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Urban Safari

Barcellona: arte, solidarietà e aperitivi a Sant Pere

03 settembre 2016

Il lento accorciarsi delle giornate è segno che nemmeno nella nostra Barselo l’estate è per sempre. Questo però non vuol dire che il mood della città cambi, anzi: molto spesso le ultime settimane d’estate sono ricche di eventi e di feste fino a notte fonda, come durante la lunga settimana di festeggiamenti della Mercé. Ma se nel corso degli ultimi due mesi vi siete dati alle ore piccole e alle giornate in spiaggia, forse ora iniziate a sentire la necessità di riprendere dei ritmi più rilassati. Il barrio di Sant Pere viene in vostro aiuto! Lasciamo da parte le ore piccole e concediamoci un pomeriggio di relax alla scoperta della street art, del cibo etnico e di un delizioso aperitivo italiano.

Sant Pere tra Medioevo e melting pot

Spesso sentirete definire il quartiere Sant Pere come El Born, ma si tratta di un errore. La distinzione geografica fra le due zone è molto netta e marcata dalla lunga calle Princesa: in direzione del mare, e fino al barrio de la Barceloneta, si estende il Born; Sant Pere invece si sviluppa in direzione montagna, fino all’inizio di via Laietana. Mentre il Born è famoso per la sua vita notturna e per essere custode di buona parte della memoria storica cittadina, con le vestigia medioevali delle guglie di Santa Maria del Mar e la fiamma eterna del Fossar de les Moreres, Sant Pere è un labirinto di stradine che pullula di vita e inter-culturalità, di piazze animate da musica all’aperto e street art. Un tripudio di colori e allegria che difficilmente fa immaginare che poco lontano da qui si svolgessero le esecuzioni delle “streghe” nel periodo dell’Inquisizione!

porte street art sant pere barcellona

Il grande melting pot che muove le strade di Sant Pere ha origine lontane: d’altronde fu questa la zona della Ciutat Comtal che visse prima di tutte la crescita demografica del secolo XI, quando Barcellona si allargò oltre le mura romane che contenevano parte di quello che oggi è il Gótic. Memoria di quella che fu la trasformazione della città e lo spostamento degli affari fra queste strade, sono i nomi delle vie: prestateci attenzione, e vi accorgerete che molti di loro ricordano gli antichi gremi artigiani di origine medioevale. C’è la strada dei maestri dell’argento (carrer de l’Argenteria), quella dei cappellai (carrer dels Sombrerers), dei lavoratori di cuoio e pellame (calle dels Assaonadors) e dei cardatori di lana (carrer dels Carders).

Espai Mescladís e la voce solidale del barrio

È proprio in carrer dels Carders che ci fermiamo, giusto all’incrocio con carrer de l’Allada-Vermell: siamo incuriositi da un tunnel sovrastato da decine di foto in bianco e nero, occhi alleghi che vi guardano passare. Sono donne in vesti da casa, ragazze tatuate, coppie che si abbracciano, bambini con lo sguardo divertito. Avete davanti a voi gli abitanti del quartiere, che con i loro sorrisi sembrano rimarcare la loro presenza, in un’esclamazione univoca “eccoci, noi viviamo qui!“.

carrer dels carders street art sant pere barcellona

E “Qui som!” (Chi siamo) è proprio il nome di questo progetto, nato dall’idea del fotografo Joan Tomás, che nel 2004 decise di ritrarre gli abitanti di Sant Pere e dell’adiacente Santa Caterina per mostrare la loro diversità e allo stesso tempo la forte identità collettiva. Sono 200 ritratti che vi osservano da una parte all’altra del tunnel, che sbuca sull’orto urbano del Forat de la Vergonya. Le loro voci sono impresse sulla carta, con citazioni e racconti sulla vita nel barrio: una narrazione di quartiere che stimola il dialogo e promuove il rispetto e la conoscenza fra vicini di casa e passanti.

carrer del pou de la figuera street art sant pere barcellona

E mentre attraversiamo il tunnel non ci sfugge l’entrata sulla sinistra che si affaccia su un bel patio. Scorgiamo tavolini di ferro colorato, un bancone del bar affiancato da statue africane, e scaffali stracolmi di oggetti come se si trattasse della bottega di un rigattiere. Non ci pensiamo due volte, oltrepassiamo la porta. Siamo entrati nel mondo di Espai Mescladís: uno “spazio per mischiarsi” (per tradurne letteralmente il nome), una caffetteria all’aperto, che è anche ristorante, ma anche scuola di cucina, spazio di accoglienza per i migranti, fucina di iniziative con l’obiettivo di creare una rete di solidarietà fra persone.

