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Hospital de Sant Pau: il gioiello modernista di Barcellona

24 settembre 2014

Fra le meraviglie che Barcellona è riuscita a nascondere al grande pubblico di visitatori, ce n’è una tanto bella quanto insolita: è l’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau, (Ospedale della Santa Croce e di San Paolo) capolavoro di arte e ingegno modernista.

facciata d'ingresso_hospital de sant pau

Chiariamo subito: l’ospedale oggi non accoglie nessun tipo di attività medica. Nell’autunno del 2009 tutta l’attività sanitaria è stata trasferita nel nuovo Hospital de Sant Pau, collocato a qualche centinaio di metri mentre nella vecchia struttura iniziavano i lavori di ristrutturazione. Obiettivo? Farne un’area visitabile dal pubblico, un vero e proprio museo a cielo aperto, e un importante centro di ricerca e di cultura. Alcuni dei suoi padiglioni, infatti, sono impiegati da alcune istituzioni e fondazioni internazionali come sedi del proprio lavoro di studio.

Un passo indietro

L’ospedale fu costruito per la prima volta nel lontano 1401, con il nome di Santa Creu (Santa Croce) con l’obiettivo di fondere i 6 ospedali allora presenti a Barcellona. Alla fine del XIX secolo, tuttavia, a causa dell’inarrestabile crescita demografica, era chiaro che la città avesse bisogno di una struttura più grande. Fu grazie all’eredità del banchiere Pau Gil che nel 1902 si posò la prima pietra. Nel testamento Gil decise di destinare la sua fortuna alla costruzione dell’ospedale ma a due condizioni: che venisse realizzata la miglior struttura da un punto visto tecnologico, medico e architettonico e che portasse il nome di Sant Pau. Il progetto fu concepito dall’architetto Luis Domenech i Montaner che abbiamo già incontrato quando vi abbiamo parlato del Parco della Ciutadella e i lavori si conclusero nel 1930. Domenech i Montaner fu per certi versi un visionario: ispirandosi ai migliori ospedali europei dell’epoca, la sua idea era di costruire una sorta di città-giardino in cui luce e ricambio d’aria avessero un ruolo chiave per garantire ai pazienti l’ambiente più salubre possibile. Se oggi in ambito sanitario questo concetto appare scontato, di certo non era così agli inizi del XX secolo.

Partiamo ora per un tour dell’area che ospita l’Hospital de Sant Pau, il Recinto Modernista, che inizia dai sotterranei, passerà per i giardini e vi condurrà fin dentro ai padiglioni. Pronti? Andiamo, allora!

Una rete di collegamenti

Cominciamo da ciò che sta sotto: Domenech i Montaner aveva previsto ben 2 kilometri di tunnel sotterranei, che fossero funzionali a collegare i vari padiglioni di superficie, permettendo la circolazione del personale medico e il trasporto dei pazienti.

Tunnel_Hospital de Sant Pau

La sala hipostila è la prima tappa del nostro giro all’interno dell’ospedale. Questo ambiente era la vecchia sala d’attesa del pronto soccorso. La ceramica e il mattone sono gli elementi costruttivi che risaltano nella sala sia sui tetti che nelle possenti colonne portanti.

Sala hipostila_Hospital de Sant Pau

Oggi la concitazione tipica dell’attività di pronto soccorso ha lasciato il passo ai ritmi più compassati di eventi, riunioni e cene istituzionali che qui si tengono. La sala hipostila è collegata direttamente con i tunnel che danno accesso ai giardini del Recinto Modernista.

I Giardini

Usciti dai tunnel sotterranei, ci si ritrova nei giardini di Sant Pau. Questo spazio fu concepito come un’area capace di coniugare bellezza e funzionalità.

Recinto modernista

Da una parte, piante medicinali e alberi avevano lo scopo di ricreare un ambiente equilibrato e armonioso dove i pazienti potessero passeggiare all’aria aperta e trovare il riposo necessario. Anche a un secolo di distanza dalla costruzione, questa funzione viene perfettamente mantenuta: fare una passeggiata per i giardini di Sant Pau non può che rilassare!

