Klingelhöferstraße 14, Tiergarten, Berlino. Lungo le sponde del canale artificiale Landwehrkanal si trova una curiosa struttura a forma di H, attraversata da una lunga rampa pedonale che scavalca l’edificio e passa sulla copertura tra le creste dei lucernai.

Si tratta dell’archivio-museo del Bauhaus, progettato dall’architetto tedesco Walter Gropius nel 1964 e realizzato poi tra il 1976 ed il 1979. Inizialmente questo progetto era destinato per un museo nella città di Darmstadt, per via del forte volere dalle autorità politiche dell’epoca – ma allo stesso tempo il Senato di Berlino Ovest era disposto a trovare lo spazio e i soldi per la realizzazione del museo.
E così fu.

Nel 1997 questo strano edificio dai tetti bianchi – che ricordano un po’ i bocchettoni di un transatlantico – è stato messo sotto la tutela monumentale, ed effettivamente è davvero bellissimo. La collezione ospita la storia del Bauhaus nel campo dell’arte, dell’insegnamento, dell’architettura e del design. Lyonel Feininger, Johannes Itten, Paul Klee, Wassily Kandinsky, Laszlo Moholy-Nagy, Werner Drewes e Oskar Schlemmer sono solo alcuni dei grandi nomi ospitati qui.

Sulla carta, sembra un museo di Berlino da non perdere. Noi di Nuok ci siamo stati e le nostre aspettative si sono spente subito, forse perché reduci da un percorso ben più ricco ed affascinante come quello che avevamo amato al MoMA di New York.

Il portone d’ingresso, alla fine della rampa, si aprirà automaticamente quando sarete a pochi metri di distanza. Una volta pagato il biglietto di 7 euro al bancone sulla vostra sinistra, sarete obbligati a scendere le scale a destra per posare in un armadietto giacca e borsa, anche se è piccolina e poco ingombrante. E’ vietato fare le fotografie – è scritto in piccolissimo solo all’esterno – dunque dimenticate tranquillamente la macchina fotografica. Risalite le scale, scegliete l’audio guida in italiano e iniziate il vostro giro all’interno delle due (uniche) grandi sale.

Nella prima sala si trova la mostra permanente: una decina di mobili tra sedie e tavoli, un centinaio di documenti incorniciati su pannelli bianchi ed una decina di modellini. Per essere il centro di riferimento della Bauhaus a Berlino, l’esposizione è davvero deludente, piatta, noiosa. Come direbbero gli americani, a bit disappointing.

I quadri sono uno appiccicato all’altro, e non permettono di godere dell’unicità di alcuni documenti. I mobili sono disposti senza alcuna logica storica, come fosse un qualsiasi reparto dell’IKEA. Le didascalie, fortunatamente anche in inglese, sono troppo lunghe ed accademiche. Risultato: il pubblico senza un forte background specifico si ritroverà del tutto spaesato e con nessun incentivo a prestare attenzione ai dettagli che rendono unica la scuola di pensiero del Bauhaus.

Nella seconda sala, sono esposte fino al 12 marzo invece 55 bellissime fotografie del fotografo statunitense-giapponese Ishimoto Yasuhiro – scattate nel 1954 presso il palazzo Katsura, poco fuori Kyoto. Con i suoi scatti descrive con disarmante semplicità la bellezza e la sobrietà delle linee geometriche dell’edificio.

In conclusione, il Bauhaus-Archiv è consigliatissimo per un pubblico già molto preparato, architetti e studiosi, ma non per chi, con molta umiltà, è semplicemente affascinato dal Bauhaus tedesco. Dalla visita a questo archivio potreste uscirne molto insoddisfatti ed appesantiti da una rappresentazione appiattita di una realtà artistica invece così rivoluzionaria.
Paradossalmente è molto più accattivante lo shop dedicato nella sala davanti al bancone d’ingresso.


VISTO….STUPENDO!!!!
Io l’avevo visitato con mio fratello che fortunatamente è architetto (quindi ha saputo dirmi molte più cose della guida).
La Bauhaus esteticamente mi fa un po’ schifetto, però la trovo molto interessante e quindi il museo mi era piaciuto moltissimo. Però forse senza una guida adeguata sarebbe stato un po’ sterile (per me certe cose, tipo le sedie, sono proprio brutte e senza un po’ di storia sono solo brutte sedie).
Siamo anche passati da Gropiusstadt (si reggiunge relativamente velocemente con la metro e per chi arriva a Schonefeld è proprio di strada) e la mia prossima tappa è l’Hansaviertel! :)
Io io io!!Voglio andarci!!!Sono stata a Borlin ma non ho fatto in tempo a vederlo!!Ma alla fine bisogna lasciarsi sempre qualcosa non visto…