mescladis patio sant pere barcellona

Potete prendere un caffè o gustare ricette etniche provenienti da diverse zone del mondo, preparate dagli alunni della scuola Cuinant Oportunitats (Cucinando Opportunità): qui ragazzi con alle spalle una migrazione e un futuro da ricostruire, possono imparare un mestiere e integrarsi nella comunità, apportando una fettina della cultura che hanno lasciato dall’altro lato del Mediterraneo. Nell’Espai Mescladís si può scegliere di essere semplici clienti che vogliono passare un’ora in un ambiente originale e multiculturale, ma anche dare un contributo più grande partecipando alle iniziative culturali, ai corsi e dalle tante attività promosse durante l’anno.

carrer dels metges sant pere barcellona

I grandi artisti della street art

Se dopo il vostro caffè solidale volete riprendere il cammino, vi consigliamo di proseguire lungo carrer dels Carders in direzione est e approfittare per un giro di ammirazione della street art della zona, perla moderna del quartiere. Uno dei suoi capolavori era presente alla fonte della deliziosa Plaça de Sant Agustí Vell, che conserva un’antica parte medioevale porticata. La fonte di questa piazza è diventata famosa per essere stata decorata dall’artista lituano Ernest Zacharevic, che con le sue colombe ha richiamato l’attenzione di molti curiosi. Il suo lavoro ha infatti dato vita a una narrazione grafica: le due colombe erano originariamente accompagnate da una terza, caduta al suolo, morta, estremamente realistica. Ma qualcuno non ha apprezzato il lugubre riferimento, e la terza colomba è stata cancellata.

zacharevic street art sant pere barcellona

Da quel momento, come forma di protesta e provocazione, diversi artisti hanno aggiunto il loro “terzo elemento”: nel giro di un anno, da qui sono passati cavalli, pulcini, serpenti e addirittura una manifestazione di animali-fumetto, che protestavano per la pronta cancellazione dei loro compagni.
Il rapporto del governo locale con l’arte urbana, è effettivamente ancora molto ruvido. Gli street artisti lavorano spesso in segreto, ma i più famosi di loro sono ormai un’istituzione cittadina ed espongono con orgoglio le loro opere, disseminando messaggi d’amore per la città. Uno di loro, in particolare, ha inaugurato una tecnica nuova, decorando lattine e incollandole alle pareti per creare composizioni in 3D e lanciare messaggi agli abitanti di Barcellona, soprattutto quelli del Raval. Lo chiamano “el artista de latas” (l’artista delle lattine), e ha lasciato il suo segno anche a Sant Pere.

barna street art sant pere barcellona

Un aperitivo all’italiana

Con tutto questo succedersi di esposizioni fotografiche, caffè solidali e street art, il pomeriggio inizia a farsi sera, e ammettetelo: vi è venuta fame! Se volete seguirci poco oltre i confini di Sant Pere, vi facciamo attraversare carrer de la Princesa ed entrare nel Born, per farvi provare un aperitivo in una delle nostre enoteche preferite. Stiamo parlando de “Almacen de Vinos El Soplo“, in calle Mirallers. Nino è un giovane laziale che ha avuto la brillante idea di combinare l’amore che i catalani hanno verso il vino con l’idea dell’aperitivo all’italiana. L’ambiente è caldo e amichevole, e secondo noi di Barselo questo è il posto giusto per gustare un ottimo vino al suono di jazz e riempire la pancia con deliziosi manicaretti.

soplo aperitivo born barcellona

Ogni bicchiere di vino viene servito con un tagliere di salumi, formaggi, verdure e qualche terrina con i piatti del giorno, c’è anche l’opzione vegetariana per chi lo desiderasse! Non esiste un menu da cui scegliere, ogni giorno troverete ingredienti diversi ad accompagnare il vostro calice. Il punto forte della cantina sono i vini di produzione biodinamica, provenienti dalla Catalogna e dall’Italia. Noi di Barselo, che quando si tratta di mangiare e bere non ci tiriamo mai indietro, salutiamo Nino, che scambia sempre volentieri due chiacchiere con i suoi clienti, ci sediamo soddisfatti a una delle botti-tavolino e ci prepariamo a brindare a queste ultime serate estive. Che fate, vi sedete con noi?

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