Da un punto di vista organizzativo, si pensò di collocare i padiglioni ai lati del Recinto Modernista e destinare il centro al padiglione della sala operatoria, facilmente riconoscibile.

Sala operatoria_Hospital de Sant Pau

I padiglioni

La struttura del Recinto modernista è simmetrica con i suoi 35.000 metri quadrati di superficie. Se lo guardiamo dall’alto, dando le spalle al padiglione dell’amministrazione, sembrerà una sorta di spina di pesce con a destra i padiglioni dedicati ai santi e a sinistra quelli intitolati a sante e vergini.

Dei 27 padiglioni realizzati (il progetto iniziale ne prevedeva 40) solo 3 possono essere visitati oggi. Alcuni sono in fase di ristrutturazione, altri sono occupati dalle fondazioni a cui si è accennato sopra.

Padiglione_hospital de sant pau

Tutti in uno. Il padiglione di Sant Jordi, per il momento, è stato designato come punto d’informazione di tutto il Recinto Modernista. Al suo interno, infatti, si trovano ricostruzioni, immagini e illustrazioni video di tutti gli altri padiglioni. Prima ancora di visitare il resto del Recinto, fate una capatina in questo padiglione per conoscere i dettagli sulla costruzione e la storia dell’Hospital di Sant Pau!

Il padiglione di Sant Rafael fu edificato fra il 1914 e il 1918, inizialmente destinato al reparto ortopedico e disponeva di 44 letti. Se alzate lo sguardo, vedrete che in tutto il padiglione sono collocate diverse lettere “R”, in onore di Rafael Rabell che, insieme alla figlia Concepció, destinò un importante lascito per la sua costruzione. Sul tetto e sulle pareti non mancano i mosaici mentre in fondo al padiglione si trova una raffigurazione della sala così com’era durante lo scorso secolo quando ospitava i pazienti.

Padiglione di San Rafael

Padiglione_Hospital de Sant Pau

Il padiglione dell’amministrazione

Si tratta del padiglione più grande. Fu costruito tra il 1905 e il 1910. La facciata combina tratti gotici, moreschi e germanici e fu concepita come se fosse un altare grazie ai quattro angeli realizzati da Pablo Gargallo e i rilievi presenti al secondo piano mentre all’interno è uno spettacolo di mosaici, volte e colonne.

nterno Padiglione dell'amministrazione

corridoi_padiglione dell'amministrazione

Il padiglione dell’amministrazione è sormontato dalla torre dell’orologio, di 62 metri di altezza, posta nel 1910.

Al suo interno si svolgevano tutte le funzioni amministrativo-burocratiche come le pratiche di ammissione e dimissione dei pazienti, il servizio di assistenza, l’archivio storico. Oggi è la sede della Fondazione privata Hospital de la Santa Creu i Sant Pau.

Se l’Hospital de Sant Pau è un gioiello in sé (fu dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997), la sala rinominata in onore di Domenech i Montaner è un vero e proprio spazio privilegiato dove confluiscono diverse discipline artistiche, in una fusione di colori, talento e creatività: architettura, scultura, ceramica, pittura, mosaici. In altre parole, questa splendida sala offre una piccola ricostruzione di tutti i materiali e le arti impiegate nel Recinto Modernista. La trovate al secondo piano del padiglione dell’amministrazione.

Sala Domenec i Montaner

Le porte dell’Hospital de Sant Pau sono state riaperte lo scorso febbraio dopo 5 anni di restauri e 72 milioni di euro investiti. Si punta a raggiungere le 120.000 entrate all’anno, cifra ben lontana dai 3 milioni della Sagrada Familia e dai 700.000 di Casa Batlló  ma che è di certo destinata a crescere.

Padiglione-Hospital de sant pau

Quando visitarlo? I cancelli di entrata all’Hospital de Sant Pau sono aperti tutti i giorni a partire dalle 10.00 ma la prima domenica di ogni mese l’ingresso è gratuito. Insomma, a voi la scelta!

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