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Urban Safari

Prima volta a Bogotà tra cultura, buon cibo e musica

22 settembre 2016

All’annuncio di un viaggio in solitaria in Colombia, queste sono le reazioni che potete ragionevolmente aspettarvi: sconcerto degli amici, ansia dei genitori, nonne che promettono di accendere candele in chiesa. La reputazione mondiale della Colombia, segnata da cocaina, conflitti e disordini di vario genere, la rende ancora una meta di viaggio da guardare con sospetto.

La buona notizia è che nella capitale Bogotà l’apparente vena guerrillera colombiana si traduce solo in una certa diffidenza, da tipico cittadino metropolitano, dei bogotanos. Il conflitto che ha sconvolto la Colombia per 60 anni fra FARC, paramilitari ed esercito nazionale qui non è mai arrivato direttamente, anche se la città ha visto la sua dose di violenze e tutt’ora non resta certo priva di forti contrasti e potenziali pericoli.

Il centro città

Il viaggio è lungo e arriverete all’Aeroporto di El Dorado parecchio stanchi. Nell’area riservata ai taxi autorizzati, facilmente raggiungibile e con la presenza di staff efficiente, avrete due possibilità: taxi bianchi oppure gialli. I taxi bianchi accettano anche la carta di credito e costano il doppio, i gialli sono i normali taxi cittadini, più economici ma pagabili solo in pesos colombiani e con una attesa in coda piuttosto lunga. La leggenda narra anche di un bus, ma i taxi restano davvero convenienti, ancora di più se siete con uno o due amici.

L’argomento taxi è tasto particolarmente sensibile qui in Colombia: dal paseo milionario (tassista abusivo che, dopo aver caricato i suoi complici, ti costringe poi a prelevare tutto il prelevabile dalle carte di credito)  alla scopolamina soffiata a tradimento in aeroporto per ridurre il malcapitato in zombie, è sempre il caso di fare attenzione. Se non siete troppo spaventati fin qui, siete pronti per iniziare a esplorare la città.

Bogotà è strutturata in avenidas, carreras, transversales e diagonales che si incrociano con calles, un sistema all’americana molto intuitivo. Qualsiasi indirizzo riporterà quindi prima l’una (es: Carrera 7), poi il numero della Calle (preceduto da un cancelletto # o da una N.) , quindi un trattino (-)  che riporta il numero dell’edificio.

Plaza de Bolivar

Se avete poco tempo per visitare la città, dirigetevi senza esitazione verso i suoi due pilastri culturali: il Museo Botero e il Museo Del Oro. Per arrivare al primo, partite da Plaza de Bolivar, grande piazza molto popolata e dominata dalla settecentesca Capilla del Sagrario, oltre che da una statua dell’ambizioso libertador Simon Bolivar. Il resto dei palazzi è molto più recente, potete anche dare un’occhiata alla facciata del Palacio de Justicia, protagonista del sanguinoso assedio del 1985 da parte dell’ M- 19.  Ah, per la cronaca: no, nessun colombiano guarda Narcos, non ne possono più di sentir nominare Escobar, hanno già visto le loro serie tv colombiane sul tema e diffidano della serie gringa con gringos biondi salvatori della Colombia. Come dargli torto.

Il Palacio de Justicia

Tornando al giro in città, da Plaza de Bolivar in 5 minuti siete arrivati al Museo Botero. In questa elegante struttura troverete una selezione delle opere del celebre Fernando Botero, che sì, è proprio il pittore (e scultore) di soggetti formosi. Se vi interessa il tema, troverete di tutto: pere ciccione, mani ciccione, animali ciccioni. Potete interrogarvi sulla provocatoria ricerca di un nuovo canone estetico anti-classico e sulla riduzione del corpo umano a oggetto plastico come altri, oppure farvi più semplicemente due risate e qualche selfie: è gratis. La collezione del museo comprende anche opere di Dalì, Ernst, Chagall, Picasso e Renoir. In ogni caso, altro e più ricco Museo Botero lo trovate a Medellin, città natale del pittore.

4-museo-botero

Se ora avete un po’ fame, la vostra fermata è La Totuma Corrida. Questo posticino dall’atmosfera bohème, situato sulla Carrera. 2 #12B-90, è ad una decina di minuti dal museo Botero e vi farà arrivare nel cuore storico e coloniale della città, il quartiere La Candelaria. La Totuma Corrida offre deliziosi piatti di cucina fusion giappo-colombiana a prezzi che variano intorno ai 10.000 pesos: sì, 3 euro. Porzioni abbondanti e imperdibile limonata fatta in casa, dato che qui bere acqua durante i pasti non va di moda.

Il Totsumashi de La Totuma Corrida

Una volta ricaricati, siete pronti per arrivare al Museo del Oro. È uno dei più bei musei del Sud America, con migliaia di reperti pre-ispanici in oro e meraviglie artigianali varie. Potete anche farvi suggestionare con il mito di El Dorado da una delle guide in spagnolo o inglese che frequentemente accompagnano i visitatori.

7-una-vetrina-del-museo-del-oro

Concludete poi la serata tornando nella Candelaria o a Bogotà Beer Company, catena di birrerie artigianali dall’atmosfera europea e con selezione di qualità, nella Calle 12D # 4-02, o in Plaza del Chorro de Quevedo. Stracolma di gioventù locale e turisti, in questa piazza troverete sempre giocolieri, attori, artigiani, musicisti e i caratteristici cuenteros, ossia i cantastorie locali. Comprate una proletaria birra Poker e sedetevi a terra per godervi l’atmosfera. Se non volete farvi mancare nulla, chiedete un guaro (aguardiente), una specie di sambuca colombiana.

Per il ritorno a casa, se avete Internet sul cellulare, funzionano molto bene due app: Easytaxi e Tappsi. Uber offre un servizio ottimo, anche migliore dei taxi cittadini. Tutte le app forniscono targa, foto e cellulare del tassista per un rientro in tutta sicurezza. Se fermate un taxi per strada, fate attenzione alla presenza della sicura al finestrino e della licenza sul retro del sedile anteriore. A questo punto dovete solo godervi nel tragitto verso il vostro alloggio, riparati dal freddo spesso pungente e senza l’infernale traffico giornaliero delle strade di Bogotà.