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Day Trip

L’incanto di Crespi d’Adda, villaggio operaio dell’Ottocento

17 marzo 2017

È arrivata la primavera e con lei la possibilità di gite fuori porta e soprattutto all’aperto! Se avete voglia di qualcosa di nuovo o semplicemente di evadere dal caos cittadino, Crespi d’Adda è il posto ideale in cui trascorrere una giornata di sole.

vista crespi albero

Per chi avesse già esplorato i dintorni della capitale lombarda, a quaranta chilometri da Milano e a venti da Bergamo, il villaggio operaio di Crespi d’Adda conserva ancora intatta l’architettura originaria: arrivando in auto dall’unica strada che permette l’accesso al paese l’impressione è quella di essere entrati in un vero e proprio paesino inglese. Ma andiamo con ordine: la storia di Crespi d’Adda comincia nel 1877, quando Cristoforo Crespi vi insedia il suo opificio. Negli anni seguenti vengono costruite le prime case per gli operai e contemporaneamente tutti i servizi necessari alla vita quotidiana, come la chiesa, le scuole, i lavatoi e il teatro.

scuola

L’idea di creare un luogo accogliente per i lavoratori e l’approccio illuminato di Cristoforo Crespi vengono portati avanti dal figlio Silvio, che vede nel rapporto fabbrica-villaggio una svolta industriale. Pioniere non solo nell’idea ma anche nelle tecnologie: Crespi d’Adda fu il primo paese in Italia ad essersi dotato del moderno sistema di illuminazione pubblica Edison. Il villaggio, fondamentale a livello storico per il ruolo giocato nell’industrializzazione italiana, conserva ancora oggi un carattere incontaminato: il verde, le costruzioni ordinate, il lungo viale che porta al cimitero… sembra davvero che il tempo si sia fermato.

viale

Il 5 dicembre 1995 Crespi d’Adda viene dichiarato dall’Unesco patrimonio della cultura mondiale: è infatti un “esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa”.

vista crespi chiesa

Questo paese è l’ultimo centro abitato dell’Isola Bergamasca (il territorio compreso tra il fiume Adda e il fiume Brembo) e sorge in una sorta di conca naturale. Arrivando in paese, sulla nostra destra si staglia il Castello, ovvero la villa padronale della famiglia Crespi, caratterizzato da un aspetto tardo romantico che ben si accosta alle torri di stile medievale.

castello

Sulla sinistra troviamo invece la Chiesa, esatta copia di quella di Busto Arsizio (da dove i Crespi provenivano), in perfetto stile rinascimentale con un’ampia scalinata che la collega alla strada.

chiesa

Proseguendo lungo corso Manzoni raggiungiamo l’ingresso storico dell’opificio Crespi, chiamato dagli abitanti della zona “I cancelli rossi”, e proseguendo poco più avanti troviamo i capannoni del cotonificio, caratterizzati da decorazioni in cotto e mattoni e dalla stella a otto punte, diventata nel tempo simbolo del paese.

fabbrica

Superati i capannoni e usciti dal centro abitato, si arriva (dopo circa un chilometro) al Cimitero, inaugurato nel 1908, che ospita la grande piramide a gradoni del monumento funebre della famiglia Crespi. La tradizione vuole che questa costruzione, con le esedre che si aprono sui lati e circondano tutte le lapidi sul prato, simboleggi l’abbraccio della famiglia padronale ai suoi lavoratori. 

Il centro abitato si sviluppa poi sullo stesso lato della Chiesa ed è caratterizzato in primo luogo dalle case operaie, ordinate e dotate di giardino, immagine caratteristica del paese. Silvio Crespi infatti, ha volutamente imitato gli esempi di abitazioni operaie che aveva conosciuto nei suoi viaggi in Inghilterra. Ai direttori, agli impiegati e ai capireparto venivano invece assegnate le ville, costruite dai Crespi negli anni Venti, molto eleganti e curate nei minimi dettagli. Tornando verso l’ingresso del paese si scoprono altri luoghi storici: il dopolavoro, di fronte alla Chiesa, che offriva tutta una serie di attività culturali e sportive e che oggi ospita la pizzeria Al Dopolavoro, ed infine il lavatoio. Per concludere, ecco una curiosità: da ogni punto del paese è possibile vedere la casa del prete e la casa del medico, collocate più in alto rispetto al centro abitato.

casa in cima

Terminata la visita al cuore del villaggio si può proseguire verso il centro sportivo oppure verso il fiume. Nel primo caso basta superare la casa del prete, sulla strada alta che dà sul villaggio: “La Pista” (così si chiama il centro sportivo) deve il suo nome al velodromo che una volta caratterizzava il centro ma che venne demolito diversi anni fa. Qui ha luogo la festa del paese dedicata al S.S. Nome di Maria, che cade alla fine dell’estate e che riunisce gli abitanti del paese e non solo, per una serie di eventi e di “mangiate” (assolutamente consigliati i casoncelli alla bergamasca). Proseguendo invece verso il fiume si raggiunge l’Adda, sovrastato da una passerella che collega Crespi d’Adda a Concesa e al Santuario dei Padri Carmelitani. La passeggiata è molto bella, sia per chi va a piedi sia per chi preferisce la bicicletta, soprattutto per la diversa prospettiva da cui si può ammirare la fabbrica del paese.

fabbrica dal fiume

Infine, se vi venisse voglia di pedalare, esiste una pista ciclabile che, costeggiando l’Adda, unisce Lecco a Milano, alternativa perfetta per una giornata soleggiata!

fiume

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