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Il lato segreto di Bologna di piazza in piazza

12 luglio 2017

Se le città sono vive e parlano, Bologna lo fa attraverso le sue piazze. A Bologna infatti, ce ne sono davvero tantissime. Ognuna con una propria personalità, un proprio carattere nel quale chiunque può riconoscersi, identificarsi.

La piazza più famosa è sicuramente Piazza Maggiore, che per la posizione centrale e l’importante ruolo che ricopre come fulcro della città, è sempre un via vai di persone. Ne abbiamo già parlato a proposito di Lucio Dalla.

Se vogliamo trovare un’etichetta per Piazza Maggiore, possiamo sicuramente definirla la piazza più “mondana”, al centro delle principali attività cittadine Bolognesi. Qui vengono ospitati concerti e la maggior parte degli eventi più rilevanti. Le sere d’estate, ad esempio, vengono proiettati i film restaurati dalla cineteca di Bologna su un grande schermo sotto le stelle. Un po’ per questo motivo, un po’ perché qui convergono tutte le strade più importanti di Bologna, è frequentata sopratutto dai turisti.

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Inoltre qui in Piazza Maggiore ci sono due dei sette segreti di Bologna.

Il primo di questi, forse il più conosciuto, si trova sotto la volta di Palazzo del Podestà e si tratta di una sorta di “telefono senza fili”. Sistemandosi in un angolo del muro si può sentire la voce di chi si trova nell’angolo opposto. Se perciò, passando di qui, vedrete persone di spalle parlare da sole, non spaventatevi! Il secondo segreto, invece, è meno conosciuto per via della sua natura: fermandosi in un punto preciso, alle spalle della statua del Nettuno che si trova al centro della piazza, per un effetto ottico e un dito un po’ sporgente, è possibile vedere il fallo della statua del dio del mare.

Su Piazza Maggiore si affacciano palazzi storici importantissimi, come Palazzo D’Accursio (al cui interno si trova una delle biblioteche più importanti della città, Salaborsa), Palazzo del Podestà e Palazzo Re Enzo. In quest’ultimo vengono ospitate mostre ed eventi e diventa una location alternativa per il festival di musica elettronica Robot Festival.

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Proseguendo da Piazza Maggiore su via Rizzoli si arriva fino alle due torri. Da qui se poi si imbocca via Santo Stefano si raggiunge l’omonima piazza. Sembra di essersi lasciati la città alle spalle e di essere arrivati in un paesino antico. Uno di quelli dove vige la calma e la tranquillità. Eppure piazza Santo Stefano si trova in pieno centro. Anche i negozi che si trovano qui, e che sembrano usciti da un’altra epoca (Sala Da Barba dal 1922 è uno dei tanti esempi), trasmettono quella sensazione di serenità e quiete. Ci si può fermare a riposare su una panchina, nel silenzio, con l’ombra di una delle chiese più importanti di Bologna a ripararvi dal sole. Anzi, sette chiese.

La Basilica di Santo Stefano è infatti conosciuta anche con il nome di “Sette chiese” per via del complesso di chiese minori che si trovano al suo interno. Ognuna collegata con l’altra, le chiese si snodano tra bellissimi giardini che restituiscono il senso generale della piazza.

Insomma, qui regna la lentezza e la pacatezza. Anche la sera, quando si anima di locali dove fare aperitivo, la confusione del centro sembra lontana, nonostante sia distante soltanto pochi metri.

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Se invece dalle due torri si prosegue verso via Zamboni, si arriva a Piazza Verdi: la piazza universitaria. Centro nevralgico delle serate bolognesi, ritrovo di studenti e ragazzi. Questa è la piazza più “consumata”. Affollata da quando i caffè aprono la mattina fino alla sera, quando i caffè diventano locali. Qui si trova, proprio di fronte la piazza, dove un tempo si ergeva il Palazzo Bentivoglio, il Teatro comunale di Bologna. Piazza Verdi è piccola ma il clima che l’avvolge non si esaurisce alla fine della piazza, continua in due traverse: via Petroni e via del Guasto. La prima è una tappa obbligatoria per tutti gli studenti per via dei tantissimi locali dove è possibile fermarsi a bere e a mangiare anche a tarda notte. La seconda, via del Guasto, è da poco diventata la protagonista di Guasto Village, una “rassegna” estiva davvero interessante. Dieci container, posti al centro della via, arredati e dipinti con murales, diventati biblioteche, edicole, mercatini, bar e bistrot, insomma, spazi dove dare vita all’arte.

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Infine, c’è Piazza VIII Agosto. Se la sera questa piazza vi sembra desolata è perché in realtà VIII Agosto è una piazza che vive di giorno, grazie al mercato. Pieno di bancarelle su cui è possibile trovare di tutto, dalle pentole alle scarpe, il mercato si sviluppa su tutta l’area della piazza e si tiene ogni venerdì e sabato. Alle spalle di VIII Agosto c’è la Montagnola: un nome, un’istituzione. Si tratta di una delle prime isole verdi sorte a Bologna. Affollata di persone che fanno sport o si fermano a chiacchierare sulle panchine dopo un giro al mercato, ma anche uno spazio tranquillo dove riposarsi.

Piazza VIII Agosto, inoltre, collega due vie importanti di Bologna: Via Indipendenza, la via principale, e Via Irnerio.

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Ora dovete soltanto scegliere la piazza che vi ispira di più.
Oppure, per sicurezza, visitarle tutte.

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