicchiere fino all’orlo direttamente dai dispenser per soli 3€! – e pietanze tipiche emiliane (schiacciata fritta e crescentine) e non, come i brigidini toscani, cialde all’anice della provincia di Pistoia di cui potete ammirarne il procedimento data la pressa esposta dietro il bancone.

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Uno spazio è dedicato alle lettere dei bambini per Babbo Natale, ma soprattutto questi mercatini sono gli unici dove poter acquistare le figure tipiche del presepe bolognese, fra cui spiccano “la Meraviglia” e “il dormiglione”. Al di là di qualsivoglia sessismo, la prima rappresenta una donna che accoglie la nascita e si sorprende, generalmente una pastorella che accoglie una capretta in grembo, mentre il secondo rappresenta un uomo che preferisce ignorare gli eventi circostanti.

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Tornando indietro verso le due torri, e imboccando la parallela di Strada Maggiore, via Castiglione, è altrettanto imperdibile il villaggio di Natale francese di piazza Minghetti. Ci accoglie l’odore delle brioche della boulangerie, tonnellate di pain au chocolat e morbidi biscotti bretoni da comprare al grammo, tutti da scegliere per la propria personalissima composizione golosa.

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C’è anche la possibilità di mangiare qualcosa più sofisticato, fra i 9€ e i 13€ per un pasto caldo tipico come la bourguignon (a base di manzo e pancetta cotti nel vino rosso) o una porzione di patate provencale, a meno che non vogliate “accontentarvi” di qualche ostrica, e perché no, un assaggio di scampi, accompagnati da champagne. Immancabile anche lo stand dei macaròn, dei formaggi, dei vini, e dei profumi in un tripudio di tour Eiffel dai mille colori.

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Numerose, poi, le iniziative di mercatini temporanei, tutti dedicati alla piccola manifattura e al design. Siamo proprio di fronte ai mercatini di Santa Lucia quando partecipiamo ai “Reindeer days” organizzati dallo Zoo, un posto adorabile dove noi di Nuok vi abbiamo già portati tempo fa.

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Qui oltre ai prodotti un po’ radical chic sempre venduti dal brunch-bar/caffetteria, troviamo tantissime idee da regalare ai più piccoli (e alle rispettive mamme e papà!) come le irresistibili creazioni di filo.vero che ha pensato agli “Stop crying” kit corredati di anello per la dentizione, portaciuccio e bavaglino-bandana, oppure i pupazzini di IntoTheTreees.

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Qualcosa di simile accade al Dynamo – la velostazione, la ciclofficina che è anche un bar e ormai un punto di riferimento della vita notturna bolognese. Per l’ultimo weekend di Natale è stata anche la sede di “The Garage”, l’urban market con più di 20 espositori indipendenti, il vin brulè più buono di tutta la città, e la possibilità di accoppiarlo ad una calda zuppa alla modica somma di 4€, con tanto di dj-set natalizio dalle 20 in poi!

Insomma, il Natale di Bologna è per tutti i gusti, dai palati più tradizionali, a quelli più sopraffini, e per tutte le tasche, anche le più giovani che cercano un altro modo di viverlo. Di certo vale la pena sperimentarlo!

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