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Let's Eat

Passione per la birra al Saint George di Ancona

11 ottobre 2016

Non c’è niente di più bello che rilassarsi bevendo una birra in compagnia dei propri amici. Ancora meglio se, poi, la birra assaporata è davvero buona e il cibo lo è altrettanto. Tutto ciò è piacevolmente possibile al Saint George, birreria e ristorantino situato in pieno centro di Ancona, in corso Amendola, la strada parallela al viale della Vittoria (tempo fa vi abbiamo proposto qui un bellissimo percorso da mare a mare che attraversa proprio questa zona). Il Saint George apre i suoi battenti nel 2008, e fin dal primo momento si propone come locale specializzato in birreria artigianale. Nel corso degli anni poi, la sua vera natura e vocazione non cambiano, anzi si rafforzano, confermandosi come uno dei punti di riferimento più importanti in città per gli appassionati di birra.

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È grazie, poi, alla passione e alla profonda conoscenza della materia dei titolari Roberto e Francesco, che il locale, ad oggi, arriva in un anno a proporre circa ducentocinquanta etichette, tra birre alla spina e in bottiglia, provenienti da più di dieci paesi differenti, offrendone una vastissima scelta, con più di una novità a cadenza settimanale. All’altissima qualità delle birre selezionate, per la cena e il dopo cena, si aggiunge una cucina valida e di buon livello.

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Noi di Nuok decidiamo provare alcune tra le specialità più interessanti. Partiamo con un piatto chiamato “Olivieri brother”: è più comunemente conosciuto come Cheesesteak, ed un panino formato da lombata di vitello tagliata molto sottile, saltata sulla piastra, e accompagnato da peperoni e cipolle caramellate. Il tutto è ricoperto di una salsa di formaggi fatta in casa, con scamorza, Cheddar e Fontina.

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Continuiamo, poi, con un panino ripieno di sfilacciato di maiale, insaporito con un trito di spezie e succo di mele, e poi cotta a fuoco basso per 8/9 ore, accompagnato da formaggio cheddar, salsa barbecue e coleslaw; quest’ultima viene preparata con carote, cavolo cappuccio, latte, yougurt, aceto, zucchero, sale e pepe. Per quanto riguarda le salse, tutte rigorosamente fatte in casa, il locale propone delle vere e proprie chicche, a partire dalla famosa e apprezzata guacamole fino al chutney di pere presente nel panino “Porkchop”: ripieno di prosciutto glassato fatto in casa, lasciato a marinare in una salamoia prima e cotto per circa cinque ore poi, condito con fontina, rucola e senape, è uno dei nostri preferiti in assoluto.

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Le porzioni che proviamo noi sono ridotte per poter riuscire a provare tutto, e normalmente si può scegliere, per ogni proposta, la versione panino o al piatto. I prezzi,decisamente contenuti, variano da i 6 euro per le preparazioni più semplici, fino ai 12 per quelle più elaborate. Decidiamo di assaggiare anche la Shepherd Pie, letteralmente “Torta del Pastore”: si tratta di un piatto tipico della tradizione anglosassone fin dal diciottesimo secolo, formato da uno sformato di manzo cotto prima con un soffritto di sedano carote e cipolle e a poi infornato con piselli e purea di patate e una copertura di grana grattato.

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La Torta del Pastore non è una presenza fissa nel menù del locale, considerata anche la laboriosità necessaria alla preparazione, ma da quest’anno viene proposta circa una volta al mese; se vi capiterà di trovarla, vi consigliamo caldamente di provarla. È una delle migliori mai provate, e anche l’unica a essere proposta in città. I proprietari, sempre presenti nel locale, sapranno consigliarvi in maniera professionale e davvero esperta qualora voi siate indecisi sulla scelta di una birra o sull’abbinamento con una pietanza.

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Se avete già mangiato e desiderate qualcosa per il dopo cena, segnaliamo anche una valida selezione di dolci, a partire da una incredibile foresta nera a diversi tipi di panna cotta.

L’atmosfera del locale è piacevolissima, a partire dalla selezione di musica, fino all’arredamento: le pareti sono completamente rivestite da poster, locandine, magliette, e gadget dei più svariati film, cartoni animati e serie tv; gli amanti in particolare dei cult anni ’80 si sentiranno davvero a casa. Insomma, se cercate un posto di ottimo livello, e soprattutto rilassato (non a caso il suo motto, scritto in più parti è “poghe storie”, che in dialetto anconetano equivale a dire “stare tranquilli, non farla tanto lunga”), il Saint George è davvero il locale che fa per voi.

Alla prossima!

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